{"id":143056,"date":"2025-02-06T20:25:19","date_gmt":"2025-02-06T19:25:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143056"},"modified":"2025-02-06T20:25:19","modified_gmt":"2025-02-06T19:25:19","slug":"mostre-a-torino-20-febbraio-inaugura-yto-barrada-mario-merz-prize-fondazione-merz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143056","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; 20 febbraio inaugura Yto Barrada &#8211; Mario Merz Prize &#8211; Fondazione Merz"},"content":{"rendered":"<p>Fondazione Merz<br \/>\npresenta in collaborazione con il MAO Museo d\u2019Arte Orientale<\/p>\n<figure id=\"attachment_143059\" aria-describedby=\"caption-attachment-143059\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mostra-unnamed-18.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-143059\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mostra-unnamed-18-300x219.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mostra-unnamed-18-300x219.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mostra-unnamed-18-768x560.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/mostra-unnamed-18-412x300.gif 412w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-143059\" class=\"wp-caption-text\">Yto Barrada, A Day is Not A Day, 2022, 2-channelfilminstallation,16mm film,color, sound;18min.,Filmstill<\/figcaption><\/figure>\n<p>MARIO MERZ PRIZE<br \/>\nYto Barrada<br \/>\nDEADHEAD<br \/>\nA cura di Davide Quadrio con Giulia Turconi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo progetto espositivo dell\u2019artista Yto Barrada,<br \/>\nla quarta artista a ricevere il Mario Merz Prize, premio internazionale dedicato all\u2019arte e alla musica.<\/p>\n<p>20 febbraio \u2013 18 maggio 2025<br \/>\nFondazione Merz<br \/>\nTorino, via Limone 24<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione: gioved\u00ec 20 febbraio 2025, ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Merz a Torino presenta, <strong>da gioved\u00ec 20 febbraio a domenica 18 maggio 2025,<\/strong> la mostra dell\u2019artista <strong>Yto Barrada intitolata DEADHEAD, a cura di Davide Quadrio con Giulia Turconi<\/strong> e realizzata in collaborazione con il MAO Museo d\u2019Arte Orientale di Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">DEADHEAD, <strong>rimanda alla pratica agricola di rimuovere foglie e fiori appassiti di una pianta per stimolarne la crescita.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendendo la metafora di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un ritorno all\u2019essenziale per liberare nuove energie,<\/strong> l\u2019esposizione accoglie le opere pi\u00f9 rappresentative della<strong> ricerca artistica di Yto Barrada<\/strong>, tra cui <strong>film, sculture, installazioni, tessuti e stampe, alcune delle quali appositamente realizzate per l\u2019occasione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra echi, rimandi e sperimentazioni visive presenti in mostra, Yto Barrada trae ispirazione dalla teoria del colore dell\u2019artista, <strong>collezionista e filantropa Emily Noyes Vanderpoel (1842 \u2013 1939),<\/strong> <strong>descritta nel libro Color Problems: A Practical Manual for the Lay Student of Color (New York, 1902). <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>pensato per un pubblico di donne, specialmente sarte, fioriste e decoratrici,<\/strong> mostrava le rivoluzionarie t<strong>avole di analisi del colore dell\u2019autrice,<\/strong> dove le immagini degli oggetti sono trasformate e tradotte in griglie geometriche.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso una disposizione sistematica del colore, <strong>definita \u201cla musica della luce\u201d, Vanderpoel ha creato dei campi relazionali in cui ogni tinta, sfumatura e ombra sono in perfetta relazione con tutte le altre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Yto Barrada reinterpreta in maniera analoga la storia attraverso gesti contemporanei legati alla natura degli oggetti esposti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serie Color Analysis, presentata in anteprima al MAO Museo d\u2019Arte Orientale all\u2019interno della mostra Trad u\/i zioni d\u2019Eurasia (2023-24),<strong> l\u2019artista propone griglie di velluto tinte a mano in cui applica la tecnica di Vanderpoel per trasformare immagini che trae dalla collezione personale di antichit\u00e0 di Vanderpoel, dalle opere selezionate dalla collezione d&#8217;arte islamica del MAO e da un disegno di Marisa Merz<\/strong>. I pigmenti naturali impiegati nell\u2019opera sono realizzati in The Mothership, un progetto artistico ideato da Barrada come un &#8220;eco-campus femminista&#8221; per la coltivazione, la produzione e l&#8217;apprendimento delle tinture naturali e delle tradizioni indigene radicali perdute, nel suo giardino a Tangeri in Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 arricchita dalla pubblicazione di un catalogo edito da hopefulmonster per Fondazione Merz. La mostra DEADHEAD consolida il dialogo tra la Fondazione Merz e il MAO Museo d\u2019Arte Orientale, dove il lavoro di Yto Barrada \u00e8 stato presentato nell\u2019ambito della mostra collettiva Trad u\/i zioni d\u2019Eurasia (2023-24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yto Barrada, Photo Beno\u00eet Peverelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Yto Barrada \u00e8 la quarta artista a ricevere il Mario Merz Prize,<\/strong> premio internazionale biennale ideato con l&#8217;obiettivo di celebrare Mario Merz e individuare talenti nell&#8217;ambito artistico e musicale attraverso la commissione di un <strong>progetto espositivo e un progetto musicale inedit<\/strong>o all\u2019artista selezionato per ciascuna delle due categorie di concorso. La stessa edizione ha visto l\u2019assegnazione del premio per la musica a F\u00fcsun K\u00f6ksal, il cui concerto si terr\u00e0 mercoled\u00ec 2 luglio 2025 negli spazi della Fondazione Merz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso del Mario Merz Prize prosegue con la quinta edizione, che per la sezione arte ha visto la selezione di cinque finalisti: Elena Bellantoni (Italia), Mohamed Bourouissa (Francia\/Algeria), Anna Franceschini (Italia), Voluspa Jarpa (Cile) e Agnes Questionmark (Italia). I finalisti, individuati da una giuria composta da Samuel Gross (Special Project Manager Mus\u00e9e d\u2019Art et d\u2019Histoire, Gen\u00e9ve), Claudia Gioia (curatrice indipendente) e Beatrice Merz (Presidente Fondazione Merz), saranno protagonisti di una mostra collettiva in programma negli spazi della Fondazione Merz a giugno 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yto Barrada \u00e8 stata recentemente selezionata per rappresentare la Francia alla Biennale di Venezia nel 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INFORMAZIONI<\/strong><br \/>\n<strong>Fondazione Merz<\/strong><br \/>\nTorino, Via Limone 24<br \/>\ntel. 011.19719437 | www.fondazionemerz.org | info@fondazionemerz.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>YTO BARRADA (nata nel 1971 a Parigi, vive a New York)<\/strong> \u00e8 un&#8217;artista riconosciuta per le sue indagini multidisciplinari intorno a fenomeni culturali e narrazioni storiche.<br \/>\nAttraverso studi d\u2019archivio e interventi pubblici, le installazioni di Barrada mettono in luce storie subalterne e celebrano forme quotidiane di rivendicazione dell\u2019autonomia.<br \/>\nLa sua pratica unisce film, fotografia, scultura, pittura, stampa e attivit\u00e0 editoriale, mentre le sue installazioni spesso uniscono lavori inediti a oggetti di riutilizzo. Comunicazione non verbale, leggende familiari, trascrizioni nascoste che fanno emergere nuove grammatiche: nella logica interconnessa del lavoro di Barrada si celano segreti, piaceri e la celebrazione di strategie di resistenza all\u2019autorit\u00e0.<br \/>\nIl suo lavoro \u00e8 stato esposto in prestigiose istituzioni come Tate Modern, MoMA, The Metropolitan Museum, Renaissance Society, Walker Art Center, Whitechapel Gallery, The Power Plant, la Fondazione Serralves e nelle seguenti biennali: Venezia (2007, 2011), Gwangju (2018), Whitney (2022) e S\u00e3o Paulo (2023).<br \/>\nIl lavoro di Barrada ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Mario Merz Prize 2022, il Queen Sonja Print Award 2022, il Roy R. Neuberger Prize 2019, l&#8217;Abraaj Group Art Prize 2015, la Robert Gardner Fellowship in Photography (Peabody Museum, Harvard University), e il premio come Artista dell&#8217;Anno della Deutsche Guggenheim nel 2011. \u00c8 anche vincitrice del Soros Arts Fellowship 2023.<br \/>\nHa insegnato al Bard College, alla Cooper Union e alla Vevey School of Photography. \u00c8 la direttrice fondatrice della Cin\u00e9math\u00e8que de Tanger, un cinema d\u2019essai che \u00e8 diventato un\u2019istituzione simbolo e punto di riferimento per la comunit\u00e0 marocchina e per la celebrazione del cinema locale e internazionale.<br \/>\nThe Motership \u00e8 il progetto pi\u00f9 recente che Barrada sta creando a Tangeri, un centro di ricerca e residenza eco-femminista, intorno a una tintoria e a un giardino di tinture naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAVIDE QUADRIO (n. 1970), storico dell&#8217;arte e sinologo di formazione, \u00e8 un curatore e cultural producer con base tra Cina e Italia<\/strong>. <strong>Dal 2022 \u00e8 Direttore del MAO Museo d&#8217;Arte Orientale di Torino,<\/strong> che guida con una visione strategica radicale, favorendo collaborazioni istituzionali, scientifiche e culturali internazionali.<br \/>\n<strong>Nel 1998 ha fondato BizArt Art Center, il primo laboratorio no-profit di Shanghai,<\/strong> considerato un luogo storico dell\u2019avanguardia artistica asiatica, che ha diretto per oltre un decennio. Nel 2007 ha creato Arthub, una piattaforma curatoriale dedicata alla produzione e promozione dell\u2019arte contemporanea con una portata globale. Dal 2005 al 2008 \u00e8 stato direttore artistico dello spazio creativo Bund18 di Shanghai, mentre dal 2013 al 2016 curatore per l&#8217;arte contemporanea del Museo Aurora di Shanghai. Nel 2021 ha fatto parte del team curatoriale della 13a Biennale di Gwangju in Corea.<br \/>\nIl suo ambito creativo si estende anche a posizioni accademiche, con una visiting professorship presso il Dipartimento di Arti e Architettura dell&#8217;Universit\u00e0 Iuav di Venezia dal 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GIULIA TURCONI (Saronno, 1994) \u00e8 curatrice e storica dell\u2019arte.<\/strong> Attualmente ricopre il ruolo di <strong>assistente curatrice in Fondazione Merz,<\/strong> dove a marzo 2023 ha curato la mostra collettiva dal titolo \u201cSacro \u00e8\u201d. Ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne e una seguente laurea magistrale in Arti Visive presso l\u2019Alma Mater Studiorum di Bologna, frequentando poi nel 2021 Campo, corso di studi e pratiche curatoriali. Negli anni ha collaborato con Exibart per la stesura di articoli di arte contemporanea e lavorato a progetti curatoriali indipendenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MARIO MERZ PRIZE<br \/>\nIl Mario Merz Prize, a cadenza biennale, nasce con l\u2019intenzione di individuare e segnalare, attraverso la competenza di una fitta rete internazionale di esperti, personalit\u00e0 nel campo dell\u2019arte e che, parallelamente, consenta a giovani compositori di proporsi per un progetto innovativo di musica contemporanea.<br \/>\nCon la ferma certezza che l\u2019arte rappresenta la libert\u00e0 di pensiero senza confini e che attraverso di essa si rafforza l\u2019autodeterminazione e la libera circolazione della cultura e delle idee, il premio sar\u00e0 dedicato a coloro che nutrono la giusta volont\u00e0 di perseguire le proprie ricerche al di l\u00e0 delle opposizioni derivanti dall\u2019appartenenza politica, sociale, geografica. I processi artistici degli ultimi due decenni sono stati fortemente caratterizzati dalla particolare attenzione ai mutamenti storici, sociali e politici per questo e per le tragedie che ancora vedono l\u2019umanit\u00e0 protagonista, il Premio intende rintracciare nell\u2019opera e nel percorso individuale degli artisti e dei compositori, caratteristiche di internazionalit\u00e0, generosit\u00e0 di pensiero, attenzione sociale oltre alla ricerca dell\u2019innovazione.<br \/>\nIl Premio \u00e8 indirizzato ad artisti e compositori di media carriera. Non sono previsti limiti di et\u00e0, nazionalit\u00e0 o media. Artisti e compositori non possono autonominarsi ma sono indicati attraverso un sistema di candidature via web da parte di curatori, direttori di museo, critici, galleristi, membri di altre associazioni culturali, istituzioni musicali, interpreti, critici e personalit\u00e0 del mondo della musica e dell\u2019arte. Superata una fase eliminatoria, le composizioni dei concorrenti finalisti sono eseguite in un concerto e le opere degli artisti allestite in una mostra collettiva. Infine ai vincitori scelti dalle giurie internazionali e dal voto del pubblico, sono commissionate all\u2019artista una produzione da presentare nell\u2019ambito di una mostra personale e al compositore un brano per orchestra d&#8217;archi e un intervento musicale per uno spazio museale, legando in questo modo le diverse arti fra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FONDAZIONE MERZ<\/strong><br \/>\n<strong>La Fondazione, intitolata a Mario e Marisa Merz,<\/strong> nasce come centro d\u2019arte contemporanea nel 2005 a Torino, con l\u2019intento di ospitare mostre, eventi, attivit\u00e0 educative e portare avanti la ricerca e l\u2019approfondimento dell\u2019arte.<br \/>\nNata e sviluppatasi in aperto contrasto al concetto di arte come monumento, ossia immagine della memoria, potente ma statica, la Fondazione interpreta oggi il proprio ruolo di centrale energetica dell\u2019arte. Il luogo delle opere, passato da essere \u201ccasa dell\u2019artista\u201d a \u201ccasa per gli artisti\u201d, ha inevitabilmente maturato il proprio ruolo, nato da un impulso di sopravvivenza, e si \u00e8 resa attrice consapevole e presente di nuove opportunit\u00e0.<br \/>\nPresieduta da Beatrice Merz, si avvale della collaborazione di un comitato scientifico composto da Frances Morris (Direttrice Tate Modern, London), Vicente Todol\u00ed (Direttore artistico HangarBicocca, Milano), Richard Flood (curatore indipendente, New York) e Mariano Boggia (Manager della collezione Merz) e della consulenza di curatori ospiti per la programmazione espositiva.<br \/>\nLa Fondazione alterna mostre dedicate a Mario e Marisa Merz come momenti di riflessione e studio a dei grandi progetti site-specific di artisti nazionali e internazionali invitati a confrontarsi con lo spazio di via Limone a Torino e con il suo contenuto, senza tralasciare la ricerca sulle nuove generazioni per cui sono regolarmente organizzati non solo eventi espositivi ma anche musicali e performativi.<br \/>\nIl Dipartimento Educazione offre un insieme di attivit\u00e0 e servizi finalizzati a favorire la relazione tra il territorio e il museo, diffondendo la conoscenza dei linguaggi e delle pratiche dell&#8217;arte contemporanea; organizza attivit\u00e0 rivolte a diverse tipologie di pubblico per promuovere la conoscenza dell\u2019arte contemporanea: visite guidate e laboratori per la scuola, percorsi formativi per gli insegnanti, workshop con gli artisti, oltre ad un servizio gratuito di accoglienza al pubblico in sala.<br \/>\nLa biblioteca \u00e8 specializzata in storia e critica dell\u2019arte moderna e contemporanea; \u00e8 affiancata all\u2019Archivio Merz che ha lo scopo principale di raccogliere, ordinare e conservare ogni documentazione esistente relativa a Mario e Marisa Merz.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Merz presenta in collaborazione con il MAO Museo d\u2019Arte Orientale MARIO MERZ PRIZE Yto Barrada DEADHEAD A cura di Davide Quadrio con Giulia Turconi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":143060,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[31341],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/143056"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=143056"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/143056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":143061,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/143056\/revisions\/143061"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/143060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=143056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=143056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=143056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}