{"id":140805,"date":"2024-11-27T18:17:04","date_gmt":"2024-11-27T17:17:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=140805"},"modified":"2024-11-27T18:17:04","modified_gmt":"2024-11-27T17:17:04","slug":"arte-a-milano-il-vostro-cielo-fu-mare-il-vostro-mare-fu-cielo-mudec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=140805","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; Il vostro cielo fu mare &#8211; il vostro mare fu cielo &#8211; MUDEC"},"content":{"rendered":"<p>MUDEC presenta l\u2019installazione<\/p>\n<p>Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo<\/p>\n<figure id=\"attachment_140809\" aria-describedby=\"caption-attachment-140809\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-010.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-140809\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-010-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-010-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-010-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-010-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-010.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-140809\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p>di<\/p>\n<p><strong>Adrian Paci<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Sara Rizzo e Katya Inozemtseva<\/strong><\/p>\n<p>MUDEC\u2013 Agor\u00e0<\/p>\n<p><strong>27 novembre 2024 \u2013 21 settembre 2025<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_140808\" aria-describedby=\"caption-attachment-140808\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-003.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-140808\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-003-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-003-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-003-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-003-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/paci-Mudec-AdrianPaci\u00a9julehering-003.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-140808\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stagione espositiva 2024-25 del MUDEC affronta da una nuova prospettiva un <strong>tema centrale<\/strong> per il Museo delle Culture: quello del viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra della primavera, da due anni appuntamento immancabile nel palinsesto culturale di Milano, sar\u00e0 infatti <strong>\u201cTravelogue. Storie di viaggi, migrazioni e diaspore\u201d. L\u2019esposizione sar\u00e0 inaugurata nel marzo 2025<\/strong> e viene, come di consueto,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>anticipata nel 2024 da un progetto site-specific che verr\u00e0 ospitato nel cuore dell\u2019Agor\u00e0, a cura di Sara Rizzo e Katya Inozemtseva.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u00e8 stato realizzato con il supporto di 24 ORE Cultura, con Fondazione Deloitte come Institutional Partner, con la partecipazione di ACACIA \u2013 Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana e di nctm e l&#8217;arte, un progetto di ADVANT Nctm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si intitola \u201cIl vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo\u201d l\u2019installazione dell\u2019artista Adrian Paci, che da oggi accoglie i visitatori del MUDEC nelle sue <strong>monumentali dimensioni<\/strong> e con i suoi molteplici spunti di riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adrian Paci immagina la <strong>grande vetrata dell\u2019Agor\u00e0 trasformata da chiaroscuri azzurro verdastri<\/strong> che evocano i colori del mare. L\u2019intervento dell\u2019artista interpreta infatti come <strong>un grande specchio d\u2019acqua<\/strong> lo spazio iconico progettato da Chipperfield, la cui forma organica <strong>rimanda di per s\u00e9 a un\u2019onda.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La texture di questi azzurri \u00e8 quella dei <strong>retini tipografici delle immagini stampate sui giornali.<\/strong> Si tratta di immagini <strong>associate a notizie tragiche di naufragi<\/strong> che raccontano di vite spezzate nel tentativo di attraversare i mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la ricerca preliminare sono state infatti consultate e impiegate diverse testate giornalistiche, italiane e internazionali, cartacee e digitali \u2013 come ad esempio Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera, Il Manifesto, The New York Times, \u012a Kath\u012bmerin\u012b, Die Zeit \u2013 per individuare notizie e immagini che potessero rispondere alle esigenze dell\u2019artista nella costruzione visiva dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le porzioni di mare presenti in queste fotografie di cronaca vengono <strong>ingrandite fino a cancellare ogni connotazione informativa<\/strong> e applicate sulle vetrate dell\u2019Agor\u00e0, trasformandola in un grande acquario carico di tragedie implicite. Un intervento artistico \u2013 quello di Adrian Paci al MUDEC &#8211; che sottolinea i limiti e l\u2019impotenza dei media rispetto al peso tragico di tali esperienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo le installazioni di Cory Arcangel e Mariana Castillo Deball, il MUDEC in collaborazione con 24Ore Cultura e Deloitte realizza una terza opera di scala monumentale riferita in questo caso al tema del viaggio migratorio e in particolare alle tragedie degli attraversamenti del Mediterraneo\u201d. Cos\u00ec Marina Pugliese, Direttrice del Museo delle Culture, introduce il nuovo progetto espositivo di arte contemporanea. \u201cCon Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo, Adrian Paci trasforma l&#8217;Agor\u00e0 in una gigantesca superficie istoriata con frammenti di immagini di naufragi. Il pubblico si immerge e si perde in uno spazio azzurro in cui fluttuare e riflettere. Un&#8217;opera delicata e tragica al tempo stesso grazie a cui il Museo delle Culture ripensa un tema centrale per i musei etnografici\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di Adrian Paci nascono come risposta a una ricerca di senso dettata da necessit\u00e0 interiori e come modo attivo di pensare la contemporaneit\u00e0. Nel suo lavoro, che si nutre di una profonda familiarit\u00e0 con la storia dell\u2019arte, convivono l\u2019osservazione delle dinamiche sociali del presente, l\u2019attenzione per la densit\u00e0 simbolica dei gesti e un interesse per le possibilit\u00e0 interpretative delle immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Motivi centrali delle sue opere sono il viaggio, l\u2019attraversamento, l\u2019attesa, che \u00e8 anzitutto aspettativa di futuro, e il rapporto con il luogo e il tempo dell\u2019origine, che non sono tanto dimensioni alle quali tornare, quanto riferimenti profondi da portare con s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl mio non \u00e8 un lavoro sul tema dell\u2019immigrazione. Non credo all\u2019arte su qualcosa\u201d, sottolinea Paci. \u201cPenso che l\u2019arte nasca da un incontro, un attraversamento che regala esperienze, fantasie, immagini, storie, suoni, forme (anche illusorie). Portare queste esperienze nel territorio della forma tattile dell\u2019opera \u2013 continua l\u2019artista \u2013 e far diventare il lavoro stesso fonte di una nuova esperienza sia estetica che di pensiero e riflessione \u00e8 stata una delle preoccupazioni principali nel mio lavoro come artista\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Katya Inozemtseva e Sara Rizzo lo hanno invitato a concepire un intervento per l\u2019atrio del MUDEC in relazione alla mostra Travelogue, Paci ha subito pensato alla specificit\u00e0 di tale spazio. Il fulcro architettonico del museo \u00e8 infatti un luogo progettato con estrema cura, che avvolge con le sue curve e ci invita a guardare verso l\u2019alto, immersi nel ritmo luminoso e pacifico della grande vetrata. Paci desidera che il suo intervento sia delicato ma profondo, capace di integrarsi con le caratteristiche dell\u2019Agor\u00e0 e, al contempo, di operare un significativo spostamento di significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Adrian Paci non ci mostra il disastro, n\u00e9 i sommersi e i salvati,<\/strong> sceglie piuttosto il dettaglio che accomuna tutte le storie raccontate, a volte protagonista della fotografia, altre relegato a sfondo: il mare. I tagli isolano un particolare poetico da un\u2019immagine drammatica e restituiscono fuori scala la resa ruvida e granulosa della carta stampata, dove il retino diventa volutamente visibile, tratto distintivo della composizione\u201d cos\u00ec Sara Rizzo, curatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u00c8 possibile accostare l\u2019installazione di Paci ai panorami, i grandi dipinti circolari in voga nell\u2019Europa del XIX secolo. Questa volta per\u00f2 lo spazio immersivo documenta non un paesaggio reale ma politico, composto da 250 tessere che testimoniano la ricerca della libert\u00e0, la durezza della realt\u00e0, la riflessione etica di cui tutti facciamo parte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAdrian Paci \u00e8 stato uno dei primi a introdurre nella pratica artistica il viaggio\/movimento, inteso come esperienza profonda ed esistenziale che cambia molte vite umane. I viaggi reali e simbolici, l&#8217;emigrazione, gli stati transitori dell&#8217;individuo e della societ\u00e0, i giochi della memoria personale e collettiva: tutto questo si trova al centro dell&#8217;attenzione di Paci. La sua arte \u00e8 sempre rivolta alla contemporaneit\u00e0, \u00e8 profondamente politica, e in questo senso il progetto al MUDEC rappresenta di fatto una concentrazione del metodo di Paci\u201d cos\u00ec Katya Inozemtseva, curatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 Adrian Paci<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adrian Paci, nato a Scutari, Albania, nel 1969, \u00e8 un artista di fama internazionale che vive e lavora tra Milano e Shkod\u00ebr. Tra le sue mostre personali pi\u00f9 significative si annoverano quelle al Jeu de Paume di Parigi, al PAC di Milano, al MAC di Montr\u00e9al e al MoMA PS1 di New York. Ha partecipato a numerose biennali internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Sydney e Manifesta 14 in Kosovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palinsesto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019installazione sar\u00e0 infine accompagnata da un palinsesto di eventi a partire da novembre 2024, per approfondire i temi dell\u2019opera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MUDEC presenta l\u2019installazione Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo di Adrian Paci A cura di Sara Rizzo e Katya Inozemtseva MUDEC\u2013<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,2730,15896],"tags":[31121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140805"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=140805"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140805\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":140811,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140805\/revisions\/140811"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=140805"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=140805"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=140805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}