{"id":133528,"date":"2024-06-11T18:32:33","date_gmt":"2024-06-11T16:32:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=133528"},"modified":"2024-06-11T19:14:25","modified_gmt":"2024-06-11T17:14:25","slug":"milano-weekend-al-museo-poldi-pezzoli-nuovo-capolavoro-interno-del-pantheon-1743","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=133528","title":{"rendered":"Milano weekend al museo Poldi Pezzoli &#8211; nuovo capolavoro: Interno del Pantheon (1743)"},"content":{"rendered":"<p><strong>UN CAPOLAVORO IN DONO<\/strong><\/p>\n<p><strong>INTERNO DEL PANTHEON di GIAN PAOLO PANINI <\/strong><\/p>\n<p><strong>VIENE DONATO AL MUSEO POLDI PEZZOLI DA GIOVANNA ZANUSO<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_133532\" aria-describedby=\"caption-attachment-133532\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-133532\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6-300x217.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6-300x217.png 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6-415x300.png 415w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6.png 545w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-133532\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La collezione del Museo Poldi Pezzoli oggi si arricchisce di un nuovo capolavoro: il suggestivo dipinto <strong><em>Interno del Pantheon<\/em> (1743) di Gian Paolo Panini \u00e8 stato donato da Giovanna Zanuso<\/strong> e andr\u00e0 ad accrescere la collezione settecentesca della casa museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl Museo festeggia con entusiasmo il dono di Giovanna Zanuso\u2013 <\/em><strong>dichiara l\u2019architetto Alessandra Quarto, direttore del Museo<\/strong> \u2013<em> generosa mecenate da sempre vicina alle istituzioni culturali accogliendo nella collezione del \u2018700 un\u2019opera di grandissima qualit\u00e0 e straordinaria bellezza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019artista, \u00e8 famoso soprattutto per i suoi dipinti profani<\/strong>, eseguiti dopo il trasferimento a Roma:<strong> Panini, nato il 17 giugno 1691 a Piacenza, arriv\u00f2 ben presto a Roma (nel 1711), dove dipinse capricci e pezzi architettonici in uno stile vigoroso anche se un po&#8217; eccentrico,<\/strong> e gi\u00e0 nel <strong>1719, quando fu ammesso all&#8217;Accademia di San Luca e ai virtuosi al Pantheon, era un astro nascente<\/strong> del mondo artistico romano: tele monumentali con celebrazioni di feste, vedute di rovine e interni delle pinacoteche dei pi\u00f9 importanti collezionisti dell\u2019epoca erano i suoi soggetti pi\u00f9 famosi e apprezzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In assenza di dati certi sulla prima formazione artistica, \u00e8 forse possibile ritenere che Panini fosse autodidatta: secondo Carlo Carasi (1780), egli si trasfer\u00ec a Roma nel 1711, fatti \u00abalcuni quadri di architettura con la semplice scorta de\u2019 suoi studi teorici\u00bb. <strong>A spingerlo nell\u2019Urbe furono verosimilmente il desiderio di studiare l\u2019architettura antica<\/strong> e forse anche i consigli di qualche influente concittadino legato alla nutrita colonia piacentina di Roma, ove spiccavano il conte Francesco Landi (futuro arcivescovo di Benevento e cardinale) e il marchese Ubertino Landi, fondatore dell\u2019Arcadia piacentina. Panini prese alloggio in piazza Farnese, nella parrocchia di S. Caterina della Rota, dove visse fino al 1722.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto tra Giovanna Zanuso e il Museo \u00e8 ormai di lunga data; gi\u00e0 nel 2020 aveva sostenuto il restauro a cura dell\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze della famosa <em>Madonna con il Bambino<\/em> di Andrea Mantegna, protagonista poi di un\u2019esposizione dossier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus si occupa infatti da anni di riportare alla luce la bellezza del nostro patrimonio artistico, sostenendo prestigiose istituzioni come il Museo Poldi Pezzoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Sono felice di poter donare quest\u2019opera al Museo Poldi Pezzoli, a cui sono legata da un rapporto decennale<\/em> \u2013 dichiara <strong>Giovanna Zanuso, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus<\/strong> \u2013 <em>Sono molto affezionata a<\/em> \u201c<em>Interno del Pantheon<\/em>\u201d <em>un dipinto che ha sempre accolto chiunque entrasse a casa mia e credo che oggi la casa del Poldi Pezzoli sia lo scrigno migliore per accoglierlo e valorizzarlo nella sua straordinaria collezione<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019opera donata, un olio su tela di grandi dimensioni (135,6 x 97,2 cm),<\/strong> firmato e datato \u201cRoma, 1743\u201d, rappresenta, con dovizia di particolati,<strong> l\u2019interno del Pantheon: ai tempi di Panini<\/strong>, come ai nostri, il Pantheon era una delle grandi attrazioni turistiche di Roma. <strong>Si ritiene che sia stato iniziato nel I3-114 d.C. durante il regno dell&#8217;imperatore Traiano (98-117 d.C.) e che sia stato dedicato nel125-126 sotto Adriano (117-138 d.C.). \u00c8 costruito in calcestruzzo e ha una pianta di 43 metri di diametro cos\u00ec come l\u2019altezza, configurandosi come una sfera perfetta.<\/strong> Nel 609 d.C. fu trasformato da Papa Bonifacio IV in una chiesa dedicata ai martiri cristiani, Sancta Maria ad Martyres, il che spiega la sua sopravvivenza. Secondo una fonte antica, <strong>Bonifacio chiese all&#8217;imperatore Foca a Costantinopoli di ordinare che nel vecchio tempio chiamato Pantheon, dopo aver rimosso la sporcizia pagana, fosse costruita una chiesa dedicata alla Vergine Maria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L&#8217;Interno del Pantheon<\/em> \u00e8 una delle composizioni pi\u00f9 note di Panini e viene spesso riprodotta in libri e articoli sul Pantheon come l&#8217;immagine che meglio trasmette l&#8217;esperienza dell&#8217;interno e della decorazione prima delle modifiche apportate nel 1756<\/strong>. Esistono due versioni distinte, una con due colonne di schermatura e una senza. La versione finora sconosciuta di Richard Green, firmata e datata 1743, appartiene a questa seconda tipologia e costituisce un&#8217;importante aggiunta al corpus delle rappresentazioni paniniane del soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Formatosi nel campo dell&#8217;architettura e del design teatrale, <strong>Panini ha manipolato la prospettiva per mostrare una visione dell&#8217;interno pi\u00f9 ampia di quanto sia possibile<\/strong> da ogni singolo punto. Il punto di vista \u00e8 all&#8217;interno dell&#8217;edificio, di fronte all&#8217;ingresso. I portali si aprono sulle colossali colonne del portico e su uno scorcio dell&#8217;obelisco nella piazza antistante la chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Museo Poldi Pezzoli per celebrare il dono ricevuto sta lavorando al progetto di riallestimento della Sala del Settecento con esperti studiosi e con le curatrici della pittura e delle arti decorative del XVIII secolo.\u00a0 Una operazione doverosa e necessaria che consentir\u00e0 di valorizzare la collezione del museo (Canaletto, Guardi, Tiepolo, Panini) e accogliere il prezioso dono ricevuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La nuova sala dedicata al Settecento sar\u00e0 inserita nell\u2019ala cosiddetta Franzini<\/strong> in modo da favorire il percorso dei visitatori e entrare pi\u00f9 facilmente in dialogo con la collezione.<\/p>\n<div><strong>Museo Poldi Pezzoli<\/strong><br \/>\n<strong>Via Manzoni 12 &#8211; Milano<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>02 794889 | 02 796334<\/strong><\/div>\n<div>\n<p><strong><a href=\"mailto:info@museopoldipezzoli.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@museopoldipezzoli.org<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.give-newsletter.cloud\/index.php?pagina=newsletter&amp;action=link&amp;idnewsletter=512&amp;logN=4D5553454F50455A5A4F4C49&amp;idlink=46&amp;users=16866\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.give-newsletter.cloud\/index.php?pagina%3Dnewsletter%26action%3Dlink%26idnewsletter%3D512%26logN%3D4D5553454F50455A5A4F4C49%26idlink%3D46%26users%3D16866&amp;source=gmail&amp;ust=1718207955277000&amp;usg=AOvVaw2vSCOJ1b9n8UcEbK1mxHMN\">www.museopoldipezzoli.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Orari<\/strong><br \/>\nDa mercoled\u00ec a luned\u00ec 10 &#8211; 19:30<\/p>\n<\/div>\n<div>Marted\u00ec chiuso<\/div>\n<div>Biglietti 14\/10 euro<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN CAPOLAVORO IN DONO INTERNO DEL PANTHEON di GIAN PAOLO PANINI VIENE DONATO AL MUSEO POLDI PEZZOLI DA GIOVANNA ZANUSO La collezione del Museo Poldi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":133533,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[30129,30130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=133528"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":133534,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133528\/revisions\/133534"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/133533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=133528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=133528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=133528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}