{"id":145909,"date":"2025-04-17T20:33:29","date_gmt":"2025-04-17T18:33:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145909"},"modified":"2025-04-17T20:34:19","modified_gmt":"2025-04-17T18:34:19","slug":"mostre-ad-ascona-ch-arte-al-femminile-joana-vasconcelos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=145909","title":{"rendered":"Mostre ad Ascona CH &#8211; Arte al femminile &#8211; Joana Vasconcelos"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un&#8217;artista donna che merita molta attenzione<\/strong>; con i suoi monumentali lavori si era gi\u00e0 attirata la simpatia\u00a0 internazionale in una mostra alla Biennale di Venezia su di una barca ancorata nei pressi della manifestazione.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"FSkOWZUNlP\"><p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=5274\">Biennale Venezia 2013 un ordine insolito \u2026insolito per l&#8217;Italia<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Biennale Venezia 2013 un ordine insolito \u2026insolito per l&#8217;Italia&#8221; &#8212; DonneCultura\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=5274&#038;embed=true#?secret=sdixPoQn7w#?secret=FSkOWZUNlP\" data-secret=\"FSkOWZUNlP\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una donna, Joana Vasconcelos, che parla alle donne e suggerisce la vacuit\u00e0 delle mode e il delirio del mondo consumistico ad oltranza che le rende vittime della loro estetica.<\/p>\n<p>ASCONA (SVIZZERA)<\/p>\n<p>MUSEO COMUNALE D\u2019ARTE MODERNA<\/p>\n<p>15 GIUGNO | 12 OTTOBRE 2025<\/p>\n<p>JOANA VASCONCELOS<\/p>\n<p>FLOWERS OF MY DESIRE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande mostra antologica, dedicata a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una delle voci pi\u00f9 autorevoli dell\u2019arte contemporanea, appositamente pensata per gli spazi del museo svizzero.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre trenta opere tra installazioni, lavori a parete, dipinti, disegni video e libri, ripercorrono i momenti pi\u00f9 rilevanti del percorso creativo dell\u2019artista portoghese, dall\u2019inizio degli anni Novanta a oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Mara Folini e Alberto Fiz<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_145911\" aria-describedby=\"caption-attachment-145911\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Joana-Vasconcelos-Coracao-Independente-Vermelho-3-PA-2013-Photo-\u00a9-A-Gavinha-Agencia-de-Comunicacao.-Courtesy-Quanta-Terra.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-145911\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Joana-Vasconcelos-Coracao-Independente-Vermelho-3-PA-2013-Photo-\u00a9-A-Gavinha-Agencia-de-Comunicacao.-Courtesy-Quanta-Terra-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Joana-Vasconcelos-Coracao-Independente-Vermelho-3-PA-2013-Photo-\u00a9-A-Gavinha-Agencia-de-Comunicacao.-Courtesy-Quanta-Terra-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Joana-Vasconcelos-Coracao-Independente-Vermelho-3-PA-2013-Photo-\u00a9-A-Gavinha-Agencia-de-Comunicacao.-Courtesy-Quanta-Terra.jpg 667w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-145911\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Joana Vasconcelos<\/strong>, Cora\u00e7\u00e3o Independente Vermelho #3 (PA), 2013; Photo \u00a9 A Gavinha -Ag\u00eancia de Comunica\u00e7\u00e3o. Courtesy Quanta Terra<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per tutta l\u2019estate 2025, il Borgo di Ascona,<\/strong> sul versante elvetico del lago Maggiore sar\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>teatro di uno dei pi\u00f9 importanti eventi espositivi dell\u2019anno.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 15 giugno al 12 ottobre 2025, il Museo Comunale d\u2019Arte Moderna<\/strong> ospita la prima personale in una istituzione pubblica svizzera di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Joana Vasconcelos (Lisbona, 1971), una delle voci pi\u00f9 autorevoli dell\u2019arte contemporanea internazionale,<\/strong> che ha partecipato a<strong> tre Biennali d\u2019arte di Venezia<\/strong> ed esposto in prestigiose sedi in tutto il mondo, <strong>prima donna<\/strong> a proporre una propria <strong>mostra alla Reggia di Versailles e al Guggenheim Museum Bilbao.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rassegna a carattere antologico,<\/strong> appositamente ideata per gli spazi del museo svizzero, curata da <strong>Mara Folini e Alberto Fiz<\/strong>, presenta oltre 30 opere tra installazioni, lavori a parete, dipinti, disegni, video e libri che ripercorrono i momenti salienti del suo percorso creativo, dagli anni Novanta a oggi.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Riconosciuta per le sue sculture monumentali e le installazioni immersive, Joana Vasconcelos<\/strong> decontestualizza gli oggetti di uso quotidiano e aggiorna il concetto di arte, artigianato e design, stabilendo un dialogo tra la sfera privata e lo spazio pubblico, il patrimonio popolare e la cultura alta. Con leggerezza e ironia affronta tematiche connesse con l&#8217;identit\u00e0 femminile, la societ\u00e0 dei consumi e la memoria collettiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione si sviluppa sui <strong>due piani del museo<\/strong> offrendo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una immagine esaustiva della sua ricerca in un itinerario fortemente coinvolgente<\/strong> a cui \u00e8 necessario avvicinarsi senza pregiudizi tanto che, prima dell&#8217;ingresso,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gli spettatori sono costretti a passare attraverso Wash and Go (1998),<\/strong> una installazione che ricorda l&#8217;autolavaggio delle auto formata da due rulli colorati che propongono una simbolica rigenerazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Subito dopo avviene l&#8217;impatto con La Baronessa (2023), scultura tessile monumentale alta dieci metri<\/strong> disposta verticalmente che appare come una divinit\u00e0 fluida e che sembra avvolgere l&#8217;intero edificio. L&#8217;opera, a seconda del luogo in cui compare, viene disposta in maniera differente e in questo caso l&#8217;artista portoghese l&#8217;ha voluta dedicare alla<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cBaronessa&#8221;, l&#8217;espressione con cui Marianne Werefkin, artista russa alla quale si deve la fondazione del museo asconese, veniva chiamata dagli amici facendo riferimento ai suoi nobili natali.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna presenta gli aspetti di una indagine sfaccettata che attraversa due decenni di attivit\u00e0 dove l&#8217;artista d\u00e0 vita a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una narrazione che rispecchia l&#8217;animo umano in una progressiva relazione tra ragione e sentimento, tra apollineo e dionisiaco.<\/strong> Sono stanze segrete quelle che si possono visitare ad Ascona, unite da un sottile filo rosso che permette di sviluppare un percorso unitario, ricco di sorprese.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salendo al primo piano si viene accolti dal<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>grande Red Independent Heart (2013) alto tre metri. Sospeso sul proprio asse, il Cuore compie un movimento di rotazione circolare<\/strong> evocando i cicli della vita e dell&#8217;eterno ritorno accompagnato dal suono di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tre significativi Fado, il genere musicale lusitano improntato a una struggente malinconia.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">L&#8217;installazione ha come riferimento il Cuore di Viana, il tradizionale gioiello sacro portoghese in filigrana. Solo che in questo caso, avvicinandosi, si scopre che l\u2019intreccio di filigrana \u00e8 realizzato con forchette di plastica rossa, che diventano un pattern visivo straniante, dove l&#8217;oggetto \u00e8 pura invenzione poetica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfera intima con connotazioni sottilmente erotiche viene espressa da <strong>Flowers of My Desire<\/strong>, <strong>lavoro progettato tra il 1996-2010<\/strong> <strong>che d\u00e0 il titolo alla mostra<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>I fiori del desiderio sono piumini da spolvero color lilla<\/strong> <strong>che appaiono all&#8217;interno di una forma organica<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;accoglienza e una piacevolezza che vengono <strong>contraddette dalla struttura esterna dell&#8217;installazione che appare assai pi\u00f9 minacciosa<\/strong> con una serie di spuntoni metallici che escono dalla rete di un improbabile letto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In una societ\u00e0 consumistica che si alimenta attraverso lo scarto,<\/strong> Joana Vasconcelos propone Vista Interior (2000), una vetrina parallelepipeda con <strong>tende veneziane bianche contenente una infinit\u00e0 di oggetti datati, quasi fosse un chiosco della memoria, una Wunderkammer contemporanea,<\/strong> in una progressiva accumulazione feticistica e compulsiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Ascona s\u2019incontra, inoltre, Cama Valium (1998), grande letto ansiolitico formato da<strong> blister per medicinali che contengono pastiglie di Valium, e Brise (2001), il divano dove i fiori di plastica hanno l&#8217;odore della naftalina<\/strong> creando una relazione imprevista tra reale e artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La componente olfattiva caratterizza anche Menu do Dia (2001), un\u2019opera di denuncia, particolarmente provocatoria.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Su sportelli di vecchi frigoriferi, alcuni risalenti agli anni Cinquanta, sono disposte pellicce profumate, dall&#8217;odore acre che alludono al men\u00f9 carnivoro del giorno.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare evidente <strong>l\u2019accostamento incongruo: il freddo dei frigoriferi si contrappone al caldo delle pellicce che nascondono la mattanza degli animali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro tema spesso indagato da Joana Vasconcelos \u00e8 quello della<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>moda ben rappresentato da Fashion Victims (2018), una installazione dove due bambole nude dal volto infantile con forme adolescenziali v<\/strong>engono progressivamente ricoperte da fili provenienti da rocchetti attivati da un motore.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A poco a poco, i volti delle bambole scompaiono, la loro bocca viene imbavagliata e le gambe legate per mantenere visibili solo i seni e il pube. Alla moda \u00e8 dedicato anche il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>video Portugal O fashion (2008) dove l&#8217;artista crea una sfilata ironica e originale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori dell&#8217;artista hanno la specifica caratteristica d&#8217;interagire con lo spazio contaminando pittura, scultura e architettura. Questo processo ha coinvolto anche le opere a parete, come appare evidente nella serie di rare composizioni realizzate tra il 1998 e il 2003 in fibra di vetro e acciaio che gi\u00e0 sviluppano la tridimensionalit\u00e0, esprimendo insofferenza verso l&#8217;astrazione tradizionale. Da qui deriva la serie Crochet Painting che coinvolge l\u2019arte tessile oltre a scultura e pittura. In questo caso il lavoro all&#8217;uncinetto esce dalla sua sfera domestica e si trasforma in linguaggio visivo potente e carico di signifcato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo ciclo viene proposto Miragem (2024), una imponente composizione dove le forme in lana colorata sostituiscono l&#8217;uso del pennello e della pittura. Non manca poi un altro lavoro fortemente ironico e provocatorio: Big Booby (2018) che assume l&#8217;aspetto di una scultura monumentale a parete. Realizzato a uncinetto e tessuti imbottiti, raffigura inequivocabilmente un grande seno femminile giocando sul voyeurismo e sull&#8217;ammiccamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;intera sezione della mostra \u00e8 poi dedicata agli Stupid Furniture (2021-2022), un progetto che prevede il riutilizzo di mobili desueti o destinati a finire nelle soffitte. Joana Vasconcelos ne riattiva le energie rimettendoli in circolazione in base a un processo metamorfico reso possibile grazie all&#8217;inserimento di forme tessili colorate che avvolgono strutture in legno o vetro in modo da creare ambienti organici e multidimensionali. I mobili inutili escono dal loro isolamento per invadere gioiosamente l&#8217;ambiente: sono opere che hanno titoli evocativi familiari o sentimentali quali La Sirenetta, Caldi Abbracci, Happy Hour, Acconciatura o Lollobrigida in omaggio all&#8217;attrice italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono molti gli interventi di Joana Vasconcelos che consentono di rileggere gli oggetti in maniera totalmente innovativa. I ready made duchampiani assumono forme barocche come avviene per A Barroca (2014), che dietro alle decorazioni sfarzose nasconde una doccia in acciaio. In un&#8217;altra circostanza, \u00e8 un comune lavandino il contenuto di un&#8217;elegante forma plastica morbida e seducente, che sembra provenire da una dimora settecentesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completa la rassegna una serie di disegni, progetti, e appunti custoditi da Joana Vasconcelos nei suoi Cahiers de Ma Vie, che si possono leggere come i diari personali nei quali scaturisce la scintilla iniziale di tutta la sua straordinaria produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Ascona si svolge in occasione delle celebrazioni dei cento anni della Conferenza di pace di Locarno (1925) che contribu\u00ec a un breve periodo di distensione e di collaborazione tra le nazioni europee dopo la Prima guerra mondiale e il Trattato di Versailles. Il percorso espositivo di Joana Vasconcelos, basato sulle radici unificanti dei popoli e sullo scambio dei saperi in direzione di una cultura che promuove la pace rientra cos\u00ec a pieno titolo tra le iniziative pianificate nella regione del locarnese per ricordare l\u2019importante evento storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutta la sua durata saranno organizzati momenti d\u2019incontro, con spettacoli di musica, performance e di danza, con laboratori didattici per bambini e per adulti, con conferenze e una sfilata di moda, in collaborazione con gli enti e le associazioni radicate nel territorio ticinese, tra cui la Compagnia di Teatro Tiziana Arnaboldi e il suo Teatro San Materno, La Fondazione Monte Verit\u00e0 di Ascona, La Scuola Arti e Mestieri della Sartoria di Lugano, il Teatro del tempo di Mario Pagliarani e con il Museo in erba di Lugano per la didattica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna l\u2019esposizione, un catalogo Allemandi editore (bilingue italiano-inglese) con testi dei curatori e un\u2019intervista inedita di Alberto Fiz e Mara Folini a Joana Vasconcelos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascona, aprile 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">JOANA VASCONCELOS. Flowers of My Desire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascona (Svizzera), Museo Comunale d\u2019Arte Moderna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15 giugno &#8211; 12 ottobre 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inaugurazione: sabato 14 giugno 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tel. +41 (0)91 759 81 40; museo@ascona.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sito internet: www.museoascona.ch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl Museo Comunale di Ascona \u2013 afferma la sua direttrice Mara Folini &#8211; \u00e8 il luogo ideale per ospitare la prima mostra pubblica in Svizzera di Joana Vasconcelos che ha sempre fatto del femminile l&#8217;aspetto centrale della sua ricerca. Del resto, il nostro museo \u00e8 dedicato a Marianne Werefkin, protagonista dell&#8217;arte europea che all&#8217;inizio del secolo scorso ha saputo anticipare le istanze dell&#8217;espressionismo. Idealmente, Ascona diventa il luogo d&#8217;incontro di queste due grandi artiste che hanno segnato il loro tempo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl progetto proposto ad Ascona \u2013 dichiara Alberto Fiz &#8211; unisce la componente spettacolare con quella pi\u00f9 intimista e problematica, consentendo agli spettatori di comprendere la complessit\u00e0 di un&#8217;indagine, dove la danza vorticosa di Joana Vasconcelos intorno agli oggetti sviluppa una nuova ipotesi stilistica che parte dal barocco per giungere al superamento del postmoderno in una perenne sfida alle convenzioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo: Allemandi editore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Canali social:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facebook @museoascona<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Instagram @museocomunaleascona<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TikTok museocomunaleascona<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;artista donna che merita molta attenzione; con i suoi monumentali lavori si era gi\u00e0 attirata la simpatia\u00a0 internazionale in una mostra alla Biennale di Venezia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":145912,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[31636],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145909"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=145909"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":145917,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/145909\/revisions\/145917"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/145912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=145909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=145909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=145909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}