{"id":142728,"date":"2025-01-23T21:10:04","date_gmt":"2025-01-23T20:10:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=142728"},"modified":"2025-01-23T21:10:04","modified_gmt":"2025-01-23T20:10:04","slug":"mostre-a-rovigo-hammershoi-e-i-pittori-del-silenzio-palazzo-roverella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=142728","title":{"rendered":"Mostre a Rovigo &#8211; HAMMERSH\u00d8I  e i pittori del silenzio &#8211; Palazzo Roverella"},"content":{"rendered":"<p><strong>HAMMERSH\u00d8I<\/strong><\/p>\n<p><strong>e i pittori del silenzio<\/strong><\/p>\n<p>Rovigo &#8211; Palazzo Roverella<\/p>\n<p>21 febbraio \u2013 29 giugno 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<figure id=\"attachment_142733\" aria-describedby=\"caption-attachment-142733\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/38.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-142733\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/38-277x300.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/38-277x300.jpg 277w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/38-768x833.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/38.jpg 922w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-142733\" class=\"wp-caption-text\">Vilhelm Hammersh\u00f8i, Riposo, 1905 Parigi, Mus\u00e9e d\u2019Orsay \u00a9 RMN-Grand Palais\/Martine Beck-Coppola\/ Dist. FotoScalaFirenze<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 21 febbraio al 29 giugno 2025 a Rovigo a Palazzo Roverella si terr\u00e0 la <strong>prima mostra italiana dedicata a Vilhelm Hammersh\u00f8i (Copenaghen, 1864-1916), il pi\u00f9 grande pittore danese della propria epoca, uno dei geni dell\u2019arte europea tra fine Ottocento e inizio Novecento.<\/strong> A promuoverla \u00e8 la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l\u2019Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo. La mostra, prodotta da Dario Cimorelli Editore, \u00e8 a cura di Paolo Bolpagni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_142732\" aria-describedby=\"caption-attachment-142732\" style=\"width: 227px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/27.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-142732\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/27-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/27-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/27.jpg 758w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-142732\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle Vilhelm Hammersh\u00f8i,Il violoncellista.Ritratto diHenry Bramsen,1893,Odense \u00a9 KunstmuseumBrandts<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del grande artista danese giunger\u00e0 a Rovigo un nucleo fondamentale di opere, selezionate da Paolo Bolpagni nella rarefatta produzione dell\u2019artista. <strong>Allievo prima di Niels Christian Kierkegaard e Holger Gr\u00f8nvold, poi di Frederik Vermehren alla Kongelige Danske Kunstakademi, e infine di Peder Severin Kr\u00f8yer, debutt\u00f2 nel 1885.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da anni <strong>\u00e8 ormai in atto la sua riscoperta a livello internazionale: grandi e importanti mostre a lui dedicate sono state realizzate a Parigi al Mus\u00e9e Jacquemart-Andr\u00e9, a Tokyo a<\/strong>l National Museum of Western Art, a New York alla Scandinavia House, a Londra alla Royal Academy, a Monaco di Baviera alla Kunsthalle der Hypo-Kulturstifung, a Toronto alla Art Gallery of Ontario, a Barcellona al Centre de Cultura Contempor\u00e0nia, a Cracovia al Muzeum Narodowe etc. A oggi, mancava ancora una retrospettiva italiana, che ponesse nel giusto risalto la figura di Hammersh\u00f8i, protagonista appartato ma fondamentale dell\u2019arte di fine Ottocento e del primo quindicennio del XX secolo. Una lacuna che la grande esposizione rodigina ha l\u2019ambizione di colmare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa mostra di Palazzo Roverella, tuttavia, non si propone semplicemente di offrire al pubblico del Bel Paese un\u2019occasione per conoscere pi\u00f9 da vicino le opere di un pittore straordinario, riconoscibile per l\u2019intimismo minimalista dei suoi interni e per l\u2019atmosfera inquieta che si sprigiona da un apparente rigorismo, ma di scandagliare filoni di ricerca rimasti finora pressoch\u00e9 inesplorati: da una parte il rapporto tra Hammersh\u00f8i e l\u2019Italia, dall\u2019altra il confronto con artisti europei soprattutto coevi che, con sfumature diverse, praticarono una poetica basata sui temi del silenzio, della solitudine, delle \u2018citt\u00e0 morte\u2019, dei \u2018paesaggi dell\u2019anima\u2019. I francesi \u00c9mile-Ren\u00e9 M\u00e9nard, Henri Duhem, Lucien L\u00e9vy-Dhurmer, Charles Marie Dulac, Henri Le Sidaner, Charles Lacoste e Alphonse Osbert, i belgi Fernand Khnopff, Georges Le Brun e William Degouve de Nuncques, gli olandesi Jozef Isra\u00ebls e Bernard Blommers, la svedese Tyra Kleen, i danesi Peter Vilhelm Ilsted, Carl Hols\u00f8e e Svend Hammersh\u00f8i. E, beninteso, gli italiani: Umberto Prencipe, Giuseppe Ar, Oscar Ghiglia, Vittore Grubicy de Dragon, Mario de Maria, Giulio Aristide Sartorio, Vittorio Grassi, Orazio Amato, Umberto Moggioli, Domenico Baccarini, Giuseppe Ugonia, Francesco Vitalini, Mario Reviglione\u201d, anticipa il curatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHammersh\u00f8i \u2013 sottolinea Paolo Bolpagni \u2013 viaggi\u00f2 varie volte nella Penisola, visit\u00f2 Roma, collezion\u00f2 cartoline con vedute di citt\u00e0, e soprattutto riflett\u00e9 sull\u2019antichit\u00e0 classica e guard\u00f2 ai cosiddetti Primitivi: Giotto, Beato Angelico, Masolino, Masaccio, Luca Signorelli, Desiderio da Settignano. Bench\u00e9 abbia dipinto una sola opera di soggetto italiano (che sar\u00e0 in mostra), durante le proprie permanenze esercit\u00f2 un\u2019attenzione estrema e recep\u00ec spunti e insegnamenti, che contribuirono a delineare il suo personalissimo linguaggio. Non bisogna del resto ignorare il ruolo che il canonico soggiorno a Roma rivestiva tradizionalmente nella formazione dei giovani artisti danesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa relazione, comunque, funzion\u00f2 in senso biunivoco: non pochi pittori italiani di differenti provenienze geografiche, infatti, furono suggestionati dalla visione o della conoscenza di opere di Hammersh\u00f8i, sia a lui contemporanei, sia della generazione successiva. Inoltre alcuni critici, nella Penisola, si interessarono piuttosto precocemente al lavoro di Hammersh\u00f8i: Vittorio Pica, Ugo Ojetti, Emilio Cecchi, e riviste importanti come \u00abIl Marzocco\u00bb ed \u00abEmporium\u00bb gli dedicarono articoli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGli spunti di ricerca, insomma, non mancano, e l\u2019obiettivo della mostra \u00e8 di far luce su di essi, anche sulla base di indagini documentarie che svelino aspetti inediti, e di riflessioni critiche che approfondiscano filoni meritevoli d\u2019interesse, dal topos della figura ritratta di spalle al motivo degli interni silenziosi e dei paesaggi privi di presenze umane, dall\u2019isolamento umano di Hammersh\u00f8i alla \u2018povert\u00e0\u2019 cromatica dei suoi dipinti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHammersh\u00f8i e i pittori del silenzio\u201d, dopo un breve affondo sui precedenti storici del tema degli interni silenti, approfondir\u00e0 i quattro ambiti portanti della ricerca dell\u2019artista: gli interni, le vedute architettoniche, quasi sempre prive di presenze umane, i ritratti e la pittura di paesaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A essere per la prima volta approfondito sar\u00e0 poi \u2013 anticipa il curatore \u2013 il rapporto di Hammersh\u00f8i con l\u2019Italia: \u201cdalle ricadute iconografiche (per esempio con la sua raffigurazione della Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, visitata nella capitale) alla presenza di lavori dell\u2019artista in mostre dell\u2019epoca, come la Quadriennale di Roma del 1911, per concentrarsi in special modo sugli accostamenti e confronti con la poetica e i soggetti di pittori italiani, anche con l\u2019indagine dell\u2019impatto che la visione diretta o la conoscenza in riproduzione di opere di Hammersh\u00f8i esercit\u00f2 fino all\u2019incirca agli anni Trenta del Novecento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A completare il percorso sar\u00e0 una originale comparazione di carattere tematico e stilistico tra la produzione di Hammersh\u00f8i e i dipinti di artisti coevi scandinavi, francesi, belgi e olandesi, per evidenziare affinit\u00e0 e differenze, nell\u2019enucleazione di alcuni Leitmotive: gli interni silenziosi, la solitudine, le \u201ccitt\u00e0 morte\u201d, i \u201cpaesaggi dell\u2019anima\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad accompagnare la mostra, un ampio catalogo edito da Dario Cimorelli Editore (che gestisce anche la segreteria organizzativa della mostra), con saggi originali del curatore Paolo Bolpagni e di Claudia Cieri Via, Luca Esposito, Francesco Parisi e Annette Rosenvold Hvidt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Info:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palazzo Roverella www.palazzoroverella.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>HAMMERSH\u00d8I e i pittori del silenzio Rovigo &#8211; Palazzo Roverella 21 febbraio \u2013 29 giugno 2025 Dal 21 febbraio al 29 giugno 2025 a Rovigo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":142734,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[31081],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142728"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=142728"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":142735,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142728\/revisions\/142735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/142734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=142728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=142728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=142728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}