{"id":143375,"date":"2025-02-14T07:30:54","date_gmt":"2025-02-14T06:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143375"},"modified":"2025-02-13T20:36:54","modified_gmt":"2025-02-13T19:36:54","slug":"finalmente-in-restauro-il-capolavoro-di-antonio-canova-il-cavallo-colossale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=143375","title":{"rendered":"Finalmente in restauro il capolavoro di Antonio Canova &#8211; Il Cavallo colossale"},"content":{"rendered":"<p>ANTONIO CANOVA<\/p>\n<p>CAVALLO COLOSSALE<\/p>\n<p>IL RESTAURO<\/p>\n<figure id=\"attachment_143379\" aria-describedby=\"caption-attachment-143379\" style=\"width: 278px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Canova-Cavallo-colossale-Bassano-restauro-2025-t.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-143379\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Canova-Cavallo-colossale-Bassano-restauro-2025-t-278x300.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Canova-Cavallo-colossale-Bassano-restauro-2025-t-278x300.jpg 278w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Canova-Cavallo-colossale-Bassano-restauro-2025-t.jpg 595w\" sizes=\"(max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-143379\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sar\u00e0 possibile partecipare a delle dirette streaming su <a href=\"http:\/\/www.museibassano.it\">www.museibassano.it,<\/a> dove tutti gli interessati potranno assistere a due fasi salienti e particolarmente significative dei lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni il capolavoro \u201cperduto\u201d dei <strong>Musei Civici di Bassano del Grappa<\/strong> torner\u00e0 a risplendere.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il modello in gesso del Cavallo colossale di Antonio Canova, una delle ultime imprese del genio di Possagno<\/strong> e certamente tra le pi\u00f9 grandiose, oltre che unica al mondo per imponenza ed eccezionalit\u00e0, <strong>riprender\u00e0 posto tra le sale del Museo Civico<\/strong> grazie ad un importante progetto di restauro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Cavallo colossale fu realizzato da Canova tra il 1819 e il 1821<\/strong> come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">modello <strong>per una scultura equestre in bronzo commissionata dal re di Napoli Ferdinando I (IV) di Borbone,<\/strong> e venne completato per la sola parte dell\u2019animale alla sopraggiunta morte dello scultore, nell\u2019ottobre del 1822.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imponente opera si caratterizza per la <strong>dimensione colossale e la coloritura superficiale a finto bronzo,<\/strong> stesa per volere dello stesso Canova. Dopo la morte dello scultore, il Cavallo colossale in gesso, rimasto nello studio romano di via delle Colonnette assieme al modello per il monumento equestre a Carlo III di Borbone, fu donato da Giambattista Sartori Canova al museo di Bassano del Grappa, insieme a molte altre opere del fratello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Cavallo prese presto posto nel salone canoviano, in dialogo con il Cavallo con il condottiero, modello per il monumento a Carlo III, collocato nel salone nord (l\u2019attuale salone dedicato a Jacopo Bassano)<\/strong>. Quest\u2019ultimo and\u00f2<strong> quasi completamente perduto in seguito al bombardamento che colp\u00ec il museo il 24 aprile 1945.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Cavallo colossale , invece, rimase illeso<\/strong> e rest\u00f2 nel salone sud fino alla fine degli anni Sessanta quando, in vista di alcuni lavori strutturali alla sala, l\u2019allora <strong>direttore Bruno Passamani decise di trasferire l\u2019opera nei depositi, facendola sezionare in varie parti, con l\u2019idea di ricollocarla in seguito<\/strong> in una posizione pi\u00f9 adeguata. Questo proposito \u00e8 rimasto disatteso e i numerosi frammenti vennero spostati pi\u00f9 volte nel corso degli anni in diversi depositi, danneggiandosi ulteriormente. Solo la testa \u00e8 stata preservata e mantenuta nel percorso espositivo del museo, a memoria dell\u2019eccezionale valore storico-artistico dell\u2019opera.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di restauro del Cavallo colossale di Antonio Canova vuole finalmente restituire alla pubblica fruizione quello che a lungo \u00e8 stato un simbolo delle collezioni bassanesi e del loro ricco patrimonio canoviano, un\u2019opera straordinaria che presto potr\u00e0 tornare a risplendere nella sua grandiosa interezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019operazione \u00e8 promossa e organizzata dal Comune e i Musei Civici di Bassano del Grappa, in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero della Cultura per il Veneto e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza, con il Main partner Intesa Sanpaolo nell\u2019ambito del progetto \u201cRestituzioni\u201d, e il Main sponsor Venice in Peril Fund.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo felici di dare ufficialmente avvio alla fase di realizzazione di questo importante progetto di recupero di uno dei tesori artistici pi\u00f9 rilevanti della nostra citt\u00e0, una citt\u00e0 la cui storia \u00e8 profondamente legata al genio di Canova in quanto custode, assieme a Possagno, del pi\u00f9 importante patrimonio canoviano al mondo\u201d afferma il Sindaco di Bassano del Grappa Nicola Ignazio Finco. \u201cUn progetto ambizioso reso possibile grazie all\u2019attenzione del Ministero della Cultura, che ringrazio, e alla stretta collaborazione tra pubblico e privato, sempre pi\u00f9 strategica per poter sostenere e valorizzare il mondo della cultura. Grazie dunque a Intesa Sanpaolo e a Venice in Peril Fund, che hanno creduto in questa operazione contribuendo alla ricomposizione di un\u2019opera di indubbio valore, da troppo tempo trascurata, che potr\u00e0 tornare ad essere ammirata ed apprezzata dai visitatori del nostro museo e dai tanti appassionati del genio di Antonio Canova nel mondo\u201d..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCon questo intervento Bassano del Grappa conferma l\u2019impegno e la determinazione dell\u2019Amministrazione comunale a preservare e valorizzare l\u2019inestimabile patrimonio artistico che, quasi due secoli fa, Giovan Battista Sartori Canova ha deciso di consegnare alla nostra citt\u00e0\u201d, afferma Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura. \u201cUn patrimonio che, assieme a quello Dalpontiano, fa di Bassano del Grappa un centro culturale di rilevanza nazionale e internazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Progetto di fattibilit\u00e0 tecnica ed economica, redatto dallo Studio PRO. REST e approvato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza, ha delineato un intervento del valore complessivo di \u20ac 340.500,00, di cui \u20ac 197.444,52 per progettazione esecutiva e lavori ed \u20ac 143.055,48 per somme a disposizione dell\u2019Amministrazione Comunale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Soprintendenza di Verona \u00e8 stata coinvolta in questo importante progetto fin dall\u2019inizio, per studiarne le criticit\u00e0 e opportunit\u00e0 di intervento, in un dialogo sempre costante con l\u2019istituzione museale bassanese\u201d, afferma il Soprintendente arch. Andrea Rosignoli. \u201cPer questo meritevole intervento di recupero di un\u2019opera canoviana unica al mondo, saremo impegnati non solo nell\u2019esercizio dell\u2019alta sorveglianza ai lavori ma, grazie alla collaborazione del Segretariato regionale per il Veneto, il Ministero della Cultura garantir\u00e0 il proprio sostegno all\u2019impresa con un contributo in conto capitale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di restauro del colosso di gesso \u00e8 supportato dal Main partner Intesa Sanpaolo nell\u2019ambito del progetto \u201cRestituzioni\u201d, un programma biennale di restauri di opere d\u2019arte appartenenti al patrimonio artistico del Paese, curato e promosso dal 1989 da Intesa Sanpaolo in collaborazione con gli enti ministeriali competenti in materia di tutela di beni culturali. Giunto alla ventesima edizione, il programma si avvale della curatela scientifica di Carlo Bertelli (dal 2000 e oggi curatore emerito), Giorgio Bonsanti (dal 2013) e Carla Di Francesco (dal 2019). In 36 anni di attivit\u00e0, sono oltre 2200 le opere riportate in pristinam dignitatem: una sorta di ideale museo, con testimonianze che spaziano dalle epoche pi\u00f9 antiche fino alle soglie dell\u2019et\u00e0 contemporanea, dall\u2019archeologia all\u2019oreficeria, alle arti plastiche e pittoriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cProteggere il patrimonio artistico italiano \u00e8 per Intesa Sanpaolo un impegno irrinunciabile che ha portato alla nascita, trentasei anni fa, del pi\u00f9 importante programma di restauri a livello mondiale, realizzato in stretto dialogo con il Ministero della Cultura\u201d, dichiara Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo. \u201cRestituzioni non poteva mancare oggi all\u2019appuntamento con lo spettacolare Cavallo colossale di Antonio Canova, per dare nuova vita, grazie al lavoro dei restauratori, all\u2019imponente scultura del grande artista, che sar\u00e0 accolta anche nelle nostre Gallerie d\u2019Italia di Milano per la prossima mostra autunnale. Crediamo doveroso contribuire, al fianco della Soprintendenza competente e dei Musei Civici di Bassano, insieme a Venice in Peril Fund, alla restituzione di un prezioso capolavoro d\u2019arte del patrimonio veneto e dell\u2019identit\u00e0 del Paese.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tramite una gara a procedura aperta, la progettazione esecutiva e l\u2019esecuzione dei lavori sono stati ora affidati alla ditta Passarella Restauri Srl di Padova, in associazione temporanea d\u2019impresa con lo studio R.S. Ingegneria di Padova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondata a Padova nel 1978 da Giordano Passarella, la ditta Passarella Restauri Srl opera da circa cinquant\u2019anni nel settore della conservazione e restauro d\u2019opere d\u2019arte e vanta una particolare esperienza sul patrimonio canoviano. Tra le campagne di recupero pi\u00f9 significative si ricordano quella sul George Washington del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno in occasione della mostra Canova\u2019s George Wasghington alla Frick Collection di New York; il restauro dei gessi canoviani conservati nel salone di Palazzo Papafava a Padova; i bozzetti canoviani in terracotta esposti alla mostra Sketching in Clay alla National Gallerie of Art di Washington e all\u2019Art Institute di Chicago, e infine, nel 2021, la ricomposizione del gesso di Ebe di Antonio Canova conservato proprio al Museo Civico di Bassano del Grappa. Oltre agli inestimabili manufatti del patrimonio canoviano, l\u2019azienda si \u00e8 occupata del recupero di altre qualit\u00e0 di materiali come il restauro degli arazzi dai cartoni di Raffaello conservati al Museo di Palazzo Ducale di Mantova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio R.S. Ingegneria di Padova, condotto da Stefano Secchi, Anita Roman e Alberto Fregonese, ha firmato importanti interventi di restauro strutturale conservativo nel campo dei beni architettonici e artistici di rilevante interesse artistico quali il Ponte di Rialto, la Scuola Grande della Misericordia e l\u2019Ex Cinema Italia di Venezia, per citarne alcuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019operazione ha preso avvio con la fase di studio preliminare dello stato conservativo dell\u2019opera e dei suoi frammenti, suddivisa in una accurata ricognizione degli elementi storici e in un\u2019analisi della struttura di sostegno originaria. Lo studio permetter\u00e0 di approfondire la vicenda storica del manufatto e, soprattutto, di formulare la migliore metodologia di ricomposizione e di restauro dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente saranno realizzati tutti gli interventi necessari ai fini del consolidamento dei frammenti in gesso. I vari elementi, divisi in macrogruppi, verranno poi scansionati in 3D e riassemblati virtualmente: sulla base dei dati rilevati dalle scansioni, si potr\u00e0 progettare, in collaborazione con lo studio R.S. Ingegneria, una nuova struttura di sostegno necessaria a sorreggere l\u2019opera, a sostituzione di quella compromessa radicalmente dallo smontaggio degli anni Sessanta. La nuova struttura di sostegno si avvarr\u00e0 di tecniche e tecnologie all\u2019avanguardia, nel pieno rispetto dei materiali originali e, insieme a quattro aste metalliche di supporto, posizionate analogamente a quelle originarie, collaborer\u00e0 alla statica del grande gesso. La progettazione delle strutture \u00e8 stata pensata in previsione di future manutenzioni, e soprattutto ad eventuali prestiti e movimentazioni dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A complemento del restauro si eseguir\u00e0 la pulitura delle superfici dipinte e in gesso, il consolidamento delle stesse, il risarcimento delle lacune e il ritocco pittorico, sempre nel rispetto dei materiali costitutivi, utilizzando prodotti compatibili con il manufatto originale. Infine, il progetto include la costruzione di un basamento tecnologicamente avanzato che permetter\u00e0 non solo di sostenere il grande gesso ma anche di isolarlo e proteggerlo dalle sollecitazioni dell\u2019ambiente circostante, anche in caso di elevate sollecitazioni sismiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa complessit\u00e0 progettuale ed esecutiva dell\u2019intervento \u00e8 ricca di stimoli e per noi di particolare interesse\u201d afferma il restauratore Giordano Passarella di Passarella Restauri Srl. \u201cLa fragilit\u00e0 dell\u2019opera, unitamente al suo valore artistico, storico e documentale, \u00e8 per noi motivo di impegno e una sfida professionale unica nel suo genere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Main sponsor del progetto, Venice in Peril Fund \u00e8 un ente benefico britannico che dal 1966 raccoglie fondi per la valorizzazione e il restauro di antichit\u00e0, monumenti, edifici, archivi e opere d\u2019arte nella citt\u00e0 di Venezia e nei suoi dintorni. Fondata da Sir Ashley Clarke, allora Ambasciatore britannico in Italia, l\u2019organizzazione ha unito storici dell\u2019arte, curatori museali e restauratori di Gran Bretagna e Italia, con l\u2019obiettivo di rispondere alle gravi difficolt\u00e0 causate dalle inondazioni di quell\u2019anno. Da allora, Venice in Peril Fund ha finanziato numerosi progetti di restauro, messa in sicurezza e manutenzione, promuovendo anche iniziative di ricerca e formazione, per proteggere il patrimonio culturale di Venezia e della regione, garantendo il suo futuro per le generazioni a venire. L\u2019organizzazione continua ad affrontare le sfide contemporanee, lavorando in modo collaborativo con enti locali e internazionali per la salvaguardia del patrimonio culturale Veneziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesto progetto rappresenta un passo importante per Venice in Peril Fund, che si appresta a realizzare il suo primo intervento nella terraferma\u201d dichiara Anthony Roberts, Vice Presidente Venice in Peril Fund. \u201cCanova ha un significato particolare per il nostro ente, che ha avuto l\u2019onore di restaurare il monumento a lui dedicato nella Basilica dei Frari a Venezia. Questa iniziativa offre anche l\u2019opportunit\u00e0 di attrarre fondi internazionali, contribuendo alla tutela di un patrimonio che \u00e8 parte della nostra storia condivisa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venice in Peril Fund contribuisce inoltre alla documentazione dei lavori, supportando il Comune e i Musei Civici di Bassano del Grappa nella realizzazione di un video reportage che raccoglier\u00e0 le testimonianze dei soggetti coinvolti nell\u2019intervento e che seguir\u00e0 le diverse fasi del restauro. I contenuti prodotti saranno veicolati nei canali di comunicazione digitale del Comune e dei Musei Civici di Bassano del Grappa, oltre che dei partner del progetto, per raccontare e aggiornare il pubblico sul ripristino di questo unico e impareggiabile capolavoro \u201cperduto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl progetto di restauro e ricomposizione del cavallo colossale di Canova non solo permetter\u00e0 di recuperare alla fruizione una delle opere d\u2019arte pi\u00f9 preziose delle collezioni bassanesi ma, per complessit\u00e0 delle operazioni e il carattere innovativo delle metodologie applicate ad una struttura in gesso di queste dimensioni, rappresenta uno degli interventi di recupero del patrimonio artistico italiano pi\u00f9 spettacolari e rilevanti degli ultimi anni\u201d conclude Barbara Guidi, Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTONIO CANOVA CAVALLO COLOSSALE IL RESTAURO Sar\u00e0 possibile partecipare a delle dirette streaming su www.museibassano.it, dove tutti gli interessati potranno assistere a due fasi salienti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":143380,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,16,9411],"tags":[31376],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/143375"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=143375"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/143375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":143381,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/143375\/revisions\/143381"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/143380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=143375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=143375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=143375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}