{"id":147836,"date":"2025-06-10T18:38:19","date_gmt":"2025-06-10T16:38:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=147836"},"modified":"2025-06-11T18:33:16","modified_gmt":"2025-06-11T16:33:16","slug":"mostra-di-fotografie-a-rovigo-rodney-smith-palazzo-roverella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=147836","title":{"rendered":"Mostra di fotografie a Rovigo &#8211; Rodney Smith &#8211; Palazzo Roverella"},"content":{"rendered":"<p>RODNEY SMITH<\/p>\n<p>Fotografia tra reale e surreale<\/p>\n<p>Rovigo, Palazzo Roverella<\/p>\n<p><strong>3 ottobre 2025 \u2013 1 febbraio 2026<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_147840\" aria-describedby=\"caption-attachment-147840\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-147840\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella-1024x822.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella-768x616.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella-374x300.jpg 374w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Rodney-Smith-mostra-foto-2025-a-Palazzo-Rovella.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-147840\" class=\"wp-caption-text\">Skyline, Hudson River, New York, 1995 \u00a9 Rodney Smith<\/figcaption><\/figure>\n<p>Skyline, Hudson River, New York, 1995 \u00a9 Rodney Smith<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con diChroma photography, prodotta da Silvana Editoriale. A cura di Anne Morin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMi avventuro nel mondo per respirare la sua dubbia reputazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e il suo umorismo, per vedere pi\u00f9 chiaramente, per cercare finalit\u00e0 e conoscenza,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per aprirmi, per cogliere in modo esuberante e inesorabile la luce.\u201d Rodney Smith<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta in Italia, arriva a Palazzo Roverella una grande mostra monografica che celebra l\u2019opera dell\u2019acclamato fotografo newyorkese Rodney Smith (1947-2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ampia retrospettiva,<\/strong> che espone oltre cento opere evocative di Smith, \u00e8 promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con diChroma photography, il Comune di Rovigo e l\u2019Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale. Sar\u00e0 possibile visitare l\u2019esposizione curata da Anne Morin dal 3 ottobre al primo febbraio 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra introduce il pubblico italiano a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un grande protagonista della fotografia, noto per la sua inconfondibile estetica: un raffinato connubio di eleganza classica, composizione rigorosa e ironia elegante e surreale<\/strong>, che ha richiamato<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>paragoni con le opere del pittore Ren\u00e9 Magritte. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A lungo acclamato per le<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>iconiche immagini in bianco e nero che combinano ritratto e paesaggio,<\/strong> Rodney Smith ha dato vita a mondi incantati e visionari pieni di sottili contraddizioni e sorprese. Realizzate con<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il solo ausilio di pellicola e luce naturale,<\/strong> le sue<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>immagini oniriche, mai ritoccate,<\/strong> si distinguono per una meticolosa cura artigianale e una straordinaria precisione formale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Allievo di Walker Evans, influenzato da Ansel Adams e ispirato dall\u2019opera di Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson e William Eugene Smith<\/strong>, le sue fotografie sono apparse su pubblicazioni di spicco quali <strong>\u201cTIME\u201d, \u201cWall Street Journal\u201d, \u201cThe New York Times\u201d, \u201cVanity Fair\u201d<\/strong> e molte altre. Non da ultimo, Smith ha ottenuto grandi riconoscimenti per la sua fotografia di moda in <strong>collaborazione con rinomati marchi tra cui Ralph Lauren, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estetica di Smith mostra inoltre evidenti<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>parallelismi con la tradizione cinematografica, e si avvale di netti rimandi all\u2019opera di registi del calibro di Alfred Hitchcock, Terrence Malick e Wes Anderson,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">e a leggende del <strong>cinema muto quali Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rodney Smith, uomo colto e studioso di teologia e filosofia<\/strong>, mosso da una ricerca continua del significato della vita, ha trovato nella fotografia il linguaggio che gli ha consentito di esprimersi al meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Proprio Smith che si descriveva come un \u201cansioso solitario\u201d,<\/strong> trovava conforto nel catturare immagini considerandole un modo per \u201criconciliare il quotidiano con l\u2019ideale\u201d, per tradurre le proprie emozioni nella forma e per tramutarsi da osservatore a partecipe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le sue immagini iconiche catturano il mondo con humour, grazia e ottimismo<\/strong>. Con il suo stile distintivo ha affinato la percezione, portando ordine nel caos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fotografie di Rodney Smith stupiscono, affascinano e intrigano, conducendo l\u2019osservatore in regni poetici di riflessi e riflessioni. <strong>Sereni luoghi immaginari evocano un senso di benessere e inducono chi li osserva a sorridere<\/strong> e ad <strong>abbandonarsi alla tenerezza<\/strong> e, grazie a questa apertura e distensione, a provare stupore e ammirazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la curatrice Anne Morin descrive il lavoro di Rodney Smith:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOgni immagine creata da Smith, con la cura e la precisione di un orafo, \u00e8 un tentativo sempre nuovo di ricreare questa armonia divina e di raggiungere uno stato superiore, anche solo per un istante. Ogni immagine \u00e8 eterea ed estatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(\u2026) In qualsiasi punto dell\u2019immagine si posi lo sguardo,<strong> l\u2019occhio \u00e8 immediatamente sedotto dalla grazia, dalla raffinatezza, dallo squisito accostamento di forme e contro forme,<\/strong> dalla diversit\u00e0 delle materie e dalla <strong>ricchezza narrativa che eccelle per sobriet\u00e0, parsimonia e silenzio.\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo \u00e8 suddiviso in sei sezioni tematiche: La divina proporzione, Gravit\u00e0, Spazi eterei, Attraverso lo specchio, Il tempo e la permanenza, Passaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La maggior parte delle opere esposte sono in bianco e nero<\/strong>, a testimonianza del fatto che Smith <strong>ha iniziato a lavorare con il colore solo a partire dal 2002.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiega lo stesso fotografo: \u201cDopo quarantacinque anni e migliaia di rullini, <strong>provo ancora questo amore incondizionato per la pellicola in bianco e nero<\/strong>. Tuttavia, contrariamente a quanto pensavano molti miei conoscenti, ho cambiato idea e circa otto anni fa ho iniziato a scattare anche a colori. Assolve a una funzione diversa per me, e ne parler\u00f2 pi\u00f9 avanti, tuttavia non c\u2019\u00e8 niente per me come l\u2019oscurit\u00e0 e la sfolgorante intensit\u00e0 del bianco e nero. \u00c8 un\u2019astrazione che avviene per aggiunta. S\u00ec, c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 colore nel bianco e nero di quanto non ve ne sia nel colore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, una volta che Smith ha abbracciato il colore e la fotografia di grande formato, i risultati sono stati sorprendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di Rodney Smith sono ora esposte in musei, gallerie e importanti collezioni private in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imminente retrospettiva monografica che aprir\u00e0 i battenti a Palazzo Roverella il 3 ottobre 2025, offrir\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 anche al pubblico italiano di lasciarsi trasportare nel mondo incantato di Rodney Smith e di approfondire la conoscenza di questo fotografo, maestro indiscusso di un\u2019eleganza senza tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Anne Morin e corredato dai testi delle curatrici internazionali Anne Morin e Susan Bright e di Leslie Smolan, Executive Director presso Estate of Rodney Smith.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ANNE MORIN<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diplomatasi presso la National School of Photography di Arles e la \u00c9cole Sup\u00e9rieure des Beaux-Arts di Montpellier, \u00e8 la direttrice di diChroma photography, societ\u00e0 specializzata in esposizioni internazionali itineranti dedicate alla fotografia, nonch\u00e9 nello sviluppo e nella realizzazione di progetti culturali in collaborazione con musei e istituzioni prestigiosi, tra cui Fundaci\u00f3n Canal (Madrid), Martin-Gropius-Bau (Berlino), Pushkin National Museum of Fine Arts (Mosca), Mus\u00e9e du Luxembourg, Jeu de Paume (Parigi), Palazzo Ducale (Genova). Mossa da grande passione ed entusiasmo, Anne Morin lavora alla riscoperta di artisti e fotografi. Ha curato numerose mostre di fotografi e artisti prestigiosi, tra cui Berenice Abbott, Antonio Lopez, Vivian Maier, Robert Doisneau, Jessica Lange, Jacques Henri Lartigue, Sandro Miller, Pentti Sammallahti e Margaret Watkins. Nel 2022 ha ricevuto il premio Photo Curator of the Year dei Lucie Awards (Carnegie Hall, New York) per il suo lavoro sulla mostra dedicata a Vivian Maier, Unseen, allestita al Mus\u00e9e du Luxembourg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Info:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.palazzoroverella.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Social:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IG @palazzoroverellarovigo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FB @palazzoroverella<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Cariparo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dott. Roberto Fioretto &#8211; Responsabile dell\u2019Ufficio Comunicazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">+39 049 8234834 &#8211; roberto.fioretto@fondazionecariparo.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RODNEY SMITH Fotografia tra reale e surreale Rovigo, Palazzo Roverella 3 ottobre 2025 \u2013 1 febbraio 2026 Skyline, Hudson River, New York, 1995 \u00a9 Rodney<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":147839,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[31860],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/147836"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=147836"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/147836\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":147841,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/147836\/revisions\/147841"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/147839"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=147836"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=147836"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=147836"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}