{"id":140272,"date":"2024-11-18T06:20:50","date_gmt":"2024-11-18T05:20:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=140272"},"modified":"2024-11-18T20:35:02","modified_gmt":"2024-11-18T19:35:02","slug":"mostre-al-femminile-progetto-genesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=140272","title":{"rendered":"Mostre al femminile &#8211; \u201cProgetto Genesi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nuove tazze &#8211; per un caff\u00e9 di arte e diritti umani\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monica Bonvicini, Binta Diaw, Simone Fattal e Shirin Neshat<br \/>\nfirmano la nuova illy Art Collection dedicata a \u201cProgetto Genesi\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro artiste di fama internazionale si fanno portavoce della condizione della donna nel mondo<br \/>\n<strong>&#8211; in una nuova collezione di tazzine che unisce arte e diritti umani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2013 illycaff\u00e8, azienda globale del caff\u00e8 conosciuta per <strong>il legame privilegiato che ha costruito con il mondo dell\u2019arte contemporanea,<\/strong> presenta la nuova illy Art Collection che sostiene il messaggio promosso dall\u2019Associazione Genesi e dal suo <strong>\u201cProgetto Genesi. Arte e Diritti umani\u201d, curato da Ilaria Bernardi:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">un <strong>percorso itinerante che unisce eventi espositivi ed educativi<\/strong> con l&#8217;obiettivo di offrire una formazione permanente sul tema dei diritti umani.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sodalizio tra illycaff\u00e8 e l\u2019Associazione Genesi<\/strong> affonda le radici in una fiducia condivisa nella funzione sociale dell\u2019arte &#8211; intesa come strumento capace di <strong>parlare a tutti e di incidere sulla societ\u00e0 per trasformarla e favorirne il progresso<\/strong> &#8211; e trova massima espressione nella <strong>illy Art Collection realizzata dalle quattro artiste di fama internazional<\/strong>e protagoniste dell\u2019edizione 2024 di Progetto Genesi attraverso focus monografici dedicati a queste all\u2019interno delle quattro mostre incluse nell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La siriana Simone Fattal, l\u2019iraniana Shirin Neshat, l\u2019italiana Monica Bonvicini e la milanese di origini senegalesi Binta Diaw,<\/strong> ognuna con il proprio linguaggio espressivo,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>hanno utilizzato la tazzina illy come una tela bianca<\/strong> per riflettere attorno ad alcune delle pi\u00f9 urgenti <strong>questioni culturali, ambientali e sociali,<\/strong> raccontando la propria esperienza di donne in differenti contesti geografici e sociali e facendosi cos\u00ec portavoce della condizione femminile nel mondo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo entusiasti di presentare la nuova illy Art Collection firmata da un pool di artiste quali Monica Bonvicini, Binta Diaw, Simone Fattal e Shirin Neshat \u2013 dichiara Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di illycaff\u00e8 -. L\u2019abilit\u00e0 e il linguaggio distintivo di ciascuna trovano espressione nelle nostre tazzine con <strong>una collezione appassionante e carica di significato<\/strong>, che ci induce a riflettere sul dibattito sempre pi\u00f9 attuale della condizione femminile nel mondo. Un\u2019edizione limitata che ben esprime il nostro impegno verso questi temi e il profondo rispetto per i diritti umani, fiduciosi che l&#8217;arte possa essere un potente strumento per sensibilizzare e ispirare il cambiamento&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Monica Bonvicini, artista italiana di fama internazionale con base a Berlino,<\/strong> ha scelto per questa illy Art Collection il motivo delle <strong>maglie della catena, elemento che compare in molte delle sue iconiche installazioni, sculture e disegni, ispirati alla serie di disegni rossi &#8220;Hanging Heavy&#8221; del 2001.<\/strong> Le catene e i loro nodi resi neri per questa edizione si riferiscono a quei momenti che condividiamo davanti a un caff\u00e8, scambiandoci idee, impegnandoci in conversazioni, parlando di cose di nuovo. Rappresentano le relazioni e i ricordi, esprimono un senso di comunit\u00e0 e connessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Binta Diaw<\/strong> \u00e8 un\u2019artista visuale italo-senegalese che vive e lavora a Milano. Spesso declinata sotto forma di installazioni di varie dimensioni, la sua ricerca plastica fa parte di una riflessione filosofica sui fenomeni sociali che definiscono il mondo contemporaneo attraverso il corpo e la spazialit\u00e0. <strong>Nella sua tazzina illy Art Collection, Binta Diaw porta lo spettatore nell&#8217;esplorazione di molteplici livelli di identit\u00e0: in particolare, s\u00e9 stessa come corpo sociale e la sua posizione di donna nera in un contesto occidentale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le pi\u00f9 importanti artiste contemporanee,<strong> Simone Fattal \u00e8 nata in Siria<\/strong> e cresciuta in Libano. La sua ricerca, che si articola nell\u2019impiego di diversi mezzi espressivi, tra cui il disegno, la pittura e la ceramica, evoca l\u2019unione fra dimensione carnale e mistica, realt\u00e0 e immaginazione.<strong> Il gioco di linee e segni colorati che decorano la tazzina illy Art Collection, restituiscono l\u2019intimit\u00e0 profonda dei sentimenti e dei pensieri degli esseri umani<\/strong> ed esprimono il valore e la fragilit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Shirin Neshat \u00e8 un\u2019artista visiva iraniana che vive e lavora a NY,<\/strong> conosciuta principalmente per il suo lavoro nel mondo del cinema e per le sue fotografie in bianco e nero che immortalano donne velate sulle quali l\u2019artista sovrascrive versi di poetesse iraniane. Attraverso la r<strong>appresentazione del corpo femminile e la scrittura sulla pelle, Neshat esplora la complessit\u00e0 della condizione sociale della donna nella cultura islamica,<\/strong> esprimendo cos\u00ec il suo forte impegno civico a favore del femminismo e contro ogni forma di pregiudizio o censura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova illy Art Collection \u00e8 stata presentata in anteprima alla fiera d\u2019arte contemporanea internazionale Frieze London il 9 ottobre.<\/p>\n<p>La collezione in edizione limitata di tazzine sar\u00e0 disponibile nell\u2019e-shop illy, negli store (illy Caff\u00e8 e illy Shop), nei canali della grande distribuzione al dettaglio e nei canali di e-commerce indiretti, in diversi formati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf Kit da 4 tazzine da espresso al prezzo consigliato di \u20ac 94,00<br \/>\n\u25cf Kit da 4 tazzine da cappuccino al prezzo consigliato di \u20ac 114,00<br \/>\n\u25cf Kit da 2 tazzine da espresso al prezzo consigliato di \u20ac 51,00<br \/>\n\u25cf Kit da 2 tazzine da cappuccino al prezzo consigliato di \u20ac 61,00<\/p>\n<p><strong>BIOGRAFIE DELLE ARTISTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monica Bonvicini \u00e8 emersa come artista visiva e ha iniziato a esporre a livello internazionale a met\u00e0 degli anni &#8217;90. La sua poliedrica pratica \u2013 che indaga il rapporto tra architettura, potere, genere e spazio \u2013 si traduce in opere che si interrogano sul senso del fare arte, sull&#8217;ambiguit\u00e0 del linguaggio, sui limiti e le possibilit\u00e0 legate all&#8217;ideale di libert\u00e0. Schietta, diretta e intrisa di riferimenti storici, politici e sociali, l&#8217;arte di Bonvicini non rinuncia mai a stabilire un legame critico con i luoghi in cui \u00e8 esposta, i suoi materiali, i ruoli di spettatore e creatore.<br \/>\nBonvicini ha ottenuto diversi premi, tra cui il Leone d&#8217;Oro alla Biennale di Venezia (1999); il Preis der Nationalgalerie f\u00fcr Junge Kunst, dallo Staatliche Museen zu Berlin (2005); e il Rolandpreis f\u00fcr Kunst per l&#8217;arte nel pubblico della Fondazione Brema, Germania (2013); il Premio Hans Platschek per l&#8217;arte e la scrittura, Germania (2019); e il Premio Oskar Kokoschka, Austria (2020). Il suo lavoro \u00e8 stato presentato in molte biennali in tutto il mondo, tra cui Busan, Berlino, Shanghai, Santa Fe, Istanbul, Gwangju, New Orleans e Venezia. Gli spettacoli multimediali di Bonvicini sono stati presentati nei principali musei di tutto il mondo, come il MoMa PS1, New York; Palais de Tokyo, Parigi; Arte moderna Oxford; Secessione, Vienna; Hamburger Bahnhof, Berlino; Istituto d&#8217;Arte di Chicago; Kunstmuseum Basel; Kunsthalle Fridericianum, Kassel; Deichtorhallen, Amburgo; Centro baltico per l&#8217;arte contemporanea, Gateshead; Berlinische Galerie, Berlino; Maxxi, Roma; Belvedere 21, Vienna; Galleria Nazionale di Danimarca, Copenaghen; Kunsthalle Bielefeld; Castello di Rivoli, Torino; Kunsthaus Graz; Art Sonje Center, Seoul; Kunst Museum Winterthur; Neue Nationalgalerie, Berlino. Le opere d&#8217;arte installate in modo permanente di Bonvicini si trovano al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra, al fiordo di Bj\u00f8rvika di fronte al Teatro dell&#8217;Opera di Oslo e al Weserburg Museum di Brema, tra gli altri. Nel 2012 Bonvicini \u00e8 stata nominata Commendatore dell&#8217;Ordine al Merito della Repubblica Italiana.<br \/>\nMonica Bonvicini \u00e8 nata a Venezia e ha studiato arte all&#8217;UdK di Berlino e al California Institute of the Arts di Los Angeles. Dal 2003 al 2017 \u00e8 stata titolare di una cattedra di Arti Performative e Scultura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Vienna. Nell&#8217;ottobre 2017 ha assunto la cattedra di Scultura all&#8217;Universit\u00e4t der K\u00fcnste di Berlino. Vive e lavora a Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Binta Diaw (1995) vive e lavora tra Milano e Dakar. Si \u00e8 diplomata all&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all&#8217;\u00c9SAD di Grenoble. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in diverse mostre, come Manifesta 15 Barcelona Metropolitan (2024), la Biennale di Gwangju (2024), la Biennale di Liverpool (2023), la 12a Biennale di Berlino, Berlino (2022) e la 13a Rencontres de Bamako \/ Biennale Africaine de la Photographie, Bamako (2022), la School of Water &#8211; Mediterranea &#8211; Young Artists Biennale, Repubblica di San Marino (2021), oltre che in mostre personali tra cui quelle alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Magasin CNAC, Grenoble; Prometeogallery, Milano; Galerie C\u00e9cile Fakhoury, Dakar; Bungalow ChertL\u00fcdde, Berlino. Ha svolto importanti residenze e ha ricevuto numerosi riconoscimenti come la Premi\u00e8re laur\u00e8ate &#8211; Prix Carta Bianca 2022, il Premio PART-Rimini, 2022 e la Bourse arts plastiques de la ville de Grenoble 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Fattal \u00e8 nata nel 1942 a Damasco, in Siria, ed \u00e8 cresciuta in Libano, dove ha studiato filosofia all&#8217;\u00c9cole des Lettres di Beirut. Si \u00e8 poi trasferita a Parigi, dove ha proseguito le sue ricerche filosofiche alla Sorbona. Nel 1969 \u00e8 tornata a Beirut e ha iniziato a lavorare come artista visiva, esponendo i suoi dipinti fino all&#8217;inizio della guerra civile libanese. Ha lasciato il Libano nel 1980 e si \u00e8 stabilita in California, dove ha fondato la Post-Apollo Press, una casa editrice dedicata a opere letterarie innovative e sperimentali. Nel 1988 si \u00e8 iscritta all&#8217;Art Institute di San Francisco, dove \u00e8 ritornata alla pratica artistica e ha ritrovato la dedizione alla scultura e alla ceramica. Fattal attualmente vive a Parigi. Il suo lavoro \u00e8 incluso in diverse collezioni pubbliche, come il Centre Pompidou di Parigi; la Fondazione Yves Saint Laurent, Marrakech; il Museo Nazionale del Qatar, Doha; il Sursock Museum, Beirut e la Sharja Art Foundation, Sharja.<br \/>\nTra le sue mostre pi\u00f9 recenti: Secessione, Vienna (2024); Portikus, Francoforte (2023); KINDL, Berlino (2023); Sharjah Art Foundation, Sharjah (2023); La Biennale di Venezia, Venezia (2022); 16a Biennale di Lione, Lione (2022); 12a Biennale di Berlino, Berlino (2022); Whitechapel Gallery, Londra (2021); Bergen Kunsthall, Bergen (2020); Nuveau Mus\u00e9e National de Monaco, Monaco (2020); MoMA PS1, New York (2019); Punta della Dogana, Venezia (2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Shirin Neshat \u00e8 un&#8217;artista e regista di origine iraniana che vive a New York. Lavora e continua a sperimentare attraverso la fotografia, i video e i film, che diffonde usando immagini e narrazioni altamente poetiche e politicamente cariche che riprendono questioni di potere, religione, razza, genere, rapporto tra passato e presente, Oriente e Occidente, individuali e collettivi attraverso la lente delle sue esperienze personali di donna iraniana che vive in esilio.<br \/>\nNeshat ha tenuto numerose mostre personali in musei internazionali, tra cui la Pinakothek der Moderne, Monaco; Museo d&#8217;Arte Moderna di Fort Worth; The Broad, Los Angeles; Museo Correr, Venezia, Italia; Hirshhorn Museum, Washington DC e il Detroit Institute of Arts. Ha diretto tre lungometraggi, Women Without Men (2009), che ha ricevuto il Leone d&#8217;argento per la migliore regia alla 66a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, Looking For Oum Kulthum (2017) e pi\u00f9 recentemente Land of Dreams, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia (2021). Neshat ha diretto la sua prima opera Aida di Verdi al Festival di Salisburgo nel 2017 e nel 2022, che sar\u00e0 riproposta al Teatro dell&#8217;Opera di Parigi nel 2025.<br \/>\nE\u2019 stata insignita del Leone d&#8217;Oro, del Primo Premio Internazionale alla 48a Biennale di Venezia (1999), dell&#8217;Hiroshima Freedom Prize (2005), del Dorothy and Lillian Gish Prize (2006) e nel 2017 ha ricevuto il prestigioso Praemium Imperiale Award a Tokyo. \u00c8 rappresentata dalla Gladstone Gallery di New York e dalla Goodman Gallery di Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<br \/>\nillycaff\u00e8 \u00e8 un\u2019azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caff\u00e8 al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica composto da 9 ingredienti diversi. L\u2019azienda seleziona solo l\u20191% dei migliori chicchi di Arabica.<br \/>\nOgni giorno vengono gustate pi\u00f9 di 8 milioni di tazzine di caff\u00e8 illy nei bar, ristoranti, alberghi, caff\u00e8 monomarca, case e uffici di oltre 140 paesi, in cui l\u2019azienda \u00e8 presente attraverso filiali e distributori.<br \/>\n<strong>Fin dalla nascita illycaff\u00e8 ha orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, impegno che ha rafforzato nel 2019 adottando lo status di Societ\u00e0 Benefit e nel 2021 diventando la prima azienda italiana del caff\u00e8 ad ottenere la certificazione internazionale B Corp.<\/strong> Tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u2018made in illy\u2019 viene arricchito di bellezza e arte, a cominciare dal logo, disegnato da James Rosenquist, le illy Art Collection, le tazzine decorate da pi\u00f9 di 130 artisti internazionali o le macchine da caff\u00e8 disegnate da designer di fama internazionale. Con l&#8217;obiettivo di diffonderne la cultura della qualit\u00e0 ai coltivatori, baristi e amanti del caff\u00e8, l\u2019azienda ha sviluppato la sua Universit\u00e0 del Caff\u00e8 che ad oggi svolge corsi in 23 paesi del mondo. Nel 2023 illycaff\u00e8 ha generato un fatturato consolidato pari a \u20ac595,1 milioni. La rete monomarca illy conta 159 punti vendita in 30 Paesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuove tazze &#8211; per un caff\u00e9 di arte e diritti umani\u00a0 Monica Bonvicini, Binta Diaw, Simone Fattal e Shirin Neshat firmano la nuova illy Art<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140272"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=140272"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140272\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":140275,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140272\/revisions\/140275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=140272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=140272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=140272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}