{"id":142898,"date":"2025-01-29T19:08:44","date_gmt":"2025-01-29T18:08:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=142898"},"modified":"2025-01-29T19:08:44","modified_gmt":"2025-01-29T18:08:44","slug":"mostre-a-milano-a-kind-of-language-storyboards-osservatorio-fondazione-prada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=142898","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; \u201cA Kind of Language: Storyboards&#8221; &#8211; Osservatorio Fondazione Prada"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cA KIND OF LANGUAGE: STORYBOARDS AND OTHER RENDERINGS FOR CINEMA\u201d ALL\u2019OSSERVATORIO DAL 30.1.2025<\/p>\n<p>Osservatorio Fondazione Prada &#8211; \u00a0Galleria Vittorio Emanuele II &#8211; Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Fondazione Prada apre la mostra \u201cA Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema\u201d <strong>da domani, 30 gennaio, fino all\u20198 settembre 2025 negli spazi di Osservatorio a Milano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, curato da Melissa Harris, esamina il complesso processo creativo che anticipa la realizzazione di un film esplorando storyboard e altri materiali come moodboard, disegni e schizzi, scrapbook e quaderni, sceneggiature commentate e fotografie.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cA Kind of Language\u201d comprende oltre 800 elementi creati tra la fine degli anni Venti e il 2024 da pi\u00f9 di 50 autori tra i quali registi, direttori della fotografia, artisti, grafici, animatori, coreografi e altre figure legate alla produzione di film e video.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_142902\" aria-describedby=\"caption-attachment-142902\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/prada-FP-Osservatorio_A-Kind-of-Language-6.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-142902\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/prada-FP-Osservatorio_A-Kind-of-Language-6-300x200.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/prada-FP-Osservatorio_A-Kind-of-Language-6-300x200.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/prada-FP-Osservatorio_A-Kind-of-Language-6-768x512.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/prada-FP-Osservatorio_A-Kind-of-Language-6-450x300.gif 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-142902\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211; FP-Osservatorio_A-Kind-of-Language-<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiega Melissa Harris: \u201cPer molti creare gli storyboard \u00e8 parte integrante del processo. Impostare visivamente una scena per poi definirne l\u2019andamento pu\u00f2 aiutare il team coinvolto nella realizzazione del film a riflettere sulle relazioni tra i personaggi, a i<strong>mmaginare come sviluppare la narrazione o a comprendere il miglior modo di trasmettere l\u2019essenza di una particolare sequenza. P<\/strong>u\u00f2 anche aiutare a correggere i problemi, per esempio quando qualcosa non sembra del tutto convincente in un personaggio o in un\u2019interazione fisica, e offrire un riferimento visivo agli attori. Sul piano tecnico (cos\u00ec come sono stati utilizzati inizialmente da M\u00e9li\u00e8s),<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gli storyboard possono aiutare il regista a determinare le angolazioni pi\u00f9 efficaci per l\u2019illuminazione e le riprese, o il miglior modo di impiegare le dissolvenze ed eventuali effetti speciali.\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storyboard hanno un duplice scopo:<strong> da una parte rappresentano la visione creativa del regista interpretata dal creatore di storyboard<\/strong>, quando non corrisponde al regista stesso, <strong>dall\u2019altra accompagnano a volte la realizzazione tecnica del film.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storyboard possono essere considerati come un vero e proprio linguaggio che integra ed elabora un concetto o una sceneggiatura.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Rappresentano la visualizzazione preliminare delle idee e della visione del regista prima dell\u2019inizio delle riprese, al di l\u00e0 di chi ne sia l\u2019autore.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Strumenti flessibili e in continua evoluzione,<\/strong> semplificano la condivisione di uno schema di lavoro utile a coordinare le attivit\u00e0 di diverse figure professionali dentro e fuori dal set. Questi materiali hanno una funzione comunicativa e pratica, <strong>sono fatti per essere copiati, trasmessi, consultati e modificati, e raramente sono concepiti come opere uniche.<\/strong> Il loro ruolo \u00e8 fondamentale in diverse fasi della produzione cinematografica: dalla preproduzione, durante la quale permettono di visualizzare le idee del regista, alla produzione, come guida per l\u2019organizzazione delle riprese, fino alla postproduzione, momento in cui contribuiscono al montaggio e all\u2019inserimento di effetti speciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allestimento della mostra, concepito da Andrea Faraguna dello studio di architettura Sub di Berlino, prende ispirazione dallo storyboard, punto di partenza della creazione cinematografica e strumento per comporre e comunicare il processo.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">C<strong>oncentrandosi sul ruolo di questo strumento per il cinema, l\u2019allestimento presenta e reinterpreta l\u2019ambiente di lavoro degli artisti di storyboard traducendolo in un\u2019esperienza spaziale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tavoli espositivi ispirati alle scrivanie da disegno sono al centro del design della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ogni tavolo \u00e8 dedicato a un film specifico<\/strong> di cui viene presentata la narrativa visuale sotto forma di una sequenza di scene che possono essere osservate da vicino. Per aumentare la resa spaziale ogni scrivania \u00e8 associata a un elemento corrispondente e inverso sospeso a soffitto. Insieme formano un effetto visivo a imbuto, creando una linea d\u2019orizzonte continua larga 40 cm che guida i visitatori nel percorso espositivo. <strong>Questa prospettiva incornicia la vista sulla cupola della Galleria Vittorio Emanuele II al di l\u00e0 delle vetrate di Osservatorio stabilendo una connessione tra gli spazi interni e l\u2019architettura storica di Milano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da febbraio a settembre 2025<\/strong> una sezione del programma del Cinema Godard di Fondazione Prada \u00e8 dedicata a \u201cA Kind of Language\u201d, presentando una selezione di film esaminati nel progetto. La mostra \u00e8 accompagnata da una pubblicazione illustrata della serie dei Quaderni, pubblicata da Fondazione Prada, che include un testo della curatrice Melissa Harris e un saggio visuale ideato da Sub.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo capitolo di \u201cA Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema\u201d si terr\u00e0 nella sede di Prada Rong Zhai <strong>a Shanghai dal 4 novembre 2025 al 2 febbraio 2026<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cA KIND OF LANGUAGE: STORYBOARDS AND OTHER RENDERINGS FOR CINEMA\u201d ALL\u2019OSSERVATORIO DAL 30.1.2025 Osservatorio Fondazione Prada &#8211; \u00a0Galleria Vittorio Emanuele II &#8211; Milano \u00a0Fondazione Prada<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":142901,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,19071,15,9411,2730,15896],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142898"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=142898"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":142903,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/142898\/revisions\/142903"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/142901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=142898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=142898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=142898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}