{"id":139868,"date":"2024-11-08T18:03:40","date_gmt":"2024-11-08T17:03:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=139868"},"modified":"2024-11-08T18:03:40","modified_gmt":"2024-11-08T17:03:40","slug":"mostre-a-brescia-museo-santa-giulia-khalid-albaih","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=139868","title":{"rendered":"Mostre a Brescia &#8211; Museo Santa Giulia &#8211; Khalid Albaih"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una narrazione sui diritti umani attraverso l\u2019arte contemporanea<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019<strong>ambito del Festival della Pace di Brescia &#8211; in questo periodo entrate gratuite<\/strong><\/p>\n<p><strong>La stagione della migrazione a Nord<\/strong><\/p>\n<p>A cura di <strong>Elettra Stamboulis<\/strong><\/p>\n<p>9 novembre 2024 \u2013 23 febbraio 2025<\/p>\n<p>Museo di Santa Giulia<br \/>\nBrescia<\/p>\n<figure id=\"attachment_139870\" aria-describedby=\"caption-attachment-139870\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-139870\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-14-4.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-139870\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle Ph.AlbertoMancini. Courtesy Fondazione BresciaMusei<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Il Comune di Brescia, la Fondazione Brescia Musei e il <strong>Festival della Pace presentano Khalid Albaih.<\/strong> <strong>La stagione della migrazione a Nord, la prima mostra personale in Italia dell\u2019artista<\/strong>, curatore e<strong> attivista sudanese Khalid Albaih (Bucarest, Romania, 1980)<\/strong>. L\u2019esposizione, a cura di Elettra Stamboulis, apre al pubblico da sabato 9 novembre 2024 a domenica 23 febbraio 2025 negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_139872\" aria-describedby=\"caption-attachment-139872\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-139872\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-17.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-139872\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle Ph.AlbertoMancini. Courtesy Fondazione BresciaMusei<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Khalid Albaih. La stagione della migrazione a Nord, Fondazione Brescia Musei prosegue il percorso di <strong>narrazione sui diritti umani attraverso l\u2019arte contemporanea<\/strong> avviato nel 2019, in un itinerario che invita alcune delle voci pi\u00f9 significative della scena artistica internazionale a portare le proprie riflessioni negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia. Arte e diritti umani si incontrano nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa, mirata a creare un punto di sintesi per <strong>artisti dissidenti e attivisti generalmente poco valorizzati nel mercato dell\u2019arte ufficiale,<\/strong> ma spesso noti attraverso la rete o nel mondo di chi si permette ancora di avere una voce critica sul presente e immaginare un futuro diverso. Un percorso che trova traccia indelebile anche nelle Collezioni civiche bresciane, grazie alle acquisizioni delle opere degli artisti protagonisti di ogni progetto espositivo: segno concreto dell\u2019<strong>attenzione che Fondazione Brescia Musei e la citt\u00e0 dedicano a questi temi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 presentata nell\u2019<strong>ambito del Festival della Pace di Brescia,<\/strong> durante il quale sar\u00e0 <strong>visitabile gratuitamente da tutti,<\/strong> e segna la quinta tappa del percorso di ricerca intrapreso da<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Fondazione Brescia Musei, che ha visto susseguirsi le mostre personali con la curatela di Elettra Stamboulis di Zehra Do\u011fan (<strong>Avremo anche giorni migliori.<\/strong> Opere dalle carceri turche, 2019), Badiucao (<strong>La Cina non \u00e8 vicina<\/strong>. Opere di un artista dissidente, 2021) e Victoria Lomasko (Victoria Lomasko. <strong>The Last soviet artist, 2022<\/strong>), e <strong>la mostra Finch\u00e9 non saremo libere (2023<\/strong>), a cura di Ilaria Bernardi, che ha presentato le opere delle artiste iraniane Sonia Balassanian, Farideh Lashai, Shirin Neshat, Soudeh Davoud e Zoya Shokoohi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il titolo della mostra riprende l\u2019omonimo romanzo dello scrittore sudanese Tayeb Salih,<\/strong> la cui voce narrante<strong> fa da filo conduttore al progetto espositivo.<\/strong> Per la letteratura sudanese, e africana in generale, <strong>questo romanzo dal titolo evocativo, costituisce un\u2019opera cardine per la cultura post coloniale.<\/strong><br \/>\nKhalid Albaih. La stagione della migrazione a Nord ripercorre la carriera artistica di Albaih, presentando per la prima volta in Italia una personale del suo lavoro pluridecennale di artista dissidente ed esule. L\u2019artista, lui stesso curatore, ha potuto, nel corso della sua residenza a Brescia nelle settimane precedenti l\u2019inaugurazione, prendere parte al processo di creazione della mostra, come era stato per Badiucao, Lomasko e Shokoohi, riprendendo alcuni concetti gi\u00e0 proposti in lavori presentati al Museum of Contemporary Art (Jacksonville, 2019) e a Documenta (Kassel, 2022), e dialogando con la citt\u00e0 di Brescia e con le sue peculiarit\u00e0 sociali attraverso alcune opere site-specific.<\/p>\n<p><strong>Filo rosso della riflessione di Khalid Albaih \u2013 artista ospite ICORN a Copenaghen<\/strong> (International Cities of Refuge Network) e <strong>fellow negli USA per l\u2019associazione Artists at Risk<\/strong> (branca di PEN international, Istituzione internazionale che protegge la libert\u00e0 di espressione) \u2013 \u00e8 l\u2019indagine sulle diverse sfaccettature che caratterizzano, ai nostri giorni, la<strong> \u201cstagione della migrazione a Nord\u201d<\/strong>: dall\u2019identificazione di un luogo come casa al confronto con lo straniero; dalla visione che il cosiddetto Occidente (inteso non come categoria geografica, ma ideologica) ha dell\u2019Africa, ai segni che ogni viaggio imprime nella memoria.<\/p>\n<p>pratica artistica di <strong>Khalid Albaih si radica nel disegno,<\/strong> traducendosi in una vasta produzione caratterizzata da un forte senso di chiarezza e immediatezza.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>I suoi lavori appaiono per la prima volta online<\/strong> nella pagina social \u201c<strong>Khartoon!\u201d,<\/strong> che <strong>combina la parola \u201ccartoon\u201d con il nome della capitale del Sudan, Khartoum<\/strong>. Taglienti e dirette, le sue illustrazioni divengono virali e portano Khalid Albaih nel 2016 a prendere parte, assieme ad altri dieci artisti, al progetto The Story of Civil Rights is Unfinished, che attraversa gli Stati Uniti per osservare la reazione dei suoi abitanti ai cittadini di altri paesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2019 l\u2019Istituto di Cultura Tedesca a Khartoum commissiona a Albaih un progetto collettivo che si traduce nella realizzazione di <strong>un libro d\u2019arte focalizzato sulla storia del Sudan,<\/strong> alla cui realizzazione <strong>partecipano trenta artisti sudanesi.<\/strong> Nel 2020 il suo progetto online When The World Closed offre spazi pubblici e protetti agli artisti di tutto il mondo che non sono in grado di produrre o esporre le proprie opere, mentre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nel 2022 approda a Kassel in occasione di Documenta<\/strong> e presenta l\u2019installazione sonora The Walls Have Ears, dedicata ai richiedenti asilo in Danimarca.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La ricerca artistica di Khalid Albaih si intreccia indissolubilmente con il suo approccio curatoriale e con la tensione all\u2019art-ivismo. I suoi lavori restituiscono visioni analitiche del panorama contemporaneo e si estendono a una vasta rete di collaborazioni, che a Brescia si \u00e8 tradotto in un forte coinvolgimento della cittadinanza stessa e di alcune associazioni che operano nel sociale quali l\u2019Associazione K-Pax ONLUS, ADL a Zavidovici, Afrobrix e Centro Migranti ETS, con cui l\u2019artista ha lavorato per la realizzazione di alcune sezioni della mostra. Oltre alle opere Toub e Haboba, realizzate ad hoc per il progetto espositivo bresciano, che hanno visto <strong>il lavoro di artisti locali intrecciarsi con quello di Khalid e di un altro artista di origini sudanesi, Khalid Shatta, per dare forma a una riflessione che l\u2019artista fa rispetto al suo luogo d\u2019origine<\/strong>, Albaih ha realizzato per Brescia anche la coinvolgente installazione Camp: un\u2019opera resa possibile proprio grazie all\u2019i<strong>ncontro avuto tra l\u2019artista e sei persone residenti in citt\u00e0 che si sono prestate a raccontare la propria storia e il proprio percorso intrapreso per arrivare in Italia.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 supportata da Artists at Risk connection, un programma di Pen America, e da Pelma che ha contribuito con una sponsorizzazione tecnica alla realizzazione dell\u2019installazione Haboba, che sar\u00e0 presente in mostra.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da un ricco catalogo edito da Skira, che con questo lavoro pubblica per la prima volta in italiano l\u2019artista Khalid Albaih, con testi di Elettra Stamboulis e con un contributo autografo dell\u2019artista e da<\/p>\n<ul>\n<li><strong>una audioguida gratuita, fruibile dai visitatori attraverso il proprio smartphone, che propone una passeggiata con la curatrice attraverso le sale della mostra.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Completano il progetto espositivo un public program denso di proposte per tutte le fasce di pubblico, su tutte l\u2019appuntamento fisso, <strong>ogni sabato del mese, a partire dal 9 novembre, con la visita guidata alla mostra e un cartellone di incontri per le scuole di ogni ordine e grado<\/strong> della citt\u00e0 e della provincia che inaugurano, sempre sabato 9 novembre, con il talk di Khalid Albaih. Il cinema Nuovo Eden, l<strong>\u2019arthouse cittadina dedicata al cinema d\u2019essai e gestita da Fondazione Brescia Musei, dedica invece una Carta bianca a Khalid Albaih: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>quattro film selezionati<\/strong> dall\u2019artista sudanese, che esplorano <strong>storie di resilienza, identit\u00e0 e diaspora, temi centrali sia nella sua arte sia nelle sue riflessioni.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Per comprendere il complesso quadro geopolitico da cui genera la mostra, Fondazione Brescia Musei rende fruibile al link <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JFTwLCcKC-Y&amp;list=TLGGprZoPBfgceEwNzExMjAyNA\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JFTwLCcKC-Y&amp;list=TLGGprZoPBfgceEwNzExMjAyNA<\/a>, il <strong>talk tenuto a Palazzo Loggia l\u201911 ottobre 2024 quando Khalid Albaih fu presentato alla cittadinanza<\/strong> in un simbolico passaggio di consegne l\u2019artista iraniana Zoya Shokoohi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_139871\" aria-describedby=\"caption-attachment-139871\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-139871\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2-451x300.jpg 451w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/unnamed-15-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-139871\" class=\"wp-caption-text\">Ph.AlbertoMancini. Courtesy Fondazione BresciaMusei<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL PERCORSO ESPOSITIVO<\/strong><br \/>\nLa mostra presenta l\u2019eterogenea produzione grafica e installativa dell&#8217;artista e attivista sudanese Khalid Albaih. Suddivisa in quattro sezioni tematiche ispirate dal romanzo La stagione della migrazione a Nord dello scrittore sudanese Tayeb Salih, l\u2019esposizione percorre l\u2019opera di Khalid Albaih anche attraverso nuove installazioni appositamente realizzate per gli spazi del Museo di Santa Giulia, dei video e una selezione di disegni politici e cartoon che hanno segnato la sua carriera.<\/p>\n<p>Apre la mostra la sezione La stagione della casa, in cui si ripercorre il tema dell\u2019identit\u00e0 e dell\u2019appartenenza, una costante nella vita dell\u2019artista. Nato in Romania, cresciuto in Qatar, residente in Norvegia, Khalid Albaih ha pensato a lungo a come definire la propria origine. La prima installazione \u00e8 Toub: realizzata in collaborazione con l\u2019artista sudanese Khalid Shatta, rievoca il cortile polveroso della centenaria casa di famiglia in Sudan, distrutta dalla guerra, dove Khalid giocava da bambino tra i tradizionali toub (abiti delle donne sudanesi) stesi ad asciugare al sole. Un\u2019installazione realizzata appositamente per gli spazi del Museo di Santa Giulia, che fa rivivere i ricordi d\u2019infanzia e invita a riflettere sulla condizione delle donne sudanesi, spesso costrette a fuggire senza poter portare nulla con s\u00e9.<br \/>\nIl visitatore viene poi accolto da Haboba, il nome con cui affettuosamente viene chiamata la nonna nelle famiglie sudanesi (da habibi, in arabo \u201cil mio amore\u201d), un\u2019installazione che ricrea l\u2019intimit\u00e0 dello spazio domestico. L\u2019artista invita il pubblico a sedersi accanto a una morbida scultura, realizzata in collaborazione con gli artisti bresciani Marcello Gobbi e Davide Sforzini, che rievoca la figura della nonna sudanese, giunto di trasmissione delle tradizioni e punto di forza del nucleo familiare. Haboba \u00e8 rappresentata su un angareeb, il letto reale nubiano che, nella cultura sudanese, simboleggia la vita e la morte e che accompagna l\u2019uomo dalla nascita al matrimonio, fino alla morte.<\/p>\n<p>La seconda sezione, La stagione della matita acuminata, raccoglie i disegni politici che hanno reso celebre Khalid Albaih, quando nel 2008 ha iniziato a condividere in rete i suoi lavori nella pagina social Khartoon! (combinando la parola \u201ccartoon\u201d con il nome della capitale del Sudan, Khartoum). Khalid Albaih utilizza le immagini come riassunti visivi di questioni aperte e solleva cos\u00ec discussioni in rete, fornendo ispirazione per stencil e murales, come \u00e8 accaduto in particolare nell\u2019ambito della Primavera araba e della Rivoluzione egiziana di Piazza Tahir del 2011. I suoi lavori hanno attirato nel 2016 l\u2019attenzione di Omar al-Bashir, capo del regime autoritario che ha governato il Sudan per quasi trent\u2019anni, impedendogli di poter tornare liberamente nel suo paese d\u2019origine.<\/p>\n<p>La terza sezione \u00e8 dedicata al tema della migrazione con La stagione dell\u2019attraversamento dei confini. Il pubblico \u00e8 accolto dall\u2019istallazione Camp, gi\u00e0 presentata al Museum of Contemporary Art di Jacksonville nel 2019 e rielaborata per l\u2019occasione, che simula un campo profughi dove le tende sono rappresentate da grandi passaporti. I documenti corrispondono alle storie di sei persone provenienti da Afganistan, Gambia, Moldavia e Senegal e oggi residenti a Brescia, che Khalid Albaih ha conosciuto durante la sua residenza in citt\u00e0. All\u2019interno delle \u201ctende\/passaporti\u201d \u00e8 possibile ascoltare i toccanti racconti in lingua originale dei viaggi intrapresi da queste sei persone, conoscendo le loro storie e seguendo, tramite una mappa tracciata dall\u2019artista, i loro spostamenti per arrivare in Italia.<br \/>\nCamp invita a riflettere sulla disparit\u00e0 di potere tra i passaporti dei paesi occidentali e quelli degli Stati dai quali si muovono i migranti, portando il visitatore a confrontarsi direttamente con la complessa e scontrante burocrazia dei visti d&#8217;ingresso.<br \/>\nA completare questa sezione, lo spazio immersivo Bahr (in arabo \u201cmare\u201d) racconta, attraverso video ripresi dai protagonisti e dai soccorritori, la lotta di chi attraversa il mare per superare i confini.<\/p>\n<p>Il percorso si conclude con La stagione dell\u2019agire artistico come possibilit\u00e0 di cambiamento, che esamina il ruolo di Khalid Albaih intellettuale curatore e attivatore di reti di collaborazione. Fulcro di questa sezione \u00e8 il volume Sudan Retold: an Art Book About the History and Future of Sudan, curato dall\u2019artista insieme a Larissa Diana Furhrmann, edito nel 2019 e sostenuto e coordinato dal Goethe-Institut Sudan. Un libro d\u2019arte che offre una visione autentica e non mediata della storia e del futuro del Sudan attraverso le testimonianze di 31 tra artisti, scrittori, designer, fotografi e un cuoco, tutti sudanesi.<br \/>\nCompletano la sezione materiali vari che rievocano lo studio dell\u2019artista, libri, taccuini e leaflet, e un video, The story of civil rights is unfinished, che genera da un progetto artistico costituito da un viaggio intrapreso dall\u2019artista stesso negli Stati Uniti nel 2016 in vista dele elezioni presidenziali americane, per esplorare il movimento per i diritti civili e metterlo in relazione con le analoghe lotte condotte nel mondo arabo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Khalid Albaih. La stagione della migrazione a Nord<br \/>\nA cura di Elettra Stramboulis<br \/>\n9 novembre 2024 \u2013 23 febbraio 2025<br \/>\nMuseo di Santa Giulia, Brescia<\/p>\n<p><strong>KHALID ALBAIH<\/strong><\/p>\n<p><strong>Khalid Albaih \u00e8 nato in Romania, figlio di un diplomatico sudanese<\/strong>. Dopo un breve ritorno in Sudan, \u00e8 <strong>cresciuto a Doha, in Qatar.<\/strong> Ha iniziato il suo percorso come <strong>disegnatore politico a 21 anni, mentre studiava architettura d&#8217;interni e ingegneria all&#8217;Universit\u00e0 di Ajman.<\/strong> Nel 2008 ha iniziato a condividere i suoi lavori in rete sotto lo pseudonimo Khartoon!, guadagnando riconoscimento internazionale. Nel 2016 ha partecipato al programma di CULTURUNNERS, un&#8217;organizzazione che nasce all\u2019interno del MIT e che promuove la costruzione di processi di pace e di sviluppo sostenibile attraverso l\u2019arte.<br \/>\n<strong>Nell&#8217;ottobre 2017 si \u00e8 trasferito a Copenaghen, in Danimarca<\/strong>, dove ha svolto una residenza artistica all\u2019International Cities of Refuge Network (ICORN), che offre borse di studio biennali ad artisti e scrittori perseguitati. Nel 2019 \u00e8 stato pubblicato Sudan Retold, un libro illustrato da lui ideato, che racconta la storia e il futuro dell&#8217;arte sudanese. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Kindle Project: Makers Muse Award (2020) e il Moleskine Foundation Creativity Pioneers Award (2023).<br \/>\n<strong>Tra le sue mostre personali<\/strong> ricordiamo Khartoon! al Nirox Sculpture Park (Johannesburg, 2024), Shahid (Witness) al Museum of Modern Arab Art (Doha, 2024), Project Atrium: Khalid Albaih al MOCA Jacksonville (Jacksonville, 2022), Stumbling is not Falling presso Edge of Arabia (New York, 2019), Following Handala: Khalid Albaih in Tokyo all&#8217;Asakusa Art Space (Tokyo, 2017), #Khartoon! &#8211; @khalidalbaih at Harvard al Harvard Center of Middle Eastern Studies (Boston, 2016), e It&#8217;s Not Funny: Political Cartoons by Khalid Albaih presso l&#8217;Arab American National Museum (Michigan, 2015).<\/p>\n<p><strong>ELETTRA STAMBOULIS<\/strong><br \/>\n<strong>Elettra Stamboulis \u00e8 una scrittrice e curatrice d\u2019arte italo-greca<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ha scritto numerosi graphic novel, storie brevi e articoli di cronaca a fumett<\/strong>i, pubblicati in tutto il mondo: l\u2019ultimo suo libro \u00e8 Zodiac scritto per Ai Weiwei e disegnato da Gianluca Costantini. \u00c8 specializzata in fumetto di realt\u00e0, termine che ha coniato nella realizzazione del Festival Komikazen di Ravenna. Ha curato, tra le altre, le mostre di Joe Sacco e Marjane Satrapi in Europa. <strong>Come curatrice si occupa in particolare di artisti dissidenti,<\/strong> che vedono il proprio lavoro sottoposto a censura o in esilio per le proprie idee. Le sue mostre pi\u00f9 recenti sono state quelle e di Zehra Do\u011fan, Badiucao, Victoria Lomasko e Khalid Albaih.<\/p>\n<p>LA FONDAZIONE BRESCIA MUSEI<br \/>\nFondazione Brescia Musei \u00e8 una fondazione di partecipazione pubblico\u2013privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento Leonessa d\u2019Italia, Castello di Brescia Falco d\u2019Italia e Cinema Nuovo Eden. Fondazione Brescia Musei \u00e8 con Pinacoteca Tosio Martinengo e Museo del Risorgimento, ente capofila della Rete dell\u2019800 Lombardo. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell\u2019offerta di Associazione Abbonamento Musei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una narrazione sui diritti umani attraverso l\u2019arte contemporanea Nell\u2019ambito del Festival della Pace di Brescia &#8211; in questo periodo entrate gratuite La stagione della migrazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[31029],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/139868"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=139868"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/139868\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":139876,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/139868\/revisions\/139876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=139868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=139868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=139868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}