{"id":145454,"date":"2025-04-07T20:40:05","date_gmt":"2025-04-07T18:40:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145454"},"modified":"2025-04-07T20:40:05","modified_gmt":"2025-04-07T18:40:05","slug":"mostre-a-milano-la-pietra-il-legno-i-luoghi-gallerie-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145454","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; La pietra il legno i luoghi &#8211; Gallerie d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>GIANCARLO SANGREGORIO 100 ANNI (1925-2025)<br \/>\nLa pietra il legno i luoghi<br \/>\nUn viaggio tra le opere e i luoghi dello scultore<br \/>\nProgetto ideato e curato da Lorella Giudici e Francesca Marcellini<\/p>\n<figure id=\"attachment_145457\" aria-describedby=\"caption-attachment-145457\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Giancarlo_Sangregorio_Studio_per_itinerario_nel_vuoto_1983_vetro_matmo_cm50x67x30_01.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-145457\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Giancarlo_Sangregorio_Studio_per_itinerario_nel_vuoto_1983_vetro_matmo_cm50x67x30_01-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Giancarlo_Sangregorio_Studio_per_itinerario_nel_vuoto_1983_vetro_matmo_cm50x67x30_01-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Giancarlo_Sangregorio_Studio_per_itinerario_nel_vuoto_1983_vetro_matmo_cm50x67x30_01-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Giancarlo_Sangregorio_Studio_per_itinerario_nel_vuoto_1983_vetro_matmo_cm50x67x30_01.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-145457\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle&#8212;Giancarlo_Sangregorio_Studio_per_itinerario_nel_vuoto_1983_vetro_matmo_<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gallerie d\u2019Italia \u2013 Milano<br \/>\nvia Manzoni, 10<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; Nel centenario della nascita dello scultore milanese Giancarlo Sangregorio (1925-2013),<\/strong> per valorizzarne il lungo percorso creativo, la Fondazione che porta il suo nome presenta l\u2019ambizioso progetto \u201cGiancarlo Sangregorio. 100 anni (1925 &#8211; 2025).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong>La pietra, il legno, i luoghi.<\/strong> Un viaggio tra le opere e i luoghi dello scultore\u201d ideato e curato da Lorella Giudici e Francesca Marcellini, un itinerario artistico, culturale e naturalistico, con esposizioni tematiche, eventi e approfondimenti.<br \/>\nPer condurre il pubblico alla scoperta delle opere dello scultore \u00e8 stata studiata appositamente la nuova app fsg-app, dai contenuti interattivi, gratuita, dinamica e intuitiva, disponibile dal 16 aprile. Un mezzo che trasforma la scoperta artistica in un\u2019esperienza di connessione con il paesaggio e con il tessuto cittadino, in un dialogo continuo tra arte, ambiente e storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019itinerario legato alla citt\u00e0 di Milano sono previste tappe in spazi pubblici, dove sono<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>collocate diverse sculture di dimensioni monumentali,<\/strong> <strong>come presso la centralissima via Clerici con la grande scultura Itinerario nel vuoto (1983).<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio preparatorio di quest\u2019opera <strong>\u00e8 nel patrimonio delle Gallerie d\u2019Italia<\/strong> ed \u00e8 resa visibile in occasione del centenario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Palazzo Citterio \u00e8 temporaneamente in mostra Genesi di una stirpe (1959)<\/strong>, uno dei primi bronzi ad affrontare il tema del vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sulla balconata della Pinacoteca di Brera trovano posto quattro opere che vanno da Uomo con agnello del 1947 a Fortezza del 1996<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Al Cimitero Monumentale due gruppi marmorei, di cui uno nel grigio granito del Boden, testimoniano l\u2019impegno di Sangregorio nella rilettura dell\u2019arte lapidea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tempesta (1963-1964), una delle due grandi sculture collocate nei giardini pubblici di via delle Forze Armate,<\/strong> \u00e8 stata esposta alla XXXII Biennale di Venezia del 1964.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel Monumento alla Resistenza di Rogoredo sono incastonati tre blocchi in pietra di Angera<\/strong> a testimonianza della sua attenzione all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le iniziative organizzate per celebrare il lavoro dello scultore il Museo della Permanente espone un\u2019opera della sua collezione<strong> (Incontri imprevisti, 1997), il Centro Artistico Alik Cavaliere<\/strong> documenta la stagione che ha visto i due artisti condividere studio ed esperienze, mentre i Cento Amici del Libro, storica associazione di bibliofili, con sede<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">alla <strong>Biblioteca Nazionale Braidense, dedicano il libro d\u2019artista del 2025 a Sangregorio, realizzato con caratteri mobili dall\u2019Archivio Tipografico di Torino.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In area metropolitana sono da ricordare anche il<strong> Museo dell\u2019Alfa Romeo di Arese<\/strong> che custodisce ed espone un prezioso trofeo realizzato da Sangregorio nel 1968.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">I percorsi si snodano fino alla Svizzera, dove al MUSEC &#8211; Lugano<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Museo delle Culture di Lugano \u00e8 documentata l\u2019attivit\u00e0<\/span>\u00a0<\/strong>&#8211;<span style=\"font-size: 1.0625rem;\">\u00a0di Sangregorio come cultore e collezionista di arte etnografica con <strong>due pezzi di arte oceanica, maschere rarissime della sua prestigiosa collezione, modelli presenti anche al Metropolitan Museum di New York.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">\u00c8 inoltre esposta<strong> una sua opera ispirata al tema del primitivismo dal titolo Figure-archetipi (1986 &#8211; 1987),<\/strong> che rappresenta lo sviluppo iconico di una ricerca avviata a partire dagli anni Ottanta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerose le<strong> testimonianze delle localit\u00e0 sulle sponde del Lago Maggiore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sesto Calende propone un percorso iconografico<\/strong> di quindici pannelli dislocati nell\u2019area urbana e nelle frazioni accanto a luoghi di interesse storico-artistico con esaustive schede esplicative. Inoltre, omagger\u00e0 il Maestro con un\u2019importante mostra fotografica che metter\u00e0 in luce il sodalizio umano e artistico tra lo scultore e il fotografo sestese Gian Barbieri, che per anni ha immortalato le sue opere. Cos\u00ec afferma l\u2019Assessore alla Cultura Loredana D&#8217;Agaro \u201cIl Comune di Sesto Calende \u00e8 lieto di collaborare con la Fondazione Sangregorio Giancarlo per celebrare il centenario della nascita del grande scultore. Un artista che ha lasciato un segno profondo nella storia dell&#8217;arte e che ha sempre considerato Sesto Calende la sua citt\u00e0 del cuore. Le iniziative in programma sul nostro territorio sono il frutto di questa preziosa sinergia e rappresentano un omaggio sentito alla sua opera e alla sua visione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono coinvolti anche i comuni di <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Arona, Taino, Ispra, Angera; Cunardo e Cocquio Trevisago fino ad arrivare a Varese e al Castello di Masnago. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Presso la Sala Veratti dei Musei Civici di Varese,<\/strong> con il patrocinio del Comune, \u00e8 allestita una mostra di Impronte in cellulosa, una singolare ricerca della forma negli spessori della carta. <strong>Anche l\u2019Universit\u00e0 degli Studi dell\u2019Insubria, che ha un bronzo in collezione,<\/strong> documenta un particolare filone di ricerca attraverso la presentazione di alcune opere grafiche e una selezione di preziosi documenti di archivio, della stessa Fondazione, per testimoniare i rapporti di Sangregorio con la citt\u00e0, a partire dal 1949 con lo storico Premio citt\u00e0 di Varese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto cara all\u2019artista e inclusa nello speciale tracciato \u00e8 la<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Valle Vigezzo, dove a Druogno all\u2019esterno dell\u2019oratorio settecentesco di San Giulio si pu\u00f2 scoprire un nucleo di opere denominato dallo stesso artista \u201cGiardino di Montagna\u201d<\/strong> che rappresenta uno dei pochi parchi dedicati al lavoro di un solo scultore.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Opere di rilievo del Maestro sono presenti da tempo e in permanenza anche a <strong>Somma Lombardo, presso il Castello Visconti di San Vito e il vicino Palazzo Viani Visconti<\/strong>, che dal 2008 accolgono un consistente nucleo di sculture monumentali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune tappe offrono approfondimenti tematici specifici su argomenti quali il mito, la luce, l\u2019alchimia, il viaggio, l\u2019uomo, la natura, i materiali e, come lui stesso li chiamava, \u201ci luoghi del cuore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Taino, nel parco dei Quattro Punti Cardinali (realizzato su progetto di Gi\u00f2 Pomodoro) \u00e8 inserita una scultura di Sangregorio dal titolo Ruota di Mola (2009-2010).<\/strong> Per l\u2019occasione \u00e8 di prossimo allestimento <strong>la mostra del ciclo \u201cIl Mulino del Patriarca\u201d,<\/strong> una produzione singolare in pannelli di polistirene che documenta l\u2019attenzione dello scultore per i mestieri antichi e per la tradizione campionese.<br \/>\n<strong>A Palazzo Tornielli ad Ameno, sulle colline del Lago d\u2019Orta<\/strong>, attraverso la morbidezza dei Feltri prende consistenza il tema del viaggio, evocato dalla suggestione delle distese delle steppe eurasiatiche tanto care al suo immaginario. Al MA*GA di Gallarate, con le opere che il Museo ha nelle sue collezioni, \u00e8 approfondito il concetto di luce, una \u201cluce lombarda\u201d come l\u2019artista la definisce nei suoi appunti.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Numerosi appuntamenti collaterali<\/strong> si svolgeranno <strong>da aprile a dicembre 2025,<\/strong> tra cui visite guidate tematiche, visite esperienziali, spettacoli, concerti e incontri culturali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di valorizzazione si arricchisce di un catalogo ragionato edito da Skira con oltre mille opere rappresentate, a cura di Elena Pontiggia e con una ricca ricostruzione biografica curata da Lorella Giudici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cenni biografici<\/strong><br \/>\n<strong>Giancarlo Sangregorio nasce a Milano nel 1925.<\/strong> Comincia da autodidatta a scolpire la pietra, affascinato dalla materia delle cave dell\u2019Ossola, dove trascorre lunghi periodi. Terminati gli studi classici, frequenta i corsi di scultura all\u2019Accademia di Brera a Milano, sotto la guida di Marino Marini.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Esordisce nel 1948 partecipando alla Prima Biennale d\u2019Arte Sacra al Palazzo del Broletto di Novara.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1949 prende invece parte al Premio Internazionale Citt\u00e0 di Varese allestita a Villa Mirabello e nel 1950 partecipa al Concorso d\u2019arte contemporanea presso la Galleria Nazionale d\u2019arte moderna di Roma. Dal 1950 al 1958 soggiorna spesso in Versilia, dove lavora il marmo delle Apuane, modella figure e cuoce ceramiche nelle fornaci di Viareggio. Intraprende lunghi viaggi all\u2019estero, in particolare a Parigi, dove ha uno studio.<br \/>\n\u00c8 del 1952 la sua prima personale a Milano alla Galleria Colonna. Da allora \u00e8 presente alle pi\u00f9 significative manifestazioni d\u2019arte nazionali e internazionali, come la Quadriennale di Roma (1955), la Biennale di Venezia (1956-1964) e la Biennale di scultura di Carrara (1957-1967-1969-1973).<br \/>\nA partire dagli anni Sessanta incomincia un\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva in tutta Europa: Bruxelles, D\u00fcsseldorf, Stoccarda, Locarno, Basilea, Colonia, Friburgo.<br \/>\nL\u2019interesse per le arti primitive, lo avvicina all\u2019Africa dei Dogon e proprio in Mali viene a contatto con la realt\u00e0 cultuale delle maschere. Dopo l\u2019Africa, \u00e8 la volta di un viaggio in Oceania che lo porta lungo il corso del fiume Sepik dove si avvicina ai lavori degli scultori della Nuova Guinea.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni settanta nascono le prime impronte in cellulosa di lino e cotone, una ricerca che nasce dalle forme della sua scultura, impresse nella carta bagnata, e che porter\u00e0 avanti fino agli anni duemila.<br \/>\nGiancarlo Sangregorio ha vissuto e lavorato a Sesto Calende fino al 2013, nella casa-atelier oggi sede della Fondazione da lui voluta per sostenere e divulgare la sua opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coordinate progetto<br \/>\nTitolo GIANCARLO SANGREGORIO. 100 ANNI (1925-2025). La pietra il legno i luoghi. Un viaggio tra le opere e i luoghi dello scultore<br \/>\nIdeato e curato da Lorella Giudici e Francesca Marcellini<br \/>\nPrincipali sedi Milano, Varese, Lugano, localit\u00e0 sulle sponde lombarda e piemontese del Lago Maggiore<br \/>\nData aprile \u2013 dicembre 2025<br \/>\nInfo al pubblico info@fondazionesangregorio.it \u2013 www. fondazionesangregoriogiancarlo.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Sangregorio ha deciso di <strong>celebrare il centenario partendo dalla citt\u00e0 dove l\u2019artista \u00e8 nato, Milano,<\/strong> e dai territori dove ha vissuto e lavorato, tra le sponde lombarda e piemontese del Lago Maggiore, seppure troviamo le opere dello scultore in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evento ha i patrocini di Regione Lombardia e del Comune di Milano, il sostegno di Fondazione Cariplo ed il coinvolgimento di istituzioni prestigiose, come Palazzo Citterio, Pinacoteca di Brera, Gallerie d\u2019Italia, Museo della Permanente, MUSEC, MA*GA, Universit\u00e0 degli Studi dell\u2019Insubria e una rete di comuni e di enti legati al territorio in cui l\u2019artista ha vissuto e lavorato.<br \/>\nNon una semplice mostra, ma un\u2019innovativa proposta che nasce dalla consapevolezza che per Sangregorio la scultura, e pi\u00f9 in generale l\u2019arte, deve comunicare con la natura e con l\u2019uomo, in un cammino costellato di sorprendenti connessioni, di approfondimenti e di stupore reciproco.<br \/>\nIn quest\u2019ottica, il centenario \u00e8 stato pensato come viaggio nello spazio e nel tempo, che mette in connessione le opere con i luoghi che le hanno viste nascere o che le hanno accolte.<br \/>\nIl cuore delle iniziative \u00e8 la Fondazione Sangregorio a Sesto Calende, dove sono programmate visite guidate alla scoperta della casa-museo dello scultore. Uno degli approfondimenti riguarda le relazioni con gli artisti della sua collezione che include opere di Fontana, Baj, Rotella, Scanavino, Dova, Raciti, Azuma, Vago e molti altri. Tema che nella stagione estiva sar\u00e0 approfondito in una mostra presso i nuovi spazi della Fondazione recentemente rifunzionalizzati grazie al sostegno di Fondazione Cariplo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIANCARLO SANGREGORIO 100 ANNI (1925-2025) La pietra il legno i luoghi Un viaggio tra le opere e i luoghi dello scultore Progetto ideato e curato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":145458,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[31583],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=145454"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145454\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":145459,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145454\/revisions\/145459"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/145458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=145454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=145454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=145454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}