{"id":143248,"date":"2025-02-11T20:19:41","date_gmt":"2025-02-11T19:19:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143248"},"modified":"2025-02-11T20:21:13","modified_gmt":"2025-02-11T19:21:13","slug":"mostre-a-roma-inagurata-oggi-la-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143248","title":{"rendered":"Mostre a Roma &#8211; Inagurata oggi la mostra Edvard Munch"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">LA MOSTRA DELL\u2019ANNO ARRIVA A ROMA<\/p>\n<figure id=\"attachment_143253\" aria-describedby=\"caption-attachment-143253\" style=\"width: 236px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Munch-1a.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-143253\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Munch-1a-236x300.gif\" alt=\"\" width=\"236\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Munch-1a-236x300.gif 236w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Munch-1a-768x975.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-143253\" class=\"wp-caption-text\">Edvard Munch<br \/>Madonna<br \/>1895\/1902<br \/>Litografia stampata a colori, 60,5&#215;44,3 cm<br \/>Photo \u00a9 Munchmusee<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Dall\u201911 febbraio 2025 Palazzo Bonaparte<\/strong> ospita la mostra pi\u00f9 attesa dell\u2019anno, quella dedicata ad Edvard Munch.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Oltre cento capolavori prestati eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo,<\/strong> per una straordinaria retrospettiva che racconta l\u2019intero percorso di uno degli artisti pi\u00f9 amati del mondo, e anche pi\u00f9 difficili da vedere.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_143256\" aria-describedby=\"caption-attachment-143256\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/19_Despair.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-143256\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/19_Despair-235x300.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/19_Despair-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/19_Despair.jpg 323w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-143256\" class=\"wp-caption-text\">Edvard Munch<br \/>Disperazione<br \/>1894<br \/>Olio su tela, 92&#215;73 cm<br \/>Photo \u00a9 Munchmuseet<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Reduce dai successi milanesi, dove ha registrato un record assoluto<\/strong>, la mostra giunge a Roma nella <strong>splendida cornice di Palazzo Bonaparte,<\/strong> sempre prodotta e organizzata da Arthemisia, che apre cos\u00ec i festeggiamenti per il suo venticinquesimo anniversario.<\/p>\n<figure id=\"attachment_143257\" aria-describedby=\"caption-attachment-143257\" style=\"width: 261px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/26_Karen-Bjolstad-in-the-rocking-chair.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-143257\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/26_Karen-Bjolstad-in-the-rocking-chair-261x300.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/26_Karen-Bjolstad-in-the-rocking-chair-261x300.jpg 261w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/26_Karen-Bjolstad-in-the-rocking-chair.jpg 359w\" sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-143257\" class=\"wp-caption-text\">Edvard Munch<br \/>Karen Bj\u00f8lstad sulla sedia a dondolo<br \/>1883Photo \u00a9Munchmuseet<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCon la mia arte ho cercato di spiegare a me stesso la vita e il suo significato, ma anche di <strong>aiutare gli altri a comprendere la propria vita<\/strong>\u201d<br \/>\nEdvard Munch<\/p>\n<p><strong>Roma &#8211; Palazzo Bonaparte &#8211; piazza Venezia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biglietti<br \/>\nOpen \u20ac 22,00<br \/>\nIntero \u20ac 18,00<br \/>\nRidotto \u20ac 17,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono passati decenni dall\u2019ultima mostra dedicata a Munch a Roma<\/strong>; sebbene sia uno degli artisti pi\u00f9<br \/>\namati nel mondo \u2013 <strong>l\u2019unico ad avere \u201cgenerato\u201d un emoticon con la sua opera pi\u00f9 nota, L\u2019Urlo<\/strong> \u2013, \u00e8 anche uno degli artisti pi\u00f9 difficili da vedere rappresentato nelle mostre perch\u00e9 la quasi totalit\u00e0 delle sue opere sono custodite al Munch Museum di Oslo che, eccezionalmente, ha acconsentito ad un <strong>prestito senza precedenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec dall\u201911 febbraio 2025, a Palazzo Bonaparte di Roma sar\u00e0 possibile ammirare cento capolavori di Edvard Munch, tra cui le iconiche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922\u20131924), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900\u20131901), Danza sulla spiaggia (1904), nonch\u00e9 una delle<br \/>\nversioni litografiche de L\u2019Urlo (1895).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra Munch. Il grido interiore \u00e8 prodotta e organizzata da Arthemisia. \u201cSiamo onorati ed orgogliosi di aver potuto realizzare questo grandioso progetto \u2013 commenta Iole Siena, Presidente di Arthemisia \u2013 in collaborazione col Munch Museum di Oslo. Munch mancava da molti decenni in Italia e il grande successo riscosso nella prima tappa a Milano ci ha confermato quanto grande sia l\u2019amore del pubblico verso questo artista immenso, capace di darci emozioni fortissime.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle pi\u00f9 grandi studiose al mondo dell\u2019artista<\/strong>, con la<br \/>\ncollaborazione scientifica di Costantino D\u2019Orazio, \u00e8 realizzata in collaborazione col Museo MUNCH di<br \/>\nOslo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>EDVARD MUNCH (Norvegia, 1863 \u2013 1944)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i principali <strong>artisti simbolisti del XIX secolo e anticipatore dell&#8217;Espressionismo,<\/strong> artista dalla vita segnata da <strong>grandi e precoci dolori,<\/strong> Munch fin da subito \u00e8 stato in grado di instaurare col suo spettatore un\u2019immediata empatia, facendo percepire, oltre che vedere, la sofferenza e l&#8217;angoscia raffigurate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La perdita prematura della madre a soli 5 anni e della sorella, la morte del padre<\/strong> e la tormentata <strong>relazione con la fidanzata Tulla Larsen<\/strong> sono stati il materiale emotivo primigenio sul quale l\u2019artista ha<br \/>\ncominciato a tessere la sua poetica, la quale si \u00e8 poi combinata in maniera originalissima, grazie al suo straordinario talento artistico, con la sua passione per le energie sprigionate dalla natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l\u2019uso potente del colore, la necessit\u00e0 di comunicare<\/strong><br \/>\n<strong>dolori indicibili e umanissime angosce<\/strong> sono riusciti a trasformare le sue opere in messaggi universali e Munch uno degli artisti pi\u00f9 iconici dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sgomento, visioni, violenza emotiva si tradussero in immagini potenti, dall\u2019emotivit\u00e0 a volte diretta, altre soffocata, reiterate con l\u2019intento ossessivo di riprodurre il pi\u00f9 fedelmente possibile l\u2019impressione delle scene incise nella memoria.<br \/>\nMunch \u00e8 uno degli artisti che ha saputo meglio interpretare sentimenti, passioni e inquietudini della sua anima, comunicandoli in maniera potente e diretta.<br \/>\nPlasmato inizialmente dal naturalista norvegese Christian Krohg, che ne incoraggi\u00f2 la carriera pittorica, <strong>negli anni Ottanta del Novecento si rec\u00f2 a Parigi dove assorb\u00ec le influenze impressioniste e<\/strong><br \/>\n<strong>postimpressioniste<\/strong> che gli suggerirono un uso del <strong>colore pi\u00f9 intimo, drammatico ma soprattutto un<\/strong><br \/>\n<strong>approccio psicologico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Berlino contribu\u00ec alla formazione della Secessione Berlinese e nel 1892<\/strong> si tenne la sua prima personale in Germania, che fu reputata scandalosa: da quel momento in poi <strong>Munch viene percepito<\/strong><br \/>\n<strong>come l\u2019artista eversivo e maledetto, alienato dalla societ\u00e0,<\/strong> un&#8217;identit\u00e0 in parte promossa dai suoi amici<br \/>\nletterati. A met\u00e0 degli anni Novanta del XIX secolo si dedic\u00f2 alla produzione di stampe e, grazie alla sua sperimentazione, divenne uno degli artisti pi\u00f9 influenti in questo campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua produttivit\u00e0 e il ritmo serrato delle esposizioni lo porteranno a<strong> ricoverarsi volontariamente nei<\/strong><br \/>\n<strong>sanatori a partire dalla fine degli anni Novanta del XIX secolo<\/strong><br \/>\n<strong>Relazioni amorose dolorose, un traumatico incidente e l&#8217;alcolismo<\/strong> &#8211; vivendo la vita \u201csull&#8217;orlo di un<br \/>\nprecipizio\u201d &#8211; lo portarono a un crollo psicologico per il quale cerc\u00f2 di recuperare in una clinica privata tra il 1908 e il 1909.<br \/>\nDopo aver vissuto gran parte della sua vita all&#8217;estero, l&#8217;artista quarantacinquenne<strong> torn\u00f2 in Norvegia, stabilendosi al mare, dipingendo paesaggi e dove inizi\u00f2 a lavorare ai giganteschi dipinti murali<\/strong> che oggi decorano la Sala dei Festival dell&#8217;Universit\u00e0 di Oslo. Queste tele, le pi\u00f9 grandi dell&#8217;Espressionismo in Europa, riflettono il suo sempre vivo interesse per le forze invisibili e la natura dell&#8217;universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1914 acquist\u00f2 una propriet\u00e0 a Ekely, Oslo,<\/strong> dove, da celebre artista internazionale,<strong> continu\u00f2 il suo<\/strong><br \/>\n<strong>lavoro sperimentale fino alla morte, avvenuta nel 1944<\/strong>, appena un mese dopo il suo ottantesimo compleanno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA MOSTRA<br \/>\n<strong>Nel corso della sua lunga vita Edvard Munch realizz\u00f2 migliaia di stampe e dipinti.<\/strong> Essendo tanto un<br \/>\nuomo d\u2019immagini quanto di parole, riemp\u00ec fogli su fogli di annotazioni, aneddoti, lettere e persino una<br \/>\nsceneggiatura per il teatro. L\u2019esigenza di comunicare le proprie percezioni, il proprio \u2018grido interiore, lo<br \/>\naccompagn\u00f2 per tutta la vita, e proprio questa attitudine \u00e8 stato il motore della sua pratica come artista, che ha toccato tanto temi universali &#8211; come la nascita, la morte, l\u2019amore e il mistero della vita \u2013 quanto i disagi psichici necessariamente connessi all\u2019esistenza umana &#8211; le instabilit\u00e0 dell\u2019amore erotico, il disagio prodotto dalle malattie fisiche e mentali e il vuoto lasciato dalla morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mostra ruota attorno al \u2018grido interiore\u2019 di Munch, al suo saper costruire, attraverso blocchi di<br \/>\ncolore uniformi e prospettive discordanti, lo scenario per condividere le sue esperienze emotive e sensoriali: un processo creativo che sintetizza ci\u00f2 che l\u2019artista ha osservato, quello che ricorda e quanto ha caricato di emozioni. Altre opere, invece, cercano di immortalare le forze invisibili che animano e tengono insieme l\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inizio della sua carriera coincide infatti con cambiamenti radicali nello studio della percezione: alla fine dell\u2019Ottocento \u00e8 in corso un dibattito tra scienziati, psicologi, filosofi e artisti sulla relazione tra quello che l\u2019occhio vede direttamente e come i contenuti della mente influiscono sulla nostra vista. Il suo interesse per le forze invisibili che danno forma all\u2019esperienza, condizioner\u00e0 le opere che lo rendono uno degli artisti pi\u00f9 significativi della sua epoca. Precursore dell\u2019Espressionismo e persino del Futurismo del XX secolo nella sua esplorazione delle forze impercettibili, oggi continua a \u201cparlare\u201d alle visioni interiori e alle preoccupazioni anche di noi, uomini e donne dell\u2019et\u00e0 moderna. Nelle sue creazioni Munch punta a rendere visibile l\u2019invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Main partner della mostra \u00e8 Fondazione Terzo Pilastro \u2013 Internazionale, con Poema. La mostra gode del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma\u2013 Assessorato alla Cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e del Giubileo 2025 \u2013Dicastero per l&#8217;Evangelizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura e Statkraft, special partner Ricola, mobility<br \/>\npartner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner la Repubblica, hospitality partner Hotel de<br \/>\nRussie e Hotel de la Ville, sponsor tecnico Ferrari Trento e radio partner Dimensione Suono Soft.<br \/>\nAd arricchire la mostra, \u00e8 previsto un ricco palinsesto di eventi che coinvolger\u00e0 diverse realt\u00e0 culturali<br \/>\ndella citt\u00e0 e che andr\u00e0 ad approfondire la figura dell\u2019artista e ad espandere i temi delle sue opere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA MOSTRA DELL\u2019ANNO ARRIVA A ROMA Dall\u201911 febbraio 2025 Palazzo Bonaparte ospita la mostra pi\u00f9 attesa dell\u2019anno, quella dedicata ad Edvard Munch. 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