{"id":147953,"date":"2025-06-12T19:33:20","date_gmt":"2025-06-12T17:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=147953"},"modified":"2025-06-12T19:38:04","modified_gmt":"2025-06-12T17:38:04","slug":"mostre-a-torino-pinacoteca-agnelli-programmazione-espositiva-autunno-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=147953","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; Pinacoteca Agnelli programmazione espositiva autunno 2025"},"content":{"rendered":"<p>La programmazione espositiva dell\u2019autunno 2025<br \/>\ne il nuovo team curatoriale della Pinacoteca Agnelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ALICE NEEL<br \/>\nI Am the Century<br \/>\nA cura di Sarah Cosulich e Pietro Rigolo | Pinacoteca Agnelli, terzo piano<\/p>\n<p>Beyond the Collection<br \/>\nPIOTR UKLA\u0143SKI<br \/>\nFaux Amis<br \/>\nPinacoteca Agnelli, Scrigno, con interventi al Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando e al Museo della Frutta Francesco Garnier Valletti<\/p>\n<p><strong>31 ottobre 2025 \u2013 6 aprile 2026<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_147959\" aria-describedby=\"caption-attachment-147959\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Torino-Agnelli-pinacoteca.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-147959\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Torino-Agnelli-pinacoteca-300x200.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Torino-Agnelli-pinacoteca-300x200.gif 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Torino-Agnelli-pinacoteca-768x512.gif 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Torino-Agnelli-pinacoteca-450x300.gif 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-147959\" class=\"wp-caption-text\">La Pista 500, Pinacoteca Agnelli, Image CourtesyPinacoteca Agnelli, Torino,Ph.Credit Sebastiano Pellion diPersano<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pinacoteca Agnelli annuncia la propria programmazione espositiva per l\u2019autunno 2025, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>da venerd\u00ec 31 ottobre, in contemporanea con Artissima e con l\u2019art week torinese 2025, sino a luned\u00ec 6 aprile 2026<\/strong> presenta al pubblico due nuovi progetti espositivi inediti:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la prima grande personale italiana dedicata a Alice Neel (Marion Square, PA, 1900 &#8211; New York, 1984) I Am the Century<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">e il <strong>progetto espositivo di Piotr Ukla\u0144ski (1968, Varsavia, Polonia) Faux Amis, parte di Beyond the Collection,<\/strong> che prevede inoltre due interventi al Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando e al Museo della Frutta Francesco Garnier Valletti di Torino.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1 giugno 2025 sono entrati in organico due nuove professionalit\u00e0, che arricchiscono e completano il team curatoriale della Pinacoteca Agnelli e che affiancheranno la direttrice Sarah Cosulich e il capo curatore, in carica da gennaio, Pietro Rigolo (1981, Pordenone): Nicola Trezzi (1982, Magenta), con un incarico come curatore, e Rapha\u00eble Sevrain (1998, Parigi), nel ruolo di assistente curatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ALICE NEEL. I Am the Century<\/strong><br \/>\n<strong>Da venerd\u00ec 31 ottobre 2025 a luned\u00ec 6 aprile 2026, Pinacoteca Agnelli<\/strong> presenta la prima retrospettiva in Italia dedicata all\u2019artista americana Alice Neel (Marion Square, PA 1900 &#8211; New York 1984), <strong>una delle pi\u00f9 significative pittrici del XX secolo.<\/strong> Alice Neel. I Am the Century \u00e8 curata da Sarah Cosulich e Pietro Rigolo, e offre una prospettiva coinvolgente sull\u2019opera dell\u2019artista mettendo in luce il suo sguardo pionieristico e il suo interesse verso l\u2019umanit\u00e0 in tutte le sue forme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alice Neel \u00e8 una delle grandi pioniere del 1900, pittrice rivoluzionaria<\/strong> il cui approccio alla ritrattistica ha toccato &#8211; molto in anticipo rispetto ai tempi in cui \u00e8 vissuta <strong>&#8211; fondamentali questioni umane, sociali e politiche.<\/strong> Grazie al suo stile pittorico unico, caratterizzato da un modo spontaneo, ma anche preciso, di trasmettere la natura e il profondo carattere dei suoi modelli, il lavoro di Alice Neel ancora oggi influenza generazioni di artisti.<strong> Fondendo realismo e surrealismo, con uno sguardo severo e pennellate enfatiche,<\/strong> Neel \u00e8 riuscita a leggere l\u2019animo umano nelle sue pieghe pi\u00f9 nascoste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo una linea temporale cronologica che <strong>abbraccia sette decenni del 20esimo secolo<\/strong>, I Am the Century alla Pinacoteca Agnelli approfondisce l\u2019idea di Alice Neel come \u201ccronista della vita\u201d e dei <strong>suoi dipinti quali rappresentazioni della \u201ccommedia umana\u201d<\/strong>. Strutturata in sei capitoli che si intrecciano con la sua biografia, il progetto evidenzia la relazione unica dell\u2019artista con i soggetti e le loro storie di vita, dalla nascita alla morte, attraverso la crescita fino all\u2019et\u00e0 adulta, lo sviluppo della sessualit\u00e0, la creazione di relazione e legami, ma anche la formazione di una coscienza civica e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra indaga l\u2019evoluzione dello stile dell\u2019artista nel tempo, enfatizzando indirettamente come la sua pratica rivoluzionaria si confronti con i canoni storico artistici della ritrattistica e con la tradizionale prospettiva maschile, di cui si trova rappresentazione anche all\u2019interno della Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra Alice Neel. I Am the Century \u00e8 sviluppata in stretta collaborazione con l\u2019Archivio Alice Neel.<br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da una pubblicazione che vuole dare una lettura critica e profonda dell\u2019umanesimo di Alice Neel costruendo un viaggio attraverso la sua vita artistica e personale. La pubblicazione include testi di accademici e artisti, arricchiti da numero esteso di illustrazioni, fotografie d\u2019archivio e documenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piotr Ukla\u0144ski, Self-portrait, 2019, Courtesy of the artist and MASSIMODECARLO<\/strong><br \/>\n<strong>PIOTR UKLA\u0143SKI. Faux Amis<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pinacoteca Agnelli presenta un nuovo capitolo del programma Beyond the Collection dedicato alla Collezione Permanente del Museo attraverso il progetto espositivo di Piotr Ukla\u0144ski.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra Faux Amis, aperta al pubblico da venerd\u00ec 31 ottobre 2025 a luned\u00ec 6 aprile 2026<\/strong> all\u2019interno dello Scrigno della Pinacoteca, si completa con due interventi dell\u2019artista presso il Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando e il Museo della Frutta Francesco Garnier Valletti a Torino.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invitato a proporre un progetto di interazione con la Collezione Permanente della Pinacoteca, l\u2019artista polacco sceglie di <strong>interagire con l\u2019intero spazio dello Scrigno, in un gioco \u2013 a tratti provocatorio &#8211; di assonanze, rimandi e relazioni con le sue opere pittoriche, installative e fotografiche.<\/strong> Il titolo della mostra <strong>Faux Amis (falsi amici), espressione francese che descrive due parole che, in lingue diverse, suonano simili ma hanno significati molto differenti, anticipa come Ukla\u0144ski contrapponga le sue opere a quelle di Bernardo Bellotto, Henri Matisse, Pierre-Auguste Renoir, Antonio Canova ed Edouard Manet<\/strong>. L\u2019artista delinea <strong>similitudini che spesso si basano sul genere pittorico e su richiami formali e iconografici,<\/strong> rimandando a letture della storia complesse e stratificate. Con un approccio da lui stesso definito \u201ccannibalistico\u201d, Ukla\u0144ski setaccia la storia dell\u2019arte e trova sostentamento in secoli di arte prodotta da artisti e artiste che lo precedono. Faux Amis sottolinea il ruolo dello studio e della conoscenza della storia dell\u2019arte nelle pratiche contemporanee e presenta inaspettati punti di vista sui capolavori della Collezione Permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra si estende fuori dalle mura della Pinacoteca<\/strong> e include due interventi dell\u2019artista presso due istituzioni torinesi: <strong>il Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando e il Museo della Frutta Francesco Garnier Valletti nel quartiere di San Salvario<\/strong>. Adottando un approccio alla storia della scienza simile a quello utilizzato nei confronti della storia dell\u2019arte per la Pinacoteca Agnelli, Ukla\u0144ski mette in relazione la collezione anatomica del Museo con un gruppo di opere che fa riferimento alla corporeit\u00e0 umana e al simbolismo del sangue.<strong> Al Museo della Frutta, invece, caratterizzato da centinaia di riproduzioni in cera di specie e tipologie diverse di mele, pere, tuberi e ortaggi realizzati dallo scienziato botanico Francesco Garnier Valletti,<\/strong> le rappresentazioni tridimensionali di variet\u00e0 di frutta entrano in dialogo con le nature morte di Ukla\u0144ski, a loro volta fantasmi di dipinti che oggi possono essere solo immaginati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beyond the Collection \u00e8 il progetto della Pinacoteca Agnelli che dal 2022 si propone di riattivare la Collezione Permanente del museo. Attraverso il coinvolgimento di artiste e artisti contemporanei e la collaborazione con altre prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, alcune opere della collezione diventano il punto focale di nuovi allestimenti e di nuove narrazioni, che possano rileggere il patrimonio storico attraverso le tematiche della contemporaneit\u00e0.<br \/>\nNUOVO TEAM CURATORIALE<br \/>\nDal 1\u00b0 giugno 2025 si sono unite al team della Pinacoteca Agnelli due nuove professionalit\u00e0 che arricchiscono e completano il nucleo curatoriale accanto alla direttrice Sarah Cosulich e al capo curatore Pietro Rigolo (1981, Pordenone), rientrato in Italia a gennaio 2025 dopo anni al Getty Research Institute di Los Angeles: Nicola Trezzi (1982, Magenta), nominato curatore, in arrivo dal CCA \u2013 Center for Contemporary Art di Tel Aviv-Yafo, e Rapha\u00eble Sevrain (1998, Parigi), nel ruolo di assistente curatrice. Con questi ingressi, la Pinacoteca dimostra il suo dinamismo curatoriale e la sua capacit\u00e0 di riportare in Italia talenti che si sono formati all\u2019estero, affermandosi come polo dal respiro internazionale e punto di riferimento per il sistema dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI GENERALI<\/strong><br \/>\n<strong>Pinacoteca Agnelli<\/strong><br \/>\n<strong>Lingotto, Via Nizza, 230\/103 10126 Torino<\/strong><br \/>\n<strong>www.pinacoteca-agnelli.it<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ORARI E BIGLIETTI<br \/>\nDa marted\u00ec a domenica<br \/>\nPista 500 dalle 10 alle 21<br \/>\nPinacoteca Agnelli dalle 10 alle 19<br \/>\nFIATCaf\u00e9500 dalle 10 alle 21, accesso gratuito.<br \/>\nIntero Pinacoteca<strong> \u20ac 10.<\/strong> Ridotto \u20ac 8 gruppi, over 65, convenzionati.<br \/>\nIntero Pista 500 \u20ac 4. Ridotto \u20ac 2.<br \/>\nCombo Pinacoteca + Pista 500 \u20ac 12. Ridotto \u20ac 8.<\/p>\n<p>Consultare il sito web di Pinacoteca Agnelli per aggiornamenti sulle aperture e chiusure straordinarie dell\u2019istituzione: www.pinacoteca-agnelli.it\/visita<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIOGRAFIE ARTISTI<\/strong><br \/>\n<strong>ALICE NEEL<\/strong><br \/>\n<strong>Nata nel 1900 a Merion Square, Pennsylvania<\/strong>, Neel ha vissuto a Philadelphia e <strong>all\u2019Havana prima di stabilirsi a New York (dove ha vissuto fino alla sua morte nel 1984) diventando parte del milieu artistico del quartiere di Harlem.<\/strong> Ha dipinto figurativamente per tutta la sua vita, spesso usando le persone \u201cintorno a lei\u201d come soggetti, modelli e muse. Per Neel questo significava ritrarre sia le persone che vivevano a Harlem, che sconosciuti, amici e gli intellettuali che condividevano la sua vicinanza al Partito Comunista. Ritrattista in un\u2019epoca dominata dall\u2019Espressionismo Astratto, Neel dedic\u00f2 attenzione speciale ai soggetti femminili che dipinse spesso nudi e incinta. L\u2019aspetto introspettivo del lavoro di Neel, la sua capacit\u00e0 di catturare l\u2019essenza dei suoi soggetti e la loro anima, l\u2019hanno resa oggi una delle artiste pi\u00f9 apprezzate e rispettate del ventesimo secolo.<br \/>\nIl suo lavoro \u00e8 stato di recente oggetto di retrospettive al Metropolitan Museum of Art di New York, al Guggenheim Museum Bilbao e al Centre Pompidou di Parigi. \u00c8 parte delle collezioni permanenti di istituzioni quali l\u2019Art Institute of Chicago; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden a Washington, DC; il Metropolitan Museum of Art; Moderna Museet a Stoccolma; Museum of Contemporary Art a Los Angeles; il Museum of Fine Arts a Houston; il Museum of Modern Art a New York; la National Gallery of Art a Washington, DC; il Philadelphia Museum of Art; la Tate Modern di Londra; il Walker Art Center a Minneapolis in Minnesota; il Whitney Museum of American Art a New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P<strong>IOTR UKLA\u0143SKI<\/strong><br \/>\n<strong>Nato nel 1968 a Varsavia, Polonia, Ukla\u0144ski vive tra Varsavia e New York, dove si \u00e8 contraddistinto insieme a una generazione di artisti, come Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Elizabeth Peyton\u200b e Rirkrit Tiravanija,<\/strong> che furono i protagonisti della vibrante scena di New York negli anni Novanta. Profondamente interessato al potere intrinseco delle immagini, una posizione che \u00e8 reminiscente dei suoi studi &#8211; pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Varsavia e fotografia alla Cooper Union di New York, Ukla\u0144ski non si \u00e8 mai legato a un particolare linguaggio artistico mentre ha sempre impiegato la sua identit\u00e0 quale vero e proprio medium del suo lavoro.<br \/>\nL\u2019opera di Ukla\u0144ski \u00e8 stata oggetto di mostre personali in istituzioni quali Secession a Vienna; Mus\u00e9e d\u2019art moderne et contemporain a Strasburgo; Zach\u0119ta Galleria Nazionale d\u2019Arte di Varsavia; il Bass Museum of Art a Miami; Dallas Contemporary; e il Metropolitan Museum of Art a New York; ha partecipato a diverse mostre ricorrenti tra cui le biennali di San Paolo, Istanbul, Venezia, la Biennale del Whitney e documenta a Kassel e Atene. Il suo lavoro \u00e8 parte delle collezioni del Metropolitan Museum of Art; il Museum of Modern Art e il Solomon R. Guggenheim a New York; la Tate Modern di Londra; il Walker Art Center di Minneapolis; il Museum of Contemporary Art di Chicago; il Museo d\u2019Arte Moderna di Varsavia; e la Pinault Collection a Parigi e Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BIOGRAFIE CURATORI<br \/>\nPietro Rigolo (1981, Pordenone; vive e lavora a Torino) \u00e8 capo curatore alla Pinacoteca Agnelli. Ha lavorato per 11 anni al Getty Research Institute (GRI) di Los Angeles, ricoprendo dal 2013 il ruolo di responsabile dell\u2019archivio del curatore Harald Szeemann e di altre collezioni di arte moderna e contemporanea e, dal 2018 al 2024, la posizione di curatore.<br \/>\nRigolo ha contribuito in maniera sostanziale alla crescita delle collezioni del GRI con oltre 200 acquisizioni. Ha co-curato le mostre Harald Szeemann: Museum of Obsessions (2018, presentata al Castello di Rivoli nel 2019) e Barbara T. Smith: The Way to Be (2023). Ha recentemente inaugurato l\u2019esposizione $3 Bill: Evidence of Queer Lives.<br \/>\nI suoi scritti sono apparsi in pubblicazioni edite, tra gli altri, da Fondazione Nicola Trussardi, Castello di Rivoli, Pirelli HangarBicocca, Istanbul Biennale, Deutsches Historisches Museum, Getty Research Institute, e Institute of Contemporary Art Los Angeles.<br \/>\nHa studiato all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Padova, allo IUAV di Venezia, e all&#8217;Ecole des Beaux-Arts a Parigi. Ha conseguito nel 2011 il Dottorato di Studi presso L&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Siena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicola Trezzi (1982, Magenta; vive e lavora a Torino) \u00e8 curatore alla Pinacoteca Agnelli. In precedenza, tra il 2018 e il 2025, \u00e8 stato direttore e curatore al CCA Tel Aviv-Yafo e, nell\u2019ultimo decennio, ha curato e co-curato mostre in istituzioni quali il Palais de Tokyo a Parigi, l\u2019Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art a Varsavia, il Kunsthaus Baselland a Muttenz\/Basilea, l\u2019HVMOCA a Peekskill, il Cluj Art Museum a Cluj-Napoca, il MNAC, Museo Nazionale d\u2019Arte Contemporanea a Bucarest, il Tel Aviv Museum of Art. Ha ricoperto ruoli curatoriali nelle edizioni 2007, 2009, 2011 e 2013 della Biennale di Praga. Ex redattore per gli Stati Uniti di Flash Art International tra il 2007 e il 2014, ed ex direttore del programma MFA alla Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme tra il 2015 e il 2017, ha scritto per Il Sole 24 Ore, artnet, artpress e Monopol. Ha insegnato alla Yale School of Art di New Haven e presso Independent Curators International a New York. Trezzi ha ricevuto il master in scenografia presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Brera nel 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La programmazione espositiva dell\u2019autunno 2025 e il nuovo team curatoriale della Pinacoteca Agnelli ALICE NEEL I Am the Century A cura di Sarah Cosulich e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":147962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[31877],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/147953"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=147953"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/147953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":147963,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/147953\/revisions\/147963"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/147962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=147953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=147953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=147953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}