{"id":138596,"date":"2024-10-07T17:36:13","date_gmt":"2024-10-07T15:36:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=138596"},"modified":"2024-10-07T17:36:13","modified_gmt":"2024-10-07T15:36:13","slug":"mostre-a-roma-la-natura-di-beatrice-pediconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=138596","title":{"rendered":"Mostre a Roma &#8211; La natura di Beatrice Pediconi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Come esplorare una combinazione di pittura, disegno e fotografia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittura fotografia e disegno si incrociano in immagini cromaticamente eteree e iridescenti &#8211; nuove tecniche in materia fotografica con partiture astratte &#8230; per mostrare <strong>la fragilit\u00e0 della vita.<\/strong><\/p>\n<h3>&#8230; senza turbare una stella<\/h3>\n<h1 class=\"francois-one editor-title\">Beatrice Pediconi<\/h1>\n<figure id=\"attachment_138603\" aria-describedby=\"caption-attachment-138603\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mostre-12-Beatrice-Pediconi-kmh.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-138603\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mostre-12-Beatrice-Pediconi-kmh-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mostre-12-Beatrice-Pediconi-kmh-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mostre-12-Beatrice-Pediconi-kmh-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Mostre-12-Beatrice-Pediconi-kmh.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-138603\" class=\"wp-caption-text\"><strong>cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Beatrice Pediconi, Un papavero rosso senza coglierne il fiore, 2024, cm. 92x122x4 (dettaglio)IPh.Dario Lasag<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">Sino al 10 Novembre 2024<\/strong><\/p>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>Roma &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">z2o Sara Zanin &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Via Alessandro Volta 34<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0da marted\u00ec a sabato 12 \u2013 19<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Antonello Tolve<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 06 80073146<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0<a href=\"mailto:info@z2ogalleria.it?subject=Richiesta%20informazioni.\" data-cmp-ab=\"2\">info@z2ogalleria.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.z2ogalleria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-cmp-ab=\"2\">http:\/\/www.z2ogalleria.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>z2o Sara Zanin \u00e8 lieta di presentare\u00a0<em>\u2026senza turbare una stella<\/em>, la quarta personale in galleria di Beatrice Pediconi, a cura di Antonello Tolve.<\/p>\n<p>Adottando ancora una volta l\u2019acqua come mezzo basilare per dar vita a immagini cromaticamente eteree e iridescenti, con\u00a0<em>\u2026senza turbare una stella\u00a0<\/em>Beatrice Pediconi propone un nuovo nucleo di lavori in cui non solo il <strong>dipingere con lacerti fotografici \u2013 adottati come paletta pittorica \u2013 porta a forme fortemente evocative,<\/strong> ma anche a un\u2019<em>ars combinatoria<\/em>\u00a0dove pittura fotografia e disegno si incrociano per evidenziare una pratica dell\u2019arte intesa dall\u2019artista come mai pago esercizio d\u2019indagine sul mondo della vita e dei mille significati che la riguardano.<\/p>\n<p>Dopo una serie di importanti sperimentazioni che hanno portato l\u2019artista alla nascita di nuove tecniche in materia fotografica con partiture astratte dove<\/p>\n<ul>\n<li><strong>esili nastri o affilate tracce steliformi sembrano seguire la traiettoria di un aquilone per inventare fantastiche e patafisiche geometrie<\/strong>, Beatrice Pediconi presenta oggi raffinate composizioni in cui sono evocati scenari naturali che <strong>suscitano meraviglia e invitano il pubblico a ritrovare la delicatezza di un fiore o di una farfalla<\/strong> che coincide con <strong>la fragilit\u00e0 della vita.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Oltre che da una perfetta e armonica operazione che porta a un procedimento sfuggente, lontano a ogni categoria, l\u2019ulteriorit\u00e0 di questi nuovi lavori \u00e8 data inoltre dai titoli delle opere, scelti dall\u2019artista con meticolosa cura e estrapolati da poesie, racconti, romanzi o anche saggi, per amplificare il livello evocativo dell\u2019immagine.\u00a0<em>Trees are sanctuaries<\/em>(2024) \u00e8, ad esempio, <strong>un titolo preso a prestito da\u00a0<em>B\u00e4ume<\/em>\u00a0di Herman Hesse, secondo il quale gli alberi sono simboli legati al ricordo, alla caducit\u00e0 e alla rinascita, ma anche\u00a0<em>alla crescita, alla vita istintiva e naturale, alla spensieratezza e alla fertilit\u00e0<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl mio ultimo corpo di lavoro \u00e8 il risultato di un processo che<strong> esplora una combinazione di pittura, disegno e fotografia.<\/strong> Filamenti di emulsione sottratti a scarti di Polaroid sono trasferiti nell\u2019acqua su tela e su carta entrambe precedentemente dipinte con pigmenti di varie tonalit\u00e0. Rimangono tracce evanescenti testimoni di perdita e rigenerazione. Minimali e organiche, molte di queste opere ricordano dei fiori, riflettendo cos\u00ec la fragilit\u00e0 della vita, il suo inevitabile progredire verso il rinnovamento e il suo messaggio di speranza in tempi carichi di distruzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Beatrice Pediconi\u00a0<\/strong>(Roma, 1972) <strong>vive e lavora nel Queens, New York.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Artista multimediale,<\/strong> il cui lavoro si colloca all\u2019interno di un pi\u00f9 ampio discorso sullo statuto del disegno, la fotografia, la pittura e il video, Pediconi realizza opere non convenzionali che si sottraggono alle forme di categorizzazione pi\u00f9 nette, attraversando la sottile linea di demarcazione tra media tradizionali.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Impiegando l\u2019acqua come principale mezzo per creare immagini sottili e fluttuanti,<\/strong> la sua ricerca indaga la condizione fugace, precaria e vulnerabile della transitoriet\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in mostre internazionali tra le quali\u00a0<em>Presenze<\/em>, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2023),\u00a0<em>Cinema Ephemera<\/em>, Central Brooklyn Public Library, NY, (2020);\u00a0<em>NUCLEUS\/Imagining Science<\/em>, Groningen, The Netherlands (2017);\u00a0<em>Sequences VII<\/em>, Real Time Art Festival, Reykjavik, Iceland (2015);\u00a0<em>Ensembles<\/em>, Quand la Maison Europ\u00e9enne de la Photographie Collectionne, Les Rencontres d\u2019Arles, France (2015);\u00a0<em>Untitled 2009<\/em>, Macro Museo di Arte Contemporanea, Roma (2015);\u00a0<em>9\u2019\/Unlimited<\/em>, Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2013);\u00a0<em>The Polaroid Years<\/em>, The Frances Lehman Loeb Art Center, Vassar College, New York (2013);\u00a0<em>The Edge of Vision<\/em>, Schneider Museum of Art, Ashland, Oregon (2012). Le sue opere sono state acquisite da importanti collezioni pubbliche e private tra cui La Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (Roma), la Maison Europ\u00e9enne de la Photographie (Parigi), la Lucid Art Foundation (San Francisco) e la Collezione Maramotti (Reggio Emilia).<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come esplorare una combinazione di pittura, disegno e fotografia. 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