{"id":13765,"date":"2015-12-18T00:00:40","date_gmt":"2015-12-17T23:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=13765"},"modified":"2015-12-18T18:28:47","modified_gmt":"2015-12-18T17:28:47","slug":"risparmiare-non-sprecare-il-cibo-e-il-nostro-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=13765","title":{"rendered":"RISPARMIARE, NON SPRECARE. IL CIBO E IL NOSTRO FUTURO."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>PRIMO NON SPRECARE: <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>IL 63% DEGLI ITALIANI LO CHIEDE ALL\u2019ITALIA CHE VERRA\u2019, PRIMA ANCORA DELLA SICUREZZA, DELL\u2019EQUITA\u2019, DELLA TOLLERANZA. COSTA 8,1 MILIARDI ALL\u2019ANNO LO SPRECO DOMESTICO DI CIBO: <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019EQUIVALENTE DI 6,5 EURO SETTIMANALI, a testa, PER 630 GRAMMI DI CIBO GETTATO.\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Presentato a Milano il Rapporto 2014 sullo Spreco alimentare domestico di Waste Watcher \/ Knowledge for Expo, l\u2019Osservatorio sui temi dell\u2019alimentazione, dell\u2019agricoltura, dell\u2019ambiente e della sostenibilit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; Quanto costa agli italiani lo spreco alimentare domestico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il <b>Rapporto 2014 Waste Watcher &#8211; Knowledge for Expo <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-gettiamo nella spazzatura<\/strong> <b>8,1 miliardi di euro<\/b> all\u2019anno &#8211; ovvero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-6,5<\/b> euro settimanali a famiglia per <b>630 grammi<\/b> circa di cibo sprecato &#8211;\u00a0 e la <strong>tendenza \u00e8 verso una lieve riduzione dello spreco di cibo<\/strong>. Erano infatti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-8,7 miliardi secondo il monitoraggio pilota di Waste Watcher dell\u2019ottobre 2013.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Non sprecare<\/i> <\/b>sembra essere il<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-nuovo comandamento degli italiani<b>: il <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-63% degli intervistati desidera un\u2019Italia vigile contro gli sprechi,<\/b> prima ancora di un\u2019Italia equa (39%), solidale (22%), tollerante (12%), sicura (42%), e in generale rispettosa dell\u2019ambiente (47%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-l\u201981% degli italiani controlla se il cibo scaduto \u00e8 ancora buono prima di gettarlo <\/b>(era il 63% solo pochi mesi fa, nel gennaio 2014) e il<b> <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-76% porta o vorrebbe portare a casa il cibo avanzato al ristorante<\/b>: il 30% degli intervistati lo fa con una certa frequenza, il 46% vorrebbe farlo ma non trova i contenitori al ristorante ed \u00e8 troppo timido per chiederli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il cibo, secondo gli italiani (60%), \u00e8 il comparto su cui maggiormente si concentra la piaga dello spreco: pi\u00f9 che per l\u2019acqua (37%) o l\u2019energia elettrica (20%).<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coerentemente, in un\u2019ottica di riduzione dello spreco ma anche di svolta culturale sulle tematiche ambientali connesse,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-gli italiani chiedono provvedimenti.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b> <\/b>In particolare auspicano (8,3 in scala da 1 a 10) <b>una vera e propria campagna di educazione alimentare nelle scuole<\/b>, oltre ad informazioni diffuse sul tema spreco (le considera utili il 94% degli italiani), a partire dai danni che lo spreco di cibo provoca anche rispetto all\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spreco domestico in Italia, nel complesso,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-parrebbe<strong> attestarsi a livelli inferiori rispetto a quello monitorato in altri Paesi europei<\/strong>: nei quali, tuttavia, si utilizza un sistema incrociato di rilevazioni legate ai diari alimentari e alla quantificazione dei rifiuti nel bidone della spazzatura, <strong>strumenti che portano a rilevare &#8211; secondo la letteratura scientifica di settore &#8211; uno spreco doppio rispetto alla sola percezione degli intervistati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, l\u2019atteggiamento riguardo allo spreco alimentare varia conseguentemente all\u2019et\u00e0, alla sensibilit\u00e0 per l\u2019ambiente, al tempo disponibile, ai figli, alla responsabilit\u00e0 sociale dell\u2019intervistato. <b>I risultati completi e dettagliati sono a disposizione sul sito \u00a0<\/b><a href=\"http:\/\/www.lastminutemarket.it\"><b>http:\/\/www.lastminutemarket.it<\/b><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>S<\/b>ei le tipologie di consumatori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-virtuosi (22%):<\/b> questo gruppo raccoglie la parte pi\u00f9 sensibilizzata al tema dello spreco alimentare; lo inquadra sia come una immoralit\u00e0, sia come un danno ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-attenti (27%): <\/b>il loro atteggiamento \u00e8 attento allo spreco ma con qualche licenza. \u00a0La differenza sostanziale \u00e8 che in questo cluster vi sono pi\u00f9 coppie con figli. Sprecano poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-indifferenti<\/b> <b>(10%): <\/b>quelli che formano questo gruppo non hanno che una marginale attenzione ai temi della salvaguardia dell\u2019ambiente e non ritengono che lo spreco alimentare produca dei danni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<b>incoerenti<\/b> <b>(26%):<\/b> accade spesso, nella societ\u00e0, che \u201csi predichi bene e si razzoli male\u201d: percepisce il danno dello spreco e la sua immoralit\u00e0, condivide i provvedimenti utili alla riduzione di questo fenomeno; per\u00f2 spreca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-spreconi<\/b> <b>(4%)<\/b>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-\u201cio non ho responsabilit\u00e0\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-\u00e8 la societ\u00e0 che deve pensarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo gruppo ha scarso interesse per l\u2019ambiente e non ritiene che vi siano conseguenze pi\u00f9 generali dovute allo spreco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>-incuranti (11%): <\/b>questo gruppo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-mostra di cogliere la problematicit\u00e0 dello spreco,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-ma come tema a se stante;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-non si scalda troppo per l\u2019ambiente e, soprattutto, non ha interesse ad approfondire le conseguenze<\/strong> e le interdipendenze dello spreco alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAPPORTO 2014 SULLO SPRECO DOMESTICO:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il rapporto completo \u00e8 consultabile su <a href=\"http:\/\/PRIMO NON SPRECARE: IL 63% DEGLI ITALIANI LO CHIEDE ALL\u2019ITALIA CHE VERRA\u2019, PRIMA ANCORA DELLA SICUREZZA, DELL\u2019EQUITA\u2019, DELLA TOLLERANZA. COSTA 8,1 MILIARDI ALL\u2019ANNO LO SPRECO DOMESTICO DI CIBO: L\u2019EQUIVALENTE DI 6,5 EURO SETTIMANALI, PER 630 GRAMMI DI CIBO GETTATO.  Presentato a Milano il Rapporto 2014 sullo Spreco alimentare domestico di Waste Watcher \/ Knowledge for Expo, l\u2019Osservatorio sui temi dell\u2019alimentazione, dell\u2019agricoltura, dell\u2019ambiente e della sostenibilit\u00e0. Lo hanno illustrato il presidente di Last Minute Market Andrea Segr\u00e8 e il presidente di Swg Maurizio Pessato. E\u2019 intervenuto il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina.  COMUNICATO STAMPA MILANO, 7 luglio 2014 - Quanto costa agli italiani lo spreco alimentare domestico? Secondo il Rapporto 2014 Waste Watcher - Knowledge for Expo gettiamo nella spazzatura 8,1 miliardi di euro all\u2019anno - ovvero 6,5 euro settimanali a famiglia per 630 grammi circa di cibo sprecato -  e la tendenza \u00e8 verso una lieve riduzione dello spreco di cibo. Erano infatti 8,7 miliardi secondo il monitoraggio pilota di Waste Watcher dell\u2019ottobre 2013.  Alla presentazione del Rapporto 2014 sullo Spreco Domestico, illustrato dal presidente di Last Minute Market Andrea Segr\u00e8 e dal presidente di Swg Maurizio Pessato, \u00e8 intervenuto questa mattina a Milano il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina. Si tratta della prima rilevazione dell\u2019Osservatorio Waste Watcher \u2013 Knowledge for Expo, dedicato ai temi dell\u2019alimentazione, dell\u2019agricoltura, dell\u2019ambiente e della sostenibilit\u00e0, attivato da Last Minute Market con Swg per svolgere studi e ricerche sui temi caratterizzanti l\u2019Esposizione Universale, e al tempo stesso per favorire attraverso l\u2019evento che si terr\u00e0 l\u2019anno prossimo l\u2019elaborazione di smart policies sulle questioni centrali del nostro tempo legate al cibo.  Non sprecare sembra essere il nuovo comandamento degli italiani: il 63% degli intervistati desidera un\u2019Italia vigile contro gli sprechi, prima ancora di un\u2019Italia equa (39%), solidale (22%), tollerante (12%), sicura (42%), e in generale rispettosa dell\u2019ambiente (47%). Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: l\u201981% degli italiani controlla se il cibo scaduto \u00e8 ancora buono prima di gettarlo (era il 63% solo pochi mesi fa, nel gennaio 2014) e il 76% porta o vorrebbe portare a casa il cibo avanzato al ristorante: il 30% degli intervistati lo fa con una certa frequenza, il 46% vorrebbe farlo ma non trova i contenitori al ristorante ed \u00e8 troppo timido per chiederli.  Il cibo, secondo gli italiani (60%), \u00e8 il comparto su cui maggiormente si concentra la piaga dello spreco: pi\u00f9 che per l\u2019acqua (37%) o l\u2019energia elettrica (20%).  Coerentemente, in un\u2019ottica di riduzione dello spreco ma anche di svolta culturale sulle tematiche ambientali connesse, gli italiani chiedono provvedimenti. In particolare auspicano (8,3 in scala da 1 a 10) una vera e propria campagna di educazione alimentare nelle scuole, oltre ad informazioni diffuse sul tema spreco (le considera utili il 94% degli italiani), a partire dai danni che lo spreco di cibo provoca anche rispetto all\u2019ambiente.  Le etichette giocano un ruolo chiave: gli intervistati sollecitano un sistema chiaro per le modalit\u00e0 di consumo. Il 90% afferma di leggerle sistematicamente per verificare la scadenza dei prodotti e l\u201983% dichiara di conoscere la differenza tra \u201cdata di scadenza\u201d (within) e \u201cpreferenza di consumo\u201d (best before). Ma solo il 67% di chi ritiene di saperlo (54% del totale del campione) ha dimostrato di conoscere realmente il significato. Anche la tecnologia entra in campo come guida di riferimento per contenere lo spreco: fra le innovazioni auspicate dagli intervistati primeggiano la tecnologia intelligente per gli imballaggi del cibo, con packaging che virano di colore e possono monitorare la freschezza dei cibi (76%); ma anche sistemi di controllo delle temperature del frigorifero (75%) e sistemi di pianificazione della spesa (67%). Il Rapporto 2014 sullo Spreco domestico di Waste Watcher \u2013 Knowledge for Expo si articola in cinque ambiti di indagine: l\u2019approccio allo spreco alimentare, le abitudini alimentari degli italiani, la misurazione dello spreco alimentare domestico, gli strumenti per contrastarlo e il profilo dei nuclei familiari tra attenzione e disattenzione allo spreco. Lo spreco domestico in Italia, nel complesso, parrebbe attestarsi a livelli inferiori rispetto a quello monitorato in altri Paesi europei: nei quali, tuttavia, si utilizza un sistema incrociato di rilevazioni legate ai diari alimentari e alla quantificazione dei rifiuti nel bidone della spazzatura, strumenti che portano a rilevare - secondo la letteratura scientifica di settore - uno spreco doppio rispetto alla sola percezione degli intervistati. In generale, l\u2019atteggiamento riguardo allo spreco alimentare varia conseguentemente all\u2019et\u00e0, alla sensibilit\u00e0 per l\u2019ambiente, al tempo disponibile, ai figli, alla responsabilit\u00e0 sociale dell\u2019intervistato. I risultati completi e dettagliati sono a disposizione sul sito  HYPERLINK &quot;http:\/\/www.lastminutemarket.it&quot; www.lastminutemarket.it  Sono sei i cluster individuati con il Rapporto 2014: sei tipologie di consumatori che compongono il quadro complessivo dell\u2019opinione pubblica, segmentando l\u2019universo dei nuclei familiari: -virtuosi (22%): questo gruppo raccoglie la parte pi\u00f9 sensibilizzata al tema dello spreco alimentare; lo inquadra sia come una immoralit\u00e0, sia come un danno ambientale. Con queste motivazioni forti alle spalle riesce a sprecare veramente pochissimo. -attenti (27%): il loro atteggiamento \u00e8 attento allo spreco ma con qualche licenza. Anche questo gruppo \u00e8 caratterizzato sia dalla sensibilit\u00e0 ai temi ambientali che dalla valutazione morale sullo spreco; ma con un\u2019intensit\u00e0 leggermente minore. La differenza sostanziale \u00e8 che in questo cluster vi sono pi\u00f9 coppie con figli. Sprecano poco.  -indifferenti (10%): quelli che formano questo gruppo non hanno che una marginale attenzione ai temi della salvaguardia dell\u2019ambiente e non ritengono che lo spreco alimentare produca dei danni. Nonostante questa condizione queste famiglie sprecano relativamente poco, meno della media delle famiglie italiane. La causa del loro comportamento corretto \u00e8 di origine economica; \u00e8 un gruppo che ha dei redditi limitati ed \u00e8 il contenimento della spesa a motivarli nel non sprecare. Sprecano sotto la media nazionale ma pi\u00f9 dei gruppi precedenti. -incoerenti (26%): accade spesso, nella societ\u00e0, che \u201csi predichi bene e si razzoli male\u201d. Questo gruppo si muove proprio cos\u00ec: segnala l\u2019importanza dell\u2019ambiente, percepisce il danno dello spreco e la sua immoralit\u00e0, condivide i provvedimenti utili alla riduzione di questo fenomeno; per\u00f2 spreca.  -spreconi (4%):  si tratta di un piccolo cluster ma \u00e8 significativo di un atteggiamento sociale, relativo non solo a questo tema; \u201cio non ho responsabilit\u00e0\u201d, \u00e8 la societ\u00e0 che deve pensarci. Questo gruppo ha scarso interesse per l\u2019ambiente e non ritiene che vi siano conseguenze pi\u00f9 generali dovute allo spreco; per di pi\u00f9 avendo anche una media capacit\u00e0 economica non vive neanche questo deterrente rispetto allo spreco alimentare domestico.  -incuranti (11%): questo gruppo mostra di cogliere la problematicit\u00e0 dello spreco, ma come tema a se stante; non si scalda troppo per l\u2019ambiente e, soprattutto, non ha interesse ad approfondire le conseguenze e le interdipendenze dello spreco alimentare.     \ufffc WASTE WATCHER \u2013 KNOWLEDGE FOR EXPO SELEZIONE SLIDE RAPPORTO 2014 SULLO SPRECO DOMESTICO\u2028il rapporto completo \u00e8 consultabile su www.lastminutemarket.it \ufffc \ufffc \ufffc \ufffc \ufffc \ufffc \ufffc \ufffc   \">www.lastminutemarket.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMO NON SPRECARE: IL 63% DEGLI ITALIANI LO CHIEDE ALL\u2019ITALIA CHE VERRA\u2019, PRIMA ANCORA DELLA SICUREZZA, DELL\u2019EQUITA\u2019, DELLA TOLLERANZA. COSTA 8,1 MILIARDI ALL\u2019ANNO LO SPRECO<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11961,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[61,327],"tags":[4168,4169,4170],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13765"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27552,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13765\/revisions\/27552"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}