{"id":132880,"date":"2024-05-15T19:10:56","date_gmt":"2024-05-15T17:10:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=132880"},"modified":"2024-05-15T19:20:46","modified_gmt":"2024-05-15T17:20:46","slug":"scoperte-archeologiche-e-cronologia-della-storia-di-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=132880","title":{"rendered":"Scoperte archeologiche e cronologia della storia di Gerusalemme"},"content":{"rendered":"<p>Con una ricerca durata oltre 10 anni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I RICERCATORI DEL WEIZMANN INSTITUTE STABILISCONO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UNA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CRONOLOGIA ASSOLUTA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PER LA GERUSALEMME DEL REGNO DI GIUDA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gerusalemme \u00e8 stata abitata ininterrottamente per migliaia di anni<\/strong>, fungendo sia da centro di <strong>importanza religiosa sia da centro del potere<\/strong> per diversi regni, ma nonostante il vasto numero di testi storici sulla citt\u00e0 <strong>sussistono ancora numerose lacune nella sua cronologia assoluta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I ricercatori del Weizmann Institute of Science<\/strong>,<strong> in collaborazione con un team di archeologi<\/strong> del sito archeologico della Citt\u00e0 di David, a Gerusalemme, la Israel Antiquities Authority e l&#8217;Universit\u00e0 di Tel Aviv, sono per\u00f2 riusciti <strong>recentemente a tracciare una cronologia dettagliata della Gerusalemme dell&#8217;et\u00e0 del ferro,<\/strong> corrispondente al periodo in cui la citt\u00e0 fungeva da <strong>capitale del biblico Regno di Giuda.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, USA (PNAS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto il materiale reperibile su Gerusalemme, lo studio della sua et\u00e0 del ferro si \u00e8 rivelato molto impegnativo in termini di cronologia assoluta: \u00e8, infatti, un processo che implica l\u2019individuazione di date esatte o di periodi temporali a cui appartengono le diverse prove archeologiche in contrapposizione a una cronologia relativa, che stabilisce l&#8217;ordine degli eventi <strong>basandosi su similitudini architettoniche o su prove ceramiche in altri siti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte di questa sfida davvero impegnativa \u00e8 un fenomeno noto come Plateau di Hallstatt, che \u00e8 legato a una particolare <strong>interazione dei raggi cosmici con l&#8217;atmosfera terrestre nel periodo in questione e che interferisce con l&#8217;uso della datazione al radiocarbonio,<\/strong> il gold standard per determinare l\u2019et\u00e0 di qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fenomeno fa s\u00ec che <strong>per l&#8217;et\u00e0 del ferro, la datazione radioattiva, invece di indicare l&#8217;et\u00e0 specifica di un oggetto, generi un grafico con un&#8217;area piatta per l&#8217;intervallo tra l&#8217;VIII e il V secolo a.C<\/strong>. Pertanto, <strong>la datazione al radiocarbonio generalmente non \u00e8 accurata relativamente a questo intervallo temporale,<\/strong> rendendo il superamento del Plateau di Hallstatt una delle pi\u00f9 grandi sfide per gli studi archeologici dell\u2019ultima parte dell&#8217;et\u00e0 del ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, gli archeologi che hanno esplorato la Gerusalemme dell\u2019et\u00e0 del ferro <strong>si sono sempre basati in prevalenza sui testi biblici e storici e sullo studio della ceramica, piuttosto che sulla datazione al radiocarbonio<\/strong>. Inoltre, <strong>il suo mix di architetture e l\u2019essere stata ininterrottamente abitata per pi\u00f9 di 4.000 anni hanno reso Gerusalemme una sorta di fusione di costruzioni di epoche diverse:<\/strong> \u00e8, infatti, una citt\u00e0 che ha visto numerose guerre, distruzioni e ricostruzioni, con conseguenti aree urbane estese e complesse costruite sulle rovine di ci\u00f2 che le aveva precedute.<\/p>\n<figure id=\"attachment_132884\" aria-describedby=\"caption-attachment-132884\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1r5ud12zl5.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-132884\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1r5ud12zl5-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1r5ud12zl5-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1r5ud12zl5-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/1r5ud12zl5.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-132884\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Israele Gerusalemme <strong style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">La Citt\u00e0 di Davide a Gerusalemme <\/strong><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">Crediti IMOT<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La combinazione di tutti questi elementi ha generato numerose lacune nei processi di ricerca votati a <strong>stabilire una cronologia assoluta della Gerusalemme dell\u2019et\u00e0 del ferro<\/strong> e per colmarle sarebbe, appunto, necessario riuscire ad aggirare le difficolt\u00e0 di datazione legate al Plateau di Hallstatt. Fortunatamente, i ricercatori del Weizmann sono riusciti a fare proprio questo utilizzando la micro-archeologia, un campo relativamente nuovo nell\u2019ambito delle scienze archeologiche, da loro sviluppato. Questo approccio si concentra sull\u2019esame attento dei pezzi di prove che si sono accumulati nei siti, utilizzando strumenti scientifici con un livello di cura e attenzione quasi forense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Si tratta di comprendere a fondo la connessione tra i materiali da datare e gli strati con tracce di occupazione umana o materiale da costruzione: ed \u00e8 cos\u00ec che abbiamo potuto applicare il metodo della micro-archeologia&#8221;, ha affermato la professoressa Elisabetta Boaretto, direttrice della Weizmann\u2019s Scientific Archeology Unit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scavando nella storia di Gerusalemme<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sviluppata negli anni &#8217;40, la datazione al radiocarbonio funziona misurando il radiocarbonio (carbonio-14 o 14C) in un dato oggetto. Il radiocarbonio viene costantemente prodotto nell&#8217;atmosfera e diventa parte del ciclo del carbonio. Questi atomi vengono assorbiti nei tessuti della materia organica come quella delle piante, degli animali e degli esseri umano, ma quando l\u2019organismo vivente muore, smette di assorbire il radiocarbonio. Il 14C subisce un decadimento radioattivo, trasformandosi in azoto-14. Poich\u00e9 il radiocarbonio ha un tasso di decadimento noto, i ricercatori possono utilizzare il numero di atomi di 14C rimanenti per determinare l&#8217;et\u00e0 di qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recandosi nei siti di scavo di Gerusalemme, Boaretto, insieme alla dottoressa Johanna Regev, ha potuto effettuare<strong> pi\u00f9 di 100 misurazioni del radiocarbonio su materiale organico, con una prevalenza di semi carbonizzati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Dobbiamo essere in grado non solo di <strong>raccogliere dal sito materiale come semi, ossa o carbone, ma di identificare il contesto, come, ad esempio, il luogo in cui i semi sono stati bruciati&#8221;<\/strong>, afferma Boaretto. \u201cRaggiungiamo questo obiettivo con i metodi che abbiamo sviluppato nel corso degli anni, utilizzando gli strumenti analitici che abbiamo in Weizmann e che portiamo con noi anche sul campo. In questo modo possiamo andare oltre l\u2019analisi archeologica standard di un sito\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, i ricercatori hanno <strong>separato il materiale originale dai contaminanti e hanno effettuato misurazioni multiple del radiocarbonio<\/strong> presso il Weizmann\u2019s Dangoor Research Accelerator Mass Spectrometry (D-REAMS) Laboratory per ottenere il massimo livello di accuratezza e precisione nella datazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong>Conosciamo come si \u00e8 formato il sito, quindi quando raccogliamo semi o campioni di malta a esso relativi, possiamo essere sicuri se fossero o non fossero l\u00ec quando il sito \u00e8 stato costruito.<\/strong> E ci\u00f2 significa che partendo da ci\u00f2 possiamo datare il sito stesso\u201d, ha continuato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il superamento del Plateau di Hallstatt \u00e8 stato reso possibile anche grazie all&#8217;aiuto di 100 anelli di alberi con datazione da calendario<\/strong>, parte di noti archivi. La datazione degli anelli degli alberi, nota anche come dendrocronologia, si basa sul fatto che fino alla sua morte un albero cresce di un anello ogni anno. Pi\u00f9 anelli ha un albero, pi\u00f9 \u00e8 vecchio. <strong>Combinando questo tipo di dato con il metodo del radiocarbonio, i ricercatori sono stati in grado di ottenere una determinazione pi\u00f9 precisa e dettagliata della concentrazione di radiocarbonio nell\u2019atmosfera<\/strong> durante il periodo di interesse, processo che ha contribuito anche a creare una cronologia assoluta. In particolare, questo studio \u00e8 stato reso possibile da un esperimento organizzato dal dotto. Lior Regev presso D-REAMS, l&#8217;acceleratore dedicato alla ricerca di Weizmann.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esistenza di due eventi storici avvenuti in date ben stabilite \u2013<strong> la distruzione di Gerusalemme da parte dei babilonesi nel 586 a.C. e il terremoto dell\u2019VIII secolo a.C., con le successive opere di ricostruzione<\/strong> \u2013 ha contribuito a fornire ulteriori informazioni sul comportamento del radiocarbonio nell\u2019atmosfera. I ricercatori hanno notato differenze tra il radiocarbonio nel materiale della regione rispetto alla concentrazione misurata negli anelli degli alberi europei e americani nello stesso periodo. Queste differenze &#8211; quando, cio\u00e8, i dati del radiocarbonio non corrispondono a come pensiamo dovrebbero essere, grazie agli anelli degli alberi &#8211; sono chiamare \u201coffset\u201d e comprenderle pu\u00f2 essere di fondamentale importanza per gli scienziati che studiano il clima e l\u2019atmosfera, cos\u00ec come per le cronologie archeologiche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_132883\" aria-describedby=\"caption-attachment-132883\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/0d093eslzf.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-132883\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/0d093eslzf-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/0d093eslzf-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/0d093eslzf-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/0d093eslzf.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-132883\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">Gerusalemme, Citt\u00e0 Antica<\/span><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\">Credit Ricky Rachman<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un promettente approccio archeologico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 grande risultato dello studio \u00e8 stato il successo nel <strong>creare una cronologia assoluta, con dettagli e fedelt\u00e0 senza precedenti, per una citt\u00e0 abitata senza soluzione di continuit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, i ricercatori sono stati in grado di <strong>fornire prove concrete della diffusa presenza di insediamenti umani a Gerusalemme gi\u00e0 nel XII secolo a.C.<\/strong> Un&#8217;espansione verso ovest della citt\u00e0 \u00e8 stata fatta risalire <strong>al IX secolo a.C. determinando la tempistica della costruzione di un grande edificio antico.<\/strong> Stabilire le date di <strong>un grande sconvolgimento urbanistico ha permesso di attribuirlo a un devastante terremoto e a un ulteriore sviluppo fino al 586 a.C.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, mentre ricerche precedenti avevano attribuito<strong> la riqualificazione post-terremoto al re Ezechia, la datazione al radiocarbonio e la cronologia mostrano che probabilmente \u00e8 avvenuta durante il regno di re Uzzia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGerusalemme \u00e8 una citt\u00e0 viva; non \u00e8 come un tell costruito come una sequenza di strati\u201d, commenta Boaretto. \u201cQuesta \u00e8 una citt\u00e0 che \u00e8 stata costantemente ricostruita nell\u2019arco di tutto questo periodo e le prove archeologiche sono sparse. Ma nonostante queste sfide, strati e strati di costruzioni e il Plateau di Hallstatt, siamo riusciti a mettere insieme la sua cronologia assoluta nel corso dell\u2019et\u00e0 del ferro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I metodi sviluppati nello studio potrebbero avere un impatto che va oltre la cronologia Gerusalemme, poich\u00e9 i problemi legati all\u2019uso della datazione al radiocarbonio nei siti dell\u2019et\u00e0 del ferro sono globalmente diffusi. L&#8217;approccio micro-archeologico sviluppato dal team potr\u00e0 quindi essere utilizzato in molti altri siti, contribuendo a <strong>colmare le lacune relative a questo periodo cruciale per lo sviluppo e per la storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/strong><br \/>\nNon, quindi, un\u2019impresa poi tanto \u201cpiccola\u201d per ci\u00f2 che viene definito micro-archeologia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di ricerca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio \u00e8 stato condotto dalla professoressa Elisabetta Boaretto e dalla dottoressa Johanna Regev, che hanno lavorato con la dottoressa Lior Regev ed Eugenia Mintz, anch\u2019esse parte della Weizmann\u2019s Scientific Archeology Unit. La ricerca \u00e8 stata condotta in collaborazione con gli archeologi dottor Joe Uziel della Israel Antiquities Authority, il professor Yuval Gadot dell&#8217;Universit\u00e0 di Tel Aviv e i loro colleghi. Tra gli autori dello studio figurano anche Helena Roth, il dottor Nitsan Shalom e il dottor Nahshon Szanton dell&#8217;Universit\u00e0 di Tel Aviv; Ortal Chalaf e il dottor Yiftah Shalev della Israel Antiquities Authority; Efrat Bocher dell&#8217;Universit\u00e0 Bar-Ilan; la professoressa Charlotte L. Pearson dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Arizona; e David M. Brown della Queen&#8217;s University di Belfast.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La professoressa Elisabetta Boaretto \u00e8 titolare della Dangoor Chair of Achaeological Science ed \u00e8 a capo del Dangoor Research Accelerator Mass Spectrometry Laboratory e dell\u2019Helen and Martin Kimmel Center for Archaeological Science.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Image<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crediti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">https:\/\/www.weizmann.ac.il\/ArchaeologyUnit\/centers<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una ricerca durata oltre 10 anni &nbsp; I RICERCATORI DEL WEIZMANN INSTITUTE STABILISCONO UNA CRONOLOGIA ASSOLUTA PER LA GERUSALEMME DEL REGNO DI GIUDA Gerusalemme<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":125528,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[131,14,19071],"tags":[29981,29980],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=132880"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":132885,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/132880\/revisions\/132885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/125528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=132880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=132880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=132880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}