{"id":148324,"date":"2025-06-20T19:09:28","date_gmt":"2025-06-20T17:09:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148324"},"modified":"2025-06-20T19:09:28","modified_gmt":"2025-06-20T17:09:28","slug":"mostre-a-possagno-treviso-carlo-scarpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148324","title":{"rendered":"Mostre a Possagno \/ Treviso &#8211; Carlo Scarpa"},"content":{"rendered":"<p>POSSAGNO (TV)<\/p>\n<p>MUSEO GYPSOTHECA ANTONIO CANOVA<\/p>\n<figure id=\"attachment_148327\" aria-describedby=\"caption-attachment-148327\" style=\"width: 239px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Paul-Klee-Angelo-1937-penna-e-acquerello-su-carta-26x195-cm-foto_-Lino-Zanesco-1533x1920-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-148327\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Paul-Klee-Angelo-1937-penna-e-acquerello-su-carta-26x195-cm-foto_-Lino-Zanesco-1533x1920-1-239x300.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Paul-Klee-Angelo-1937-penna-e-acquerello-su-carta-26x195-cm-foto_-Lino-Zanesco-1533x1920-1-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Paul-Klee-Angelo-1937-penna-e-acquerello-su-carta-26x195-cm-foto_-Lino-Zanesco-1533x1920-1-768x962.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Paul-Klee-Angelo-1937-penna-e-acquerello-su-carta-26x195-cm-foto_-Lino-Zanesco-1533x1920-1.jpg 798w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-148327\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle&#8211; Paul-Klee-Angelo-1937-penna-e-acquerello-su-carta-26&#215;195-cm-foto_-Lino-Zanesco-1533&#215;1920<\/figcaption><\/figure>\n<p>DAL 22 GIUGNO 2025 ALL&#8217;11 GENNAIO 2026<\/p>\n<p>CARLO SCARPA E LE ARTI ALLA BIENNALE.<\/p>\n<p>Opere e vetri dalla Collezione Gemin<\/p>\n<figure id=\"attachment_148329\" aria-describedby=\"caption-attachment-148329\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920x1280-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-148329\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920x1280-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920x1280-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920x1280-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920x1280-1-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostre-Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920x1280-1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-148329\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle&#8211; Carlo_Scarpa_Museo_Canova09_credits_Lino_Zanesco-1920&#215;1280-<\/figcaption><\/figure>\n<p>a cura di Mario Gemin e Orietta Lanzarini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comitato scientifico della mostra<\/p>\n<p>Moira Mascotto (presidente)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elisabetta Barisoni, Giovanni Bianchi, Francesca Castellani, Mauro Pierconti, Carla Sonego<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione documenta il legame tra Carlo Scarpa e le arti nel contesto della Biennale di Venezia: un sodalizio di fondamentale importanza nella storia professionale dell\u2019architetto, tale da orientare la sua ricerca progettuale e artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna presenta una ricca selezione di dipinti, disegni e sculture di<strong> artisti di rilievo quali <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Gustav Klimt, Paul Klee, Giorgio Morand<\/strong>i, Arturo Martini, Alberto Viani, Osvaldo Licini e altri,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una ventina di vetri realizzati da Carlo Scarpa per Cappellin e Venini,<\/strong> alcuni suoi disegni autografi, e tre sculture gi\u00e0 esposte alla Biennale del 1968.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le opere presentate in mostra provengono dalla collezione di Luciano Gemin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 22 giugno 2025 all&#8217;11 gennaio 2026,<\/strong> il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno (TV) dedica a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Carlo Scarpa (Venezia 1906-Sendai, Giappone 1978), una delle figure pi\u00f9 autorevoli dell\u2019architettura e dell\u2019allestimento del Novecento,<\/strong> un\u2019esposizione che <strong>documenta il suo legame con le arti nell\u2019ambito della Biennale di Venezia, con la quale collabora per quasi quarant\u2019anni, dal 1934 al 1972,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">realizzando decine di allestimenti e interventi architettonici, tra i quali l<strong>a biglietteria d\u2019ingresso ai Giardini, il cortile-giardino e il soppalco nel Padiglione Italia, il Padiglione del Libro e quello del Venezuela.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rassegna, curata da Mario Gemin e Orietta Lanzarini<\/strong>, intende documentare quanto il sodalizio tra Carlo Scarpa e l\u2019Ente veneziano sia stato fondamentale nella sua storia professionale, al punto da orientarne la ricerca progettuale e artistica. La mostra presenta una ricca selezione di dipinti, disegni e sculture di artisti di rilievo, quali Paul Klee, Gustav Klimt, Osvaldo Licini, Arturo Martini, Giorgio Morandi, Alberto Viani e altri; una ventina di vetri realizzati da Carlo Scarpa per le ditte muranesi Cappellin e Venini, alcuni suoi disegni autografi, finora inediti, e tre sculture. Tutte le opere esposte in mostra provengono dalla collezione dell\u2019architetto trevigiano Luciano Gemin, allievo, amico e collaboratore di Carlo Scarpa.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso espositivo \u00e8 suddiviso in tre sezioni: GLI ARTISTI \u2013 I VETRI \u2013 LA BIENNALE,<\/strong> che hanno come filo conduttore la grande passione per le arti coltivata da Carlo Scarpa soprattutto nel contesto della Biennale, dapprima frequentando le mostre ai Giardini e quindi collaborando professionalmente con essa.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima propone una scelta di opere di artisti di grande rilievo<\/strong>, selezionati tra quelli presenti nella collezione di Luciano Gemin per il ruolo significativo che hanno avuto nell\u2019ambito della Biennale e nella biografia di Scarpa. Attraverso queste figure, che occupano un posto di primo piano nella storia dell\u2019arte, \u00e8 possibile ricostruire una sorta di \u201cgeografia culturale\u201d dei riferimenti impiegati dall\u2019architetto all\u2019interno della propria ricerca progettuale e artistica. Tra le opere in mostra, rappresentative del lavoro dei singoli artisti, spiccano<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Angelo di Paul Klee (penna e acquerello su carta) del 1937<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> Studio di donna di profilo di Gustav Klimt (disegno su carta) del 1900,<\/strong> Angelo ribelle di Osvaldo Licini (disegno su carta) del 1951, Autoritratto di Filippo De Pisis (acquerello su carta) del 1942, Paesaggio di Giorgio Morandi (disegno su carta) del 1962, Senza titolo di Tancredi Parmeggiani (olio su tela) del 1955, quattro bronzi di Arturo Martini (San Sebastiano, 1927; Il Pensieroso, 1927; Violoncellista, 1927; Torello, 1942-46), tre sculture e un disegno di Alberto Viani, e infine, quattro splendide opere di Mario De Luigi, tra le quali il monumentale Ratto d\u2019Europa (olio su tavola) del 1940 e Olgivanna (olio su faesite, 1948), ritratto ideale della moglie dell\u2019architetto Frank Lloyd Wright, esposto alla prima Biennale postbellica del 1948, segnata dai magistrali allestimenti di Scarpa.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda sezione racconta, attraverso una ventina di vetri, l\u2019eccezionale esperienza vissuta da Carlo Scarpa a Murano,<\/strong> dapprima lavorando con la vetreria M.V.M. Cappellin (1926-31) e quindi con la ditta di Paolo Venini (1932-47); grazie al suo lavoro in fornace, l\u2019architetto pot\u00e9 confrontarsi con un materiale affascinante e scoprirne le varie possibilit\u00e0 di modellatura, dando vita a manufatti dove la ricerca tecnica va di pari passo a quella artistica<strong>. Tra il 1934 e il 1942, in particolare, la collaborazione con Venini<\/strong> consent\u00ec a Scarpa di partecipare alle diverse edizioni della Biennale sia come progettista di vetri, sia come allestitore delle sale riservate alla ditta muranese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso della mostra si completa con la terza sezione dedicata a un capitolo specifico del <strong>rapporto tra Carlo Scarpa e la Biennale<\/strong>, che lo vede protagonista come architetto e come artista. Una selezione di disegni autografi, finora inediti, testimonia lo sforzo progettuale da lui compiuto nel 1968 per ampliare gli spazi espositivi del Padiglione Italia. In questa sede viene accolta la rassegna \u201cLinee della ricerca: dall&#8217;informale alle nuove strutture\u201d e quattro mostre dedicate, per la prima volta, ad altrettanti architetti contemporanei: Franco Albini, Louis Kahn, Paul Rudolph, e lo stesso Carlo Scarpa. Per l\u2019occasione, egli decide di mettersi nei panni di un artista e proporre al pubblico, non un esempio delle sue opere architettoniche, ma quattro sculture diventate iconiche, tre delle quali conservate nella Collezione Gemin ed esposte in una sala dell\u2019Ala Gemin entro una cornice che evoca quella originale. Altri due disegni autografi, ritrovati durante la preparazione della mostra, offrono l\u2019unica testimonianza conosciuta per l\u2019allestimento della rassegna: Capolavori della pittura del XX secolo 1900-1945, accolta nella Sala Napoleonica per la XXXVI edizione del 1972, che chiude la collaborazione di Scarpa con la Biennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rassegna offre anche l\u2019opportunit\u00e0 di ricordare la figura di Luciano Gemin (Treviso, 1928-2023), la cui vicenda si lega a doppio filo sia con la storia del Museo Gypsotheca Antonio Canova,<\/strong> sia con quella di Carlo Scarpa, conosciuto durante gli anni di formazione allo IUAV di Venezia. Tra i due si instaur\u00f2 fin da subito un profondo legame di amicizia, che dalla prima met\u00e0 degli anni Sessanta divenne un rapporto lavorativo durato fino alla scomparsa del maestro. Lo testimonia anche l\u2019impegno assunto da Gemin, nel 1978, per sviluppare e realizzare l&#8217;ultimo progetto condiviso con Scarpa, quello per la Banca Popolare di Gemona, impostato nelle sue linee generali dall&#8217;architetto veneziano poco prima di recarsi in Giappone, dove, per un fatale incidente, muore il 28 novembre di quell\u2019anno. Proprio da questo lavoro Luciano Gemin prese ispirazione per la realizzazione dell\u2019Ala Gemin, ampliamento del Museo adiacente all\u2019Ala realizzata da Scarpa tra il 1955 e il 1957, destinata inizialmente ad accogliere attivit\u00e0 seminariali e conferenze, e che ora ospita mostre temporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna l\u2019esposizione un ricco calendario d\u2019iniziative collaterali, laboratori didattici per scuole e famiglie e conferenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo della mostra, con saggi dei curatori, di Moira Mascotto, Carla Sonego ed Elisabetta Barisoni, \u00e8 in co-edizione tra il Museo Gypsotheca Antonio Canova e SAGEP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della mostra, il Museo sar\u00e0 anche teatro di un intervento di r<strong>estauro conservativo su una sezione del celebre ampliamento progettato da Carlo Scarpa.<\/strong> L\u2019intervento rappresenta un\u2019importante opportunit\u00e0 per garantire la piena conservazione nel tempo dell\u2019opera dell\u2019architetto veneziano, attraverso un\u2019approfondita campagna diagnostica e un articolato lavoro di recupero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La temporanea inagibilit\u00e0 della sezione dell\u2019ambiente denominato \u201cCannocchiale\u201d si rende necessaria per assicurare la tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico di Possagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il restauro \u00e8 realizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l&#8217;Area Metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso, in collaborazione con il Comune di Possagno e l\u2019Universit\u00e0 Iuav di Venezia, grazie a un finanziamento straordinario del MIC \u2013 Direzione Generale ABAP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindaco di Possagno, Valerio Favero: \u201c\u00c8 un orgoglio, come Sindaco e per la comunit\u00e0 che rappresento, poter ospitare, all\u2019interno del nostro museo, questa grande mostra dedicata al profondo legame tra Carlo Scarpa e la Biennale di Venezia. Un legame che non solo ha segnato quasi quarant\u2019anni di storia dell\u2019architettura espositiva veneziana, ma che ha anche contribuito a formare lo sguardo e il pensiero di uno dei protagonisti pi\u00f9 raffinati e visionari del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, dalla famiglia Gemin, agli studiosi ai curatori, dai collezionisti alle istituzioni coinvolte. Possagno ed il nostro museo si dimostrano sempre pi\u00f9 un luogo di incontro tra creativit\u00e0 e memoria, e questa mostra ne \u00e8 un esempio significativo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente di Fondazione Canova ONLUS, Massimo Zanetti: \u201cSiamo orgogliosi di ospitare a Possagno una mostra di grande valore culturale, che rende omaggio a un protagonista assoluto dell\u2019architettura italiana come Carlo Scarpa, il cui legame con la Biennale di Venezia ha rappresentato un punto cardine della sua visione artistica e progettuale. Questa rassegna, che \u00e8 anche un tributo al suo allievo Luciano Gemin, figura di grande importanza per la storia recente del nostro Museo, conferma l\u2019impegno della Fondazione Canova Onlus nel promuovere progetti espositivi di alto profilo, capaci di valorizzare il dialogo tra arte, architettura e territorio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Direttore del Museo Gypsotheca Antonio Canova, Moira Mascotto: \u201cPer la prima volta, il Museo di Possagno presenta un progetto espositivo concepito per valorizzare la figura di Carlo Scarpa non solo in qualit\u00e0 di architetto, ma anche come artista poliedrico e protagonista del panorama culturale del Novecento. L\u2019esposizione, articolata attorno a una selezione di opere della Collezione Gemin, offre l\u2019occasione di approfondire i molteplici aspetti del suo percorso creativo e di esplorare la rilevanza della sua collaborazione con la Biennale di Venezia.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il co-curatore della mostra, Mario Gemin: \u201cPer mio padre, la decisione, suggerita dal pittore Bruno Saetti, di abbandonare l\u2019Accademia di Belle Arti per dedicarsi allo studio dell\u2019architettura rappresent\u00f2 un punto di svolta. Fu quella scelta a spingerlo a mantenere un legame stretto con il mondo artistico: inizialmente si rivolse ai maestri dell\u2019Accademia, poi si avvicin\u00f2 alla cerchia dei pittori legati alla Galleria d\u2019Arte del Cavallino di Carlo Cardazzo, per ampliare infine lo sguardo all\u2019ambiente milanese e parigino. Fu soprattutto grazie a Carlo Scarpa che entrarono a far parte della collezione gessi e bronzi di Alberto Viani, grattages di Mario Deluigi e opere di altri artisti esposti alla Biennale di Venezia. Dopo la scomparsa del Maestro, fu Giuseppe Mazzariol a raccoglierne l\u2019eredit\u00e0, orientando le scelte di mio padre verso artisti contemporanei, ma anche sui pittori del Cinquecento veneziano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La co-curatrice della mostra, Orietta Lanzarini: \u201cil percorso espositivo della mostra definisce \u2013 attraverso una selezione di pregevoli opere di pittura, scultura e grafica, in buona parte inedite, e un gruppo di splendidi vetri muranesi \u2013 una sorta di \u2018geografia culturale\u2019 che intreccia la storia personale e professionale di Carlo Scarpa con quella degli artisti, italiani e internazionali, che hanno popolato la Biennale nei quarant\u2019anni durante i quali l\u2019architetto ha lavorato per l\u2019ente veneziano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Possagno (TV), 20 giugno 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARLO SCARPA E LE ARTI ALLA BIENNALE. Opere e vetri dalla Collezione Gemin<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possagno (TV), Museo Gypsotheca Antonio Canova (via Antonio Canova 74)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">22 giugno 2025 &#8211; 11 gennaio 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">marted\u00ec-venerd\u00ec, 9.30-18.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sabato, domenica e festivi, 9.30-19.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimo ingresso un\u2019ora prima della chiusura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biglietti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">intero: <strong>\u20ac13,00;<\/strong> ridotto: \u20ac10<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">0423.544323; E. posta@museocanova.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sito internet<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.museocanova.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Social<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facebook: www.facebook.com\/museocanova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Instagram: @museocanova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Linkedin: www.linkedin.com\/company\/museo-canova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Youtube: www.youtube.com\/@museocanova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>POSSAGNO (TV) MUSEO GYPSOTHECA ANTONIO CANOVA DAL 22 GIUGNO 2025 ALL&#8217;11 GENNAIO 2026 CARLO SCARPA E LE ARTI ALLA BIENNALE. 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