{"id":145147,"date":"2025-04-01T19:15:17","date_gmt":"2025-04-01T17:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145147"},"modified":"2025-04-01T19:17:59","modified_gmt":"2025-04-01T17:17:59","slug":"nuova-guida-agli-extravergini-di-slow-food-italia-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145147","title":{"rendered":"Nuova Guida agli Extravergini di Slow Food Italia 2025"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Guida agli Extravergini di Slow Food Italia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>compie 25 anni e debutta il 12 aprile ad Ascoli Piceno<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tante novit\u00e0 e una decisione politica: fuori dalla Guida le aziende che attuano il superintensivo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un lavoro di squadra per far conoscere oli, storie e territori:<\/strong> 125 collaboratori in tutta l\u2019Italia hanno recensito 823 aziende segnalando 1321 oli extravergini di qualit\u00e0. Numeri in crescita nonostante l\u2019annata difficile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Guida agli Extravergini 2025, a cura di Slow Food Italia, \u00e8 pronta: la si pu\u00f2 acquistare su www.slowfoodeditore.it<strong> a partire dall\u20198 aprile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scopri qui la gallery della Guida agli Extravergini 2025 <a href=\"https:\/\/media.slowfood.it\/Guida-agli-Extravergini-2025\">https:\/\/media.slowfood.it\/Guida-agli-Extravergini-2025<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019ennesimo anno la parola pi\u00f9 usata nel mondo dell\u2019olivicoltura \u00e8 stata<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>siccit\u00e0. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che in alcune regioni \u00e8 stata accompagnata da una pioggia autunnale persistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al naturale andamento del raccolto e ad<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alcuni parassiti e insetti, anche quest\u2019anno la crisi climatica sempre pi\u00f9 evidente<\/strong> ha indirizzato il raccolto: in Italia, secondo le stime Ismea e Uniprol, \u00e8 stato<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>inferiore del 32% rispetto all\u2019anno precedente,<\/strong> attestandosi intorno alle 220mila tonnellate: \u00abNonostante le sfide imposte dai cambiamenti climatici &#8211; spiega Francesca Baldereschi, curatrice della Guida agli Extravergini -, la produzione olivicola ha registrato un miglioramento qualitativo diffuso, sebbene le diverse condizioni climatiche abbiano avuto impatti differenti sui vari territori.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Guida agli Extravergini 2025 testimonia questa rinascita,<strong> con circa 830 aziende recensite,<\/strong> un numero in costante aumento che riflette la vitalit\u00e0 e la forza della nostra olivicoltura. Questa crescita non solo evidenzia l&#8217;espansione del settore, ma anche la crescente consapevolezza da parte dei produttori, che puntano sulla qualit\u00e0 e sull\u2019innovazione sostenibile. In molti frantoi, l&#8217;attenzione ai dettagli, anche nelle piccole produzioni, e l&#8217;adozione di soluzioni tecniche avanzate, permettono anche alle aziende pi\u00f9 giovani di crescere e farsi spazio in un mercato sempre pi\u00f9 esigente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una dimostrazione di come sia essenziale affrontare queste sfide preservando la qualit\u00e0, promuovendo la biodiversit\u00e0 autoctona e adottando pratiche sostenibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019olivicoltura superintensiva, in molte nazioni indicata come la salvezza del settore,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00e8 un miraggio: sembra, nel breve periodo, essere pi\u00f9 produttiva, ma porta con s\u00e9 molte criticit\u00e0<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco si adatta alla morfologia dell\u2019Italia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">(<strong>necessita di grandi distese pianeggianti),<\/strong> ha bisogno di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>investimenti iniziali molto alti<\/strong> (oltre a pi\u00f9 ore lavorative anche se meccanizzate), <strong>comporta la coltivazione di pochissime variet\u00e0 di olivo<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un ciclo vitale della pianta molto breve (non supera i 20 anni perch\u00e8 diventa antieconomica),<\/strong> con conseguente<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>perdita di un patrimonio di cultivar autoctone (biodiversit\u00e0) e di olivi secolari,<\/strong> simbolo della nostra olivicoltura e di un paesaggio unico. Inoltre, questo tipo di coltivazione non si adatta alla crisi idrica, in quanto<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ha bisogno di molta irrigazione.<\/strong> Per queste ragioni la Guida ha posto un limite importante: non ha preso in considerazione le aziende che fanno superintensivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe nostre guide \u2013 osserva Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia \u2013 non si limitano a valutare la bont\u00e0 di un prodotto, ma a valorizzare il lavoro che ci sta dietro, le storie delle persone, il rispetto per l\u2019ambiente e il sociale. Siamo partiti da Slow Wine, che in questi anni \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 selettiva, e continuiamo quest\u2019anno con l\u2019olio. Con le nostre pubblicazioni vogliamo dare messaggi chiari e utili: a valle, certo, segnalano prodotti e materie prime di qualit\u00e0, ma a monte creano sistemi locali del cibo, con ricadute poitive sul piano economico, sociale, ambientale e paesaggistico. Il sistema di oliveto superintensivo sta proponendo un approccio altamente tecnologico e produttivistico alla coltivazione degli olivi che non tiene in considerazione questa cornice sistemica. \u00c8 necessario sensibilizzare i produttori sui rischi di questo sistema con motivazioni concrete, come ad esempio la scelta di non inserire in Guida gli oli da impianti superintensivi a partire da quest&#8217;anno. Un passaggio politico importante che Slow Food ha voluto intraprendere sperando porti a una riflessione costruttiva su questo fenomeno\u00bb.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le aziende che hanno scelto il superintensivo in Italia, per fortuna, sono per ora limitate<\/strong>, e prevale ancora chi si impegna<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">per <strong>valorizzare e conservare il patrimonio olivicolo dell\u2019Italia. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Guida sostiene e d\u00e0 voce a questi produttori,<\/strong> che fanno colture a ombrello e si prendono cura del suolo, adottano inerbimenti mirati per contenere l\u2019uso dell\u2019acqua, salvaguardano la terra e continuano a plasmare il paesaggio. In questo ambito si inserisce il grande lavoro di chi porta avanti il Presidio degli olivi secolari, che la Guida, e in generale il lavoro di Slow Food, cerca di valorizzare per evitare la piaga dell\u2019abbandono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il Centro Studi del Consorzio Nazionale di Olivicoltori, infatti,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>su 1,1 milioni di ettari destinati all\u2019olivicoltura in Italia, ben 500 mila risultano abbandonati.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un\u2019eccezione: <strong>il Nord,<\/strong> dove si registra, sotto la spinta della crisi climatica, una crescita di impiantamenti, non solo nelle zone anticamente vocate come il <strong>lago di Garda:<\/strong> \u00abOvviamente \u2013 sottolinea Marco Antonucci, esperto della Guida Extravergini &#8211;<strong> la produzione rimane marginale, per non dire irrilevante<\/strong>: i dati medi degli ultimi anni (2021-2024) ci dicono che la Lombardia produce lo 0,4%, il Veneto lo 0,8%, il Piemonte 0,01% dell\u2019olio italiano. <strong>Nella vicina Svizzera la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 marginale:<\/strong> nei due frantoi ticinesi vengono lavorati circa 150\/200 quintali di olive con una produzione che non supera il 2.000 litri. I numeri per\u00f2 non vanno presi acriticamente: solo 10 anni fa il Piemonte non veniva nemmeno considerato nella classifica nazionale, in quanto produceva lo 0,003% sul totale nazionale, e oggi ha 10 aziende segnalate nella Guida. Se scorriamo i dati dell\u2019Istituto Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare, abbiamo la conferma che tutto il nord Italia ha mostrato un aumento del numero di aziende olearie. In particolare il Piemonte nel decennio 2010\/2020 ha triplicato il numero di aziende, passando da 640 a oltre 1900 e incrementando la superficie dedicata del 16%. La Lombardia non \u00e8 da meno: pi\u00f9 che raddoppiato il numero di aziende, passato da 1.930 a 5.400. Il Friuli-Venezia Giulia nei 10 anni \u00e8 passato da 510 a 830, la Valle d\u2019Aosta da 47 a 71 e il Trentino-Alto Adige da 845 a 1.056\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa della presentazione della Guida Extravergini 2025,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">sabato 12 aprile alle ore 9,30 al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno, ecco i numeri della 25esima edizione:<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">823 aziende recensite contro le 686 della precedente edizione;<br \/>\n1321 oli recensiti tra gli oltre 1600 degustati. Nel 2024 gli oli erano 1071;<br \/>\n127 novit\u00e0 assolute;<br \/>\n233 riconoscimenti a testimonianza della qualit\u00e0 dell\u2019evo italiano;<br \/>\n47 le chiocciole che premiano le aziende che interpretano al meglio i valori Slow Food;<br \/>\n227 gli oli del Presidio Slow Food degli olivi secolari;<br \/>\n120 le aziende con ristorante e 191 quelle con possibilit\u00e0 di alloggiare (la guida vuole anche essere uno stimolo a visitare queste realt\u00e0 per far incontrare i produttori e scoprire il patrimonio olivicolo).<br \/>\nE una significativa novit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Per la prima volta la Guida ospita la Slovenia con 8 aziende recensite,<\/strong> segno di una crescita qualitativa e quantitativa di questa nazione che Slow Food \u00e8, con ragione, da anni che monitora.<br \/>\nAd Ascoli Piceno, a contorno della presentazione, ci sar\u00e0 una vera festa con protagonista l\u2019olio extravergine di qualit\u00e0, con un grande mercato, banchi d\u2019assaggio, Laboratori del Gusto e cene a tema nelle osterie di Ascoli, San Benedetto, Pagliare del Tronto e Offida.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scopri il programma dell&#8217;evento <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/olio\/guida-agli-extravergini-2025\/\">https:\/\/www.slowfood.it\/olio\/guida-agli-extravergini-2025\/<\/a><br \/>\nOltre all\u2019apporto fondamentale dei 125 collaboratori dislocati in tutta l\u2019Italia che conoscono il territorio e hanno passione e competenza per il mondo dell\u2019olivicoltura, la Guida agli Extravergini 2025 \u00e8 realizzata anche grazie al sostegno di tre realt\u00e0 vicine al mondo dell\u2019olio di qualit\u00e0 e sensibili al lavoro di Slow Food a difesa dell\u2019olivicoltura buona pulita e giusta: Gruppo Saida (produzione, commercializzazione e distribuzione di contenitori di vetro per alimenti), BioEsperia (prodotti per l\u2019agricoltura distillati da biomassa vegetale) e RICREA (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Guida agli Extravergini di Slow Food Italia compie 25 anni e debutta il 12 aprile ad Ascoli Piceno Tante novit\u00e0 e una decisione politica:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":145150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,9411,53],"tags":[31549],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=145147"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":145152,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145147\/revisions\/145152"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/145150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=145147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=145147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=145147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}