{"id":145574,"date":"2025-04-10T18:59:35","date_gmt":"2025-04-10T16:59:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145574"},"modified":"2025-04-10T18:59:35","modified_gmt":"2025-04-10T16:59:35","slug":"mostre-a-milano-dove-non-sono-mai-stato-la-sono-fondazione-elpis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145574","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; Dove non sono mai stato &#8211; l\u00e0 sono &#8211; Fondazione Elpis"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOVE NON SONO MAI STATO, L\u00c0 SONO<br \/>\nUNA MOSTRA PER RACCONTARE I PRIMI CINQUE ANNI DI UNA BOCCATA D\u2019ARTE<\/p>\n<p>8 MAGGIO \u2013 6 LUGLIO 2025<\/p>\n<p>FONDAZIONE ELPIS<br \/>\nVIA LAMARMORA 26, MILANO<\/p>\n<figure id=\"attachment_145577\" aria-describedby=\"caption-attachment-145577\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-18-1.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-145577\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-18-1-240x300.gif\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-18-1-240x300.gif 240w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/unnamed-18-1-768x960.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-145577\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle&#8212;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPerch\u00e9 <strong>il paesaggio \u00e8 organismo vivente dalle capacit\u00e0 tattili: tocca i nervi <\/strong>scoperti dell\u2019anima e li fa vibrare. Se glielo consenti. E perch\u00e9 non \u00e8 solo bella veduta, ma ragnatela in cui resta avviluppato il pensare e il fare delle generazioni.\u201d<br \/>\nProf. Mattia Pacilli, abitante di Bassiano (LT), Una Boccata d\u2019Arte 2024<\/p>\n<p>Fondazione Elpis presenta <strong>Dove non sono mai stato, l\u00e0 sono<\/strong>, la mostra che Fondazione dedica ai primi cinque anni di vita di Una Boccata d\u2019Arte, il<\/p>\n<ul>\n<li><strong>progetto artistico diffuso nato nel 2020 da un\u2019idea di Marina Nissim.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, <strong>allestita negli spazi di Fondazione Elpis a Milano<\/strong>, si propone come racconto corale e stratificato di un\u2019esperienza che ha <strong>coinvolto cento artisti e cento borghi italiani,<\/strong> <strong>uno per ciascuna delle venti regioni italiane,<\/strong> per cinque anni consecutivi.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato come risposta al silenzio imposto dalla pandemia<\/strong>, Una Boccata d\u2019Arte ha scelto fin da subito un formato radicalmente decentrato: portare l\u2019arte contemporanea fuori dai grandi centri urbani, lontano dalle rotte del turismo culturale e dai consueti spazi istituzionali. Innescando un processo che \u00e8 insieme artistico, sociale e territoriale, il progetto ha invitato gli artisti a vivere temporaneamente nei paesi, costruendo un dialogo con le comunit\u00e0 e i luoghi, e restituendo l\u2019esperienza in forma di interventi artistici, spesso site-specific, talvolta permanenti, sempre partecipati.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cento artisti, cento borghi, cinque anni<\/strong><br \/>\nIn cinque anni di progettualit\u00e0 attiva, Una Boccata d\u2019Arte ha prodotto un archivio vivo, plurale e in costante trasformazione: opere, relazioni, paesaggi, materiali, racconti, gesti. Ha attraversato l\u2019Italia nella sua diversit\u00e0 pi\u00f9 profonda: dai paesi costieri e lacustri a quelli di montagna, dai villaggi medievali alle aree interne popolate da poche decine di abitanti. I progetti hanno affrontato una molteplicit\u00e0 di temi \u2013 dalla mancanza di infrastrutture di base all\u2019isolamento geografico e culturale, dal progressivo spopolamento delle zone rurali all\u2019invecchiamento della popolazione \u2013 fino alla sopravvivenza delle lingue e dei dialetti, dei mestieri e delle tradizioni locali, e alla riformulazione delle identit\u00e0 comunitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al cuore del progetto c\u2019\u00e8 la relazione diretta e la collaborazione con le comunit\u00e0 territoriali esistenti. Gli artisti si sono immersi nel tessuto locale, incontrando persone, storie, saperi e in questo processo sono stati fondamentali i curatori regionali. <strong>Figure-ponte, spesso rappresentate da giovani professionisti provenienti dai territori in cui Una Boccata d\u2019Arte si trova a operare, che hanno facilitato i rapporti con la cittadinanza e le istituzioni locali.<\/strong> Molti di questi curatori sono in contatto costante con Fondazione Elpis e danno vita a una rete di circa 40 professionisti con un\u2019alta specializzazione, che costituisce una piattaforma di scambio dinamica e in costante aggiornamento, attiva oltre le finestre di tempo necessarie per la realizzazione dei diversi progetti.<\/p>\n<p>UNA MOSTRA COME VIAGGIO<br \/>\nCome si racchiude in un unico spazio <strong>qualcosa che accade simultaneamente in venti luoghi diversi, ogni anno, dal Nord al Sud, dall\u2019entroterra alpino alle isole mediterranee?<\/strong> Dove non sono mai stato, l\u00e0 sono non cerca di restituire un quadro esaustivo, ma propone un montaggio sensibile e trasversale di materiali e opere, un percorso che si sviluppa per accumulo e per affioramento, come un lavoro di scavo archeologico.<\/p>\n<p><strong>La mostra si apre gi\u00e0 all\u2019esterno della Fondazione,<\/strong> dove sono installate <strong>alcune opere nate nei borghi e successivamente trasposte a Milano.<\/strong><\/p>\n<p>Tra queste: il grande Abracadabra di GRJB, visibile sulla facciata, proveniente da Pietragalla (Basilicata); una statua in cemento della serie Phone User di Judith Hopf; le torri-sogno di Matteo Nasini da Soverato Vecchia (Calabria) e un fregio in ferro di Binta Diaw, nato da una tappa piemontese del progetto; la scultura di Lucia Cant\u00f2, realizzata a Malamocco nella laguna veneziana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alice Visentin, Il comizio, la merenda, il canto, Avise (AO), Valle d&#8217;Aosta. Una Boccata d&#8217;Arte 2020<br \/>\nGLI SPAZI INTERNI<br \/>\nAll\u2019interno, gli spazi della Fondazione sono stati ripensati in relazione ai contenuti della mostra. Al piano terra, una <strong>selezione di disegni, bozzetti e opere su carta offre una lettura intima e processuale del progetto:<\/strong> dal bozzetto di Gaia Di Lorenzo, che ritrae il portale del Palazzo Ducale di Pietramontecorvino (Puglia), fino ai \u201cdisegni performativi\u201d di Antonio Della Guardia, pensati come istruzioni per azioni poetiche in montagna, o ai grandi tondi pittorici su carta di Alice Visentin, che evocano presenze sospese legate al borgo di Avise (Valle d\u2019Aosta).<br \/>\nIn questa sezione si aggiungono due nuove produzioni site-specific:<strong> il disegno cartografico di Simone Carraro, pensato come una mappa allegorica del progetto Una Boccata d\u2019Arte e l\u2019installazione site-specific di Mattia Paj\u00e8<\/strong> che attiva il vano scale con un grande disegno murale e tre opere su carta, che proseguono il racconto di Pila Thinkerwiller, realizzato nel borgo umbro di Toscolano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ARCHIVIO COME NARRAZIONE<br \/>\nAl piano interrato, il cuore documentale della mostra: un ambiente immersivo che propone una selezione di video, suoni, edizioni, materiali d\u2019archivio prodotti nei cinque anni del progetto. Si va dalle opere video di Fabrizio Bellomo, Eva Marisaldi, Elena Mazzi, Agostino Quaranta e altri, ai documentari degli interventi di Baratto &amp; Mouravas, Beatrice Celli, Virginia Russolo, fino a un grande montaggio video continuo che attraversa tutti e cento i progetti, restituendone la geografia, il ritmo, i volti, i paesaggi.<br \/>\nUna serie di sculture modulari in gommapiuma, realizzate da Sabrina Melis nel borgo carnico di Sutrio, diventano display per accogliere pubblicazioni, libri d\u2019artista ed edizioni nate durante il progetto: oggetti che testimoniano la vitalit\u00e0 editoriale e la dimensione discorsiva di Una Boccata d\u2019Arte.<\/p>\n<p>IL PRIMO PIANO: UN\u2019INSTALLAZIONE D\u2019ARCHIVIO<br \/>\nIl primo piano \u00e8 interamente dedicato a un\u2019installazione del collettivo Atelier Tatanka, atelier di arti visive, di progettazione grafica e di stampa risograph con base a Bologna, che ha lavorato sull\u2019enorme archivio fotografico di Una Boccata d\u2019Arte (oltre 3.000 immagini), reinterpretandolo e dando forma a una mappa visiva del progetto: un atlante in cui le fotografie selezionate evidenziano installazioni, opere e oggetti generati nei cento borghi.<\/p>\n<p>UN\u2019ESPERIENZA TRASFORMATIVA<br \/>\nDove non sono mai stato, l\u00e0 sono \u00e8 un\u2019esplorazione visiva, poetica e critica di Una Boccata d\u2019Arte come pratica artistica situata e trasformativa: un progetto che ha messo in relazione artisti e territori, arte e contesto, tempo lento e spazio condiviso. La mostra non intende concludere un percorso, ma rilanciare una riflessione su come l\u2019arte possa agire nel presente, abitare i margini, generare nuovi immaginari.<\/p>\n<p>A cinque anni dalla sua nascita, Una Boccata d\u2019Arte si conferma come una delle esperienze pi\u00f9 diffuse e radicate nel panorama culturale italiano, capace di connettere poesia e geografia, pratica artistica e ascolto, archivio e visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE ELPIS<br \/>\nFondata nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, Fondazione Elpis ha come missione il sostegno ai giovani artisti attraverso un programma articolato di mostre, residenze, incontri, laboratori, performance e progetti diffusi e radicati su tutto il territorio nazionale. Con l\u2019obiettivo di esplorare aree e scenari al di fuori dei circuiti tradizionali dell\u2019arte contemporanea, Fondazione Elpis mette in dialogo mondi solo apparentemente distanti, intercettando l\u2019evolversi dei linguaggi espressivi. Ha sede a Milano, all\u2019interno di una ex lavanderia industriale nel quartiere di Porta Romana, oggi spazio dedicato alla sperimentazione artistica e alla ricerca, che promuove modelli di partecipazione e fruizione di pubblici diversi. La sua identit\u00e0 \u00e8 profondamente legata a Una Boccata d\u2019Arte, progetto attivo dal 2020 in collaborazione con Maurizio Rigillo di Galleria Continua e con la partecipazione di Threes. Un\u2019iniziativa diffusa che ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste nella creazione di progetti site-specific in 20 borghi italiani &#8211; uno per ogni regione -, nati dall\u2019incontro diretto con i luoghi e le comunit\u00e0 locali, che valorizzano il patrimonio culturale del territorio.<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI<\/strong><\/p>\n<p>Dove non sono mai stato, l\u00e0 sono<br \/>\n8 maggio \u2013 6 luglio 2025<br \/>\n<strong>Orari di apertura: da gioved\u00ec a domenica, h 12-19<\/strong><br \/>\n<strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fondazione Elpis<\/strong><br \/>\n<strong>Via Lamarmora 26, Milano<\/strong><br \/>\nwww.fondazioneelpis.org<br \/>\nContatti: +39 02 8974 5372 | info@fondazioneelpis.org<br \/>\nSocial: IG: @fondazioneelpis | FB: Fondazione Elpis | #fondazioneelpis<br \/>\n<strong>Come arrivare: MM3 Crocetta; Tram linea 16 (fermata Via A. Lamarmora)<\/strong><br \/>\nAccessibilit\u00e0: i tre piani espositivi sono collegati da un ascensore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso libero DOVE NON SONO MAI STATO, L\u00c0 SONO UNA MOSTRA PER RACCONTARE I PRIMI CINQUE ANNI DI UNA BOCCATA D\u2019ARTE 8 MAGGIO \u2013 6<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[31599],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145574"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=145574"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":145581,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145574\/revisions\/145581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=145574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=145574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=145574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}