{"id":137835,"date":"2024-09-24T07:55:41","date_gmt":"2024-09-24T05:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=137835"},"modified":"2024-09-24T21:27:47","modified_gmt":"2024-09-24T19:27:47","slug":"mostre-a-como-menaggio-villa-carlotta-luisa-albertini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=137835","title":{"rendered":"Mostre a Como \/ Menaggio &#8211; Villa Carlotta &#8211; Luisa Albertini"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-breadcrumbs\">\n<p class=\"breadcrumbs clearfix\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell&#8217;incanto della bellissima Villa Carlotta e del suo parco<\/strong>, \u00e8 possibile anche visitare questa mostra di un&#8217; apprezzata artista comomasca.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/villa-carlotta-672-neve-dalla-villa.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-74617\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/villa-carlotta-672-neve-dalla-villa-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/villa-carlotta-672-neve-dalla-villa-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/villa-carlotta-672-neve-dalla-villa-542x300.jpg 542w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/villa-carlotta-672-neve-dalla-villa.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h3 class=\"breadcrumbs clearfix\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Luisa Albertini, giorno per giorno. <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Segni Forme Colori<\/span><\/h3>\n<p class=\"breadcrumbs clearfix\">Dal 21 Settembre 2024 al 08 Dicembre 2024Menaggio (Como) &#8211; Villa Carlotta &#8211; Via Regina 2, TremezzinaOrari: tutti i giorni dalla 10 alle 18.30 (ultimo biglietto alle 18)<\/p>\n<figure id=\"attachment_137841\" aria-describedby=\"caption-attachment-137841\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/152151-Albertini_8-3_Ti_butto_via_1979.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-137841\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/152151-Albertini_8-3_Ti_butto_via_1979-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/152151-Albertini_8-3_Ti_butto_via_1979-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/152151-Albertini_8-3_Ti_butto_via_1979-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/152151-Albertini_8-3_Ti_butto_via_1979.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-137841\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curatori: <strong>Elena Di Raddo, Darko Pandakovic, Maria Angela Previtera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biglietto: la visita alla mostra \u00e8 compresa nel biglietto d\u2019ingresso a Villa Carlotta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Villa Carlotta rende omaggio a Luisa Albertini, <strong>artista poliedrica e protagonista di rilievo del panorama culturale lariano.<\/strong> Durante la sua lunga attivit\u00e0 <strong>ha sperimentato diverse tecniche, tutte ben rappresentate dalla selezione di opere scelte<\/strong> per \u201cLuisa Albertini, giorno per giorno. Segni Forme Colori\u201d, dal 21 settembre all\u20198 dicembre 2024 allestita a Villa Carlotta. L\u2019inaugurazione si terr\u00e0 il 21 settembre alle 11.30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro della mostra, curata da Elena Di Raddo, Darko Pandakovic e Maria Angela Previtera, ci sono<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gli arazzi e i gioielli disegnati e realizzati dell\u2019artista comasca tra gli anni \u201860 e gli anni \u201880 del secolo scorso,<\/strong> affiancati da alcuni<strong> esemplari di smalti su rame, legni dipinti, acrilici su tela.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oltre cinquanta opere in totale<\/strong> a cui se ne aggiungono <strong>altre sessanta fra disegni preparatori e schizzi.<\/strong><br \/>\nCiascuno dei nove spazi, scanditi nella Galleria di Villa Carlotta, accoglie opere tra loro affini per forme, colori, espressivit\u00e0 prevalenti, suggerendo <strong>una sequenza, un tono in cui il visitatore pu\u00f2 ritrovare collegamenti, ricerca di senso, livello di concentrazione ed emozione<\/strong>. L\u2019idea si esprime a diverse scale grafiche: <strong>alcuni piccoli disegni, come un seme, contengono lo sviluppo del grande arazzo esposto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forme e colori incontenibili,<\/strong> che nascono dalla fascinazione di Luisa Albertini per il mondo del simbolico, dell\u2019originario e delle <strong>antiche civilt\u00e0 primitive.<\/strong><br \/>\nI soggetti delle opere rivelano suggestioni tratte dai suoi<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>numerosi interessi, sia della storia dell\u2019arte che dell\u2019artigianato e della cultura popolare.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L<strong>\u2019immaginazione e il sogno, le forze oscure e misteriose della realt\u00e0<\/strong> sono ambiti per lei estremamente importanti, da interpretare nell\u2019arte ma anche da studiare<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>attraverso le letture di Carl Gustav Jung, Claude L\u00e9vi-Strauss, Georges Poulet, Erich Fromm. Gli \u201carazzi\u201d, come li definisce la stessa artista, non sono in realt\u00e0 lavori basati su trama e ordito, ma intarsi,<\/strong> quindi <strong>assemblaggi di materiali tessili (canapa, lino, juta, cotone o panno).<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto <strong>volutamente grezzo, in particolare nei primi lavori,<\/strong> prevede l\u2019utilizzo di pezzi di stoffa uniti insieme in modo tale da lasciare palesemente in vista le cuciture, affidando l\u2019armonia dell\u2019effetto complessivo alle <strong>forme curvilinee e soprattutto ai colori sgargianti, ma perfettamente equilibrati nelle tonalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei soggetti<strong>, oltre all\u2019Africa, Albertini guarda ai popoli dell\u2019America Latina,<\/strong> certamente a quello azteco, ma pi\u00f9 in generale alle antiche civilt\u00e0 indigene del Sudamerica, dal Per\u00f9 all\u2019Amazzonia, che nei loro tessuti per l\u2019abbigliamento (tejidos e ponchos) hanno rielaborato gli <strong>originari motivi tratti dalla tradizione, ancora visibili sui reperti archeologici, in varianti zoomorfe, antropomorfe o astratte<\/strong>. Simboli apotropaici, forme semplificate di animali e vegetali, anche negli arazzi apparentemente solari, simboleggiano le paure e la forza prorompente della natura, che vengono <strong>mischiati sincreticamente,<\/strong> <strong>come faceva Paul Gauguin, a simboli religiosi e culturali occidentali.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Protagonista assoluto del suo immaginario \u00e8 per\u00f2 la creatura umana, uomo e donna, disegnata con una linea piatta,<\/strong> e sintetizzata nelle teste, frontali e pi\u00f9 spesso di profilo, da cui partono direttamente le braccia e le mani, <strong>come nelle opere metamorfiche di Pablo Picasso.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi stessi <strong>motivi vengono interpretati anche nei gioielli, realizzati in materiali poveri, ma artigianalmente trattati con perizia per risaltarne la texture e il colore<\/strong>: rame smaltato, argento, alpacca, ottone argentato. Il mondo degli archetipi junghiani, la magia dei simboli astrali, dell\u2019astrologia e degli idoli, delle maschere e dei feticci primitivi sono indubbiamente quello in cui nascono le \u201ccreature\u201d, le figure di cui sono popolati gli arazzi, i gioielli e in seguito la pittura di Luisa Albertini. Creature con cui Luisa conviveva nel suo studio, a cui dava vita e che chiamava persino per nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Luisa Albertini nasce a Como nel 1918.<\/strong> La sua lunga attivit\u00e0 artistica, tra gli anni Trenta del Novecento e i primi del Duemila, incrocia numerose tecniche. Le prime opere sono studi \u2012 ritratti e disegni dal vero \u2012 e lavori grafici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Nel 1951 presenta alla IX Triennale terrecotte smaltate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1955 Mario Radice commenta in modo lusinghiero<\/strong> una <strong>serie di suoi acquerelli in mostra a Como.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1959 alla Galleria Barbaroux di Milano espone opere<\/strong> a smalto su rame e bronzo, tecnica che usa anche per produrre oggetti domestici. Il momento centrale della sua vita artistica \u00e8 tra gli anni Settanta e gli anni Novanta: realizza arazzi, legni dipinti, sculture in metallo e gioielli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerose le sue personali: alle gallerie La Colonna, Libera Parini, Atrio di Como, alla Mosaico di Chiasso, a Il Gabbiano di La Spezia e Ferrari di Brescia. Esegue anche una serie di acqueforti e acquetinte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019<strong>ultima fase della sua attivit\u00e0 si dedica alla pittura su tela e su tavola, tema della personale comasca del 2003.<\/strong> Nel 2016 sue opere sono esposte alla Triennale di Milano nella rassegna W. Women in Italian Design e nel 2022, a Como, in Astratte. Donne e astrazione in Italia 1930-2000. Scompare a Como nel 2018.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;incanto della bellissima Villa Carlotta e del suo parco, \u00e8 possibile anche visitare questa mostra di un&#8217; apprezzata artista comomasca. 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