{"id":138224,"date":"2024-09-30T17:50:37","date_gmt":"2024-09-30T15:50:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=138224"},"modified":"2024-10-01T19:34:42","modified_gmt":"2024-10-01T17:34:42","slug":"mostre-a-ferrara-il-cinquecento-a-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=138224","title":{"rendered":"Mostre a Ferrara &#8211; Il Cinquecento a Ferrara"},"content":{"rendered":"<p>Questa mostra \u00e8 l&#8217;occasione ideale per ri- visitare Ferrara &#8211; una citt\u00e0 ricca e affascinante che ben rappresenta una parte del nostro Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rinascimento ferrarese inizi\u00f2 con <strong>Leonello d&#8217;Este<\/strong> (Ferrara, 21 settembre 1407 \u2013 Voghiera, 1\u00ba ottobre 1450),<strong> fu marchese di Ferrara a partire dal 1441<\/strong>,ma anche: signore di Modena, Reggio Emilia, Polesine e Garfagnana, lo si ricorda per avere favorito la produzione dei pi\u00f9 originali risultati nell&#8217;ambito del primo Rinascimento italiano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_138233\" aria-describedby=\"caption-attachment-138233\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ferrara-Mostra-24-Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-138233\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ferrara-Mostra-24-Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ferrara-Mostra-24-Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ferrara-Mostra-24-Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-1-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ferrara-Mostra-24-Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-138233\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle Ludovico-Mazzolino-Adorazione-dei-Magi-Mamiano-di-Traversetolo-Fondazione-Magnani-Rocca<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dal 12 ottobre\u00a0 a Palazzo Diamanti: opere di Mazzolino, Ortolano, Garofalo e Dosso.<\/p>\n<p><strong>IL CINQUECENTO A FERRARA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso<\/strong><\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 12 Ottobre 2024 al 16 Febbraio 2025<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>Ferrara <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Palazzo dei Diamanti <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Corso Ercole I d&#8217;Este 21<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Curatori:<\/span><\/strong>\u00a0Vittorio Sgarbi e Michele Danieli<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.<\/span>\u00a0+39 0532 244949<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:diamanti@comune.fe.it?subject=Richiesta%20informazioni.\" data-cmp-ab=\"2\">diamanti@comune.fe.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.palazzodiamanti.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-cmp-ab=\"2\">http:\/\/www.palazzodiamanti.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">La mostra<strong>\u00a0Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso<\/strong>\u00a0costituisce la <strong>seconda tappa di una pi\u00f9 ampia e ambiziosa indagine<\/strong> del tessuto culturale e artistico intitolata Rinascimento a Ferrara.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; 1471-1598 da Borso ad Alfonso II d\u2019Este, vale a dire la stagione compresa tra l\u2019elevazione della citt\u00e0 a ducato (1471) e il suo passaggio dalla dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio (1598)<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify; font-size: 1.0625rem;\"><strong>Le opere in mostra ci narrano le vicende della pittura del primo Cinquecento;<\/strong> partendo dal passaggio di consegne da Ercole I d&#8217;Este al figlio Alfonso (1505), sino alla morte di quest&#8217;ultimo(1534).<\/span><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Esauritasi la generazione di Cosm\u00e8 Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de&#8217; Roberti, Ferrara dovette decidere di assumere nuovi artisti. Infatti, nel<strong> 1496 fu scelto Boccaccio Boccaccino<\/strong> per mostrare un linguaggio artistico pi\u00f9 moderno e morbido.<\/p>\n<p><strong>Nel 1500,<\/strong> ecco altri nuovi artisti a Ferrara: <strong>Ludovico Mazzolino, Giovan Battista Benvenuti detto Ortolano, Benvenuto Tisi detto Garofalo e Giovanni Luteri detto Dosso. <\/strong><\/p>\n<p>Un ampio progetto per analizzare il Rinascimento a Ferrara.<\/p>\n<p><strong>Questa seconda tappa<\/strong> del progetto racconta le vicende della pittura del primo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne da Ercole I d\u2019Este al figlio Alfonso (1505), fino alla scomparsa di quest\u2019ultimo (1534), committente raffinato e di grandi ambizioni, capace di rinnovare gli spazi privati della corte come quelli pubblici della citt\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; Il tramonto della generazione di Cosm\u00e8 Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de\u2019 Roberti lascia a Ferrara la difficile eredit\u00e0 di un ricambio artistico di alto livello<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Nel 1496 la scelta di ingaggiare a corte <strong>Boccaccio Boccaccino indica la volont\u00e0 di adottare un linguaggio pi\u00f9 moderno, addolcito e morbido.<\/strong> All\u2019inizio del nuovo secolo si sviluppa una nuova scuola, meno endemica e pi\u00f9 aperta agli scambi con altri centri, che ha come <strong>protagonisti Ludovico Mazzolino, Giovan Battista Benvenuti detto l\u2019Ortolano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo e Giovanni Luteri detto il Dosso.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>I nomi di Garofalo e Dosso sono i pi\u00f9 noti al pubblico, e il loro percorso \u00e8 stato approfondito in maniera organica in diverse occasioni (anche nella stessa Ferrara nelle mostre Garofalo pittore della Ferrara estense del 2008 e Dosso Dossi. Pittore di corte a Ferrara nel Rinascimento del 1998).<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Per Mazzolino e Ortolano si tratta invece di un debutto assoluto<\/strong>, necessario per illustrare compiutamente e comprendere meglio il variegato panorama della pittura ferrarese dei primi decenni del XVI secolo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Nati a Ferrara negli stessi anni, i due maestri percorrono strade piuttosto diverse: <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Ludovico Mazzolino (c. 1480 \u2013 c. 1528), formatosi sui modelli di Ercole de\u2019 Roberti e del primo Lorenzo Costa, orienta il suo linguaggio in senso anticlassico,<\/strong> guardando alla <strong>pittura tedesca, da Albrecht D\u00fcrer a Martin Schongaue<\/strong>r. Nonostante dimostri di c<strong>onoscere Boccaccino e la pittura veneziana, nonch\u00e9 Raffaello e la cultura antica, la sua arte \u00e8 sempre animata da accenti visionari e da una vitalit\u00e0 rumorosa che lo pone a buon diritto tra gli \u201ceccentrici\u201d<\/strong> attivi nell\u2019Italia settentrionale.<strong> Si specializza in quadri di piccolo formato d\u2019impeccabile fattura<\/strong> \u2013 destinati al collezionismo privato e a personaggi gravitanti attorno alla corte \u2013 raffiguranti scene gremite di personaggi dai tratti fisionomici caricati, quasi grotteschi, del tutto insofferenti agli ideali di grazia ed equilibrio predicati da Perugino e dai suoi seguaci.<\/p>\n<p><strong>L\u2019estro bizzarro di Mazzolino<\/strong> nel contesto artistico ferrarese d\u2019inizio Cinquecento <strong>spicca con evidenza<\/strong> ancora maggiore quando lo si confronta con l\u2019atteggiamento di<strong> Giovan Battista Benvenuti detto l\u2019Ortolano (1480\/85 \u2013 c. 1530), sempre caratterizzato invece da un naturalismo convinto e sincero.<\/strong> Dopo l\u2019esordio influenzato dai modi dolci di Boccaccino, <strong>Costa e Francia, Ortolano si orienta dapprima verso la cultura veneziana di Giorgione<\/strong> <strong>per poi avvicinarsi<\/strong> alle novit\u00e0 proposte da <strong>Raffaello.<\/strong> Veri e propri capolavori, connotati da \u00abclassicismo [\u2026] naturalizzato per via del lume illusionistico\u00bb (Longhi), sono le grandi pale eseguite nel corso del terzo decennio:<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; le due Deposizioni del Museo di Capodimonte e della Galleria Borghese, il San Sebastiano tra i santi Rocco e Demetrio della National Gallery, la Nativit\u00e0 della Galleria Doria Pamphilj.<\/strong><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Contestualmente produce <strong>numerosi quadri destinati alla devozione privata,<\/strong> dove l\u2019ispirazione raffaellesca si accende di suggestioni venete, evidenti soprattutto nella resa del paesaggio. Impossibile non rimanere incantati dalla spontaneit\u00e0 con cui l\u2019artista si approccia alla realt\u00e0. Una luce chiara isola i personaggi e indugia silenziosa sugli oggetti; nella (apparente) semplicit\u00e0 delle composizioni si avverte il senso dell\u2019arcano.<\/p>\n<p><strong>Tra i riferimenti dell\u2019Ortolano figura certamente Benvenuto Tisi detto il Garofalo<\/strong> (1481 \u2013 1559). <strong>Formatosi presso Domenico Panetti e Boccaccino, dimostra fin da giovane una grande intelligenza figurativa,<\/strong> che gli consente di misurarsi tempestivamente con tutte le novit\u00e0 che andavano affiorando nei maggiori centri della penisola. <strong>Durante il primo decennio del Cinquecento si accosta alla pittura veneziana e a Giorgione<\/strong>, per poi <strong>spostare il baricentro dei propri interessi verso l\u2019Italia centrale.<\/strong> Nel corso della sua lunga carriera,<strong> Garofalo \u00e8 il principale interprete e divulgatore ferrarese dello stile di Raffaello,<\/strong> di cui comprende perfettamente la portata e di cui <strong>segue lo svolgimento con attenta diligenza. Le sue pale d\u2019altare, d<\/strong>alla maniera pacata ed elegante, popolano le chiese cittadine, mentre i preziosi dipinti da cavalletto sono presenti in gran numero nelle collezioni private.<\/p>\n<p><strong>Parallelamente a Garofalo si muove Giovanni Luteri, detto il Dosso<\/strong> (c. 1486 \u2013 1542), uno degli artisti di punta della corte di Ferrara sotto i governi di Alfonso I e di Ercole II d\u2019Este. Nato nel piccolo ducato di Mirandola, <strong>esordisce a Mantova e nel 1513 si trasferisce a Ferrara dove lavora (proprio accanto a Garofalo)<\/strong> al celebre polittico Costabili nella chiesa di Sant\u2019Andrea (oggi alla Pinacoteca Nazionale). Durante la giovinezza la sua pittura <strong>risente dell\u2019influenza di Giorgione e Tiziano,<\/strong> dai quali trae una <strong>magnifica profondit\u00e0 di colore e una luce tutta veneziana.<\/strong> All\u2019epoca della sua prima opera sicuramente datata, <strong>la splendida Madonna col Bambino in gloria e santi per il duomo di Modena (1521), \u00e8 gi\u00e0 avvenuto un contatto con Michelangelo e la cultura romana:<\/strong> da qui <strong>in poi Dosso sviluppa uno stile personale, colto e divertito, grazie anche a una particolare sintonia con Alfonso d\u2019Este<\/strong>. Se Garofalo monopolizza le commissioni ecclesiastiche, Dosso \u00e8 padrone del campo delle commissioni ducali, in cui affronta<strong> temi allegorici e mitologici, desunti spesso dall\u2019Ariost<\/strong>o.<\/p>\n<p>La scena della pittura cittadina non sarebbe infine completa senza artisti come il compunto <strong>Domenico Panetti, o il soave e misterioso Maestro dell\u2019elevazione della Maddalena, o ancora il misurato Nicol\u00f2 Pisano<\/strong>. Grazie al contributo di questi pittori, anch\u2019essi presenti nel percorso espositivo, che comprender\u00e0 anche <strong>importanti opere esposte stabilmente nelle sale della Pinacoteca Nazionale al piano nobile di Palazzo dei Diamanti,<\/strong> la mostra accompagner\u00e0 il visitatore attraverso una<strong> stagione incredibilmente ricca, dove l\u2019antico e il moderno, il sacro e il profano, la storia e la fiaba<\/strong> si fondono in un mondo figurativo che pu\u00f2 definirsi, in una parola, ferrarese.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni<\/p>\n<p>tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it<\/p>\n<p>www.palazzodiamanti.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL CINQUECENTO A FERRARA<\/p>\n<p>Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso<\/p>\n<p>Ferrara, Palazzo dei Diamanti<\/p>\n<p>12 ottobre 2024 \u2013 16 febbraio 2025<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ferrara, Palazzo dei Diamanti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Informazioni<\/p>\n<p>tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it<\/p>\n<p>www.palazzodiamanti.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mostra \u00e8 l&#8217;occasione ideale per ri- visitare Ferrara &#8211; una citt\u00e0 ricca e affascinante che ben rappresenta una parte del nostro Rinascimento. 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