{"id":141358,"date":"2024-12-13T22:52:39","date_gmt":"2024-12-13T21:52:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141358"},"modified":"2024-12-13T22:52:39","modified_gmt":"2024-12-13T21:52:39","slug":"mostre-a-pordenone-inaugura-19-dicembre-talo-zannier-io-sono-io-fotografo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141358","title":{"rendered":"Mostre a Pordenone &#8211; inaugura 19 dicembre TALO ZANNIER  Io sono io.  Fotografo &#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>TALO ZANNIER<\/strong><\/p>\n<p><strong>Io sono io.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fotografo nella storia e storico della fotografia<\/strong><\/p>\n<p>Pordenone &#8211; Galleria Harry Bertoia<\/p>\n<p>22 dicembre 2024 \u2013 4 maggio 2025<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione 19 dicembre 2024, ore 18,30<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_141365\" aria-describedby=\"caption-attachment-141365\" style=\"width: 219px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Valcellina-1953__Valcellina__-1953-m.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141365\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Valcellina-1953__Valcellina__-1953-m-219x300.gif\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141365\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211;<\/strong><br \/>Italo-Zannier-Valcellina-1953<\/figcaption><\/figure>\n<p>Italo Zannier: Valcellina, 1953<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Italo Zannier (Spilimbergo 1932), intellettuale, docente, curatore di celebri mostre, collezionista e fotografo, primo titolare di una cattedra di Storia della fotografia in Italia<\/strong> nonch\u00e9 figura di riferimento per il riconoscimento della disciplina nel nostro paese; la Mostra, a cura di Marco Minuz e Giulio Zannier, indaga proprio questa \u201cmoltitudine\u201d della passione e <strong>dell\u2019impegno di Zannier verso la disciplina fotografica.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_141364\" aria-describedby=\"caption-attachment-141364\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-2021.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141364\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-2021-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-2021-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-2021.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141364\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>Italo-Zannier-2021<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta vengono raccolte le molteplici attivit\u00e0, legate alla fotografia, che Zannier ha portato avanti con una forza e una passione che non ha eguali nel panorama nazionale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141363\" aria-describedby=\"caption-attachment-141363\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Al-lavatoio-pubblico-1957-mmm.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141363\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Al-lavatoio-pubblico-1957-mmm-300x300.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Al-lavatoio-pubblico-1957-mmm-300x300.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Al-lavatoio-pubblico-1957-mmm-150x150.gif 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Italo-Zannier-Al-lavatoio-pubblico-1957-mmm-768x768.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141363\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211; Italo-Zannier-Al-lavatoio-pubblico-1957-<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si sviluppa in tutte le principali sue esperienze prendendo avvio dalla sua partecipazione nel <strong>movimento neorealista; appassionato di cinema<\/strong>, si cimenta prima con corti in Super 8 per poi dedicarsi totalmente alla fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1955, in una lucida analisi, stila il manifesto del Gruppo friulano per una nuova fotografia, cui aderiscono, tra gli altri, <strong>fotografi come Carlo Bevilacqua, Toni Del Tin, Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin, Nino Migliori e gli amici spilimberghesi Gianni e Giuliano Borghesan e Aldo Beltrame.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si riconosce proprio<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>a questo sodalizio il merito di promuovere, tra i primi in Italia, il concetto di una nuova fotografia non pi\u00f9 solo concentrata sull\u2019estetizzazione dello scatto indirizzato al bello<\/strong>, ma ricercando una fase sperimentale e analitica in senso innovativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dagli scatti di Zannier, quindi, si rileva subito il suo \u201c<strong>racconto critico\u201d, leggibile dai suoi personaggi, dagli ambienti, dagli oggetti e dalla tipologia sociale ed ai luoghi cui si riferiscono.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lettura che si sviluppa <strong>anche in riferimento all\u2019ambito dell\u2019architettura dove Zannier indaga il territorio del Friuli che vive di tradizione e cambiamento<\/strong>. Fotografie ricche ed essenziali diventano testimonianza di una comunit\u00e0 intera e, <strong>fissando storie, paesaggi e tradizioni<\/strong> trattenute in immagini che si fanno reliquie, nel tempo, ne registra l\u2019evoluzione e il cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una societ\u00e0 friulana che Zannier vede diventare italiana ed europea, da contadina diventa industriale. Nella serie delle diacronie \u2013 conclusa nel 1976 \u2013<strong> Zannier emblematicamente torna a scattare in luoghi dove il suo obbiettivo aveva scattato quasi vent\u2019anni prima, con i medesimi parametri e con gli stessi soggett<\/strong>i realizza un nuovo scatto che lascia emergere chiaro il trascorrere del tempo. Qui il passato diventa futuro e Zannier dichiara il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">r<strong>uolo imprescindibile della fotografia per registrare questo fluire storico<\/strong> che, nel caso degli ambienti da lui immortalati, diventa ancor pi\u00f9 emblematico per il rovinoso terremoto che canceller\u00e0 molti dei luoghi da lui ripresi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma il rapporto con l\u2019architettura<\/strong> abbraccia anche le collaborazioni con le pi\u00f9 importanti testate giornalistiche del tempo, come Il Mondo, Comunit\u00e0, Casabella e Domus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Docente universitario dal 1971, primo in Italia ad essere titolare di una cattedra di Storia della fotografia<\/strong>, insegna allo IUAV e a Ca\u2019 Foscari di Venezia, al Dams di Bologna, alla Cattolica di Milano ed in altre Universit\u00e0 Italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si dedica alla pubblicazione di libri, saggi ed articoli,<\/strong> collaborando con riviste di settore come L\u2019Architettura \u201ccronache e storia\u201d, Camera, Photo Magazine, Popular Photography, Fotografia Italiana \u201cil Diaframma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cura collane quali Fotologia \u201cStudi di storia della fotografia\u201d e Fotostorica, \u201cgli archivi della fotografia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo oltre trent\u2019anni, Zannier riprende a fotografare: con un nuovo entusiasmo osserva gli spazi della globalizzazione che rendono standard la contemporaneit\u00e0 della nostra esistenza, come nel progetto \u201cVeneland\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo interesser\u00e0 <strong>la sua produzione saggistica (oltre seicento), la curatela di celebri Mostre come la sezione fotografica della mostra The Italian Metamorphosis tenutasi al Guggenheim di New York nel 1994,<\/strong> <strong>\u201cL\u2019io e il suo doppio\u201d alla Biennale di Venezia<\/strong> ed i progetti editoriali come il titanico lavoro, <strong>sostenuto dall\u2019ENI, su Coste e Monti d\u2019Italia<\/strong>, nove volumi che lo vedranno impegnato dal 1967 al 1976.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 presentata dal filosofo Massimo Don\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Universit\u00e0 Cattolica di Milano)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso sar\u00e0 completato da un\u2019intervista inedita al professore Zannier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Mostra \u00e8 promossa dal Comune di Pordenone, gode del patrocinio del Ministero della Cultura e sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TALO ZANNIER Io sono io. 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