{"id":148458,"date":"2025-06-23T18:40:56","date_gmt":"2025-06-23T16:40:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148458"},"modified":"2025-06-23T18:40:56","modified_gmt":"2025-06-23T16:40:56","slug":"musa-museo-di-salo-bs-inaugura-sabato-28-giugno-luce-segreta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148458","title":{"rendered":"MuSa Museo di Sal\u00f2 (BS) &#8211; inaugura sabato 28 giugno &#8211; Luce segreta"},"content":{"rendered":"<p>Fernando Picenni. Luce segreta, Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2<\/p>\n<p>MuSa Museo di Sal\u00f2 (BS)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FERNANDO PICENNI<br \/>\nLuce segreta<br \/>\n<strong>opere su carta<\/strong><\/p>\n<p>28 giugno \u2013 28 settembre 2025<\/p>\n<figure id=\"attachment_148463\" aria-describedby=\"caption-attachment-148463\" style=\"width: 245px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostra-PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA-CM-100X81.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-148463\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostra-PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA-CM-100X81-245x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostra-PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA-CM-100X81-245x300.jpeg 245w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostra-PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA-CM-100X81-837x1024.jpeg 837w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostra-PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA-CM-100X81-768x940.jpeg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/mostra-PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA-CM-100X81.jpeg 961w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-148463\" class=\"wp-caption-text\">PICENNI-TIENI-DOCCHIO-LA-SINISTRA-PARTE-LA-DESTRA-E-GIA-CON-TE-1993-VINILICI-SU-TELA<\/figcaption><\/figure>\n<p>a cura di<br \/>\nAnna Lisa Ghirardi e Leonardo Conti<\/p>\n<p>In collaborazione con l&#8217;Archivio Picenni della PoliArt Contemporary di Milano<\/p>\n<p><strong>opening sabato 28 giugno alle ore 17. 30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2, presso il MuSa Museo di Sal\u00f2, inaugura la mostra Fernando Picenni. Luce segreta, dedicata all\u2019intensa ricerca su carta dell\u2019<strong>artista bergamasco (classe 1929).<\/strong> In una selezione di ventidue opere, l\u2019esposizione evidenzia come le opere su carta rappresentino, dalla met\u00e0 degli anni \u201980 del secolo scorso, una svolta decisiva nell\u2019intero percorso creativo del maestro, anche per ci\u00f2 che riguarda il suo bisogno di un ripensamento tecnico, per realizzare una pittura in grado di raggiungere una potente emozione poetica, in cui possano confluire l\u2019arte e la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giunto nella Milano del bar Jamaica sul declinare degli anni cinquanta,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Picenni <strong>strinse amicizia proprio con alcuni di quei giovani artisti, come Dadamaino, Piero Manzoni, Tancredi Parmeggiani, Enrico Castellani e Gianfranco Ferroni,<\/strong> che, seppur secondo diversissime declinazioni, sentivano l\u2019urgenza della costruzione di nuovi linguaggi per l\u2019arte.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Picenni, convinto della fine dell\u2019ormai esanime stagione informale, nel 1959 dipinge \u201ccadute\u201d, in grado di generare spazi imprevisti e risonanze tonali e timbriche inattese. I suoi spazi poetici, potentemente pittorici,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>captano l\u2019attenzione e la stima di Lucio Fontana, che acquista tre opere del giovane artista alla sua prima personale<\/strong> al Salone Annunciata nel 1961.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, la natura profondamente poetica di Picenni, lo pone da subito alla ricerca di un modo nuovo di vivere le forme, i colori, le luci, gli spazi, anche in un profondo rinnovamento delle tecniche pittoriche, facendone un ardito sperimentatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sar\u00e0 proprio alla met\u00e0 degli anni \u201880, che Picenni realizzer\u00e0, <strong>per la prima volta su carta, una tecnica originalissima, in cui appare il suo inconfondibile e profondissimo stile poetico, caratterizzato da una pennellata vibrante, quasi asciutta,<\/strong> in grado di realizzare, in un quasi pulviscolo gravitazionale di colore, prodigiosi e profondissimi campi spaziali, animati da una luce segreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quella prima folgorante intuizione di Lucio Fontana, che aveva riconosciuto in Picenni un\u2019anima spazialista,<\/strong> trova conferma in questa pittura, che apre indefinite profondit\u00e0 dentro le opere, ma anche fuori di esse, nello spazio della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di Picenni sono, infatti, veri e propri spazi emozionali, lirici, il cui primo motore \u00e8 la fantasia, restituita al nobilissimo ruolo poetico d\u2019inventare immagini complesse, spesso slegate dalla realt\u00e0, eppure di quella stessa realt\u00e0 folgoranti segreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella del maestro \u00e8 una fantasia potentissima, sorgiva, in cui non cessano di generarsi, da decenni, originalissime forme, sempre vibranti e immerse nell\u2019alveo di una spaziale morbidezza luminosa.<br \/>\n<strong>Al MuSa di Sal\u00f2, con la curatela di Anna Lisa Ghirardi e Leonardo Conti,<\/strong> sar\u00e0 possibile addentrarsi in una mostra in cui ogni opera \u00e8 come una scena, in cui le forme appaiono, dialogano tra loro e, quasi dissolvendosi, si approssimano agli sterminati spazi timbrici cui appartengono, dando alla pittura una struggente intensit\u00e0 poetica.<br \/>\nLC<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completa la mostra un catalogo a cura di Anna Lisa Ghirardi e Leonardo Conti per le Edizioni PoliArt, 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MuSa \u2013 Museo di Sal\u00f2<br \/>\nVia Brunati 9, Sal\u00f2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INAUGURAZIONE INGRESSO LIBERO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ORARI:<br \/>\nda marted\u00ec a domenica: 10-18<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BIGLIETTI:<br \/>\n<strong>9 \u20ac<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFO<br \/>\ntel. 0365 20553<br \/>\ninfo@museodisal\u00f2.it<br \/>\ncivicaraccoltadeldisegno@comune.salo.bs.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota biografica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fernando Picenni nasce a Bergamo nel 1929.<\/strong> I primi approcci con la creativit\u00e0 sono poetici: non ancora ventenne una sua poesia intitolata Il male \u00e8 pubblicata sul quotidiano \u201cL\u2019Eco di Bergamo\u201d. Da allora, del resto, l\u2019artista non cesser\u00e0 mai di scrivere versi, spesso dialoganti con le sue opere pittoriche, che da quelle poesie attingeranno titoli sognanti. Comincia a dipingere giovanissimo, affascinato dalle forme naturali (\u201cAvevo un vivo desiderio di tentare in pittura la traduzione cromatica dell\u2019emozione poetica. Erano prove libere, subito avviate a cercare segni e immagini di abbandono lirico\u201d).<br \/>\nNel 1952 conosce Pinuccia, sua inseparabile compagna, che sposer\u00e0 nel 1965. Nella seconda met\u00e0 degli anni cinquanta, approfondisce sempre pi\u00f9 febbrilmente il suo rapporto con la pittura, che lo porter\u00e0 a dedicarsi interamente all\u2019arte nel 1959. Sono gli anni della frequentazione del Bar Jamaica, dell\u2019attrazione per Sironi e per la sofferta ricerca plastica Nicolas De Sta\u00ebl (\u201csono sempre rimasto folgorato dalla luminosa solitudine dei suoi spazi\u201d). Tra gli artisti della sua generazione frequenta Emilio Tadini (\u201cche a quel tempo era principalmente un coltissimo critico\u201d), Piero Manzoni (\u201cMi sembrava un muratore, con i suoi vestiti militari, l\u2019aria modesta e semplice, che non lasciava emergere di certo l\u2019idea di un intellettuale: misteri delle apparenze!\u201d), Enrico Castellani, il (\u201cconcitato\u201d) Tancredi e stringe una profonda amicizia con Gianfranco Ferroni, Dadamaino e il filosofo Sossio Giametta, erede culturale di Giorgio Colli e Mazzino Montinari nella sistemazione del corpus dell\u2019opera di Nietzsche. Picenni ricorda di Ferroni il carattere in bilico tra il pauroso e l\u2019irascibile (\u201cMeno pauroso di me, ma pi\u00f9 irascibile. Mangiando insieme all\u2019umile Ristorante Fiorino mi disse: &#8211; Tu Fernando, hai un rispetto sacro dell\u2019essere umano. Ho cercato di ricordarmelo in tutti questi anni. Dadamaino? Non parlava mai del suo lavoro. Ma lavorava, eccome, senza chiacchiere. Fu lei a mandarmi da Fontana nello studio di Corso Monforte\u201d).<br \/>\nGi\u00e0 nell\u2019ultimo scorcio degli anni cinquanta Picenni ha identificato un suo inconfondibile stile, nel quale una rapida pennellata sfugge all\u2019oscuramento della superficie (\u201cS\u00ec, impostando immagini ferme, corpose, quasi monocrome, emergenti e solitarie\u201d).<br \/>\nHa casa e studio in via Bigli, affacciati su via Montenapoleone, dove in quello stesso 1959 Franco Russoli vede per la prima volta le sue opere, divenendone grande estimatore e citandolo nella rivista francese l\u2019Oeil. Dopo alcune mostre collettive, tra cui la partecipazione al Premio San Fedele, a quel tempo ambitissimo, la prima mostra personale \u00e8 nel 1961 al Salone Annunciata di Milano, con un catalogo curato da Emilio Tadini. Tra i visitatori della mostra ci sono Emilio Scanavino, che lo stesso giorno inaugurava una mostra nella vicina Galleria Del Naviglio, Enrico Castellani, Dadamaino e Lucio Fontana, che acquista un\u2019opera di Picenni (ne acquister\u00e0 altre due in seguito) e Mario de Micheli, che recensisce la mostra. Sempre del 1961 \u00e8 la mostra alla Galleria Il Triangolo di Roma, con Gastone Biggi e Osvaldo Pivetta.<br \/>\nNel 1968 \u00e8 la prima mostra alla Galleria Morone 6 di Milano, con il catalogo curato da Mario de Micheli (\u201cEra solenne e cattedratico nell\u2019eloquio, come se fosse occupato ad arrotondare parole roboanti. Ma era bravo\u201d); la seconda sar\u00e0 nel 1970, questa volta con un catalogo curato da Vittorio Fagone.<br \/>\nNel 1970 \u00e8 invitato alla Mostra \u201cPittura 70. L\u2019Immagine Attiva\u201d alla Casa del Mantegna di Mantova, con Forgioli, Madella, Olivieri, Vago, l\u2019amico Raciti e altri (\u201cEbbi la sensazione che i miei colleghi non fossero contenti della mia partecipazione a quella mostra: questo mi diede fiducia sul fatto che ero sulla buona strada, a qualunque costo e nonostante tutto. Ero allenato alla solitudine. Io cercavo la forma, loro forse no\u201d). Si interessano al lavoro di Fernando Picenni Marco Valsecchi (\u201cMi colp\u00ec sentirgli dire che i miei quadri avevano una forza intensa per capacit\u00e0 di concentrazione\u201d) e Dino Buzzati che scrive sul \u201cCorriere della Sera\u201d. \u00c8 di questi primi anni Settanta un forte approfondimento di una timbrica accesa, esposta compiutamente per la prima volta nel 1971, alla mostra personale alla Galleria Falchi di Milano, con un catalogo curato da Silvano Falchi (\u201cFalchi era proprio uno strano gallerista, amava l\u2019arte fino alla sofferenza\u201d). Alla Galleria Falchi frequenta assiduamente gli artisti Ben Ormenese, Felice Canonico, Paolo Conti, Mario Tudor e Mario Molteni.<br \/>\nNel 1972 \u00e8 la personale alla Galleria Il Traghetto 1 di Venezia.<br \/>\nNel 1973 \u00e8 la prima di una serie di mostre alla Galleria Spriano di Omegna.<br \/>\nNel 1974, in occasione della mostra alla Galleria La Galassia, Marco Valsecchi denomina le sue pitture \u201cstendardi geometrici\u201d, quasi presagendo il nuovo ciclo geometrico che impegner\u00e0 il maestro negli anni successivi.<br \/>\nNel 1975, in occasione della mostra alla Galleria L\u2019Informazione Visiva di Roma, Cesare Vivaldi scrive di una pittura \u201cessenzialmente lirica, che si sforza, assai giustamente, di contenere il proprio lirismo\u201d. Sull\u2019Espresso recensisce la mostra Francesco Vincitorio, che rimarca ancora il contrasto tra \u201ci colori accesi su fondi scuri\u201d.<br \/>\nNel 1976 Vanni Scheiwiller vede la seconda mostra personale del maestro alla Galleria Spriano di Omegna e ne rimane profondamente colpito, valutandone lo spessore internazionale. Tra il 1976 e il 1977 l\u2019arte di Picenni vira verso l\u2019astrazione geometrica: la nuova vena creativa \u00e8 travolgente, il maestro sembra rinunciare all\u2019evocazione lirica, affidandosi ad una razionalit\u00e0 carica di valori metaforici. Sar\u00e0 il filosofo Sossio Giametta, amico per la vita, a riscontrare, in occasione della personale alla Galleria Athena di Meda, come nel nuovo ciclo di opere l\u2019arte di Picenni \u201c\u00e8 divenuta chiara, dilatata, fatta di spazio, di linea, di intelletto\u201d.<br \/>\nTra il 1978 e il 1983 Picenni realizza le Costruzioni, che poi riprender\u00e0 tra il 1995 e il 1998 (\u201cSentivo il bisogno di espandere il campo operativo del quadro, cio\u00e8 la sua dimensione serrata, chiusa dai bordi, di abbandonare addirittura la tela per cercare una spazialit\u00e0 vasta, non racchiudente, alla conquista della parete\u201d). Le Costruzioni sono opere di grandi dimensioni, realizzate perlopi\u00f9 con legno variamente sagomato e dipinto, fissate a parete (alcune dal muro sono prolungate sul pavimento), in cui il maestro anticipa ogni concetto di \u201cinstallazione\u201d, termine destinato a grande fortuna (\u201cVenne a vedere le mie Costruzioni Pardi, mandato da Marconi: credo ne abbia fatto tesoro\u201d).<br \/>\nPicenni ritorna alla pittura, al suo plasticismo lirico, arricchito dall\u2019esperienza geometrica.<br \/>\nNel 1988 Elena Pontiggia, sul catalogo in occasione della mostra allo Studio 111 di Milano, parla di \u201csogno della pittura\u201d.<br \/>\nNel 1995 sette Costruzioni sono esposte al Circolo Culturale Bertolt Brecht di Milano.<br \/>\nNel 1998 la Galleria PoliArt di Bologna lo invita alla I Edizione dell\u2019Accampamento d\u2019Arte ed espone le sue opere all\u2019Arte Fiera di Bologna.<br \/>\nNel 1999 \u00e8 invitato alla II Edizione dell\u2019Accampamento d\u2019Arte dalla PoliArt di Bologna.<br \/>\nNel 1999 la Galleria San Fedele espone dipinti e quattro Costruzioni.<br \/>\nNel 2003, in occasione della Mostra alla Galleria Folini di Chiasso, l\u2019Editore Mazzotta promuove un catalogo dedicato alle opere recenti su tela, a cura di Elena Pontiggia, con testi di Domenico D\u2019Oora e Meeten Nasr.<br \/>\nNel 2004 esce il secondo volume Mazzotta, dedicato alle Costruzioni sempre a cura di Elena Pontiggia. Nello stesso anno una fotografia di Picenni viene inserita, di fianco a quella di Piero Manzoni, sul volume Storia d\u2019Italia, L\u2019Immagine Fotografica (a cura di Uliano Lucas), Einaudi Editore.<br \/>\nNel 2005 \u00e8 la mostra alla PoliArt Contemporary di Milano, che gi\u00e0 da anni si interessa al suo lavoro. In occasione della mostra alla PoliArt la compositrice Paola Samoggia gli dedica un fotogramma musicale, intitolato Berceuse luisante, affascinata dalla luce picenniana di questi anni.<br \/>\nDel 2006 \u00e8 la grande antologica al Museo Nazionale di Villa Pisani a Str\u00e0, a cura di Leonardo Conti e Giovanni Granzotto. Nel 2007 per la R\u00f6sler Italiana, su commissione del collezionista Alessandro Giussani, realizza l\u2019incisione \u201cIn cruna dorata il filo Amore\u201d.<br \/>\nDel dicembre 2007 \u00e8 la mostra alla GAM Spazio Ex Pescherie di Cesena, a cura di Leonardo Conti e Giovanni Granzotto, dedicata agli anni recenti, nei quali una luce nuova impregna la pittura di Picenni (\u201c\u00c8 avvenuta un\u2019accensione in questi anni, forse \u00e8 una gioia interiore, oltre i bordi della sofferenza: Pinuccia sta meglio. Credo che se uno ha qualcosa da dire la sua pittura te lo faccia capire\u201d).<br \/>\nNel 2009 \u00e8 l\u2019antologica Fernando Picenni, percorsi romani, al Museo Mastroianni di Roma, con un catalogo a cura di Giovanni Granzotto e testi di Francesca Boesch, Leonardo Conti e Daniele Grassi (Il Cigno GG Edizioni).<br \/>\nDopo una lunga malattia, il 17 maggio 2009 muore Pinuccia, picenniana musa, il cui sorridente sguardo rester\u00e0 il segreto vitale che illumina i colori delle ultime opere del maestro.<br \/>\nNel dicembre dello stesso anno esce il libro Pensieri nella collana Sorvoli (Vanillaedizioni), nel quale sono raccolti, per la prima volta, versi scelti dall\u2019ampia produzione poetica dell\u2019artista.<br \/>\nDel 2010 \u00e8 la mostra I sogni e la macchina per sognare, alla PoliArt Contemporary di Milano, in occasione della quale \u00e8 presentato l\u2019omonimo breve film con Fernando Picenni, per la regia di Stefano Attruia e Leonardo Conti.<br \/>\nNel febbraio 2011 \u00e8 la mostra alla Perl\u2019a Art Gallery di Venezia, con testi di Franco Batacchi e Viviana Birolli.<br \/>\nNel 2013 \u00e8 la mostra Forme nel balenio alla PoliArt Contemporary di Milano in cui tra le opere recenti emerge la monumentale \u201cGrande caduta\u201d una tela di cm 300X220. Sempre del 2013 \u00e8 la personale Minimalia allo Studio Gariboldi di Milano, a cura di Paolo Lavezzari.<br \/>\nDel 2015 \u00e8 la personale The way of happiness alla PoliArt Contemporary di Rovereto con un catalogo a cura di L. Conti e testi di S. Bastianini e D. D\u2019Oora.<br \/>\nNel 2019 \u00e8 la personale Fernando Picenni. Le forme visibili della poesia a Palazzo Libera a Villa Lagarina (Tn), a cura di Michele Beraldo e Leonardo Conti, in collaborazione con l\u2019Archivio Picenni della PoliArt Contemporary di Milano. Nello stesso anno \u00e8 invitato con un\u2019opera alla mostra promossa dalla Regione Valle D\u2019Aosta, Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate, al Museo Archeologico Regionale di Aosta, a cura di Leonardo Conti e Giovanni Granzotto. Tra la fine del 2019 e il 2020 \u00e8 invitato alla Galleria Civica d\u2019Arte Moderna di Monfalcone con due opere alla mostra Lucio Fontana e i mondi oltre la tela, a cura di L. Conti e G. Granzotto.<br \/>\n\u00c8 nel 2020 che, all\u2019et\u00e0 di novantuno anni, inizia il nuovo ciclo Colorvive, opere realizzate con pastelli a olio su cartoncino, in cui nella piccola dimensione realizza brani lirici che paiono opere monumentali. Nel 2022, da una collaborazione tra la Galleria La Nica di Roma e la PoliArt Contemporary di Milano nasce la doppia personale Luigi Boille e Fernando Picenni. L\u2019esistenza nella pittura a cura di Leonardo Conti e Maria Vittoria Marchetta. Nel 2023 \u00e8 invitato dal Comune di Cologno al Serio (Bg), citt\u00e0 dei suoi genitori adottivi, per la mostra personale Omaggio a Fernando Picenni, nella Sala del Cavallo, con celebrazioni nella Sala del Consiglio Comunale, per l\u2019apposizione di una targa sulla casa nella quale il maestro ha trascorso la sua infanzia. Del 2025 \u00e8 la mostra Fernando Picenni. La luce segreta della pittura, al museo MuSa di Sal\u00f2, presso la sezione della Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2, dedicata alle opere su carta, a cura di Anna Lisa Ghirardi e Leonardo Conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondata nel 1983, la Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2 \u00e8 un&#8217;istituzione culturale pubblica di rilievo nel panorama artistico contemporaneo. Custodisce circa 850 opere su carta, con un&#8217;attenzione particolare all\u2019arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi.<br \/>\nLa collezione raccoglie lavori di protagonisti del Novecento, artisti contemporanei affermati e giovani emergenti, offrendo un ampio e variegato panorama delle espressioni artistiche italiane del XX e XXI secolo.<br \/>\nLe opere vengono esposte ciclicamente attraverso mostre tematiche o monografiche, che permettono al pubblico di indagare la ricchezza dei mezzi espressivi del disegno, le correnti artistiche di riferimento e le poetiche degli artisti.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 della Raccolta si articola nell\u2019arricchimento continuo del patrimonio, nella sua conservazione, tutela, valorizzazione e promozione.<br \/>\nAttraverso esposizioni, percorsi didattici, laboratori e workshop, la Civica Raccolta favorisce lo studio, la fruizione e la diffusione della cultura dell\u2019arte contemporanea.<br \/>\nLa Raccolta \u00e8 affidata a un Comitato scientifico, presieduto dal Sindaco di Sal\u00f2 (Francesco Cagnini, dal 2024) e sotto la responsabilit\u00e0 di un conservatore\/curatore (Anna Lisa Ghirardi, dal 2019). Ha sede presso il MuSa \u2013 Museo di Sal\u00f2, dove dispone di spazi esclusivamente dedicati. La gestione del museo \u00e8 affidata alla Fondazione Opera Pia Carit\u00e0 Laicale e Istituto Lodroniano, con la quale \u00e8 attiva una proficua e continua collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fernando Picenni. Luce segreta, Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2 MuSa Museo di Sal\u00f2 (BS) FERNANDO PICENNI Luce segreta opere su carta 28 giugno \u2013<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":148464,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[31942],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148458"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=148458"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148458\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":148465,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148458\/revisions\/148465"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/148464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=148458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=148458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=148458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}