{"id":134083,"date":"2024-06-27T07:30:00","date_gmt":"2024-06-27T05:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=134083"},"modified":"2024-06-26T21:26:29","modified_gmt":"2024-06-26T19:26:29","slug":"134083","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=134083","title":{"rendered":"Donne speciali &#8211; Silvia De Marchi &#8211; importanza della psicologia"},"content":{"rendered":"<p>SULLE TRACCE DI SILVIA DE MARCHI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allieva di Vittorio Benussi, ai tempi <strong>unica donna assistente a Filosofia e Lettere, pioniera negli studi<\/strong> sulla percezione della numerosit\u00e0 che ancora oggi trovano conferma nella letteratura scientifica. A cento anni dalla discussione della tesi, pubblicata su \u00abPerception\u00bb .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La percezione di numerosit\u00e0<\/strong> \u00e8 comunemente indagata con l\u2019utilizzo di <strong>insiemi di oggetti e chiedendo agli individui di indicare quello che contiene pi\u00f9 elementi o invitando i partecipanti a stimare la quantit\u00e0 numerica presentata, senza contare<\/strong> (Piazza, 2010)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019analisi sull\u2019importanza della ricerca della De Marchi in Psicologia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Psicologia, i nomi di Vittorio Benussi e Cesare Musatti suonano familiari anche ai non esperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintetizzando per date, <strong>Benussi tenne a Padova nel 1919 il primo corso di Psicologia sperimentale a cui faranno seguito un Istituto, una Facolt\u00e0 e una Scuola che nascono sotto la sua egida<\/strong>. Il Laboratorio di Psicologia, fondato da Benussi in poche stanze e con mezzi scarsi in Corte Capitaniato nel 1920, fu poi diretto, a partire dal 1928, da Musatti, suo primo allievo, superando difficolt\u00e0 via via crescenti fino alla fine degli anni \u201930, quando dovette emigrare a Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra Benussi e Musatti, in secondo piano \u00e8 sempre rimasta Silvia De Marchi (Pavia, 1897 \u2013 Padova, 1936), allieva anch\u2019ella di Vittorio Benussi,<\/strong> tra i suoi primi collaboratori all\u2019Istituto di Psicologia, e poi moglie di Musatti, dal quale ebbe un figlio, Riccardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grazie alla pubblicazione su \u00abPerception\u00bb dal titolo \u201cSilvia De Marchi (1929) on numerical estimation:<\/strong> <strong>A translation and commentary\u201d,<\/strong> due docenti dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, Marco Bertamini del Dipartimento di Psicologia Generale e Andrea Bobbio del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata, <strong>fanno luce sulle intuizioni scientifiche di Silvia De Marchi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo propone <strong>per la prima volta una traduzione in lingua inglese dell\u2019importante contributo pubblicato dalla ricercatrice nel 1929 in italiano, che riassume un tema della sua tesi di laurea,<\/strong> discussa 100 anni fa: il 24 giugno 1924.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Recuperare il pensiero scientifico dei primi lavori sulla numerosit\u00e0<\/strong> d<strong>i Silvia De Marchi permette di farla uscire da un cono d\u2019ombra durato cent\u2019anni e sottolineare come, nella sua seppur brevissima carriera, abbia prodotto lavori originali<\/strong> che <strong>hanno anticipato alcuni temi indagati ancora oggi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi e la carriera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Silvia De Marchi studiava Lettere quando, nel 1920, inizi\u00f2 a frequentare le lezioni e poi le attivit\u00e0 del Laboratorio di Benussi.<\/strong> <strong>Nel 1924 si laure\u00f2 in Filosofia discutendo<\/strong> \u2013 tra le prime donne nel Regno d\u2019Italia \u2013 una tesi in<strong> Psicologia sperimentale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl suo lavoro empirico fu l\u2019unico supervisionato da Benussi durante i nove anni che trascorse a Padova. Nel 1925, De Marchi fu nominata assistente volontaria, una posizione non retribuita al primo livello della carriera accademica. In particolare, in un ambiente universitario dominato dagli uomini, \u00e8 significativo notare &#8211; dice Andrea Bobbio &#8211; che Benussi fece spazio a una donna. <strong>Nel 1925 nessuna donna ricopriva una posizione apicale in Ateneo<\/strong>. Solo il 7% circa degli assistenti all\u2019insegnamento o alla ricerca erano donne e lavoravano principalmente nelle Facolt\u00e0 di Medicina e di Scienze\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Silvia De Marchi fu l\u2019unica donna assistente nella Facolt\u00e0 di Filosofia e Lettere.<\/strong> Dopo la prematura morte di Benussi, nel 1927, continu\u00f2 a collaborare con Musatti, che spos\u00f2 nel 1932. Mor\u00ec ancora giovane nel 1936, in seguito alle complicazioni di un\u2019infezione all\u2019orecchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tesi di laurea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Silvia De Marchi, come Benussi, aveva vari interessi di ricerca. La sua tesi, dopo una solida premessa teorica, si articola in tre sezioni empiriche. La prima riguarda la diagnosi di imputabilit\u00e0,<strong> usando le associazioni libere come strumento per distinguere la verit\u00e0 dalla menzogna<\/strong>. La seconda,<strong> i sintomi respiratori che accompagnano l\u2019esperienza del mentire,<\/strong> individuati con il metodo pneumografico messo a punto da Benussi. La terza indaga <strong>la valutazione di collettivit\u00e0 o numerosit\u00e0, un tema sperimentale importante di per s\u00e9,<\/strong> ma anch\u2019esso inquadrato entro la psicologia <strong>applicata alla testimonianza in ambito giuridico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa la percezione della numerosit\u00e0, De Marchi afferma chiaramente di <strong>studiare come la numerosit\u00e0 di elementi semplici \u2013 puntini bianchi proiettati su uno sfondo scuro \u2013, possa essere stimata (valutata) con un solo sguardo, senza contare.<\/strong> L\u2019ipotesi \u00e8 che gli osservatori abbiano impressioni dirette della numerosit\u00e0, un\u2019idea strettamente legata all\u2019esistenza di un meccanismo per la stima. Benussi aveva gi\u00e0 iniziato ad approfondire questo tema dal 1908, mentre lavorava all\u2019Universit\u00e0 di Graz, e a Padova lo consegn\u00f2 a Silvia De Marchi intorno al 1922, avendo apprezzate la seriet\u00e0 e l\u2019acribia della giovane studiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019importanza e originalit\u00e0 della sua ricerca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Silvia De Marchi mostr\u00f2 un autentico talento per la ricerca sperimentale, in modo allineato con lo stile di Benussi. Il suo contributo allo studio della numerosit\u00e0 si distingue per singolarit\u00e0; <strong>infatti, la procedura sviluppata da Benussi e da De Marchi ha anticipato il metodo di stima della grandezza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Silvia De Marchi parte dall\u2019osservazione che<strong> la tendenza a sovrastimare o sottostimare \u00e8 una caratteristica stabile degli osservatori, cio\u00e8 che le persone tendono a essere coerenti sotto questo aspetto,<\/strong> potendo quindi essere <strong>raggruppate in due categorie<\/strong>. Inoltre, osserva che <strong>la stima non \u00e8 maggiormente influenzata dalla conoscenza del numero esatto,<\/strong> perch\u00e9 gli osservatori hanno un\u2019impressione diretta della numerosit\u00e0, e questa percezione \u00e8 diversa dal conteggio o dal ragionamento sulla numerosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa ricercatrice padovana \u00e8 riuscita a <strong>identificare diversi fattori chiave che influenzano la stima quali l\u2019estensione (della superficie su cui si trovano i punti), la configurazione (di forma regolare oppure no), la densit\u00e0 e il tempo di esposizione.<\/strong> E questi fattori sono coerenti con quanto emerso nella letteratura pi\u00f9 recente &#8211; afferma Marco Bertamini -. Ad esempio, per quanto riguarda il raggruppamento, l\u2019autrice osserva che <strong>quando gli osservatori percepiscono che la configurazione \u00e8 scomponibile in sottogruppi, tendono a sottostimare,<\/strong> e <strong>lavori recenti hanno confermato queste osservazioni: la creazione di sottogruppi, ad esempio con colori diversi, porta a una sottostima,<\/strong> come anche il raggruppamento degli elementi, per vicinanza, porta a una sottostima\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLunga, tormentata fu la vicenda dell\u2019insegnamento di psicologia e di Cesare Musatti. La tradizione instaurata dall\u2019istriano Vittorio Benussi era giovane, fervida, moderna [\u2026]. \u2013 scriveva Giacomo Devoto, ricordando i suoi anni padovani in un articolo del 1971 dal titolo \u201cSpiriti liberi\u201d -Pure, i modesti locali della Corte Capitaniato erano evocatori. Li animavano le frequenti visite di Concetto Marchesi [\u2026]. In questa aveva una parte la figura di Silvia De Marchi, cos\u00ec gentile, serena, ferma.\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quindi<strong> opportuno tributare il dovuto merito non solo alla presenza aneddotica, ma anche al pionieristico lavoro scientifico sviluppato da Silvia De Marchi, rendendolo finalmente accessibile nella letteratura internazionale<\/strong> e contribuendo cos\u00ec a una ricostruzione pi\u00f9 equa della storia della psicologia accademica patavina (e italiana), e, pi\u00f9 in generale, della storia della scienza.<\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 COPERTINA: &#8221; Natura &#8211; Stiamo morendo aiutateci ! &#8221; 2013<\/strong> -Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013 Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta \u00e8 vietata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SULLE TRACCE DI SILVIA DE MARCHI Allieva di Vittorio Benussi, ai tempi unica donna assistente a Filosofia e Lettere, pioniera negli studi sulla percezione della<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,25,9411],"tags":[30265,30266],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134083"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=134083"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134083\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":134087,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134083\/revisions\/134087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=134083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=134083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=134083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}