{"id":144807,"date":"2025-03-25T18:30:37","date_gmt":"2025-03-25T17:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=144807"},"modified":"2025-03-25T18:30:37","modified_gmt":"2025-03-25T17:30:37","slug":"mostre-a-milano-ingresso-libero-esodo-pratelli-dal-futurismo-al-novecento-e-oltre-inaugura-16-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=144807","title":{"rendered":"Mostre a Milano ingresso libero &#8211; Esodo Pratelli &#8211; Dal futurismo al &#8220;Novecento&#8221; e oltre &#8211; inaugura 16 aprile"},"content":{"rendered":"<p>CMC CENTRO CULTURALE DI MILANO<br \/>\nLargo Corsia dei Servi, 4<\/p>\n<p>Esodo Pratelli. Dal futurismo al &#8220;Novecento&#8221; e oltre<br \/>\na cura di Elena Pontiggia<\/p>\n<p>17 aprile \u2013 13 maggio 2025<br \/>\n<strong>inaugurazione mercoled\u00ec 16 aprile, ore 18<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_144811\" aria-describedby=\"caption-attachment-144811\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo-Pratelli-hn.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-144811\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo-Pratelli-hn-265x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo-Pratelli-hn-265x300.jpg 265w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo-Pratelli-hn-906x1024.jpg 906w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo-Pratelli-hn-768x868.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo-Pratelli-hn.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-144811\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle-Esodo Pratelli Estate, 1930 olio su tela\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande restrospettiva dedicata all\u2019artista e intitolata Esodo Pratelli. Dal futurismo al \u201cNovecento\u201d e oltre,<strong> curata da Elena Pontiggia,<\/strong> \u00e8 esposta dal 17 aprile al 13 maggio presso il <strong>CMC Centro Culturale<\/strong> di Milano, con un corpus di circa cinquanta opere, che tracciano l\u2019intenso percorso di una figura di spicco della pittura italiana della prima met\u00e0 del \u2018900.<\/p>\n<figure id=\"attachment_144812\" aria-describedby=\"caption-attachment-144812\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo_Pratelli_Bozzetto_per_LAviatore_Dro_atto_II_1913_acquarello_e_tempera_su_cartone_cm445x38.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-144812\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo_Pratelli_Bozzetto_per_LAviatore_Dro_atto_II_1913_acquarello_e_tempera_su_cartone_cm445x38.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"256\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-144812\" class=\"wp-caption-text\">Esodo Pratelli<br \/>Bozzetto per L\u2019Aviatore Dro, atto II, 1913<br \/>acquerello e tempera su cartone<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra ripercorre con andamento cronologico le fasi artistiche che hanno caratterizzato il lavoro di Esodo Pratelli<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>da un\u2019iniziale espressione legata al realismo e pi\u00f9 marcatamente al simbolismo<\/strong>, con la realizzazione di <strong>opere pittoriche e di maioliche policrome,<\/strong> per poi evolvere<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nel primo decennio del \u2018900 all\u2019adesione al movimento futurista<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e approdare negli anni Venti al Novecento Italiano.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nella sua ricerca ha rivolto l\u2019attenzione a numerose tecniche dalla <strong>pittura a olio all\u2019acquerello, dall\u2019uso della tempera al carboncino,<\/strong> fino ad arrivare alla<strong> lavorazione della ceramica e alla realizzazione di arazzi,<\/strong> il cui impiego ha evidenziato una spiccata poliedricit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_144813\" aria-describedby=\"caption-attachment-144813\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo_Pratelli_Ciminiere_1924_carboncino_su_carta_cm29x19.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-144813\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo_Pratelli_Ciminiere_1924_carboncino_su_carta_cm29x19-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo_Pratelli_Ciminiere_1924_carboncino_su_carta_cm29x19-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Esodo_Pratelli_Ciminiere_1924_carboncino_su_carta_cm29x19.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-144813\" class=\"wp-caption-text\">Esodo Pratelli<br \/>Ciminiere, 1924<br \/>carboncino su carta<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vita molto intensa, intrisa di una fervida cultura legata al contesto familiare, coltivata grazie a viaggi, permanenze a Parigi, a Roma, oltre a incontri e contatti con importanti esponenti dell\u2019epoca fra cui Boccioni, Carr\u00e0, Severini, Marinetti, Gris, Delaunay, Sironi.<br \/>\n<strong>Pratelli partecipa attivamente alle iniziative del suo tempo,<\/strong> si ricordano infatti la collaborazione alla nascita della <strong>Corporazione delle Arti Plastiche (1923), la docenza e la direzione a Milano della Scuola d\u2019Arte Applicata del Castello Sforzesco (1924 ca. \u2013 1934), la proposta firmata con Sironi, Sarfatti, Funi, Carr\u00e0 per l\u2019istituzione di un Consiglio superiore per l\u2019arte moderna (1925), la nomina a segretario del Sindacato Fascista Belle Arti di Milano (1927)<\/strong> e l\u2019anno successivo della Lombardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decenni molto densi in cui l\u2019artista si \u00e8 dedicato anche alla creazione di <strong>bozzetti per scenografie e costumi di opere liriche,<\/strong> durante i quali non sono mancati momenti di allontanamento dalla pittura, tra il 1935 e il 1950, anni che lo vedono<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>protagonista a Roma, con un\u2019intensa attivit\u00e0 in ambito cinematografico, come sceneggiatore e regista.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto che contraddistingue la pittura di Pratelli si ritrova nella costante presenza della natura, seppur con declinazioni diverse a seconda della fase artistica nella quale \u00e8 immerso. Anche nelle tele dove il paesaggio non \u00e8 il soggetto protagonista, l\u2019elemento naturale emerge in maniera preponderante, cattura l\u2019attenzione e appare carico di significati. Talvolta si tratta di agenti atmosferici, che l\u2019uomo non pu\u00f2 controllare e che appaiono ancor pi\u00f9 catalizzanti all\u2019interno delle opere.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">L<strong>\u2019attenzione al segno e alla linearit\u00e0, accanto alla raffinatezza e all\u2019eleganza del tratto, i toni morbidi e leggeri sono ulteriori caratteri distintivi del lavoro dell\u2019artista<\/strong>, conservati nel corso di tutta la sua carriera.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Importanti i maestri <strong>cui si \u00e8 ispirato e ha fatto riferimento nel tempo, da Klimt a Beardsley durante al giovinezza, da Carr\u00e0 a Sironi in et\u00e0 pi\u00f9 matura.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019approfondito testo in catalogo afferma la curatrice Elena Pontiggia in relazione alla sua pittura: \u201cMerita di essere conosciuta per l\u2019intensit\u00e0 di tanti suoi esiti, ma anche per l\u2019esprit de finesse che la percorre. I suoi colori delicati, le sue raffinate composizioni di figure, i suoi temi confidenziali, i suoi paesaggi urbani e i suoi paesaggi senza aggettivi, tutta la sua traiettoria stilistica, insomma, dal simbolismo al futurismo al \u201cNovecento\u201d, cui vanno aggiunti i suoi ultimi decenni tutt\u2019altro che senili, hanno troppo valore per essere relegati nella Scatola delle cose dimenticate, come l\u2019artista intitola un quadro del 1967, che \u00e8 anche una trasparente metafora della sua vicenda espressiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel percorso espositivo fra i lavori degli esordi \u00e8 presente la maiolica policroma Estate nella notte (1911), citata e descritta nel carteggio con il cugino Balilla Pratella; con lui coltiva un profondo rapporto epistolare nel corso di tutta la sua vita. All\u2019interno della lettera, l\u2019artista oltre a dichiararsi ceramista descrive gli intenti di quel momento facendo emergere il suo interesse per il simbolo e gli elementi naturali.<br \/>\nDel periodo futurista, dettato dall\u2019interesse per il movimento, delle linee che tendono alla verticalit\u00e0 e a colori pi\u00f9 vivaci, si ammirano le tele Frammento della primavera (1913), caratterizzato dal roteare di segmenti in gran parte circolari e i bozzetti per le scene e i costumi dell\u2019opera lirica del cugino Balilla dal titolo L\u2019aviatore Dro (1913). Si tratta della sua prima progettazione scenografica ufficialmente futurista, eseguita per la prima volta nel 1920, nella quale, sia che si tratti di scene sia di figurini, si avverte la predilezione per la sintesi, per una linearit\u00e0 ondulata del tratto e di una tensione verso l\u2019infinito.<br \/>\nIn linea con il suo avvicinamento al Novecento italiano l\u2019artista volge a delle rappresentazioni in cui emerge la ricerca di una moderna classicit\u00e0, dove la plasticit\u00e0, i volumi, la nitidezza delle forme e la supremazia del disegno sul colore assumono un ruolo centrale. Lo si osserva in Maternit\u00e0 (1922) e nel ritratto della figlia Lilia (1925); qui i soggetti dominano la scena con una solida volumetria, una forma precisa e nitida. In questi anni frequenta Mario Sironi, al quale dedica Ritratto di Sironi (1928); con lui condivide l\u2019interesse per la pittura solida, monumentale e viene influenzato nella scelta di soggetti quali cantieri, fabbriche, periferie, ne \u00e8 esempio Ciminiere (1924).<br \/>\nSono inoltre in mostra lavori che attestano il successivo allontanamento dal movimento del Novecento italiano verso un maggior interesse per i paesaggi, per una dimensione quotidiana, casalinga, orientata a una visione pi\u00f9 serena e cromaticamente pi\u00f9 luminosa, in cui predomina la grandezza della natura. Estate (1930) e La favola del bosco (1931), con ambientazioni quasi fiabesche e legate alla vita di tutti i giorni, con scene intime e tenere, ben rappresentano questa inversione di rotta e l\u2019avvicinamento al realismo magico.<br \/>\nAnche nelle opere degli anni Cinquanta, fra le altre Gatto sulla stufa (1957), successive all\u2019isolamento dal mondo pittorico, i temi sono familiari, fino ad arrivare agli anni Sessanta dove la figurazione \u00e8 legata a particolari, sempre del quotidiano, ma ancor pi\u00f9 intimi e quasi nascosti; come nell\u2019emblematica La scatola delle cose dimenticate (1967).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra un\u2019importante e dettagliata monografia di Elena Pontiggia, edita da Silvana Editoriale, ad oggi la pi\u00f9 completa sull\u2019artista, che traccia un esaustivo ritratto di Esodo Pratelli e del suo lavoro. Accanto alle numerose tavole a colori, oltre un centinaio, sono pubblicati carteggi inediti dell\u2019artista con personalit\u00e0 a lui vicine nel suo percorso di vita e in quello artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cenni biografici. Esodo Pratelli (1892 \u2013 1983) nasce a Lugo -Ravenna<\/strong>&#8211; dove frequenta il ginnasio e la Scuola di Disegno e Plastica, vince il concorso e la borsa di studio, quindi si trasferisce a Roma. <strong>Formatosi all\u2019Accademia di Via Ripetta a Roma<\/strong>, dopo un&#8217;iniziale <strong>adesione al simbolismo, si avvicina nel 1913 &#8211; 1914 al futurismo, entrando in contatto con i maggiori esponenti del movimento durante il suo soggiorno a Parigi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dedica alla realizzazione di tele, ceramiche e contemporaneamente scenografie e costumi per L\u2019Aviatore Dro, opera del cugino Balilla Pratella, in stile pienamente futurista. Nel 1915 \u00e8 richiamato alle armi da cui sar\u00e0 congedato solo nel 1919, quando a guerra conclusa si stabilisce a Milano. Negli anni Venti \u00e8 nominato segretario del Sindacato Fascista Belle Arti di Milano e successivamente della Lombardia. Si sposa con Elsa Martina e dal loro matrimonio nel 1922, nasce la figlia Lilia e successivamente, nel 1928, il figlio Giuliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aderisce al Novecento Italiano ed \u00e8 annoverato da Margherita Sarfatti nel \u201cvivaio di giovani forze\u201d del movimento; partecipa nel 1926 alla I Mostra del Novecento Italiano alla Permanente di Milano<\/strong> e a tutte le esposizioni successive in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni significativi sono il<strong> 1927 e il 1928 grazie alla presenza alla Biennale di Brera, con le opere Giulia e Laura e Paese toscano, e per la prima volta alla XVI Biennale di Venezia, dove torner\u00e0 ad esporre nel \u201830, \u201832 e \u201834. Nel 1931 \u00e8 tra gli artisti della I Quadriennale e nello stesso anno alla Exhibition of Contemporary Italian Painting, organizzata dalla Quadriennale di Roma al Museo di Baltimora.<\/strong> Il 28 ottobre 1932 nel decennale della marcia su Roma si apre a Palazzo delle Esposizioni la Mostra della Rivoluzione Fascista, per cui Pratelli si occupa della parte artistica di tre sale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1935 lascia Milano per tornare a Roma, dove si dedica alla scenografia e regia cinematografica, abbandonando sia l\u2019insegnamento che l\u2019attivit\u00e0 espositiva. Nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta riprende l\u2019attivit\u00e0 pittorica, che continua fino agli ultimi anni della sua vita trascorsi a Roma.<br \/>\nAttualmente importanti opere dell\u2019artista sono custodite in musei nazionali e internazionali, gallerie e collezioni pubbliche e private.<br \/>\nSi ringrazia la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli per il significativo prestito.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Centro Culturale di Milano. Nato nel 1981<\/strong> \u00e8 un originale spazio di dialogo su molti campi della cultura e dell\u2019arte, in collaborazione con istituzioni, enti privati e pubblici a livello regionale e nazionale, diretto da Camillo Fornasieri.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La sede, situata nel centro di Milano tra Duomo e Piazza San Babila<\/strong>, nel palazzo disegnato dallo Studio Caccia Dominioni,<strong> \u00e8 un luogo per meeting, convegni, presentazioni di libri, esposizioni di mostre ed eventi con artisti, scrittori, intellettuali, dall\u2019Italia e dal mondo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le mostre si ricordano quelle dedicate a Mario Funi, Carlo Carr\u00e0, Trento Longaretti, Maurizio Bottoni, Eugene Smith, Dorothea Lange, Lewis Hine, Edward Burtynsky, Ferdinando Scianna.<br \/>\nAll\u2019interno del CMC sono visitabili, coperti dalla struttura in vetro, i ruderi delle Terme Erculee romane del II secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coordinate mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo Esodo Pratelli. Dal futurismo al \u201cNovecento\u201d e oltre<br \/>\nA cura di Elena Pontiggia<br \/>\nSede Sala Espositiva Centro Culturale di Milano &#8211; Largo Corsia dei Servi, 4 &#8211; Milano<br \/>\nDate dal 17 aprile al 13 maggio 2025<br \/>\n<strong>Inaugurazione mercoled\u00ec 16 aprile, ore 18<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari da lun a ven 10 \u2013 13 \/ 14:30 \u2013 18; sab e dom 15 \u2013 19<br \/>\n<strong>Chiuso domenica 20 aprile S. Pasqua<\/strong><br \/>\nApertura speciale luned\u00ec 21 aprile Pasquetta 14:30 \u2013 18<br \/>\n<strong>Ingresso libero<\/strong><br \/>\nInfo al pubblico www.centroculturaledimilano.it \u2013 tel. 02 86455162<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coordinate monografia<br \/>\nTitolo Esodo Pratelli. Dal futurismo al \u201cNovecento\u201d e oltre<br \/>\nA cura di Elena Pontiggia<br \/>\nEdizione Silvana Editoriale<br \/>\nLingua italiano<br \/>\nPagine 128<br \/>\nIllustrazioni 100<br \/>\nFormato cm 23&#215;28 cm<br \/>\nRilegatura brossura<br \/>\nCopertina flessibile<br \/>\nISBN 978-88-366-5898-5<br \/>\nPrezzo \u20ac 26<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CMC CENTRO CULTURALE DI MILANO Largo Corsia dei Servi, 4 Esodo Pratelli. 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