{"id":148987,"date":"2025-07-10T17:46:08","date_gmt":"2025-07-10T15:46:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148987"},"modified":"2025-07-10T17:46:08","modified_gmt":"2025-07-10T15:46:08","slug":"mostre-a-bellano-lago-di-como-marina-apollonio-uroboro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148987","title":{"rendered":"Mostre a Bellano &#8211; lago di Como &#8211; Marina Apollonio UROBORO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">BAC Bellano Arte Cultura<br \/>\npresenta<\/p>\n<p><strong>Marina Apollonio<\/strong><br \/>\n<strong>UROBORO<\/strong><br \/>\nLa prima mostra del programma espositivo di BAC Bellano Arte Cultura che mette<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in dialogo l\u2019eredit\u00e0 del luogo con i linguaggi del contemporaneo<\/strong>10 luglio &#8211; 26 ottobre 2025<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo Giancarlo Vitali e San Nicolao Arte Contemporanea<br \/>\nBellano, Lecco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marina Apollonio e una sua opera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la mostra Uroboro di <strong>Marina Apollonio (1940), esponente di primo piano dell\u2019arte optical e cinetica internazionale,<\/strong> BAC Bellano Arte Cultura apre il programma di mostre ideate per indagare i linguaggi del contemporaneo in relazione all\u2019identit\u00e0 del luogo, del paesaggio e della sua memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Chiara Gatt<\/strong>i, la mostra presenta<strong> due installazioni site-specific<\/strong> di Marina Apollonio distribuite tra il Museo Giancarlo Vitali, dove dialoga con la collezione permanente, e lo spazio al piano terra di San Nicolao Arte Contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Reduce dall\u2019importante retrospettiva allestita alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, conclusasi lo scorso marzo, Apollonio approda a Bellano con un progetto inedito, destinato a modificare la percezione degli ambienti che accolgono le sue opere di ampie dimensioni, una Dinamica circolare, di 4 metri e mezzo di diametro, e una Ellisse prospettica, di due metri di altezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uroboro: simbolo del cosmo e dell\u2019eterno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il titolo della mostra, Uroboro,<\/strong> \u00e8 un riferimento esplicito alla circolarit\u00e0 dei lavori dell\u2019artista, che si legano idealmente all\u2019iconografia sacra che riecheggia in sottotraccia alla storia secolare di San Nicolao, ai suoi affreschi trecenteschi e alle tracce liturgiche dell\u2019originario convento degli Umiliati.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Simbolo del cosmo e dell\u2019eterno sin dalla tradizione egizia,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> l\u2019uroboro era il serpente che, mordendosi la coda<\/strong>, <strong>disegnava un anello magico,<\/strong> allegoria dell<strong>\u2019infinito rigenerarsi della vita<\/strong>. Una nuova leggenda dalle forme astratte abita ora la ex chiesa e coinvolge il pubblico in un viaggio sensoriale, in una interazione fisica con l\u2019immagine che inganna i sensi e, allo stesso tempo, li attiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riflettendo sempre sulla forma pura e primaria del cerchio, Marina Apollonio ne ha esplorato negli anni ogni variazione organica, al fine di innescare un moto interno, foriero di relazioni dinamiche fra opera e ambiente. Le \u201cdinamiche circolari\u201d fanno parte della riflessione di Apollonio sin dai primi anni Sessanta, quando l\u2019artista speriment\u00f2 il moto illusionistico della spirale, delle volute o dei cerchi concentrici distorti da piccole interferenze o inversioni di rotta, indagando le reazioni dello sguardo nei confronti di forme statiche, azionate tuttavia nel nostro cervello da ipotesi di cambiamenti, che vengono interpretati come movimenti veri e propri: il cambiamento della luce, le impalpabili modificazioni ambientali recepite come vitali, gli stessi microscatti oculari che ingannano la ricezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abScelta una forma primaria, quale ad esempio il cerchio\u00bb &#8211; scriveva Apollonio nel 1966 &#8211; \u00abne studio le possibilit\u00e0 strutturali per renderla attiva, cercando il massimo risultato con la massima economia\u00bb. Economia intesa come sintesi di geometria, essenza stessa della natura delle cose e, di conseguenza, del nostro modo di scrutarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marina Apollonio, Ellisse prospettica<\/strong><br \/>\n<strong>Tra verit\u00e0 e impressione: due opere site-specific<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra invita lo spettatore a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>interagire con le opere esposte a pavimento e a parete, le due grandi forme circolari, la cui ossatura pare animarsi nello spazio e, allo stesso tempo, dilatarsi o implodere,<\/strong> includendo le superfici murarie adiacenti, gli affreschi e le volte, nella forza centrifuga che si scatena.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cerchi concentrici di Marina Apollonio, complice il loro spessore variabile, il loro assottigliarsi e poi inspessirsi ripetutamente, evocano onde e risacche, pari a quelle di un organismo pulsante, in grado di trascinare il pubblico in una simulazione imprevista; un\u2019adesione sensoriale programmata, non meccanica, ma percettiva, secondo lo studio introdotto dai padri nobili dell\u2019arte programmata stessa e la loro anticipazione profetica delle neuroscienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019epoca odierna in cui le neuroscienze, studiando gli organi di senso, analizzano a fondo la capacit\u00e0 del cervello di interpretare i segnali che lo raggiungono, l\u2019opera d\u2019arte optical \u2013 esattamente come fu \u201cconcepita\u201d negli anni Sessanta \u2013 torna dunque di straordinaria attualit\u00e0 per la sua inclinazione a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mettere alla prova il sistema nervoso, invitandolo a orientarsi tra verit\u00e0 e impressione. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca artistica di Marina Apollonio si concentra su tali stimoli, combinando l\u2019elaborazione cerebrale e la scientificit\u00e0 degli esiti con una componente estetica e formale di straordinaria eleganza, fatta di equilibri, simmetrie e ritmi perfetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la mostra riservata alle fotografie di Giovanni H\u00e4nninen, che ha documentato le diverse fasi del cantiere di restauro in San Nicolao, il BAC apre, con Uroboro di Apollonio, il programma di mostre progettate per indagare i linguaggi del contemporaneo, posti in relazione all\u2019identit\u00e0 del luogo, del paesaggio e della sua memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INFORMAZIONI AL PUBBLICO<\/strong><br \/>\nwww.bacbellano.eu<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 luglio &#8211; 26 ottobre 2025<br \/>\nUroboro. Marina Apollonio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo Giancarlo Vitali<\/strong><br \/>\n<strong>Bellano, Palazzo Lorla, Via Alessandro Manzoni, 50<\/strong><br \/>\n<strong>San Nicolao Arte Contemporanea<\/strong><br \/>\n<strong>Bellano, via San Nicolao, 9<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giorni e orari di apertura:<\/strong><br \/>\n<strong>Fino al 31 agosto tutti i giorni dalle 9 alle 19<\/strong><br \/>\nGli orari di settembre, ottobre e le info sui biglietti sono consultabili su www.bacbellano.eu<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biografia artista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marina Apollonio nasce a Trieste il 12 novembre 1940, figlia del critico e docente di storia dell\u2019arte contemporanea Umbro Apollonio.<\/strong> Inizia la propria ricerca creativa stimolata dall\u2019ambiente artistico familiare gi\u00e0 dai primi anni Sessanta. Si focalizzer\u00e0 sulla geometria e sulla psicologia della percezione indagando aspetti visivi non usuali nel mondo dell\u2019arte. Ha lavorato a Parigi nello studio di architettura \u00c9douard Albert. Successivamente in Italia esegue i suoi primi rilievi in alluminio, utilizza colori fluorescenti, si dedica a disegni a china su carta e alle prime dinamiche circolari. In sintonia con le ricerche dell\u2019arte programmata e dell\u2019optical-art, condivide e promuove l\u2019idea di arte depersonalizzata e in contrasto con le correnti informali allora in voga. Conosce Getulio Alviani che la incoraggia a esporre i suoi lavori e, nel 1964, ottiene il primo premio alla biennale \u201cIl Chiodo d\u2019oro\u201d a Palermo. Nello stesso periodo entra in contatto con il Gruppo N, Gruppo T, Dadamaino e il GRAV di Parigi. Ottiene visibilit\u00e0 e stima internazionale partecipando nel 1965 alla collettiva Nova Tendencija 3 svoltasi presso la galleria Suvremene Umjetnosti di Zagabria. Alla galleria Aktuel di Berna \u00e8 tra gli esponenti della mostra Aktuel \u201965 e, nell\u2019ottobre dello stesso anno, partecipa a Works by Alviani, Apollonio, Scheggi alla Galerie Smith di Bruxelles. Nel 1968 conosce Peggy Guggenheim che acquister\u00e0 una sua opera esposta nella galleria Paolo Barozzi a Venezia. Presenta i suoi lavori alla collettiva Public Eye presso la Kunsthaus di Amburgo. Sempre nel 1968 realizza i dischi di animazione elettromeccanica intitolati Dinamica Circolare di cui pubblica un\u2019edizione di multipli per il centro Duchamp. Nel 1969 espone alla collettiva Nova Tendecija 4 al Museo di Zagabria. Nella seconda met\u00e0 degli anni Settanta realizza un\u2019opera in miniatura per il Museum of Drawers di Herbert Distel, per una raccolta di 500 lavori di artisti importanti, tra cui Picasso. Nel 1981 si dedica alla tessitura, presentando le sue opere in molte gallerie. In tempi pi\u00f9 recenti, nel 2005 espone alla mostra L\u2019Oeil Moteur al Museo d\u2019arte moderna e contemporanea di Strasburgo. Per la mostra Op Art alla Schrin Kunstahalle di Francoforte finalmente pu\u00f2 realizzare un progetto presentato alla Neue Galerie di Graz negli anni Sessanta: un disco rotante di dieci metri di diametro, intitolato Spazio ad Attivazione Cinetica 67-71\/2007. In quest\u2019occasione espone insieme agli esponenti storici dell\u2019optical-art tra cui: Vasarely, Riley, Morellet, Le Parc, Gianni Colombo. Nel 2013 partecipa alla mostra Dynamo al Grand Palais di Parigi. Nel 2022 \u00e8 presente alla 59\u00aa edizione dell\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte Biennale di Venezia nella \u201ccapsula\u201d tematica Tecnologie dell\u2019Incanto.<br \/>\nDal 12 ottobre 2024 al 3 marzo scorso, Marina Apollonio \u00e8 protagonista della personale Oltre il cerchio, alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BAC Bellano Arte Cultura presenta Marina Apollonio UROBORO La prima mostra del programma espositivo di BAC Bellano Arte Cultura che mette in dialogo l\u2019eredit\u00e0 del<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[32008],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148987"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=148987"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":148991,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148987\/revisions\/148991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=148987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=148987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=148987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}