{"id":139687,"date":"2024-11-01T09:00:58","date_gmt":"2024-11-01T08:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=139687"},"modified":"2024-10-31T17:53:53","modified_gmt":"2024-10-31T16:53:53","slug":"mostre-a-nuoro-quattro-nuove-mostre-al-man-da-el-greco-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=139687","title":{"rendered":"Mostre a Nuoro &#8211; Quattro nuove mostre al MAN &#8211; da El Greco a &#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Autunno al MAN<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro nuove mostre, fra linguaggi sperimentali e maestri del passato, mondo naturale e Rinascimento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nuoro, Museo MAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22 novembre 2024 &#8211; 9 marzo 2025<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_139690\" aria-describedby=\"caption-attachment-139690\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/unnamed-14-6.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-139690\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/unnamed-14-6-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/unnamed-14-6-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/unnamed-14-6-767x1024.jpg 767w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/unnamed-14-6-768x1025.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/unnamed-14-6.jpg 899w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-139690\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle Image<br \/>Christiane L\u00f6hr_Accumuli<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">MUSEO MAN, NUORO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per il ciclo <strong>\u201cEssenze naturali\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tre mostre personali per tre artisti<\/strong> che raccontano <strong>il mondo naturale attraverso punti di vista differenti:<\/strong> l\u2019astrazione delle forme, la memoria della terra, il ciclo della materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il successo della mostra \u201cDiorama. Generation Earth\u201d, progetto inedito dedicato a temi di grande attualit\u00e0 come la crisi ambientale globale, il nostro rapporto con le altre specie viventi, il rispetto delle risorse,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il museo MAN di Nuoro invita tre artisti a sviluppare una narrazione personale, condotta attraverso il filtro poetico dell\u2019arte, del mondo naturale, delle sue metamorfosi,<\/strong> della sua resistenza sullo sfondo della transizione ecologica che sta animando il dibattito internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Christiane L\u00f6hr_Accumuli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Chiara Gatti con un testo critico di Bruno Cor\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Architetture di natura. Cupole di semi e cattedrali di fili d\u2019erba. L\u2019artista tedesca, toscana d\u2019adozione, presenta al MAN una ampia installazione<\/strong> che punteggia il piano nobile del museo di sculture leggere e impalpabili, un inno alla levit\u00e0 della natura e, insieme, alla sua complessit\u00e0. Abilissime nell\u2019issare sculture fatte di soffioni, steli, baccelli o crini di cavallo, le mani di Christiane L\u00f6hr issano nello spazio sottili strutture arboree, edificano paesaggi minimi. A nuove forme astratte per piccoli templi silvestri si aggiunge, per l\u2019occasione, <strong>un omaggio alla Sardegna, che vede l\u2019autrice presentare piccoli accumuli di chicchi o sementi, a evocare torri e costruzioni nuragiche.<\/strong> L\u2019ispirazione naturale non diventa tuttavia, nella ricerca di L\u00f6hr, una testimonianza didascalica della vegetazione e delle sue specie. La sua riflessione sublima la materia in una dimensione di astrazione radicale e di forma assoluta, fatta di equilibrio e proporzione fra gli elementi, senso dello spazio e valore del vuoto. Il percorso della mostra conta anche una scelta di disegni su carta, realizzati con pastello a olio, grafite o inchiostro, frutto di un analogo processo scultoreo, in cui le fibre della carta sono sfregate e graffiate come materia plastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Christiane L\u00f6hr, (Wiesbaden, Germania, 1965) vive e lavora tra Prato e Colonia<\/strong>. Si laurea alla Kunstakademie di D\u00fcsseldorf con Jannis Kounellis (1994) con il quale poi completa un Master of Arts (1996). Ha esposto a Chaumont-sur-Loire, Haus am Waldsee, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Museo San Fedele di Milano, Wuppertal, Kunsthaus Baselland, Muttenz, MART di Rovereto, Villa Panza, Varese, Centro Pecci, Prato. Nel 2001 ha preso parte alla 49\u00b0 Biennale di Venezia curata da Harald Szeemann e nel 2016 \u00e8 stata insignita del Premio Pino Pascali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una Szeemann_Scenafenomenica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Elisabetta Masala con un testo critico di Juliette Desorgues<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il magico e la mitologia, la tradizione classica e la cultura arcaica si mescolano nella ricerca dell\u2019artista svizzera che sperimenta materiali dal valore fortemente espressivo in un racconto corale dalle sfumature epiche. Divinit\u00e0 della terra e della notte, simbologie arcane,<\/strong> propriet\u00e0 benefiche delle piante e antiche sapienze botaniche permeano l\u2019opera di Una Szeemann di mistero e, insieme, di memorie ataviche, mentre il sentimento selvatico dei boschi prende corpo in forme astratte ma potentemente evocative. I<strong>l progetto per il MAN si presenta connesso al territorio della Sardegna, alle sue asperit\u00e0, alla leggenda delle Janas e alla persistenza archeologica nel paesaggio, laddove la natura stessa<\/strong> pare talora fossilizzarsi, mimetizzarsi con le pietre e con le creste del Supramonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una Szeemann (Locarno, CH, 1975) vive e lavora a Zurigo e Tegna.<\/strong> Ha completato gli studi di recitazione a Milano. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre internazionali, tra cui al Kunsthaus Z\u00fcrich, alla Kunsthalle Winterthur, al Museo Cantonale d\u2019Arte di Lugano, al Kunstmuseum Luzern, al Kunstverein Hamburg, al Belvedere 21 di Vienna, alla Biennale di Venezia, alla Biennale di Busan, alla Biennale di Lione e alla Manifesta 11 di Zurigo. Insegna presso istituti accademici come la Z\u00fcrcher Hochschule der K\u00fcnste (ZHdK), la Haute \u00c9cole d\u2019Art et de Design di Ginevra (HEAD) e altre universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Biggio_Filira<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Chiara Gatti con un testo critico di Caterina Riva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>progetto inedito Filira presenta un ciclo nuovo di opere che l\u2019artista cagliaritano in una mostra personale concepita come un unico lavoro, un ambiente totale dove tele e sculture sono connesse fra loro in una visione d\u2019insieme organica ma unitaria<\/strong>. Noto per le sue ricerche sulla <strong>cenere generata dalla combustione delle essenze del suo giardino di Calasetta, quale strumento plastico per realizzare sculture dalla materia fragile,<\/strong> Biggio ha sperimentato in tempi recenti una forma di pittura usando il succo delle bacche di fillirea che spremute producono un colore ocra scuro, dalle sfumature violacee. Cos\u00ec, come il<strong> ciclo delle sue sculture di cenere, frutto di una riflessione autentica sul ciclo della vita e degli elementi,<\/strong> allo stesso modo la pittura trascrive impronte di natura, nella sua metamorfosi e consunzione. Sullo sfondo, aleggia la citazione di un mito greco. Filira, ninfa figlia di Oceano e di Teti, era amata da Cronos cui tent\u00f2 di sfuggire mutandosi in giumenta. Ma Cronos, trasformandosi in stallone la raggiunse e si un\u00ec a lei. Filira diede alla luce un figlio, una creatura ibrida, il centauro Chirone. Sconvolta alla vista del figlio, chiese a Zeus di essere trasformata in un arbusto che prender\u00e0 il suo nome, fillirea. Con l\u2019estratto delle bacche di questa pianta, Biggio traccia sulla tela vestigia di una vegetazione effimera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Biggio (Cagliari, 1975), vive e lavora fra Cagliari e Calasetta<\/strong>. Laureato in economia, si dedica oggi alla ricerca estetica. Nella sua pratica artistica, il processo di esplorazione e sperimentazione sulla materia riveste un ruolo fondamentale. Le sue sculture, installazioni e monotipi sono sempre frutto di stratificazioni di gesti e di fasi il cui risultato finale rappresenta un possibile momento di equilibrio, tra governo e perdita di controllo del processo, tra disfacimento e forma. Ha partecipato a mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati tra cui: Biennale d&#8217;arte contemporanea Gherd\u00ebina, Museo MAN Nuoro, Museo Marino Marini Firenze, Gallerie d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Cagliari, Galerie Stadtpark Krems, Galleria Michela Rizzo Venezia, CLER Milano, Fondazione Bartoli-Felter Cagliari. Nel 2020 \u00e8 tra gli assegnatari del Pollock-Krasner Foundation Grant.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>EL GRECO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dialogo tra due capolavori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In collaborazione con: Accademia Nazionale di San Luca, Roma. Presidente Marco Tirelli, Segretario Generale Claudio Strinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Musei Civici di Reggio Emilia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il successo della mostra dello scorso anno dedicata al dialogo ideale fra Giotto e Lucio Fontana nel segno dell\u2019oro e della sua simbologia quale luogo del sacro e dell\u2019infinito,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il museo MAN propone, per Natale 2024, un nuovo progetto inedito dedicato al dialogo fra due capolavori di El Greco, al secolo Dom\u00ednikos Theotok\u00f3poulos (1541-1614), celebre maestro del Siglo de Oro, il secolo dell\u2019oro spagnolo,<\/strong> noto per l\u2019esasperazione delle sue forme allungate nello spazio, i toni luminescenti del colore, il forte ritmo delle linee e del gesto sulla tela.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Definito il \u201cDelacroix del Rinascimento\u201d, \u201cil Nabi delle belle icone\u201d, amato da C\u00e9zanne e da Picasso che dichiarava il suo debito ripetendo \u00abYo soy El Greco!\u00bb,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>El Greco \u00e8 uno fra i massimi rappresentanti della pittura europea del tardo rinascimento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Creta nella prima met\u00e0 del Cinquecento, all\u2019epoca parte della Repubblica di Venezia, si trasfer\u00ec in Laguna nel 1567.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla ricerca di un nuovo modo di dipingere, di una dimensione dinamica<\/strong>, che si allontanasse dall\u2019universo bidimensionale, astratto e immobile della tradizione d\u2019oriente,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>oper\u00f2 nella bottega dell\u2019anziano Tiziano, da cui impar\u00f2 l\u2019uso espressivo del colore, violento, totale, pastoso, luminoso, spirituale<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Venezia rimase<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">folgorato dal s<strong>enso del movimento e dall\u2019utilizzo drammatico della luce di Tintoretto; da Jacopo Bassano apprese gli elementi formali della narrazione pittorica, l\u2019uso della prospettiva e degli sfondi architettonici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un breve e burrascoso <strong>soggiorno a Roma, ospite del cardinale Alessandro Farnese, si trasfer\u00ec a Toledo, col sogno di conquistare i favori del re Felipe II ed essere nominato pittore ufficiale della cattedrale.<\/strong> Onore che non ottenne, pur trovando nella citt\u00e0 spagnola blasonate committenze che gli permisero di sviluppare il suo concitato linguaggio pittorico, fatto di bagliori improvvisi, torsioni audaci dei corpi liquidi, che conferiscono alle figure una acuta manifestazione dei loro sentimenti e dei moti dell&#8217;animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il MAN, grazie a un accordo di collaborazione con l\u2019Accademia Nazionale di San Luca a Roma, presenta per l\u2019occasione il ritrovamento di un capolavoro di El Greco, L\u2019Adorazione dei Magi, rimasta per secoli ignota alle cronache e restituita solo di recente alla paternit\u00e0 del genio cretese, complice un accurato restauro e una campagna di studi scientifici che ne hanno riportata alla luce la storia travagliata. Un film documentario, prodotto dal MAN e realizzato dal regista Stefano Conca Bonizzoni con gli interventi di Claudio Strinati, Fabrizio Biferali e Fabio Porzio, introduce la visita alla mostra che contempla altres\u00ec un secondo capolavoro, il Salvatore benedicente dei Musei Civici di Reggio Emilia, reduce dalla importante antologica del maestro al Palazzo Reale di Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MAN_Museo d\u2019Arte Provincia di Nuoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Sebastiano Satta 27 &#8211; 08100 Nuoro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tel +39.0784.252110<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orario invernale: 10:00 &#8211; 19:00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Luned\u00ec chiuso)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">info@museoman.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autunno al MAN Quattro nuove mostre, fra linguaggi sperimentali e maestri del passato, mondo naturale e Rinascimento Nuoro, Museo MAN 22 novembre 2024 &#8211; 9<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[31010],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/139687"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=139687"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/139687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":139692,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/139687\/revisions\/139692"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=139687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=139687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=139687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}