{"id":141425,"date":"2024-12-15T21:45:45","date_gmt":"2024-12-15T20:45:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141425"},"modified":"2024-12-15T21:45:45","modified_gmt":"2024-12-15T20:45:45","slug":"venezia-fotografie-darte-2025-le-stanze-della-fotografia-programma-open-call-under-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141425","title":{"rendered":"Venezia fotografie d&#8217;arte 2025 &#8211; Le Stanze della Fotografia &#8211; programma &#8211; Open call under 30"},"content":{"rendered":"<p>SAVE THE DATE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le Stanze della Fotografia annunciano<\/strong><br \/>\n<strong>le prossime mostre 2025<\/strong><\/p>\n<p>Robert Mapplethorpe. Le forme del classico<br \/>\nDal 10 aprile al 23 novembre 2025<\/p>\n<p>Maurizio Galimberti tra Polaroid\/Ready Made<br \/>\ne le lezioni americane di Italo Calvino<br \/>\nDal 10 aprile al 27 luglio 2025<\/p>\n<p>Open call per i fotografi under 30<\/p>\n<p>Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore<\/p>\n<figure id=\"attachment_141429\" aria-describedby=\"caption-attachment-141429\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141429\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-1-205x300.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-1-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-1-700x1024.jpg 700w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-1-768x1124.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/unnamed-14-1.jpg 820w\" sizes=\"(max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141429\" class=\"wp-caption-text\">Javier Bardem, lastra Polaroid 2015, 70&#215;98 cm \u00a9 Maurizio Galimberti\/Photomovie<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le Stanze della Fotografia di Venezia annunciano la prossima grande mostra dedicata a un protagonista assoluto, e tuttora per molti aspetti controverso, della fotografia internazionale: Robert Mapplethorpe<\/strong> (New York, 1946 &#8211; Boston, 1989).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curata dal direttore artistico de Le Stanze della Fotografia, <strong>Denis Curti,<\/strong> la rassegna Robert Mapplethorpe. Le forme del classico \u00e8 organizzata e promossa da Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 esposta a Venezia, all\u2019interno del centro fotografico Le Stanze della Fotografia, sull\u2019isola di San Giorgio Maggiore, <strong>dal 10 aprile al 23 novembre 2025.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Robert Mapplethorpe. Le forme del classico \u00e8 stata concepita come il primo atto di una pi\u00f9 ampia trilogia, parte di un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire e indagare largamente la figura di Mapplethorpe, che comprende altri due eventi espositivi nel 2026. Robert Mapplethorpe. <strong>Le forme del desiderio si terr\u00e0 a Milano, a Palazzo Reale, e presenta una completa retrospettiva sull&#8217;intera opera del fotografo con le sue fotografie pi\u00f9 iconiche, potenti e audaci,<\/strong> focalizzandosi sugli aspetti pi\u00f9 intensi della sua produzione. Robert Mapplethorpe. <strong>Le forme della bellezza sar\u00e0 esposta a Roma, al Museo dell\u2019Ara Pacis,<\/strong> e sar\u00e0 incentrata sugli studi sulla <strong>bellezza intesa come classicit\u00e0,<\/strong> con immagini e confronti puntuali e una selezione dedicata ad alcune significative immagini scattate in Italia esposta ora per la prima volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa Fondazione Robert Mapplethorpe \u00e8 entusiasta di collaborare con Marsilio Arte, Denis Curti e i suoi colleghi alle prossime rassegne dedicate a Mapplethorpe, che saranno splendidamente presentate all\u2019interno di prestigiose sedi ed istituzioni. L\u2019accurata curatela di Denis Curti offrir\u00e0 ai visitatori un&#8217;esperienza unica, differenziando l\u2019approccio per ciascuna delle tre sedi e sottolineando le diverse sfaccettature dell\u2019opera di Mapplethorpe. Al di l\u00e0 di alcuni punti in comune, ciascuna mostra adotter\u00e0 un taglio specifico rispetto alle opere dell&#8217;artista. Venezia non ospita una completa antologica di Mapplethorpe dal 1992, quando l\u2019iconica retrospettiva internazionale curata da Germano Celant fu presentata a Palazzo Fortuny. Attendiamo con impazienza il ritorno di Mapplethorpe a Venezia dopo 33 anni, cos\u00ec come le rassegne previste per Roma e Milano\u00bb, dichiara Michael Ward Stout, presidente della Fondazione Robert Mapplethorpe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con oltre 200 immagini, alcune delle quali presentate in Italia per la prima volta, la retrospettiva Robert Mapplethorpe<\/strong>. Le forme del classico alle Stanze della Fotografia di Venezia, rende omaggio al grande artista statunitense e prosegue il percorso tracciato dal curatore Germano Celant nella sua rassegna Tra antico e moderno. Un\u2019antologia (Torino, 2005), <strong>reinserendo l\u2019opera di Mapplethorpe nel contesto dell&#8217;arte e della cultura statunitense di met\u00e0 Novecento.<\/strong><br \/>\n\u00c8 proprio la dimensione classica della fotografia di Mapplethorpe, fortemente evidenziata a Venezia attraverso puntuali confronti con le immagini della statuaria antica, a <strong>rendere i suoi corpi ritratti, colti nella loro plasticit\u00e0 e bellezza, atemporali: rappresentazioni antiche e presenti di un irrefrenabile e sapiente desiderio,<\/strong> plasmate dalla geometria della luce e trasfigurate in icone eterne, quasi divine, sebbene sempre umanissime.<br \/>\nLa mostra riporta cos\u00ec l\u2019attenzione sulla ricerca di Mapplethorpe di una perfetta sinuosit\u00e0, di una rotondit\u00e0 sensuale e sacrale, che \u00e8 possibile riscontrare nelle fotografie esposte a Venezia dei perfetti corpi maschili e femminili, cos\u00ec come nelle magnifiche immagini dei fiori, svelati nella loro nudit\u00e0, vere e proprie composizioni poetiche, ambigue e delicate al tempo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva Denis Curti, \u00ab<strong>Mapplethorpe usa la fotografia per reinterpretare e rinnovare l&#8217;estetica classica<\/strong>, accentuando il dialogo tra il corpo vivo e la scultura ideale. Il confronto evidenzia la sua abilit\u00e0 nel trasporre la perfezione e la grazia della scultura classica nella fotografia contemporanea, attraverso l\u2019attenzione al dettaglio e alla luce, creando un ponte tra passato e presente. Le statue, dominate da una sessualit\u00e0 incompiuta, ci mettono davanti all\u2019importanza della carne nel linguaggio seduttivo. Mapplethorpe ne scioglie le membra marmoree per far emergere una bellezza sensuale che pulsa sotto tonnellate di rigidit\u00e0, dando loro una nuova vita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo il percorso espositivo sono presentati i primissimi collage,<strong> ready-made realizzati sul finire degli anni Sessanta del Novecento, molti dei quali mai esposti prima<\/strong>. Queste prime opere sono realizzate combinando originali disegni e ritagli di riviste omoerotiche e oggetti trovati e riflettono la ricerca di identit\u00e0 e l\u2019interesse di Mapplethorpe nella sperimentazione, sin dagli esordi della sua carriera, usando una sovrapposizione di elementi.<br \/>\nLa retrospettiva espone molti nudi maschili che celebrano il corpo con un inno alla perfezione classica, enfatizzando forza, sensualit\u00e0 e simmetria attraverso un uso raffinato della luce e della composizione, esplorando il desiderio e l&#8217;erotismo e sfidando gli schemi sociali tradizionali. Analogamente, nei nudi femminili esposti a Venezia, Mapplethorpe gioca con le forme, le pieghe e le linee per creare un&#8217;estetica elegante e minimalista, volta a rappresentare, come ha osservato lo storico dell\u2019arte americano Arthur C. Danto, \u00abdonne consapevoli, dalla potenza quasi regale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti i ritratti presentati alle Stanze della Fotografia: <strong>dalla celebre serie dedicata alla compagna e amica Patti Smith, immortalata in pose intime e iconiche che esprimono la sua figura androgina e la sua vulnerabilit\u00e0, a quelli di Lisa Lyon, bodybuilder e musa dell\u2019autore<\/strong>, che esplorano il vigore, la resistenza e la femminilit\u00e0, trascendendo le convenzioni di genere. Mapplethorpe cattura il suo corpo scolpito, celebrando la potenza e la bellezza attraverso parametri estetici classici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In mostra anche i ritratti di Truman Capote<\/strong>, Glenn Close, Richard Gere, Keith Haring, David Hockney, Annie Leibovitz, Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Isabella Rossellini, Susan Sarandon, Susan Sontag, Andy Warhol, e molti altri. Il ritratto fotografico per Mapplethorpe non rappresenta solamente l\u2019incontro intimo tra due personalit\u00e0, ma una sorta di altare visivo dove la corporeit\u00e0 del soggetto viene trasfigurata, resa partecipe di un gioco di desiderio e possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perturbanti gli autoritratti dell\u2019autore, che rivelano la sua esplorazione dell&#8217;identit\u00e0 concepita sempre come qualcosa di fluido e mutevole. Attraverso pose studiate e simboli provocatori, il fotografo si presenta come artista e soggetto, indagando i confini tra s\u00e9 e l&#8217;immagine pubblica.<br \/>\nIn occasione della trilogia viene pubblicato un importante catalogo da Marsilio Arte. Il volume, che accompagna le tre mostre, indaga l\u2019intera produzione e l\u2019evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Open call per i fotografi e le fotografe under 30<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>In occasione di questa grande antologica, la Fondazione Le Stanze della Fotografia presenta, dopo il successo della prima edizione, <strong>l\u2019open call rivolta a giovani fotografi e fotografe tra i 18 e i 30 anni,<\/strong> iniziativa realizzata con il contributo di Fondazione di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La partecipazione \u00e8 gratuita e prevede la selezione di nove fotografie, tre per ciascun autore o autrice,<\/strong> ognuna delle quali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>si ricollega a uno dei tre temi della trilogia \u2013<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le forme del classico, del desiderio e della bellezza \u2013<\/strong> ispirandosi alla citazione di Robert Mapplethorpe: <strong>\u00abSono entrato nel mondo della fotografia perch\u00e9 mi sembrava fosse veicolo perfetto per commentare la follia dell&#8217;esistenza odierna\u00bb<\/strong> (Robert Mapplethorpe. Tra antico e moderno, a cura di Germano Celant, 2005).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere finaliste, accuratamente selezionate da una giuria composta dal gallerista Pierpaolo Falone, il curatore Denis Curti, il gallerista Gi\u00f3 Marconi, la direttrice generale della Fondazione Mapplethorpe, Joree Adilman, e dalla direttrice artistica di MIA Photo Fair, Francesca Malgara, saranno esposte presso lo stand delle Stanze della Fotografia all\u2019interno di una delle pi\u00f9 importanti manifestazioni fotografiche, il MIA Photo Fair, che si terr\u00e0 a Milano dal 20 al 23 Marzo 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tre vincitori o vincitrici saranno proclamati in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra di Robert Mapplethorpe a Le Stanze della Fotografia, il 9 aprile. Le loro opere saranno esposte per tutto il periodo di mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il termine ultimo per inviare le proposte \u00e8 il 2 marzo.<\/strong><br \/>\nPer consultare il regolamento e le modalit\u00e0 di partecipazione, \u00e8 possibile consultare il sito dedicato: www.lestanzedellafotografia.it<\/p>\n<p><strong>Maurizio Galimberti tra Polaroid\/Ready Made e le lezioni americane di Italo Calvino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Stanze della Fotografia presentano, dal 10 aprile al 27 luglio 2025, al primo piano, la mostra <strong>Maurizio Galimberti tra Polaroid\/Ready Made<\/strong> e le<strong> lezioni americane di Italo Calvino, curata da Denis Curti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Internazionalmente noto per i ritratti di star come Lady Gaga, Robert De Niro, Johnny Depp e Umberto Eco,<\/strong> e per aver realizzato pubblicazioni e mostre site specific su New York, Parigi, Milano, Roma e Venezia, Maurizio Galimberti presenta a Venezia alcuni tra <strong>i pi\u00f9 iconici mosaici di polaroid, tra i quali Johnny Depp, Barbara Bouchet e Angelica Husto<\/strong>n, in un percorso che si articola in sei sezioni: Cenacolo, Storia, Sport, Ritratti, Taylor Swift e Luoghi.<br \/>\nLe sue creazioni, caratterizzate da una <strong>visione sfaccettata e frammentata della realt\u00e0, sono scomposte e ricomposte come in un mosaico,<\/strong> offrendo una riflessione profonda sulla percezione e sulla molteplicit\u00e0 dei punti di vista. Le immagini sono quasi sempre manipolate durante la fase di sviluppo, esercitando pressioni con strumenti semplici \u2013 come penne e bastoncini di legno \u2013 direttamente sulla superficie del supporto, o montate in composizioni a mosaico, all\u2019interno delle quali ogni singolo scatto concorre alla formazione di un risultato finale capace di restituire una visione d\u2019insieme spettacolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva Denis Curti, \u00ab<strong>i suoi lavori non mirano a riprodurre fedelmente la realt\u00e0, ma sono l\u2019esito di un\u2019indagine del visibile,<\/strong> un\u2019operazione di scomposizione del mondo che trova nella fotografia lo strumento ideale. <strong>Galimberti ha come fonte di ispirazione i collage fotografici di David Hockney e nella sua ricerca e guidato da modelli illustri, come le opere futuriste di Umberto Boccioni o il Nudo che scende le scale n. 2 di Marcel Duchamp,<\/strong> a sua volta ispirato dalla scomposizione del movimento di Etienne-Jules Marey\u00bb (D. Curti, Capire la fotografia contemporanea, Marsilio 2020).<\/p>\n<p>Le Stanze della Fotografia sono un\u2019iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, realizzata in partnership con Fondazione di Venezia, San Marco Group e Fontana Gruppo, e con il sostegno di Distilleria Nardini, Grafica Veneta, iGuzzini, NeoTech.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAVE THE DATE Le Stanze della Fotografia annunciano le prossime mostre 2025 Robert Mapplethorpe. 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