{"id":143289,"date":"2025-02-12T19:04:35","date_gmt":"2025-02-12T18:04:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143289"},"modified":"2025-02-12T19:04:35","modified_gmt":"2025-02-12T18:04:35","slug":"mostre-a-forli-il-ritratto-dellartista-nello-specchio-di-narciso-dal-23-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143289","title":{"rendered":"Mostre a Forl\u00ec &#8211; Il Ritratto dell\u2019Artista Nello specchio di Narciso dal 23 febbraio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Ritratto dell\u2019Artista<br \/>\nNello specchio di Narciso.<br \/>\nIl volto, la maschera, il selfie<\/p>\n<p><strong>Un saggio in immagini dal Quattrocento al Novecento<\/strong> che offre una visione affascinante e articolata di uno dei temi pi\u00f9 universali e significativi nell\u2019arte<\/p>\n<p><strong>23 febbraio \u2013 29 giugno 2025<\/strong><\/p>\n<p><strong>Museo Civico San Domenico, Forl\u00ec<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.mostremuseisandomenico.it\">www.mostremuseisandomenico.it<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_143295\" aria-describedby=\"caption-attachment-143295\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/MOSTRE-NARCISO-RITRATTO-FORLi-Cesare-Sofianopulo_Maschere.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-143295\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/MOSTRE-NARCISO-RITRATTO-FORLi-Cesare-Sofianopulo_Maschere-300x224.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/MOSTRE-NARCISO-RITRATTO-FORLi-Cesare-Sofianopulo_Maschere-300x224.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/MOSTRE-NARCISO-RITRATTO-FORLi-Cesare-Sofianopulo_Maschere-768x574.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/MOSTRE-NARCISO-RITRATTO-FORLi-Cesare-Sofianopulo_Maschere-401x300.gif 401w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-143295\" class=\"wp-caption-text\">Cesare-Sofianopulo_Maschere.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forl\u00ec, xx gennaio 2025. Dal 23 febbraio al 29 giugno 2025 con Il Ritratto dell\u2019Artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie grande mostra <strong>a cura di Cristina Acidini, Fernando Mazzocca, Francesco Parisi e Paola Refice,<\/strong> la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec e il Museo Civico San Domenico inaugurano la stagione 2025 con un nuovo lungo viaggio nella storia dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall\u2019antichit\u00e0 al Novecento, l\u2019autoritratto \u00e8 il sublime ricordo del mito di Narciso<\/strong>, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi: il rispecchiamento di Narciso \u00e8 <strong>l\u2019auto-rispecchiamento dell\u2019artista<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leon Battista Alberti nel De pictura (1435) riprende come modello per gli artisti la figura che si specchia nella fonte,<\/strong> teorizzando le arti visive come arti speculative e introducendo la figura dell\u2019artista come uomo di lettere, protagonista del proprio tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Narciso di Alberti d\u00e0 l\u2019avvio al ruolo dell\u2019artista nella modernit\u00e0<\/strong>, che consegna la propria immagine ai posteri rendendo eterna la propria opera.<\/p>\n<ul>\n<li>UNA MOSTRA CHE E&#8217; UN VOLO PINDARICO NELLA STORIA E NELL&#8217;ARTE IN PARTICOLARE<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAL NARCISO CLASSICO AI SEFIE DI OGGI &#8211; UN LUNGHISSIMO PASSO TRA L&#8217;ARTE ANTICA E QUELLA CONTEMPORANEA\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abIl primo \u00e8 stato Narciso, che guardandosi nello specchio dell\u2019acqua<\/strong> ha conosciuto il proprio volto. Il primo autoritratto. <strong>Poi \u00e8 arrivato il selfie \u2013<\/strong> sottolinea Gianfranco Brunelli, Direttore delle Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forl\u00ec \u2013.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei secoli, ritrarre il proprio volto, la propria immagine \u00e8 stato per ogni artista una sfida, un tributo, un messaggio,<\/strong> una proiezione, un esercizio di analisi profonda che mostra le aspirazioni ideali e le espressioni emotive, ma che rivela anche la maestria e il talento. Poi serve<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>uno specchio. Timore, prudenza o desiderio, persino bramosia di guardarsi. <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Allegoria di vizi e virt\u00f9<\/strong>\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u201cE\u2019 con piacere che portiamo a Bit Milano le pi\u00f9 importanti espressioni culturali della nostra regione- afferma l\u2019assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Il 2025 si preannuncia gi\u00e0 come un anno ricco di produzioni di grande interesse nazionale e internazionale. Ai Musei San Domenico di Forl\u00ec &#8211; alla cui Fondazione va il nostro ringraziamento per il lavoro di qualit\u00e0 che esprime ogni anno -presentiamo la grande mostra sul ritratto d\u2019artista che oggi, nell\u2019epoca segnata dai selfie come trasmissione immediata ed effimera della nostra identit\u00e0, sollecita nuove riflessioni su un soggetto che prende le sue origini dal mito di Narciso. La vitalit\u00e0 dei nostri luoghi di cultura, cos\u00ec connessa ai temi emergenti della contemporaneit\u00e0, dimostra ancora una volta l\u2019importanza dell\u2019arte come strumento di dialogo e crescita delle comunit\u00e0. Un dinamismo che, come Regione, ci impegniamo a promuovere e a sostenere\u00bb.<br \/>\n\u00abI dati Istat provvisori per il 2024 -commenta l\u2019Assessora Regionale al Turismo Roberta Frisoni- delineano un\u2019ottima performance delle nostre Citt\u00e0 d\u2019Arte, con una crescita del +6,8% delle presenze e del +2,9% degli arrivi. Un\u2019attrattivit\u00e0, sempre pi\u00f9 internazionale, che \u00e8 il risultato del fascino senza tempo di questi scrigni di bellezza e storia, ma anche dei tanti eventi ed appuntamenti espositivi di grande caratura che propongono. La Mostra del Museo Civico di San Domenico rappresenta, da ben un ventennio, una delle punte di diamante di queste proposte, che ammaliano sempre pi\u00f9 visitatori, italiani e stranieri\u00bb.<br \/>\nA partire dall\u2019et\u00e0 umanistica l\u2019autoritratto si afferma sempre pi\u00f9 come comunicazione del proprio talento e come rivendicazione e affermazione del ruolo sociale dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso espositivo si apre proprio con la sezione Il mito dell&#8217;artista<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Narciso e la nascita del ritratto, animata da opere come il Narciso alla fonte del Tintoretto dalla Galleria Colonna di Roma, il Narciso di Paul Dubois dal Museo D\u2019Orsay o la Reflecting Pool di Bill Viola<\/strong>, che ben rappresentano l\u2019articolata riflessione sviluppata dalla mostra, che ambisce a svelare non tanto il tema dell\u2019autoritratto, quando la progressiva definizione della consapevolezza di s\u00e9 dell\u2019artista nella storia dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si prosegue con Persona. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo specchio, la maschera e il volto<\/strong>, una sorta di preludio alle sale successive, che raccoglie oggetti fortemente simbolici, come due splendidi <strong>Emblemi di maschere teatrali (10-50 d.C.) dal Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma,<\/strong> che in latino venivano chiamate persona, perch\u00e8 servivano a far risuonare, per-sonare, le parole degli attori. Un termine che \u00e8 poi diventato definizione di un ruolo, di un volto, di un individuo.<strong> Accanto a questi manufatti anche alcuni specchi incisi riportano al tema della riflessione, di cui lo specchio, da oggetto privo di intenzionalit\u00e0, diviene spunto di riflessione,<\/strong> simbolo e metafora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Per speculum&#8230; L&#8217;immagine dell&#8217;Invisibile si affronta il tema del volto come espressione dell\u2019anima, quindi veicolo del divino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tema dello specchio, centrale a partire <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal Medioevo<\/strong>, q<strong>uando viene inventato il vetro riflettente (1250) da strumento diventa allegoria, e<\/strong> il volto specchiato, lungo tutto il Rinascimento, genera una lunga serie di allegorie \u2013 specchiata virt\u00f9, vanit\u00e0, bramosia \u2013 spesso a soggetto femminile.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sezione Allegorie dell&#8217;immagine. <strong>La prudenza, virt\u00f9 specchiata, troviamo dunque opere come l\u2019Allegoria della Prudenza di Marcello Venusti o La Sapienza e la Prudenza del Rustichino, la Venere di Tiziano o Venere e Amore di Jacob de Backer.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come l\u2019autoritratto dell\u2019artista possa assumere significati e farsi portavoce di istanze anche molto diverse \u00e8 il tema al centro di Acquistare\u2026 nome. Il ruolo sociale dell\u2019artista. L\u2019artista soggetto narrante.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel XV secolo per la prima volta gli artisti sentono la necessit\u00e0 di autorappresentarsi introducendo i propri ritratti in scene collettive,<\/strong> dove compaiono come commentatori del significato morale dell\u2019opera o testimoni dei fatti rappresentati, scrollandosi di dosso il ruolo di semplice artigiano, come ad esempio nella Presentazione al Tempio di Giovanni Bellini.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">Nel Cinquecento invece, parallelamente allo sviluppo del genere biografico, l\u2019autoritratto diventa un genere a s\u00e9<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">, spesso accompagnato anche da una meditazione sull\u2019esistenza e il significato dell\u2019arte, come in Testa di giovane con acconciatura del Parmigianino dalle Collezioni d\u2019Arte Fondazione Cariparma, o nel Doppio ritratto del Pontormo.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">Nel XVII secolo prende piede la rappresentazione dell\u2019artista nel suo ambiente di lavoro,<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\"> nel momento della creazione artistica, <strong>una moda sostenuta dallo stesso collezionismo a partire dalla met\u00e0 del XVI secolo, anche se l\u2019artista resta in bilico tra intellettuale, ausiliare del potere, cortigiano, attore, buffone.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo il tema affrontato nella sezione Trasfigurazioni dell&#8217;artista. Il ritratto eroicizzato dove, accanto al tema del ritratto intimo e colloquiale <strong>si fa strada il modello dell\u2019intellettuale gentiluomo, del pictor doctus.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui incontriamo il disegno con cui<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un giovane Lorenzo Bernini si ritrae per la prima volta, Erodiade di Simon Vouet, alcune incisioni di Rembrandt e il Ritratto d\u2019uomo di Diego Vel\u00e1zquez dai Musei Capitolini.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel gran teatro del mondo<\/strong>. Maschere sovrapposte indaga invece come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alla fine del Seicento recitare col proprio volto fosse diventata una questione legata non solo al teatro ma anche agli artisti<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella societ\u00e0 delle maschere delle corti di allora i volti diventavano maschere, e teatro e vita l\u2019uno lo specchio dell\u2019altra. In questa parte del percorso sono esposte <strong>l\u2019Allegoria delle tre Arti (Pittura, Musica, Poesia) ovvero Le tre sorelle di Sirani o l\u2019Autoritratto in veste di guerriero di Salvator Rosa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli artisti del XVIII secolo sono i protagonisti della sezione L\u2019autoritratto indeciso<\/strong>, che racconta di un crocevia di diverse linee di sviluppo del pensiero, <strong>tra idealit\u00e0 e storia, ragione e sentimento,<\/strong> tra la ricerca del bello ideale e l\u2019irrompere del sublime: un contesto in cui <strong>l\u2019artista \u00e8 andato alla ricerca di una forma perfetta, per poi scoprire al proprio fianco l\u2019irrompere della realt\u00e0 della storia e il sentimento della natura. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella nostalgia per l\u2019antico non si esprime solo un rimpianto per l\u2019irraggiungibile, ma l\u2019insegnamento per le belle forme e la natura reale<\/strong>, come si pu\u00f2 vedere<strong> nel Ritratto di Vittorio Alfieri e della Contessa Luisa Stolberg d&#8217; Albany di Francois-Xavier Fabre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Autobiografie<\/strong>. Le passioni e l<strong>a storia racconta l\u2019autoritratto con una valenza romantica, l\u2019elaborazione di un mito dell\u2019artista eroe solitario e profeta dell\u2019arte<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La generazione<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra la fine del Settecento e i primi trent\u2019anni dell\u2019Ottocento si mostra in una sequenza di volti da fermo immagine, in un turbinio di eventi storici e emozioni, un\u2019incredibile galleria di autoritratti<\/strong> che raccontano la ricerca dell\u2019io <strong>fino all\u2019arrivo della fotografia<\/strong> che se ne impossesser\u00e0. Paradigmatico in questo contesto l\u2019Autoritratto di Gustave Moreau.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019aumento del <strong>soggettivismo, l\u2019esito simbolista dell\u2019autoritratto segna, complice la fotografia, la contestazione dei riti collettivi e la costruzione di una mitologia personale, tanto da giungere nel cuore del Novecento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Autoritratto di Giovanni Fattori e quello di Juana Romani, la Testa di Medusa di Arnold B\u00f6cklin o l\u2019Autoritratto con turbante giallo di Emile Bernard, sono alcune opere protagoniste della sezione Il linguaggio segreto dei simboli,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mentre Autosmorfia di Giacomo Balla<\/strong>, <strong>Autoritratto con corazza di Armando Spadini o l\u2019 Uomo nero di Michelangelo Pistoletto accompagnano il pubblico nell\u2019ultima parte della mostra con Narciso nello specchio del Novecento.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel XX secolo diventa importante la somma<\/strong> di tutte le immagini con cui l\u2019artista cerca di farsi conoscere e di conoscersi, producendo un attento, continuo,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>quasi ossessivo studio di s\u00e9<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019io diviso, fatto a pezzi, dell\u2019artista \u00e8 lo specchio della societ\u00e0 europea, che sembra, con la Prima Guerra Mondiale, essersi trasformata in un profondo incubo.<br \/>\nIl ritorno dello specchio come figura del doppio e come soglia verso l\u2019indecifrabile ripropone il tema della maschera, che torna a manifestare le sue origini lontane nel ritratto moderno dell\u2019artista.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Novecento scopre nell\u2019orrore della propria storia,<\/strong> che l\u2019uomo \u00e8 l\u2019enigma e il mostro. I corpi non sono solo in lotta per l\u2019arte, ma preludono alla loro distruzione fisica, <strong>all\u2019annullamento dell\u2019umano che trover\u00e0 tragicamente riscontro dagli anni Trenta in Europa.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>De Chirico \u2013 presente con pi\u00f9 Autoritratti \u2013 si interroga,<\/strong> attraverso quella innumerevole produzione di autoimmagini, <strong>sulla natura dell\u2019uomo e del mondo,<\/strong> assumendo l\u2019enigma come cifra interpretativa dell\u2019umano, con un <strong>esito inizialmente nichilista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E anche il <strong>Ritorno all\u2019Ordine dei primi novecentisti \u2013 come nell\u2019imbronciato Autoritratto di Sironi del 1908, con quella bipartizione tra \u00abchiaro\u00bb e \u00abscuro\u00bb in una luce senza calore<\/strong>, con la sua solenne sospensione neo-quattrocentesca della figura e del gesto \u2013 sembra cercare di ritrovare quella dispersa armonia tra l\u2019uomo e la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conclude l\u2019esposizione la sezione Il mistero del volto, che indaga come la rappresentazione del s\u00e9 possa contenere anche un grido di dolore, la sofferenza sul viso dell\u2019artista che diventa martire e simbolo dell\u2019Umanit\u00e0 e dei suoi travagli.<br \/>\nIl Ritratto dell\u2019Artista: Nello specchio di Narciso si pone dunque come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un saggio in immagini offrendo una visione affascinante e articolata di uno dei temi pi\u00f9 universali e significativi nell\u2019arte.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ritratto dell\u2019Artista Nello specchio di Narciso. 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