{"id":133718,"date":"2024-06-16T07:38:47","date_gmt":"2024-06-16T05:38:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=133718"},"modified":"2024-06-17T18:03:09","modified_gmt":"2024-06-17T16:03:09","slug":"salute-febbre-oropouche-in-veneto-lattenzione-e-importante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=133718","title":{"rendered":"Salute &#8211; Febbre Oropouche in Veneto &#8211; l&#8217;attenzione \u00e8 importante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ricevo dal <strong>Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali<\/strong> e Microbiologia dell\u2019IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Vlapolicella, Verona).<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Primo caso in Europa di febbre Oropouche: diagnosticata in <span style=\"text-decoration: underline;\">Veneto<\/span> all\u2019IRCCS di Negrar.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Potenziali vettori (zanzare e moscerini) diffusi anche in Italia.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>Si tratta di un virus <\/em>diffuso normalmente nella regione amazzonica, ora diffuso <em><strong>in Bolivia, Brasile, Colombia,\u00a0 Per\u00f9 e Cuba.<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Un turista ha portato la malattia dai Caraibi in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Possibile rischio di infezioni autoctone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali e Microbiologia dell\u2019IRCCS di Negrar \u201c<em>Monitorare e sorvegliare per individuare con tempestivit\u00e0 potenziali rischi di salute pubblica<\/em>\u201d<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2013 Il Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali e Microbiologia dell\u2019IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar ha<strong> diagnosticato il primo caso in Europa di febbre Oropouche,<\/strong> <strong>in una paziente con una storia recente di viaggi nella regione tropicale caraibica.<\/strong> Il caso \u00e8 stato gi\u00e0 segnalato alle autorit\u00e0 sanitarie e alla ASL di competenza della Regione Veneto, nonch\u00e9 ai servizi di informazione e monitoraggio internazionali.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il virus \u00e8 stato isolato nel laboratorio BSL3 del Dipartimento, primo passo per poter sviluppare test diagnostici specifici e studi sulla capacit\u00e0 di veicolare il virus<\/strong> da parte dei <strong>potenziali vettori (zanzare e moscerini) diffusi anche in Italia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>La febbre Oropouche \u00e8 una delle arbovirosi pi\u00f9 diffuse del Sud-America, con\u00a0oltre 500.000 casi diagnosticati\u00a0dal 1955 a oggi, un numero probabilmente sottostimato viste le limitate risorse diagnostiche disponibili nell\u2019area di diffusione &#8211;\u00a0<\/em><strong>spiega Federico Giovanni Gobbi<\/strong><strong>, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali e Microbiologia dell\u2019IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar<\/strong>\u00a0-.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>Dall&#8217;ultimo aggiornamento epidemiologico<strong> risultano tra la fine del 2023 ed i primi mesi del 2024 pi\u00f9 di 5.000 casi di febbre Oropouche in Bolivia, Brasile, Colombia e Per\u00f9, ed ultimamente anche a Cuba<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>I sintomi della <strong>febbre Oropouche si manifestano di solito dopo 3-8 giorni dalla puntura dell\u2019insetto vettore, e sono in gran parte sovrapponibili a quelli di altre febbri virali tropicali come dengue, Zika o chikungunya:\u00a0febbre alta\u00a0(oltre i 39 \u00b0C)<\/strong> accompagnata da\u00a0mal di testa, dolore retrorbitale, malessere generale, mialgia, artralgia, nausea, vomito e fotofobia.\u00a0<\/em><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>Sono stati inoltre r<strong>egistrati sporadici casi di interessamento del sistema nervoso centrale, come\u00a0meningite\u00a0ed\u00a0encefalite.<\/strong> Nel\u00a060% circa dei casi\u00a0<strong>dopo la prima fase acuta\u00a0i sintomi si ripresentano, in forma meno grave: di solito da due a dieci giorni, ma anche dopo un mese dalla prima comparsa\u201d<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>La\u00a0febbre Oropouche\u00a0\u00e8 causata dall\u2019omonimo virus (OROV), scoperto nel 1955 nel sangue di un lavoratore forestale di Trinidad e Tobago &#8211;\u00a0<\/em><strong>prosegue Concetta Castilletti<\/strong><strong>, responsabile dell\u2019Unit\u00e0 di Virologia e Patogeni Emergenti dell\u2019IRCCS Sacro Cuore Don Calabria\u00a0di Negrar\u00a0<\/strong>-.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Si tratta di un virus diffuso normalmente nella regione amazzonica, ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 rilevante \u00e8 che si tratta di un virus che viene trasmesso all\u2019uomo dalle punture di insetti, in particolare moscerini e zanzare<\/em>.\u00a0<\/strong><em>Le arbovirosi come la febbre Oropouche, o come dengue, Zika, chikungunya, costituiscono una delle emergenze di salute pubblica con le quali dobbiamo abituarci a convivere. <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I\u00a0cambiamenti climatici\u00a0e\u00a0l\u2019aumento degli spostamenti delle popolazioni\u00a0umane rischiano di rendere\u00a0endemici\u00a0anche alle nostre latitudini virus un tempo confinati nella fascia tropicale. \u00c8 fondamentale essere sempre\u00a0preparati a rispondere\u00a0all\u2019emergenza di patogeni che non sono abitualmente diffusi nella fascia mediterranea, e sotto questo aspetto l\u2019essere riusciti ad isolare il virus OROV nel nostro laboratorio ci fornisce un\u2019arma in pi\u00f9 per affinare la diagnostica e la ricerca\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>La diagnosi di febbre Oropouche effettuata dall\u2019IRCCS Sacro Cuore Don Calabria<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<strong>conclude\u00a0Gobbi\u00a0<\/strong>&#8211;\u00a0<em>conferma <strong>l\u2019importanza di disporre di presidi specializzati, in grado di monitorare costantemente l\u2019andamento delle arbovirosi e di altre patologie trasmissibili.<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La duplice specializzazione del nostro IRCCS in\u00a0malattie infettive e tropicali<\/strong>, e il fatto che da oltre trent\u2019anni sia presente presso il nostro ospedale un\u00a0<strong>servizio di medicina dei viaggiatori, ci mettono nelle condizioni di poter individuare con tempestivit\u00e0 l\u2019emergenza di\u00a0potenziali rischi di salute pubblica,<\/strong> che in questo modo possono essere<strong> gestiti sul nascere grazie alla\u00a0consolidata collaborazione<\/strong> con le autorit\u00e0 sanitarie della provincia di Verona e della Regione Veneto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricevo dal Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali e Microbiologia dell\u2019IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Vlapolicella, Verona). 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