{"id":146839,"date":"2025-05-15T09:55:41","date_gmt":"2025-05-15T07:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=146839"},"modified":"2025-05-15T17:38:20","modified_gmt":"2025-05-15T15:38:20","slug":"mostre-a-venezia-il-poema-della-vita-umana-da-sartorio-a-roden-e-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=146839","title":{"rendered":"Mostre a Venezia &#8211;  Il poema della vita umana &#8211; Da Sartorio a Roden e altri"},"content":{"rendered":"<p><strong>GIULIO ARISTIDE SARTORIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il poema della vita umana<\/strong><\/p>\n<p>Venezia, Ca\u2019 Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna<\/p>\n<p>Sale espositive II piano<\/p>\n<p>16 maggio \u2013 28 settembre 2025<\/p>\n<figure id=\"attachment_146843\" aria-describedby=\"caption-attachment-146843\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mostra.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-146843\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mostra-300x169.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mostra-300x169.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mostra-768x432.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Mostra-533x300.gif 533w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-146843\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>A cura di Elisabetta Barisoni e Matteo Piccolo<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un complesso e monumentale<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">ciclo pittorico<strong> realizzato per il Padiglione Centrale dell\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte del 1907, che racconta l\u2019esistenza in chiave Simbolista: protagonista a Ca\u2019 Pesaro il Poema della vita umana in un allestimento che rievoca la prima esposizione del fregio ai Giardini e che racchiude la visione degli autori del primo Novecento<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella primavera del 1906<\/strong> Aristide Sartorio realizza, su proposta del segretario generale della Biennale, Antonio Fradeletto, il suo capolavoro:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un grande ciclo decorativo per il Salone centrale dell\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte di Venezia del 1907.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Basandosi su un ricco patrimonio di mitologia antica, illustra cos\u00ec il Poema della vita umana.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1909 il Re d\u2019Italia destin\u00f2 le 14 scene a Ca\u2019 Pesaro che le presenta oggi, restaurate, riunite in questa mostra, a cura di Matteo Piccolo e Elisabetta Barisoni: dal 16 maggio al 28 settembre 2025<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il salone centrale del secondo piano della Galleria d\u2019Arte Moderna di Venezia offre una visione in cui il visitatore si pu\u00f2 immergere, accolto dalle quattro composizioni monumentali<\/strong>, alternate a dieci teleri verticali, in cui si dispiega una visione drammatica dell\u2019esistenza, personificata dalle maestose figure nate dalla fervida immaginazione dell\u2019artista romano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un insieme che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ripropone la storica esposizione de La Biennale ai Giardini;<\/strong> le sale adiacenti ricostruiscono il momento storico e rievocano lo spirito del tempo<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra opere di artisti coevi a Sartorio, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>primi fra tutti Auguste Rodin e Max Klinger &#8211; presenti nell\u2019allestimento del 1907- Henri Fantin-Latour, Ettore Burzi, Galileo Chini, partecipi del sogno simbolista, del realismo, fino alle soglie delle avanguardie storiche.<\/strong> Unitamente, trova ampio spazio la documentazione dell\u2019importante restauro a cui il ciclo pittorico \u00e8 stato sottoposto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle quattro scene principali del<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Poema della vita umana prende forma un articolato significato di simboli, di indiscusso fascino nella loro complessa e misteriosa interpretazione: <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la Luce, la prima grande scena<\/strong> che il visitatore incontrava a sinistra, entrando nel salone della settima Biennale;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">di fronte si staglianole <strong>le Tenebre, in cui l\u2019autore rappresenta la lotta della vita<\/strong> contro le forse insidiose della simulazione, una probabile allusione autobiografica in cui Sartorio sferza conto i \u201cpresunti amici\u201d del mondo della cultura del tempo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Segue Amore in cui compaiono Venere, Urania e Pandemone,<\/strong> la favola di Amore e Psiche e Himeros &#8211; simbolo del desiderio amoroso, opposto ad Eros, il \u201cbuon amore\u201d; di seguito nell\u2019allegoria della Morte irrompono i cavalli di Thanatos, le arpie la annunciano, il Sonno di Ypnos la precede.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una complessa iconografia messa in campo da Sartorio<\/strong>,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>vista e avvallata anche da Gabriele d\u2019Annunzio,<\/strong> che si snoda come la <strong>sintesi tra mitologia mediterranea e cultura nordica: privo di elementi architettonici e risolto in monocromia<\/strong>, il ciclo pittorico affascina per l\u2019eccezionale dispiegamento di figure in movimento che nei teleri delle Tenebre e della Morte assumono forma rotante, a conferma dell\u2019intento simbolico dell\u2019insieme.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Giulio Aristide Sartorio si impegn\u00f2 nella grande, titanica impresa di decorare il salone del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia, non poteva sapere con certezza quanta importanza quel ciclo decorativo avrebbe avuto per i suoi contemporanei e per gli anni a venire. Il ciclo monumentale arriva a noi come una delle opere pi\u00f9 significative di arte decorativa pubblica, a rappresentare il sogno di un un\u2019epoca profondamente simbolista e al contempo la grandiosa esperienza di nascita delle collezioni veneziane d&#8217;arte moderna, annota Elisabetta Barisoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per portare a termine gli<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>oltre 240 metri quadrati dell\u2019opera in soli nove mesi Sartorio adotta una tecnica pittorica piuttosto rapida: \u201cHo usato una miscela di cera, acquaragia e olio di papavero\u201d.<\/strong> Composizione confermata dalle analisi del Laboratorio di Scienze per la Conservazione del DAIS, Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le quattordici scene, installate per l\u2019inaugurazione della mostra del 1907,<\/strong> rimasero in situ anche per l\u2019edizione successiva ed entrarono a Ca\u2019 Pesaro grazie al dono che Vittorio Emanuele III fece, nel 1909, alla Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le complesse vicende del ciclo hanno lasciato segni evidenti nella storia conservativa di questo straordinario lavoro. Grazie all\u2019ultimo restauro, avvenuto tra il 2018 e il 2019 finanziato da Chanel tramite Art Bonus, \u00e8 stato possibile raccogliere un\u2019ampia documentazione scientifica, utile non solo per selezionare gli interventi conservativi necessari per l\u2019occasione, ma preziosa anche per la cura costante di questa splendida pagina della pittura italiana all\u2019inizio del XX secolo. Per far comprendere appieno il significato del grande ciclo di Sartorio e restituire la giusta evidenza al Poema, la mostra ricostruisce il contesto sia attraverso documenti provenienti da diversi archivi, sia grazie a una scelta delle opere nazionali e straniere esposte alle Biennali negli stessi anni e pervenute contestualmente nelle collezioni di Ca\u2019 Pesaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme al ciclo nell\u2019Esposizione del 1907 e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">oggi eccezionalmente riuniti erano presentati<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Pensatore di Rodin, opera iconica del maggiore scultore francese del tempo, donata nel nello stesso anno alla Galleria dal Sindaco di Venezia Giovanni Grimani <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e la scultura-capolavoro del tedesco Max Klinger, La bagnante del 1897.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa prima, scenografica sala segue una seconda sezione che suggerisce altre visioni della ricerca di Sartorio, non solo rispetto ai temi simbolisti espressi nel Poema ma anche nella pittura di paesaggio, laddove i luoghi della natura diventano spazi dell\u2019anima, i soggetti sono semplici, la resa intensa un inno poetico. Successivamente la mostra ripercorre il sogno che attraversa l\u2019Europa ai primi del \u2018900 ripercorrendo, inevitabilmente, autori e vicende che legano la giovane Galleria veneziana d\u2019Arte Moderna e le prime edizioni dell\u2019Esposizione ai Giardini, specchio dei rapporti di forza culturale tra le nazioni europee, sempre in bilico tra internazionalit\u00e0 e spinte regionalistiche. La terza sezione accorpa alcuni interpreti del Simbolismo internazionale, sia nell\u2019accezione mitteleuropea che in quella mitologica mediterranea, per sfociare nella quarta sala dedicata al tema del paesaggio, visto attraverso presenze italiane e straniere, dal Simbolismo \u201cdorato\u201d, classico e talvolta pi\u00f9 nordico della precedente. Il viaggio attraverso le collezioni della Galleria diventa in parallelo una storia della Biennale: a popolare la quinta sala sono gli autori della pi\u00f9 raffinata scuola belga, il primo Padiglione Internazionale sorto nei Giardini, insieme a protagonisti provenienti dai territori tedeschi e austriaci, per arrivare fino alla pittura inglese e svedese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un viaggio che, scandito dai protagonisti delle collezioni capesarine, arriva nel cuore della grande tradizione artistica occidentale: nel 1910, grazie all\u2019intuizione di pochi, tra cui Barbantini, entrer\u00e0 a Ca\u2019 Pesaro l\u2019opera pi\u00f9 celebre delle raccolte civiche: Giuditta II di Gustav Klimt, capolavoro esposto come molti altri nelle sale del I piano del Museo, prosecuzione ideale della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo Ca&#8217; Pesaro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Santa Croce 2076<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">30135 Venezia<br \/>\nTel. +39 041 721127<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIULIO ARISTIDE SARTORIO Il poema della vita umana Venezia, Ca\u2019 Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna Sale espositive II piano 16 maggio \u2013 28 settembre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[31750],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/146839"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=146839"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/146839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":146845,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/146839\/revisions\/146845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=146839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=146839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=146839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}