{"id":134957,"date":"2024-07-18T18:14:25","date_gmt":"2024-07-18T16:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=134957"},"modified":"2024-07-19T19:30:34","modified_gmt":"2024-07-19T17:30:34","slug":"mostre-al-femminile-a-napoli-dal-19-luglio-artemisia-gentileschi-ritorna-a-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=134957","title":{"rendered":"Mostre al femminile a Napoli &#8211; dal 19 luglio Artemisia Gentileschi ritorna a Napoli"},"content":{"rendered":"<p>DA DOMANI<\/p>\n<p>Anche la sola sede della mostra merita la visita: <strong>\u00a0Complesso Monumentale di S. Chiara &#8211; composto da Monastero, Basilica e Convento<\/strong> &#8211;\u00a0 costruito dal <strong>1310 al 1340.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;ARTEMISIA GENTILESCHI.<\/strong><br \/>\n<strong>UN GRANDE RITORNO A NAPOLI DOPO 400 ANNI&#8221;<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_134964\" aria-describedby=\"caption-attachment-134964\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-134964\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena-300x259.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena-1024x883.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena-768x662.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena-348x300.jpg 348w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Gntileschi-_Maddalena.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-134964\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Maddalena -Artemisia Gentileschi<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un grande evento per la citt\u00e0 di Napoli:<\/strong> la Maddalena, capolavoro di Artemisia Gentileschi dipinto nella citt\u00e0 partenopea nel 1630, torna ad essere visibile a tutti dopo 400 anni.<br \/>\nL\u2019opera sar\u00e0 esposta in uno dei luoghi pi\u00f9 belli della citt\u00e0: il magnifico e celebre Complesso Monumentale di S. Chiara.<\/p>\n<figure id=\"attachment_134963\" aria-describedby=\"caption-attachment-134963\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Foto-18-07-24-10-39-23.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-134963\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Foto-18-07-24-10-39-23-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Foto-18-07-24-10-39-23-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Foto-18-07-24-10-39-23-534x300.jpg 534w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Foto-18-07-24-10-39-23.jpg 756w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-134963\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle Maddalena &#8211; Artemisia GentileschiMaddalena &#8211; Artemisia Gentileschi<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La collaborazione tra la Provincia dei Frati Minori di Napoli e Arthemisia ha reso possibile avviare un nuovo rilevante progetto culturale, che vedr\u00e0 gli spazi del Chiostro Maiolicato di Santa Chiara ospitare capolavori della storia dell\u2019arte e anche grandi mostre, come quella dedicata a San Francesco e a Santa Chiara che avr\u00e0 luogo nella primavera del 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19 luglio 2024 &#8211; 19 gennaio 2025<\/strong><br \/>\n<strong>Complesso monumentale di Santa Chiara, Napoli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta, dopo circa 400 anni, <strong>la Maddalena &#8211; capolavoro a firma di Artemisia Gentileschi \u2013 torna visibile a Napoli<\/strong>, <strong>citt\u00e0 in cui fu dipinta tra il 1630 e il 1635,<\/strong> per un\u2019esposizione unica all\u2019interno dei meravigliosi spazi del Complesso Monumentale di Santa Chiara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conservata gelosamente per secoli in collezioni private<\/strong>, negli ultimi cento anni la Maddalena si trovava nella prestigiosa collezione Sursock, a Beirut, dove fu gravemente danneggiata nella nota esplosione del 4 agosto 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sapientemente restaurata<\/strong> grazie all\u2019intervento di Arthemisia, l\u2019opera \u00e8 tornata oggi agli antichi splendori, mostrando tutti i caratteri di stile e di narrazione visiva propri del lungo periodo trascorso da <strong>Artemisia a Napoli dove visse dal 1630 fino alla morte nel 1654<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLa datazione al 1630-1635 coincide con l\u2019arrivo a Napoli di Artemisia<\/strong>, periodo durante il quale nei suoi dipinti<strong> abbondano i toni del giallo e del blu.<\/strong> La santa \u00e8 raffigurata in un momento di <strong>dialogo con il divino, i suoi occhi non sono \u201cpieni di lacrime\u201d<\/strong> (Hall): assistiamo a una diversa risposta emotiva, non dovuta a una plateale \u201cvisione angelica in cielo\u201d ma a <strong>un travaglio interiore che la porta coscientemente al gesto di rinuncia alla vanit\u00e0<\/strong>, <strong>rappresentata dalla collana di perle.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>gesto, altro tema peculiare dell\u2019arte barocca, \u00e8 potente, ma allo stesso tempo cortese:<\/strong> la collana viene delicatamente staccata dalla mano destra portata verso il petto, <strong>non \u00e8 strappata in preda a una artificiosa folgorazione,<\/strong> e dunque assistiamo all\u2019attimo in cui questo simbolo sta gi\u00e0 delicatamente abbandonando il collo della donna. <strong>Accanto alla Maddalena sono il vaso degli unguenti sul tavolo alle sue spalle, i gioielli<\/strong> e quello che sembra uno specchio in una cesta, dettaglio iconografico gi\u00e0 presente nella Maddalena di Artemisia a Palazzo Pitti (1617-1620). La figura \u00e8 vista da un punto leggermente ribassato, seduta, ed emerge con veemenza <strong>dallo sfondo scuro.<\/strong> Artemisia fa appello a un registro caro all\u2019arte barocca, enunciato da Rudolf Wittkower nel 1958: <strong>il sottile dramma dato da questa torsione verso la sua sinistra, l\u2019espressione che rivela uno stato di trance<\/strong> dovuto al dialogo interiore con il Divino, che non sconvolge ma conforta la santa. <strong>La luce, dalla forte valenza spirituale, investe l\u2019imponente figura<\/strong> accentuando <strong>l\u2019effetto di movimento del panneggio<\/strong>.\u201d (Francesco Trasacco, 2023)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli inconfondibili toni di giallo oro cupo e blu oltremarino su cui spicca il candore della camicia<\/strong> sono <strong>enfatizzati dalla potenza del chiaroscuro<\/strong>, che non preclude alle parti in luce uno splendore netto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La santa, il cui <strong>sguardo estatico<\/strong> trasmette la gratificazione per il passaggio a una nuova vita sorretta dalla fede, sembra dialogare mentalmente con il divino, <strong>mentre alle sue spalle i gioielli e il vaso degli unguenti sono posti a sottolineare l\u2019abbandono della precedente esistenza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, l\u2019esposizione \u00e8 realizzata grazie alla collaborazione tra la Provincia Napoletana del Ss. Cuore di Ges\u00f9 dell\u2019Ordine dei Frati Minori, il FEC (Fondo Edifici di Culto), Agape e Arthemisia.<br \/>\n<strong>La curatela scientifica \u00e8 di Costantino d\u2019Orazio<\/strong> e il catalogo \u00e8 edito da Moebius.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringraziano per il supporto tecnico Handle Art &amp; Design Exhibition, Pubblilaser, Sater4Show, Fb Work, Ballandi e EB Studioark\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la Maddalena di Artemisia Gentileschi prende il via <strong>un progetto di grande respiro che vedr\u00e0 arricchire i meravigliosi spazi di uno dei pi\u00f9 celebri edifici napoletani con capolavori della storia dell\u2019arte e mostre inedite.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad aprile 2025, <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nell\u2019anno del Giubileo e dell\u2019ottocentesimo anniversario della creazione del Cantico delle Creature,<\/strong> verr\u00e0 inaugurata, per la prima volta, una<strong> grande mostra dedicata a Santa Chiara e a San Francesco.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ARTEMISIA A NAPOLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver vissuto <strong>circa dieci anni a Roma, nel 1630 Artemisia si trasferisce a Napoli<\/strong> &#8211; citt\u00e0 dalla straordinaria vivacit\u00e0 artistica &#8211; grazie ai rapporti che matura con Fernando Af\u00e1n de Rivera, Duca di Alcal\u00e1 e Vicer\u00e9 di Napoli, che nel 1629 ha acquistato tre dipinti della pittrice.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il suo stile, cos\u00ec vicino a quello di Caravaggio, affascina i collezionisti napoletani.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da Napoli, dove arriva con il fratello Francesco e la figlia Prudenzia,<\/strong> Artemisia intrattiene una fitta corrispondenza con <strong>Cassiano dal Pozzo, celebre erudito<\/strong> e suo appassionato committente, con i<strong>l Duca di Modena Francesco I d\u2019Este e con Ferdinando II de\u2019 Medici, che ottengono suoi quadri<\/strong>,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">mentre <strong>Galileo Galilei e il nobile messinese don Antonio Ruffo diventano suoi consiglieri e mediatori.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se si esclude la parentesi inglese, quando nel 1638-39 si reca a Londra per lavorare con suo padre Orazio alla corte di re Carlo I<\/strong> \u2013 forse partecipa alla decorazione del Casino delle Delizie della regina Henrietta \u2013<strong> Artemisia non si sposter\u00e0 mai da Napoli,<\/strong> dove produrr\u00e0 una grande quantit\u00e0 di tele con l\u2019aiuto del fratello Francesco, che <strong>ha sostituito il marito Pierantonio nella gestione della bottega.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perse le tracce di Pierantonio, Artemisia riuscir\u00e0 a maritare sua figlia Prudenzia nel 1636, sostenuta dai numerosi clienti che acquistano i suoi dipinti.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Diventata la pittrice pi\u00f9 celebre d\u2019Europa<\/strong>, <strong>si circonda di allievi e collaboratori<\/strong>, dipingendo anche le uniche opere pubbliche della sua carriera per la Cattedrale di Pozzuoli.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Muore intorno al 1653<\/strong>, in una data ancora non confermata: la sua <strong>tomba nella Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini \u00e8 andata perduta negli anni \u201950<\/strong> del Novecento, quando l\u2019edificio \u00e8 stato abbattuto per fare spazio ad un moderno condominio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SEDE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Complesso Monumentale di S. Chiara &#8211; composto da Monastero, Basilica e Convento<\/strong> &#8211; fu costruito dal <strong>1310 al 1340 per volere di re Roberto D\u2019Angi\u00f2 e sua moglie Sancia di Maiorca.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>I sovrani angioini, entrambi molto devoti a San Francesco di Assisi e a Santa Chiara<\/strong> e legati al francescanesimo in generale,<strong> vollero costruire una cittadella francescana per accogliere le Clarisse,<\/strong> prevedendo inoltre un convento adiacente destinato al ramo maschile dell\u2019Ordine.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Chiesa, nucleo centrale<\/strong> dell\u2019intero complesso, sorse con il titolo di Ostia Santa o Sacro Corpo di Cristo, dedicazione suggerita dal Miracolo Eucaristico di Bolsena, avvenuto nel 1264; la suddetta denominazione mut\u00f2 da subito in Santa Chiara, probabilmente per lo straordinario numero di Clarisse presenti nel monastero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progettata dall&#8217;architetto e scultore Gagliardo Primario in forme gotiche, sub\u00ec importanti trasformazioni alla met\u00e0 del &#8216;700<\/strong> quando l&#8217;intera struttura fu rivestita da una fastosa ornamentazione barocca conservatasi <strong>fino al terribile incendio del 1943.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il restauro ne ripristin\u00f2 le forme gotiche<\/strong> e diede adito ad un ripensamento degli spazi secondo i dettami dell&#8217;ordine francescano. Nel presbiterio si conservano i sepolcri di Re Roberto, il pi\u00f9 grande monumento funebre per dimensioni del medioevo italiano, di Carlo Duca di Calabria, della sua seconda moglie Maria di Valois. A destra del presbiterio il Coro delle Monache, opera di Leonardo di Vito, \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti monumenti gotici a Napoli.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rendere unico il complesso di Santa Chiara \u00e8 inoltre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il meraviglioso Chiostro Maiolicato, un giardino decorato di riggiole maiolicate, progettato da Domenico Antonio Vaccaro tra il 1739 e il 1742, e realizzato dai maestri Giuseppe e Donato Massa.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ai colori vivi del celeste, giallo e verde che richiamano la bellezza della natura, si accompagnano le tematiche rupestri e dei quattro elementi della Natura, acqua, fuoco, aria e terra,<\/strong> le cui <strong>allegorie sono presenti nelle rappresentazioni delle maioliche<\/strong> assieme a scene di vita campestre e quotidiana. Scene scelte accuratamente <strong>per dedicare alle monache di clausura un vero e proprio \u201csalotto\u201d in cui poter passeggiare<\/strong> e rendere meno dura la vita di clausura e sentirsi meno isolate dal \u201cmondo di fuori\u201d.<\/p>\n<p>LA MOSTRA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sede<br \/>\nChiostro maiolicato di Santa Chiara<br \/>\nVia Santa Chiara, 49\/c<br \/>\n80134, Napoli (NA)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Date al pubblico<\/strong><br \/>\n<strong>19 luglio 2024 \u2013 19 gennaio 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orario apertura<\/strong><br \/>\nDal luned\u00ec al sabato &gt; 9:30 \u2013 17:00<br \/>\nDomenica &gt; 10:00 \u2013 14:00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI<br \/>\nwww.monasterodisantachiara.it<br \/>\nwww.arthemisia.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hashtag ufficiale<br \/>\n#ArtemisiaNapoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA DOMANI Anche la sola sede della mostra merita la visita: \u00a0Complesso Monumentale di S. 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