{"id":148211,"date":"2025-06-18T18:42:51","date_gmt":"2025-06-18T16:42:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148211"},"modified":"2025-06-18T18:42:51","modified_gmt":"2025-06-18T16:42:51","slug":"bassano-del-grappa-mostre-dautunno-presentazione-giovanni-segantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148211","title":{"rendered":"Bassano del Grappa mostre d&#8217;autunno &#8211; presentazione &#8211; Giovanni Segantini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gli artisti dell&#8217;Ottocento, stanno vivendo un momento di grande rivalutazione da parte della critica e degli addetti ai lavori.<\/p>\n<p><strong>GIOVANNI SEGANTINI<\/strong><\/p>\n<p>Museo Civico di Bassano del Grappa<\/p>\n<p>25 ottobre 2025 &#8211; 22 febbraio 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_148215\" aria-describedby=\"caption-attachment-148215\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/SEGANTINI-W-S.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-148215\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/SEGANTINI-W-S-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/SEGANTINI-W-S-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/SEGANTINI-W-S-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/SEGANTINI-W-S-449x300.jpg 449w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/SEGANTINI-W-S.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-148215\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle&#8211; A cura di Niccol\u00f2 D\u2019Agati.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026<\/strong> i Musei Civici di Bassano del Grappa sono lieti di presentare al pubblico Giovanni Segantini, la grande mostra che celebra la vita e l\u2019opera di uno dei <strong>massimi esponenti del Divisionismo italiano<\/strong> e tra i pi\u00f9 sensibili osservatori del mondo naturale: Giovanni Segantini (1858-1899).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato ad Arco, ma trasferitosi nel 1865 a Milano<\/strong>, Segantini trascorre nella capitale lombarda <strong>un\u2019infanzia travagliata<\/strong>,<strong> costretto in un istituto correttivo dal quale tenter\u00e0 pi\u00f9 volte l\u2019evasione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte entrer\u00e0 lentamente a far parte della sua vita, grazie all<strong>\u2019esperienza da garzone presso la bottega del maestro Luigi Tettamanzi &#8211; fotografo e pittore di striscioni, insegne e stendardi &#8211;<\/strong>, ma soprattutto con la<strong> frequentazione dell\u2019Accademia di Brera dal 1875,<\/strong> dove avr\u00e0 modo di avviare la sua ricerca artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 proprio dal suo esordio a Brera che prende avvio la mostra<\/strong>, con un percorso cronologico-geografico, diviso in quattro sezioni e altrettanti focus tematici, che seguir\u00e0 gli snodi pi\u00f9 importanti della sua vicenda biografica in relazione ai suoi<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>spostamenti tra Milano, la Brianza e la Svizzera, ponendo in luce l\u2019evoluzione della sua pittura.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fase milanese, oggetto della prima sezione, \u00e8 <strong>segnata dall\u2019incontro con Vittore Grubicy De Dragon &#8211; gallerista e sodale che influenzer\u00e0 radicalmente<\/strong> l\u2019evoluzione del suo percorso e della sua fortuna critica -, nonch\u00e9 dal diretto <strong>confronto con l\u2019eredit\u00e0 della Scapigliatura e del naturalismo colorista<\/strong>, i cui esponenti venivano <strong>definiti da Segantini \u201cil gruppo della rinascenza\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo vivace contesto si definisce la sua innata propensione allo studio delle potenzialit\u00e0 espressive di luce e colore, tramite una sorprendente variet\u00e0 di soggetti:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dai ritratti alle nature morte, dalle composizioni di genere alle vedute paesaggistiche e urbane, sino alle pi\u00f9 sperimentali opere di matrice letteraria.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul finire del 1880 Segantini<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">lascia Milano per <strong>trasferirsi in Brianza e abbracciare una vita di campagna dove definire la propria personalit\u00e0 artistica.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto di una rinnovata concezione dell\u2019uso del colore e nei suoi valori emotivi e sentimentali, si cimenta con pi\u00f9 varianti degli stessi soggetti, <strong>dedicandosi ad una pittura pastorale<\/strong> che rifiuta il tradizionale generismo italiano. In questa seconda sezione del percorso espositivo, dedicata alla fase brianzola, si concentrano infatti opere caratterizzate da un <strong>crescente interesse per la Natura,<\/strong> che \u00e8 rappresentata nella comunione tra uomo, paesaggio e animali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019analisi di questa fase, che rappresenta una delle novit\u00e0 pi\u00f9 importanti della mostra, si riconduce anche il <strong>forte legame con l\u2019artista francese Jean-Fran\u00e7ois Millet<\/strong>, che apre a significativi confronti con la cultura artistica di fine Ottocento, segnata dall\u2019ascendente millettiano,<strong> come accade con la produzione di Vincent Van Gogh<\/strong> e, in maniera pi\u00f9 diretta, <strong>con le opere degli artisti della Scuola dell\u2019Aja<\/strong> che saranno messi per la prima volta in relazione con la sua pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso proseguir\u00e0 con una<strong> terza sezione dedicata alla fase svizzera, che prende avvio nel 1886 con il trasferimento di Segantini nella piccola cittadina di Savognin<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questo soggiorno l\u2019artista potr\u00e0 dedicarsi alle sue grandi e<strong> celebri composizioni della vita montana,<\/strong> nelle quali si legge la sua personale interpretazione del rapporto panteistico tra Uomo e Natura. Una sperimentazione, quest\u2019ultima, che lo porter\u00e0 a spiccare tra i maggiori protagonisti del <strong>Divisionismo italiano,<\/strong> a partire dalla famosa Esposizione Triennale di Belle Arti di Milano del 1891.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo decennio della produzione segantiniana \u00e8 infine oggetto della<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>quarta e ultima sezione di mostra, quando, a partire dal 1894, Segantini si trasferisce a Maloja<\/strong> e la sua ricerca artistica converge nel tentativo di riscrivere gli spazi naturali in termini pittorici, resi da lui assoluti ed eterni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un obiettivo che raggiunger\u00e0 attraverso la peculiare formula del <strong>\u201csimbolismo naturalistico\u201d:<\/strong> una sperimentazione in chiave simbolista ancorata, cio\u00e8, alla forza evocativa delle <strong>scene di vita montana che lo circondano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 proprio questa ricerca ossessiva a <strong>portare Segantini ad una morte prematura: con lo scopo di finire il dipinto centrale del suo grande trittico, Natura, il pittore arcense si recher\u00e0 infatti sulle alte montagne vicino a Schafberg, dove il ritmo frenetico del lavoro, unito all\u2019altitudine elevata, lo far\u00e0 ammalare di peritonite,<\/strong> malattia che porr\u00e0 fine alla sua vita a soli 41 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troppo spesso l\u2019opera di Segantini<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00e8 stata considerata in una dimensione di romantico isolamento<\/strong>, teso a rispecchiare il mito di un artista eroicamente solitario.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo di questa mostra \u00e8 invece quello di ricondurre la sua opera al quadro di una pi\u00f9 ampia indagine dei contesti artistici e culturali che lo influenzarono e che risultano dunque fondamentali alla comprensione di questo grande artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attraverso circa 100 opere tra dipinti, disegni, incisioni, ma anche fotografie e documenti archivistici,<\/strong> la grande esposizione dei Musei Civici di Bassano del Grappa, una delle pi\u00f9 complete e ricche di novit\u00e0 degli ultimi anni, potr\u00e0 contare su <strong>importantissimi prestiti nazionali e internazionali<\/strong> provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private italiane ed europee &#8211; dal Mus\u00e9e d\u2019Orsay di Parigi al Rijksmuseum di Amsterdam, dalla Kunsthaus di Zurigo alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano &#8211; che permetteranno al pubblico di scoprire, con occhi del tutto nuovi, uno dei pi\u00f9 straordinari artisti dell\u2019Ottocento italiano ed europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa e organizzata dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa, con il patrocinio della Regione del Veneto, con il supporto del Segantini Museum di St. Moritz e della Galleria Civica G. Segantini di Arco e in collaborazione con Regione Lombardia e Dario Cimorelli Editore, l\u2019esposizione ricostruir\u00e0 la figura di Giovanni Segantini attraverso un\u2019inedita rilettura della sua opera in confronto all\u2019arte coeva, per raccontare una carriera che in soli vent\u2019anni, dagli esordi \u201cscapigliati\u201d agli ultimi slanci simbolisti di catturare la Natura, ha saputo influenzare i maggiori movimenti artistici del suo tempo. Una mostra di alto profilo scientifico che, dopo oltre dieci anni dall\u2019ultima grande esposizione italiana, seguir\u00e0 in ordine cronologico le tappe fondamentali della parabola del pittore arcense attraverso eccezionali prestiti nazionali e internazionali provenienti da alcuni dei pi\u00f9 importanti musei d\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si inserisce nel programma ufficiale dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, un\u2019iniziativa che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con un ricco calendario di eventi culturali diffusi sul territorio nazionale. In questo contesto, l\u2019esposizione dedicata a Giovanni Segantini rappresenta un\u2019occasione unica per valorizzare il patrimonio artistico italiano ed europeo, offrendo al pubblico internazionale un approfondimento sulla figura di un artista che ha saputo interpretare, con straordinaria sensibilit\u00e0, il rapporto tra uomo e natura. La partecipazione all\u2019Olimpiade Culturale sottolinea il ruolo centrale della cultura come ponte tra territori, generazioni e linguaggi, in linea con lo spirito dei Giochi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOggi celebriamo non solo un grande artista, ma una visione. La visione di due Regioni \u2013 Lombardia e Veneto \u2013 che scelgono di fare sistema, mettendo la cultura al centro della preparazione verso un appuntamento storico: le Olimpiadi di Milano Cortina 2026\u201d dichiara Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia. \u201cQuesta mostra \u00e8 importante anche \u2013 e soprattutto \u2013 per noi lombardi. Segantini \u00e8 parte integrante della nostra identit\u00e0 culturale: si \u00e8 formato all\u2019Accademia di Brera, ha vissuto a Milano e in Brianza, e molte delle sue opere risiedono stabilmente nelle collezioni della nostra Regione \u2013 basti pensare alla Pinacoteca di Brera e alla Galleria d\u2019Arte Moderna. Segantini \u00e8, a tutti gli effetti, anche un figlio della Lombardia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa cultura \u00e8 uno strumento straordinario, \u00e8 sapere, \u00e8 condivisione e riteniamo sia anche il miglior biglietto da visita per una citt\u00e0 e un territorio che vogliano continuare ad aprirsi e farsi conoscere al mondo, a partire dalle proprie eccellenze e dal proprio patrimonio in campo artistico. Un patrimonio composto certamente da opere e luoghi, ma anche da relazioni, visioni e progetti\u201d dichiara Nicola Ignazio Finco, Sindaco di Bassano del Grappa. \u201cPrendercene cura, investire in progetti innovativi, usare con intelligenza le nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio ereditato dal passato e allo stesso tempo farlo crescere, sono alcune delle sfide pi\u00f9 importati per una Amministrazione che voglia raggiungere importanti risultati a partire dalle proprie caratteristiche e dalle nuove opportunit\u00e0 offerte dal nostro tempo. La mostra dedicata a Giovanni Segantini, artista che nelle sue opere celebra la natura e la montagna, temi strettamente legati al nostro territorio, si inserisce in questa visione ed essere presenti nel programma dell\u2019Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026 \u00e8 per noi motivo di grande orgoglio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019Olimpiade Culturale \u00e8 uno spazio di dialogo tra le arti, i territori e le persone, pensato per accompagnare i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con un racconto corale della nostra identit\u00e0 culturale\u201d dichiara Domenico De Maio, Education and Culture Director di Milano Cortina 2026. \u201cLa mostra dedicata a Giovanni Segantini rappresenta un tassello prezioso di questo mosaico: un progetto che unisce rigore scientifico e visione internazionale, capace di restituire al grande pubblico la forza poetica di un artista che ha saputo interpretare la natura come luogo di bellezza, spiritualit\u00e0 e appartenenza. Siamo orgogliosi che questa iniziativa sia parte del programma ufficiale dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa grande mostra dedicata a Giovanni Segantini, si inserisce in una stagione museale e culturale particolarmente importante per la nostra citt\u00e0, premiata dalla Regione del Veneto con il titolo di Citt\u00e0 Veneta della Cultura 2025\u201d afferma Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura di Bassano del Grappa. \u201cNel comporne la programmazione, abbiamo voluto fare dialogare fra di loro le eccellenze che Bassano del Grappa sa proporre, per creare sinergie in grado di valorizzare al meglio ogni iniziativa. Nel caso specifico, la mostra sar\u00e0 preceduta da due appuntamenti teatrali, uno in luglio, l\u2019altro in agosto, inseriti nel calendario di Operaestate Festival Veneto, dedicati proprio a Giovanni Segantini e alla montagna come fonte di ispirazione. Siamo convinti che sia importante valorizzare il nostro patrimonio e in particolare gli artisti di ieri e di oggi che, legati a Bassano e ispirati dal nostro territorio, hanno conquistato successo e gloria nel mondo; ma \u00e8 altrettanto importante dare spazio e disponibilit\u00e0 alle proposte create e condivise con altre realt\u00e0, coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni con idee dal sapore contemporaneo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNoi siamo molto felici e anche orgogliosi di poter sostenere quest\u2019importante progetto espositivo, che speriamo avr\u00e0 il successo che merita\u201d afferma Mirella Carbone, Direttrice artistica Segantini Museum di St. Moritz. \u201cSiamo grati al Comune e ai Musei Civici di Bassano del Grappa per il loro interesse a realizzare una mostra su Giovanni Segantini, sebbene l\u2019artista non abbia un legame diretto con la citt\u00e0 o la regione. E siamo grati al Dr. D\u2019Agati per il valido progetto scientifico: grazie a quest\u2019esposizione al grande pubblico Segantini verr\u00e0 presentato finalmente quale artista strettamente legato alle correnti artistiche europee contemporanee, cos\u00ec da sfatare il mito del vate solitario sulle vette alpine\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Citt\u00e0 di Arco e la sua Galleria Civica coltivano con dedizione la memoria del pittore Giovanni Segantini, che proprio ad Arco ha avuto i suoi natali\u201d dichiara Giancarla Tognoni, Direttrice della Galleria Civica G. Segantini del Comune di Arco. \u201cSiamo quindi estremamente lieti di contribuire alla realizzazione di questo progetto davvero straordinario proposto dai Musei Civici di Bassano del Grappa, ritenendo che la figura di Segantini sia estremamente significativa per tutti i territori alpini e quindi identitaria in modo trasversale per la cultura europea. Ringraziamo sinceramente il Comune di Bassano del Grappa ed i suoi Musei Civici, nonch\u00e9 il curatore Niccol\u00f2 D\u2019Agati, per averci coinvolti in questa esperienza che vede anche la qualificatissima partecipazione del Segantini Museum di St. Moritz, con cui abbiamo condiviso numerosi studi e ricerche negli ultimi anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad accompagnare la mostra, infine, un importante catalogo scientifico pubblicato da Dario Cimorelli Editore raccoglier\u00e0 i contributi dei pi\u00f9 importanti studiosi dell\u2019opera segantinana, con ampi apparati dedicati alla ricostruzione del suo percorso artistico, alla sua tecnica pittorica e alle indagini diagnostiche pi\u00f9 recenti, che saranno restituite in mostra grazie ad apparati tecnologici interattivi, oltre alle schede ragionate delle opere esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa mostra Giovanni Segantini riporter\u00e0 all\u2019attenzione del grande pubblico e degli studiosi uno dei pi\u00f9 grandi pittori italiani ed europei dell\u2019Ottocento, grazie ad una retrospettiva densa di novit\u00e0 e sorprese; non ultima la possibilit\u00e0 di ammirare, riuniti assieme per la prima volta dopo oltre un secolo, alcuni dei suoi pi\u00f9 significativi capolavori rintracciati per l\u2019occasione. Frutto della collaborazione con il Segantini Museum di St. Moritz e con la Galleria Civica G. Segantini di Arco, la mostra sfater\u00e0 il mito del genio isolato per consegnarci un Segantini perfettamente integrato nei dibattiti figurativi del proprio tempo, audace sperimentatore di tecniche pittoriche, inventore di un\u2019iconografia della montagna cos\u00ec potentemente evocativa, carica di poesia e sentimento, da risultare eterna e inscalfibile nella sua laica sacralit\u00e0. Un\u2019eternit\u00e0 oggi messa in discussione dal repentino cambiamento climatico che rende questo soggetto prepotentemente attuale\u201d conclude Barbara Guidi, Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa e organizzata da Comune e Musei Civici di Bassano del Grappa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il supporto di Segantini Museum di St. Moritz e Galleria Civica G. Segantini di Arco In collaborazione con Regione Lombardia e Dario Cimorelli Editore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli artisti dell&#8217;Ottocento, stanno vivendo un momento di grande rivalutazione da parte della critica e degli addetti ai lavori. 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