{"id":141931,"date":"2024-12-31T20:06:00","date_gmt":"2024-12-31T19:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141931"},"modified":"2024-12-31T20:08:46","modified_gmt":"2024-12-31T19:08:46","slug":"mostre-2025-save-the-date-da-segnare-in-agenda-anticipazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=141931","title":{"rendered":"Mostre 2025 &#8211; save the date \/ da segnare in agenda &#8211; anticipazioni"},"content":{"rendered":"<p>LE ANTICIPAZIONI DELLE<br \/>\nGRANDI MOSTRE DI ARTHEMISIA PER IL 2025<\/p>\n<figure id=\"attachment_141944\" aria-describedby=\"caption-attachment-141944\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-12-oo-Munch-Despair2025.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141944\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-12-oo-Munch-Despair2025-235x300.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-12-oo-Munch-Despair2025-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-12-oo-Munch-Despair2025-768x980.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-12-oo-Munch-Despair2025.jpg 784w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141944\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> &#8211; Edvard Munch, Disperazione, 1894. Olio su tela, 92&#215;73 cm. Photo \u00a9 Munchmuseet<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2025, oltre al 25esimo Giubileo, ricorrono anche i 25 anni di Arthemisia, che si prepara ad un anno ricco di grandi mostre in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco qualche primissima anticipazione:<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">MUNCH A ROMA<br \/>\n<strong>Si parte l\u201911 febbraio a Palazzo Bonaparte di Roma<\/strong> con la mostra dell\u2019anno: MUNCH. Il grido interiore, con 100 capolavori <strong>provenienti dal Munch Museum di Oslo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentata in anteprima a Palazzo Reale di Milano, dove chiuder\u00e0 il prossimo 26 gennaio attestandosi come la mostra pi\u00f9 visitata in Italia nel 2024, la mostra giunge a Roma \u2013 a distanza di oltre 20 anni dall\u2019ultima esposizione \u2013 e sar\u00e0 presentata con un nuovo allestimento fino al 2 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Edvard Munch (Adalsbruk, Norvegia, 1863 \u2013 Oslo, 1944),<\/strong> uno dei maggiori protagonisti del Novecento, interprete assoluto delle pi\u00f9 profonde inquietudini dell\u2019animo umano, le cui opere sono raramente esposte nelle mostre per le difficolt\u00e0 legate ai prestiti, viene celebrato con una magnifica retrospettiva, la pi\u00f9 grande mai realizzata sino ad oggi in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Munch Museum di Oslo, curata da Patricia G. Berman (una delle pi\u00f9 autorevoli studiose al mondo di Munch), con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, della Regione Lazio, del Comune di Roma \u2013 Assessorato alla Cultura. Partner principale della mostra \u00e8 la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In mostra ci saranno i capolavori pi\u00f9 noti di Munch<\/strong>, tra cui Despire, Malinconia, Danza sulla Spiaggia, Le ragazze sul ponte, La morte di Marat, Notte Stellata e anche una delle versioni de L\u2019Urlo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141934\" aria-describedby=\"caption-attachment-141934\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-_Fernando-Botero_Bailarina-en-la-barra-2001_oleo-sobre-lienzo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-141934\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-_Fernando-Botero_Bailarina-en-la-barra-2001_oleo-sobre-lienzo.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141934\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Fernando Botero, Ballerina alla sbarra, 2001. Olio su tela, Collezione privata<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BOTERO A BARCELLONA<\/strong><br \/>\nSpostandoci in Spagna, <strong>dal 14 febbraio al 29 giugno, presso lo storico Palau Martorell di Barcellona,<\/strong> apre la prima grande antologica mai realizzata nella citt\u00e0 catalana dedicata al maestro colombiano <strong>FERNANDO BOTERO (Meddelin,1932 \u2013 Monaco, 2023).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il successo della <strong>mostra romana a Palazzo Bonaparte, che chiuder\u00e0 il prossimo 19 gennaio, le oltre 120 opere arriveranno a Barcellona<\/strong> per raccontare l\u2019eccezionale e grande maestria di Botero, noto in tutto il mondo per la dilatazione delle forme dei suoi personaggi e per l\u2019assoluta dominanza del colore nelle varie tecniche artistiche \u2013 dalla pittura alla scultura \u2013 ripercorrendo allo stesso tempo il suo intero percorso artistico, un universo esuberante e magico. Un racconto di oltre 60 anni di carriera a cura della figlia Lina Botero e di Cristina Carrillo de Albornoz, grande esperta della sua opera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141940\" aria-describedby=\"caption-attachment-141940\" style=\"width: 193px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-Janaccione-_CINDY_SHERMAN_UNTITL2010-2012.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-141940\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-Janaccione-_CINDY_SHERMAN_UNTITL2010-2012.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"283\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141940\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Cindy Sherman, Untitled #555, 2010\/2012. Stampa cromogenica a colori, edizione 9\/10,2 AP,Courtesy l&#8217;artista, Hauser &amp; Wirth e CollezioneGiuseppeIannaccone\u00a9Cindy Sherman<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ARTE CONTEMPORANEA A MILANO<\/strong><br \/>\n<strong>Dal 7 marzo al 4 maggio,<\/strong> verr\u00e0 presentata in anteprima internazionale a <strong>Palazzo Reale di Milano la mostra DA CINDY SHERMAN A FRANCESCO VEZZOLI. 80 ARTISTI CONTEMPORANEI.<\/strong> Opere dalla Collezione Iannaccone, un progetto espositivo che mette in dialogo pi\u00f9 di 150 opere e 80 grandi artisti contemporanei di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da Cindy Sherman a Lynette Yiadom-Boakye, da Nan Goldin a Nicole Eisenman, da Kiki Smith a Marc Quinn, da Lisetta Carmi a Francesco Vezzoli,<\/strong> gli artisti presenti nell\u2019inedita e prestigiosa sezione contemporanea della<strong> Collezione Giuseppe Iannaccone<\/strong> saranno legati e collegati da un confronto sui pi\u00f9 importanti temi sociali come il <strong>rapporto con il corpo, l\u2019evoluzione dell\u2019identit\u00e0, il multiculturalismo e<\/strong> le <strong>complesse interazioni tra Oriente e Occidente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, che \u00e8 un viaggio nell\u2019arte contemporanea internazionale,<\/strong> intende rispondere alle domande: \u201cQual \u00e8 il ruolo dell\u2019artista nell\u2019era contemporanea? \u201cQual \u00e8 il modo in cui oggi l\u2019arte pu\u00f2 raccontare i temi social pi\u00f9 rilevanti?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prodotta da Palazzo Reale di Milano e Arthemisia, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone, a cura di Daniele Fenaroli con il supporto scientifico di Vincenzo De Bellis, la mostra rappresenta un\u2019occasione unica per esplorare, attraverso gli occhi di artisti che hanno sempre dimostrato di saper vedere oltre, i cambiamenti sociali e culturali che plasmano e identificano il nostro presente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141937\" aria-describedby=\"caption-attachment-141937\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-BERRUTI-schoolchildren-ForteArte-benevagenna-2008.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141937\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-BERRUTI-schoolchildren-ForteArte-benevagenna-2008-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-BERRUTI-schoolchildren-ForteArte-benevagenna-2008-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-BERRUTI-schoolchildren-ForteArte-benevagenna-2008.jpg 374w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141937\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Valerio Berruti, Schoolchildren, 2008. Sculture in cemento armato.Courtesy:l&#8217;artista<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre a Milano, c\u2019\u00e8 grande attesa per la prima grande mostra dedicata all\u2019artista italiano<strong> VALERIO BERRUTI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da giugno a ottobre, infatti, a Palazzo Reale<\/strong> continua la proposta dedicata agli <strong>artisti contemporanei con una personale di Berruti dal titolo Not just kids,<\/strong> prodotta e organizzata da Arthemisia con la collaborazione di Piuma, promossa dal Comune di Milano e dalla Fondazione Ferrero e curata da Nicolas Ballario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Valerio Berruti, nato ad Alba nel 1977<\/strong> e le cui opere sono state esposte in decine di musei internazionali, \u00e8 uno degli artisti contemporanei italiani pi\u00f9 riconoscibili e apprezzati a livello internazionale.<br \/>\nA Milano viene presentata un\u2019esposizione f<strong>atta da grandi installazioni, interattive e scenografiche, accompagnate da sculture, proiezioni, \u201cmeccanismi\u201d scenici per creare immagini essenziali, ispirate al mondo sospeso dell\u2019infanzia, tema prediletto dall\u2019artista<\/strong> e che ne ha segnato tutta l\u2019attivit\u00e0 artistica: un momento che tutti abbiamo vissuto e l\u2019artista, con le sue opere, <strong>ci riporta emozionalmente all\u2019esperienza infantile, in cui tutto deve ancora avvenire e ciascuno pu\u00f2 riconoscersi nei suoi bambini<\/strong> ai quali toglie tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 renderli riconoscibili, di modo che lo spettatore proietti se stesso, il suo passato e la sua intimit\u00e0 nell\u2019immagine che sta osservando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra in cui saranno protagoniste le sue note bambine fuori misura, la famosa Giostra, le video installazioni e tutto ci\u00f2 che attiene all\u2019universo creativo di Berruti, ma dove saranno anche presentate in anteprima nuove opere site specific.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141941\" aria-describedby=\"caption-attachment-141941\" style=\"width: 213px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-Mucha-Reverie-1897.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-141941\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-Mucha-Reverie-1897.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"283\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141941\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/strong> Alphonse Mucha, Sogno a occhi aperti, 1897. Litografia a colori, 72 Fondazione Mucha. Mucha Trust<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MUCHA E BOLDINI A FERRARA<\/strong><br \/>\n<strong>Il trionfo della bellezza a Ferrara.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ferrara, citt\u00e0 del Rinascimento, vedr\u00e0 protagonisti \u2013 dal 22 marzo al 20 luglio<\/strong> \u2013 i volti, le forme, l\u2019eleganza e la grazia delle eterne figure femminili immortalate da due grandi, seppur diversi, protagonisti dell\u2019arte europea tra Otto e Novecento, che pi\u00f9 degli altri hanno saputo cogliere la magia del femminile: <strong>ALPHONSE MUCHA, il padre dell\u2019Art Nouveau, e GIOVANNI BOLDINI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Palazzo dei Diamanti<\/strong> dedica una grande monografica ad ALPHONSE MUCHA (Ivancice, 1860 \u2013 Praga, 1939), artista di origini ceche che raggiunse fama internazionale nella Parigi fin de si\u00e8cle. Sebbene sia noto in tutto il mondo per i manifesti degli spettacoli della celebre attrice Sarah Bernhardt, Mucha fu straordinariamente poliedrico e versatile: oltre che pittore, disegnatore e illustratore, fu anche fotografo, scenografo, progettista d\u2019interni creatore di gioielli e packaging designer. Le sue opere divennero presto emblematiche della nascente Art Nouveau, alla cui affermazione contribu\u00ec elaborando uno stile inconfondibile e seducente (detto appunto \u201cLe style Mucha\u201d). Quando nel 1904 visit\u00f2 per la prima volta gli Stati Uniti la stampa lo celebr\u00f2 come \u00abil pi\u00f9 grande artista decorativo del mondo\u00bb.<br \/>\nIn mostra opere iconiche come Reverie (1897), la serie The Seasons (1896), Gismonda (1894), M\u00e9d\u00e9e (1898) e Job (1896).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, organizzata da Arthemisia e Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con la Mucha Foundation, racconta la biografia, il percorso artistico e i molteplici aspetti della produzione di Mucha, il quale era fermamente convinto che la bellezza e la forza ispiratrice dell\u2019arte potessero favorire il progresso dell\u2019umanit\u00e0 e garantire la pace e l\u2019unione dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Donne aggraziate ed eleganti furono indiscusse protagoniste non solo delle opere di Alphonse Mucha, ma anche di quelle di Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 \u2013 Parigi, 1931)<\/strong> che, come l\u2019artista ceco, risiedette stabilmente a Parigi, dove si afferm\u00f2 come ritrattista mondano, ricercatissimo da una facoltosa clientela internazionale. Le sale dell\u2019ala Tisi di Palazzo dei Diamanti ospiteranno una significativa selezione di dipinti, disegni e incisioni dedicati al tema del ritratto e della figura femminile provenienti dal Museo Giovanni Boldini, la pi\u00f9 importante raccolta pubblica di opere del grande maestro ferrarese, che riaprir\u00e0 nel rinnovato complesso ferrarese di Palazzo Massari nel 2026. Accanto a capolavori come La signora in rosa (1916) e Fuoco d\u2019artificio (c. 1890) saranno presentati studi di donne a figura intera e di singoli volti femminili che documentano il rapporto iperattivo dell\u2019artista con la realt\u00e0 circostante, nonch\u00e9 la sua abilit\u00e0 e prontezza nel registrare pose e attitudini che gli sarebbero poi serviti per conferire vitalit\u00e0 e dinamismo alle protagoniste dei suoi dipinti, contraddistinti da quella peculiare scrittura rapidissima e insieme controllata che rende inconfondibile, e unico, il suo stile.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141938\" aria-describedby=\"caption-attachment-141938\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-egitto-primo-Statua-raffigurante-una-sfinge.-Calcare-Epoca-Romana-30-a.C.-395-d.C.-Museo-Egizio-C.-1412.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-141938\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-egitto-primo-Statua-raffigurante-una-sfinge.-Calcare-Epoca-Romana-30-a.C.-395-d.C.-Museo-Egizio-C.-1412-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-egitto-primo-Statua-raffigurante-una-sfinge.-Calcare-Epoca-Romana-30-a.C.-395-d.C.-Museo-Egizio-C.-1412-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/mostre-egitto-primo-Statua-raffigurante-una-sfinge.-Calcare-Epoca-Romana-30-a.C.-395-d.C.-Museo-Egizio-C.-1412.jpg 371w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141938\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ANTICO EGITTO A RAGUSA E ROMA<\/strong><br \/>\n<strong>Il Museo della Cattedrale di Ragus<\/strong>a, monumento del barocco siciliano, ospiter\u00e0 una esposizione dedicata a uno dei periodi storici che pi\u00f9 di ogni altro continua a incantare, incuriosire e affascinare il pubblico di ogni et\u00e0: L\u2019ANTICO EGITTO.<br \/>\n<strong>Dal 13 aprile al 26 ottobre Gli Egizi e i doni del Nilo<\/strong>, un progetto estremamente formativo e dal forte impianto didattico, intende raccontare la storia dell\u2019Antico Egitto, la societ\u00e0, la religione, l\u2019arte, il rapporto con l\u2019aldil\u00e0, la vita dei Faraoni e molto altro, offrendo ai visitatori una disamina degli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la lunga storia della civilt\u00e0 egizia attraverso l\u2019esposizione di piccole ma significative opere d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel percorso di visita verranno offerti <strong>diversi approfondimenti sulle arti dell\u2019antico Egitto, ossia dall\u2019architettura, alla scultura alla pittura, nonch\u00e9 alle arti minori quali la coroplastica, l\u2019ebanisteria, la gioielleria e alla materialit\u00e0<\/strong>. Il periodo storico di riferimento \u00e8 imponente e va dall<strong>\u2019Epoca Predinastica (3600-3200 a.C.) all\u2019Epoca Greco-romana (330 a.C.-642 d.C.),<\/strong> raccontato da una selezione di reperti <strong>provenienti dal Museo Egizio di Torino.<\/strong><br \/>\nL&#8217;arte dell&#8217;antico Egitto ci \u00e8 nota solo dalla esperienza archeologica diretta, per questo i veri protagonisti del percorso sono i reperti, intesi come testimonianze materiali di concetti, idee e tecniche.<br \/>\nLa storia dell&#8217;arte egiziana non porta nomi propri, sono i sovrani che si assumono la responsabilit\u00e0 di ispiratori del gusto figurativo dell&#8217;epoca di cui essi sono eponimi. Tuttavia, alcuni eventi storici e sociali, hanno portato singole personalit\u00e0 a distinguersi in ogni caso, mentre la ricerca archeologia ha permesso la ricostruzione della vita professionale di singoli artigiani. Alcuni di questi, inoltre, si legano indissolubilmente a reperti oggi diventati iconici.<br \/>\nLa mostra \u00e8 composta numerosi reperti, ciascuno dei quali sar\u00e0 accompagnato da testi che hanno l\u2019obiettivo di contestualizzarli, descriverli e di sfruttare le loro caratteristiche per approfondire uno o pi\u00f9 focus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, promossa dal Comune di Ragusa, \u00e8 prodotta e realizzata da Arthemisia in collaborazione con il Museo Egizio di Torino.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141939\" aria-describedby=\"caption-attachment-141939\" style=\"width: 192px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-Egitto-secondo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-141939\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-Egitto-secondo.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"283\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141939\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In autunno, da settembre, sar\u00e0 ancora l\u2019ANTICO EGITTO<\/strong> ad appassionare il pubblico con una grande <strong>mostra a Palazzo Bonaparte di Roma,<\/strong> prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Museo Egizio di Torino, il pi\u00f9 importante al mondo dopo quello del Cairo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Piramidi, i Faraoni, il Nilo, le mummie, i misteri\u2026l\u2019Egitto, con i suoi tremila anni di storia, significa magia e anche conoscenza indispensabile di una civilt\u00e0 che ha condizionato per sempre l\u2019arte e le civilt\u00e0 di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione del Giubileo, Palazzo Bonaparte offre un tema di interesse universale attraverso l\u2019esposizione di oltre 300 capolavori provenienti dal prestigioso Museo Egizio di Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando Howard Carter, l&#8217;archeologo inglese, che scopr\u00ec negli anni &#8217;20 la tomba di Tutankhamon, a Luxor nella Valle dei Re, \u00e8 scoppiata in tutto il mondo una vera passione per la storia di questo popolo, per gli splendidi e &#8211; per certi aspetti &#8211; affascinanti e misteriosi oggetti venuti alla luce.<br \/>\nCon l\u2019intento di far intraprendere al pubblico un viaggio alla scoperta dell&#8217;antico Egitto e della sua straordinaria civilt\u00e0 durata oltre 3.000 anni, la mostra rappresenta un evento eccezionale, sia per la quantit\u00e0 di reperti archeologici (come papiri, manufatti votivi e corredi funerari rinvenuti in alcune delle tombe pi\u00f9 importanti ma anche sarcofaghi di grandi dimensioni, oggetti di culto e della quotidianit\u00e0, imponenti sculture delle divinit\u00e0 venerate e dei re delle varie dinastie) che per i temi affrontati che spazieranno dalla vita sociale, all\u2019arte, all\u2019oltretomba, alle dinastie dei faraoni, alla mummificazione e molto altro ancora.<\/p>\n<figure id=\"attachment_141936\" aria-describedby=\"caption-attachment-141936\" style=\"width: 189px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-arte-proibita-Jani-Leinonen_McJesus.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-141936\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Mostre-arte-proibita-Jani-Leinonen_McJesus.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"283\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-141936\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle -Jani-Leinonen_McJesus.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ARTE PROIBITA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta in Italia e in a<strong>nteprima internazionale, dal 20 settembre 2025 al 22 febbraio 2026, a Palazzo Albergati di Bologna<\/strong> sar\u00e0 la volta della mostra <strong>\u201cL\u2019Arte proibita\u201d che espone e racconta la storia di tantissime opere d\u2019arte che, per un motivo o per l\u2019altro, sono state contestate, cancellate, eliminate, oggetto di prime pagine e di dibattiti mondiali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019arte \u00e8 anche questo: \u00e8 denuncia sociale, attacco, manifestazione del dissenso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa esposizione, inedita e densa di significati, intende mostrare l\u2019arte non solo sotto il profilo della creazione estetica, ma anche sotto quello fortissimo del valore sociale.<br \/>\nMolto spesso \u00e8 pi\u00f9 potente un\u2019immagine di tante parole, e le opere esposte nella mostra di Bologna hanno avuto un potere dirompente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 prodotta e realizzata da Arthemisia in <strong>collaborazione con il Museu de l&#8217;Art Prohibit di Barcellona.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE ANTICIPAZIONI DELLE GRANDI MOSTRE DI ARTHEMISIA PER IL 2025 Nel 2025, oltre al 25esimo Giubileo, ricorrono anche i 25 anni di Arthemisia, che si<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[31225],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141931"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=141931"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141931\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":141947,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141931\/revisions\/141947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=141931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=141931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=141931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}