{"id":141223,"date":"2024-12-05T19:21:23","date_gmt":"2024-12-05T18:21:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141223"},"modified":"2024-12-05T19:21:23","modified_gmt":"2024-12-05T18:21:23","slug":"mostre-a-trieste-naturae-ambienti-di-arte-contemporanea-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141223","title":{"rendered":"Mostre a Trieste &#8211; Naturae. Ambienti di arte contemporanea"},"content":{"rendered":"<p><strong>Italia da ri &#8211; visitare<\/strong> &#8211; questa mostra \u00e8 anche l&#8217;occasione per ammirare la bellezza del parco e del Castello di Miramare a Trieste<\/p>\n<h2>NATURAE<br \/>\nAmbienti di arte contemporanea<\/h2>\n<p><strong>A cura di Melania Rossi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diciotto artisti contemporanei<\/strong> esplorano il rapporto tra uomo e natura al Castello di Miramare di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 dicembre 2024 &#8211; 9 novembre 2025<br \/>\nScuderie e Parco del Castello di Miramare, Trieste<\/p>\n<figure id=\"attachment_141226\" aria-describedby=\"caption-attachment-141226\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141226\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141226\" class=\"wp-caption-text\">Installation view Ph.Hari Bertoja<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il Museo storico e Parco del Castello di Miramare a Trieste presenta la<strong> grande mostra collettiva Naturae. Ambienti di arte contemporanea, esplorazione corale sul tema della natura e del suo profondo legame con l\u2019essere umano<\/strong>, a<strong> cura di Melania Rossi<\/strong>. L\u2019esposizione si tiene dal 6 dicembre 2024 al 9 novembre 2025 nell\u2019ambito della rassegna Miramare contemporanea, organizzata da MondoMostre e CoopCulture in collaborazione con il Museo di Miramare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturae. Ambienti di arte contemporanea trova una propria sede ideale<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nel contesto del Castello di Miramare, antica dimora nobiliare sospesa su una scogliera che domina il mare e che si pone naturalmente in dialogo con il paesaggio circostante e la forza degli elementi<\/strong> che la abitano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caratterizzato dall\u2019intervento<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>visionario di Massimiliano d\u2019Asburgo, che nel XIX secolo ne plasmava architetture e parco,<\/strong> il comprensorio di Miramare accoglie le opere d\u2019arte in mostra in un itinerario che si svolge<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nelle scuderie annesse al museo e negli spazi esterni, dove ancora oggi \u00e8 possibile respirare un\u2019atmosfera unica,<\/strong> intrisa di significati strettamente legati al rapporto tra uomo e natura.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturae. Ambienti di arte contemporanea invita a una profonda riflessione sulla relazione tra uomo e natura, puntando i riflettori sui modi in cui l\u2019arte pu\u00f2 diventare luogo di contemplazione e introspezione e farsi strumento di riscoperta delle meraviglie del mondo naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenta <strong>oltre cinquanta opere di diciotto artisti contemporanei di diverse generazioni e provenienze geografiche,<\/strong> allestite nelle scuderie e nel parco del castello: dai lavori di maestri quali Rebecca Horn (Michelstadt, 1944 \u2013 Bad K\u00f6nig, 2024), Hermann Nitsch (Vienna 1938 \u2013 Mistelbach 2022), Marina Abramovic (Belgrado, 1946) e Mimmo Paladino (Paduli, 1948), alle installazioni site-specific realizzate appositamente per la mostra di Pietro Ruffo (Roma, 1978) e Jos\u00e9 Angelino (Ragusa, 1977); dalle opere inedite di Serse Roma (San Polo di Piave, 1952) ai grandi disegni installativi di Marta Roberti (Brescia, 1977); dalle ricerche sulle profonde connessioni tra regni vegetale, umano, animale e minerale di Simone Berti (Adria sul Po, 1966), Gianni Caravaggio (Rocca S. Giovanni, 1968), Elisabetta Di Maggio (Milano, 1964), Christiane L\u00f6hr (Wiesbaden, Germania, 1965), ai lavori eclettici di Jan Fabre (Anversa, 1958); dalle opere in continua trasformazione di Sophie Ko (Tbilisi, 1981) alle ibridazioni video di Luca Trevisani (Verona, 1979), fino alle minuziose creazioni di Macoto Murayama (Kanagawa, 1984) e ai camouflage di Liu Bolin (Cina, 1973). In dialogo con uno dei pi\u00f9 suggestivi belvedere del castello, l\u2019opera TOWARDS YOU di Bianco-Valente \u00e8 stata presentata in anteprima in occasione della regata velica Barcolana 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo affronta la complessit\u00e0 della natura e dell\u2019uomo che la indaga, la presenza umana nel paesaggio, la relazione con il corpo, con il tempo, con la bellezza delle forme naturali e con le leggi fisiche.<br \/>\nNel percorso di mostra la natura si manifesta come arte, mentre l\u2019arte assume il ruolo di elemento naturale in un costante gioco di sguardi e prospettive. Spaziando tra installazioni scultoree e video, pittura, disegno, fotografia, la mostra segue una drammaturgia che invita a entrare negli universi creativi dei singoli artisti, veri e propri horti conclusi che creano un viaggio esplorativo e poetico imperniato sul rapporto con la natura esterna e con la propria.<br \/>\nOltre agli inediti site-specific, le opere provengono da istituzioni museali come l\u2019Istituto Villa Adriana e Villa d\u2019Este, fondazioni d\u2019arte internazionali e collezioni private, in molti casi esposte per la prima volta al pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIL PERCORSO ESPOSITIVO<br \/>\nLa mostra si suddivide in 12 sezioni tematiche e presenta veri e propri \u201cambienti\u201d di arte contemporanea che ospitano opere selezionate o appositamente realizzate per gli spazi delle Scuderie del Castello di Miramare, affrontando il tema della natura nel suo profondo rapporto con l\u2019uomo, attraverso molteplici linguaggi artistici e visioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antropocene \/ genere umano e pianeta terra | Pietro Ruffo<br \/>\nL\u2019esposizione si apre con un\u2019installazione site-specific di Pietro Ruffo, ispirata al concetto di Antropocene, l\u2019epoca geologica che segna l\u2019impatto che l\u2019uomo ha avuto sul clima e sugli ecosistemi del pianeta. Grandi panneggi evocano foreste primordiali, attraversabili dal pubblico, simboleggiando il tentativo dell\u2019uomo di dominare anche la natura pi\u00f9 selvaggia. In mostra per la prima volta due nuovi dipinti: paesaggi marini con sovrapposizioni di teschi di Neanderthal, tracce dell\u2019umanit\u00e0 sul pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corpo \/ paesaggio dell\u2019anima | Rebecca Horn<br \/>\nAl primo piano, la sezione rende omaggio a Rebecca Horn, protagonista con l\u2019opera L\u2019air de Vesuvio (2007), uno dei suoi Bodylandscape. Il disegno \u00e8 un vero e proprio paesaggio umano, in cui l\u2019artista disegna in base alla lunghezza delle sue braccia, rappresentando la sua massima estensione corporea. Questo \u201cdisegno performativo\u201d combina mondo interiore ed esteriore attraverso un segno istintivo e potente, che inghiotte lo spettatore evocando paesaggi cosmici o paesaggi dell\u2019anima.<br \/>\nL\u2019opera rester\u00e0 esposta fino al 5 marzo 2025, sostituita a rotazione da lavori di altri maestri dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Armonia \/ connessioni tra regni naturali | Simone Berti, Gianni Caravaggio, Elisabetta Di Maggio e Christiane L\u00f6hr<br \/>\nGli artisti esposti in questa sezione esplorano le profonde connessioni tra regno vegetale, umano, animale e minerale.<br \/>\nSimone Berti presenta due disegni dove su uno sfondo bianco si stagliano forme ibride che sembrano uscite da una leggenda popolare o da una favola. Gianni Caravaggio propone una scultura in alabastro in cui pieni e vuoti dialogano con la luce, stimolando l\u2019immaginazione dello spettatore. Elisabetta Di Maggio scopre paralleli inaspettati tra l\u2019uomo e l\u2019universo, come le linee del palmo della mano che richiamano le venature delle foglie. Christiane L\u00f6hr utilizza materiali organici quali, steli e piccoli fiori, per creare esili sculture, simili a strutture architettoniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mare \/ Energia spirituale | Marina Abramovi\u0107 e Serse Roma<br \/>\nMarina Abramovi\u0107 interpreta il legame inscindibile uomo-natura con Stromboli, la performance in cui l\u2019artista, sdraiata sulla riva, si lascia cullare dalle onde abbandonata all\u2019energia del mare e del vulcano. Serse Roma affronta il tema del paesaggio marino in chiave contemporanea nei due grandi disegni a grafite su carta, dai quali emerge l\u2019essenza trasformativa dell\u2019acqua, la sublimit\u00e0 e la smisuratezza della natura priva di figure umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ibridazione \/ dinamismo della materia | Luca Trevisani<br \/>\nPer il video Vodorosli, termine russo che indica le fronde di alghe congelate, Luca Trevisani trae ispirazione dall\u2019approccio visionario di Alvar Aalto, figura emblematica del design e dell\u2019architettura organica. Geometrie rigide e forme sinuose si combinano armoniosamente attraverso l\u2019utilizzo della luce, del colore e dei materiali. Il risultato \u00e8 un caleidoscopio di immagini tra natura e artificio umano, in cui il visitatore pu\u00f2 perdersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Metamorfosi \/ eternit\u00e0 e fragilit\u00e0 dell\u2019esistenza | Sophie Ko<br \/>\nLe Geografie temporali di Sophie Ko, create utilizzando pigmenti puri e cenere, si presentano come entit\u00e0 in continua evoluzione, quasi organismi viventi. La precariet\u00e0 dell\u2019esistenza viene sottolineata dall\u2019utilizzo di frammenti di ali di farfalla, emblema della metamorfosi ma anche della transitoriet\u00e0 della vita. Questo concetto si riflette con particolare intensit\u00e0 in Lacrime su fuoco, serie di dieci piccoli dipinti su carta, le cui bruciature lasciano intravedere immagini legate ai temi delle migrazioni nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colore \/ manifestazione della vita | Hermann Nitsch<br \/>\nHermann Nitsch usa il colore per suggerire stati d\u2019animo rifacendosi agli studi di Freud riguardo l\u2019influenza dei colori sulla psiche. Le tre opere esposte, frutto delle sue azioni pittoriche, incarnano l\u2019energia primordiale e il dinamismo fisico che caratterizzano il suo linguaggio artistico, trasformando ogni pennellata in un\u2019intensa espressione di vitalit\u00e0 e forza creativa dove i colori esprimono il divenire della vita e dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Installation view Ph. Hari Bertoja<br \/>\nIl giardino delle delizie \/ bellezza come difesa naturale | Jan Fabre<br \/>\nQuattro grandi mosaici raccontano la violenta storia della colonizzazione del Congo belga, usando come metafora il Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch (1480-1490). Le opere in mostra, realizzate con gusci di scarabei gioiello, simboleggiano il ciclo vita, morte e rinascita. Questo insetto, al tempo stesso fragile e resistente grazie al suo esoscheletro, \u00e8 evocato come archetipo sia fisico che spirituale. Al centro della sala troneggia un autoritratto in bronzo in cui Fabre si rappresenta in una metamorfosi tra uomo e animale, adornato da corna di capra, bestiali e mitologiche appendici protese come antenne per captare frammenti di bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Camouflage \/ arte come protezione | Liu Bolin<br \/>\nL\u2019artista utilizza il proprio corpo per fondersi perfettamente con l\u2019ambiente circostante, scomparendo nei dettagli di paesaggi urbani e naturali. Attraverso questa pratica, Liu Bolin offre una riflessione critica sulla condizione dell\u2019uomo contemporaneo, spesso costretto ad adattarsi e annullarsi all\u2019interno di una societ\u00e0 dominata dal materialismo e dalla tecnologia. La sua arte diventa un manifesto della presenza intrinseca di un\u2019anima in ogni luogo e oggetto, anche il pi\u00f9 ordinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Flussi naturali \/ estetica e fisica | Jos\u00e9 Angelino<br \/>\nGrazie alla sua formazione scientifica, Angelino intreccia arte e fisica, portando alla luce gli elementi pi\u00f9 sottili e impercettibili della natura. Le sue sculture, sensibili ai fenomeni invisibili che ci circondano, trasformano energie e vibrazioni in esperienze visive e sonore. Le opere si attivano grazie alla risonanza Schumann, conosciuta come il \u201cil battito del cuore di Madre Terra\u201d, una frequenza naturale che rappresenta il ritmo vitale del pianeta, rendendo tangibile ci\u00f2 che normalmente sfugge ai sensi umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simbiosi \/ natura selvaggia e umana | Marta Roberti<br \/>\nEspone grandi disegni su carta carbone retroilluminata dal forte impatto installativo. Le opere esplorano paesaggi incontaminati, dove figure umane e animali si rivelano come apparizioni in una natura rigogliosa e armoniosa, evocando un Eden in cui tutte le forme di vita coesistono in equilibrio. Questi lavori sono il risultato di un elaborato processo tecnico che combina calcografia, stratificazioni e intrecci di segni, conferendo profondit\u00e0 e complessit\u00e0 alle immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meraviglia nascosta \/ botanica e tecnologia | Macoto Murayama<br \/>\nPartendo dall\u2019osservazione al microscopio, Macoto Murayama disseziona fiori e li ricostruisce utilizzando programmi di grafica 3D. Ogni opera include elementi scientifici, come le dimensioni, il nome delle varie parti e la classificazione botanica, creando una rappresentazione che va oltre il semplice fiore. Il risultato non \u00e8 solo l\u2019immagine di un fiore, ma la rappresentazione del potere della mente umana e dei suoi strumenti tecnologici, utilizzati per esaminare e comprendere la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opere esterne | Bianco-Valente e Mimmo Paladino<br \/>\nAll\u2019esterno nel Parco del Castello di Miramare, l\u2019opera Towards You di Bianco-Valente e la scultura di Mimmo Paladino Zenith 3, creano un dialogo suggestivo con il paesaggio circostante.<br \/>\nTowards You \u00e8 uno dei lavori pi\u00f9 emblematici del duo artistico Bianco-Valente, noto per la riflessione sul rapporto tra l\u2019uomo e il paesaggio nella sua accezione sociale e culturale. Un\u2019opera di oltre sei metri di lunghezza, che trova la propria collocazione ideale in uno dei punti pi\u00f9 suggestivi del belvedere del Parco del Castello di Miramare.<br \/>\nZenith 3 di Mimmo Paladino arricchisce il paesaggio con una delle celebri sculture raffiguranti cavalli. Zenith 3 dialoga con il contesto naturale del parco, con il suo stile iconico e le linee stilizzate, invitando alla profonda contemplazione del paesaggio. La scultura sembra evocare una connessione tra l\u2019energia primitiva della natura e quella dell\u2019essere umano, attraverso l\u2019immagine di un animale dal forte carattere simbolico e mitico, rafforzando l\u2019incontro tra arte, pensiero umano e natura che caratterizza l\u2019intero percorso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INFORMAZIONI AL PUBBLICO<\/strong><br \/>\nNaturae. Ambienti di arte contemporanea<br \/>\ncurata da Melania Rossi<br \/>\nnell\u2019ambito della rassegna Miramare contemporanea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 dicembre 2024 &#8211; 9 novembre 2025<br \/>\nScuderie e Parco del Castello di Miramare<br \/>\nViale Miramare &#8211; 34151 Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTE BIOGRAFICHE<br \/>\nMelania Rossi<br \/>\nLaureata in Lettere con indirizzo storico artistico e con un master universitario in Comunicazione multimediale, \u00e8 stata docente presso la Facolt\u00e0 di Lettere di Firenze con un corso sulla divulgazione artistica. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all\u2019estero, progetti su larga scala come &#8220;Jan Fabre. Spiritual Guards&#8221; a Firenze (Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria, 2016) e installazioni permanenti per istituzioni come il Pio Monte della Misericordia e la Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli. Ha ideato e co-curato esposizioni nell\u2019ambito di festival e biennali internazionali come Romaeuropa, Biennale di Venezia, Biennale Manifesta a Palermo e Marsiglia. Come curatrice indipendente, si \u00e8 specializzata nella creazione di progetti espositivi d&#8217;arte contemporanea in luoghi fortemente connotati, spesso in dialogo con arte antica o moderna.<br \/>\nTra le mostre pi\u00f9 recenti in spazi istituzionali si segnalano: &#8220;Archeologia da spiaggia&#8221; al Museo Archeologico di Napoli (2022); &#8220;Nasi per l&#8217;arte&#8221;, collettiva internazionale co-curata con Joanna De Vos presso Palazzo Merulana a Roma (2023). Cura cataloghi di mostre e contribuisce a riviste e pubblicazioni d\u2019arte. Suoi saggi critici sono stati pubblicati in occasione di progetti presso musei e fondazioni quali Fondation Maeght (St Paul De Vence), Museo e Real Bosco di Capodimonte (Napoli), Pinchuk Art Centre (Kiev), Hermitage State Museum (San Pietroburgo), Kasteel van Gaasbek (Mijlenmeers, Belgio). Come autrice e storica dell\u2019arte, redige testi per mostre e collezioni museali. Lavora a stretto contatto con artisti di diverse generazioni, che sostiene nel processo di creazione, durante residenze e in esposizioni personali e collettive.<br \/>\nDa sempre interessata alla contaminazione dei linguaggi, ha realizzato programmi d\u2019arte e documentari per la televisione italiana.<br \/>\nSostenitrice della convergenza dei saperi, ha scelto una linea curatoriale che comprenda diverse ricerche sia in campo umanistico che scientifico, ispirate e legate alle diverse pratiche degli artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MondoMostre<br \/>\nMondoMostre \u00e8 il principale produttore a livello internazionale di mostre ed eventi legati all\u2019arte. Offre servizi ai principali musei ed istituzioni culturali spaziando dalla consulenza alla produzione di mostre, fino alla programmazione strategica di lungo termine.<br \/>\nI suoi progetti, in Italia e all\u2019estero, hanno in comune un forte aspetto educativo, declinato in termini di crescita, personale, sociale e culturale, e di diffusione della conoscenza. Hanno inoltre l\u2019obiettivo di offrire ai visitatori strumenti di riflessione ed accrescimento, dando valore alla condivisione delle esperienze cos\u00ec come alla scoperta di contesti storici differenti, dove il dialogo tra culture lontane diventa fonte di arricchimento.<br \/>\nSin dall\u2019anno della fondazione nel 1999, la sua visione globale e il suo approccio internazionale le hanno permesso di raggiungere un posizionamento unico e privilegiato, rendendo MondoMostre l\u2019unico organizzatore di mostre che opera a livello globale, con pi\u00f9 di 280 mostre all\u2019attivo in Europa, Stati Uniti d\u2019America, Russia, Asia e America Latina, e con pi\u00f9 di 35 milioni di visitatori coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CoopCulture<br \/>\nCoopCulture \u00e8 una cooperativa di grande rilievo in Italia nel settore dei beni culturali, con un\u2019esperienza di circa 30 anni nella progettazione e gestione di servizi culturali, per il patrimonio diffuso e le reti territoriali: attivit\u00e0 di accoglienza e comunicazione per i visitatori, sistemi integrati di prenotazione, prevendita e biglietteria, supporti multimediali per la didattica, progettazione e organizzazione di eventi e mostre, piattaforme digitali di promozione dei territori in chiave culturale e turistica. La sua presenza si estende a oltre 250 luoghi tra musei, aree archeologiche, biblioteche e borghi distribuiti lungo tutta la penisola. Negli ultimi anni, CoopCulture ha intrapreso progetti di rigenerazione urbana, intervenendo sia su spazi museali che su intere aree cittadine. Un esempio innovativo di questo impegno sono i Culture Concept Store, che ripensano gli spazi museali come vetrine delle eccellenze locali. Parallelamente, i Culture Hub animano questi spazi attraverso la collaborazione con associazioni, piccole imprese e cittadini che contribuiscono alla produzione culturale. Un esempio significativo \u00e8 Palazzo Merulana a Roma, centro di produzione e valorizzazione culturale. CoopCulture rappresenta cos\u00ec un modello di gestione culturale innovativo, che valorizza il patrimonio e il territorio attraverso una visione che combina tradizione e modernit\u00e0, coinvolgimento comunitario e sviluppo tecnologico. I suoi progetti integrano arte, cultura e paesaggio naturale, favorendo la conservazione del patrimonio per le future generazioni.<br \/>\nDal dicembre 2023 gestisce i servizi museali per il Parco e Castello di Miramare, occupandosi di accoglienza e biglietteria, bookshop, didattica e visite guidate, eventi e mostre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare<br \/>\nIl comprensorio di Miramare, afferente al Ministero della cultura e Museo dotato di autonomia dal 2016, \u00e8 una delle principali icone culturali e naturalistiche di Trieste. Edificato tra il 1856 e il 1860 per volont\u00e0 dell\u2019arciduca Ferdinando Massimiliano d\u2019Asburgo, il castello affaccia sul Golfo di Trieste e riflette l\u2019eleganza architettonica e lo stile stile eclettico tipici dell\u2019Europa ottocentesca. Gli interni, raccontano la vita dell\u2019arciduca e di sua moglie Carlotta del Belgio e la loro passione per il collezionismo, la botanica, la fotografia e l\u2019orientalismo, mostrando arredi originali e collezioni d\u2019arte.<br \/>\nIl Parco storico che circonda il Castello si estende per 22 ettari \u00e8 un complesso concetto di giardino. Offre una rara collezione botanica, con specie esotiche e locali, voluta dallo stesso arciduca e curata nei secoli. Vi si incontrano edifici antichi come il Castelletto, prima residenza degli arciduchi, il sistema delle Serre e dei Vivai e le Scuderie, ora prestigiosa sede di esposizioni temporanee. Sentieri, terrazze e scorci sul mare invitano i visitatori a una passeggiata che connette natura e arte.<br \/>\nOltre alla visita museale, il Castello di Miramare ospita numerose iniziative culturali, come mostre temporanee, eventi musicali e spettacoli teatrali con rassegne site specific che animano gli spazi del comprensorio culturale in ogni stagione.<br \/>\nAttento alla sostenibilit\u00e0, il museo promuove anche attivit\u00e0 didattiche per scuole e famiglie, sensibilizzando sulla conservazione del patrimonio storico e ambientale.<br \/>\nMiramare \u00e8 un\u2019esperienza nella bellezza, un luogo speciale dove storia, arte e natura si fondono in una sintesi perfetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia da ri &#8211; visitare &#8211; questa mostra \u00e8 anche l&#8217;occasione per ammirare la bellezza del parco e del Castello di Miramare a Trieste NATURAE<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":141227,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141223"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=141223"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":141229,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141223\/revisions\/141229"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/141227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=141223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=141223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=141223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}