{"id":148995,"date":"2025-07-10T17:57:07","date_gmt":"2025-07-10T15:57:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148995"},"modified":"2025-07-10T17:57:07","modified_gmt":"2025-07-10T15:57:07","slug":"mostre-a-torino-anteprima-autunno-castello-di-rivoli-museo-darte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=148995","title":{"rendered":"Mostre a Torino -anteprima autunno &#8211; Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea"},"content":{"rendered":"<p><strong>Inserzioni: Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane, Oscar Murillo<\/strong><br \/>\n26 settembre 2025 \u2013 febbraio 2026<\/p>\n<p><strong>Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/strong><br \/>\n<strong>Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Castello di Rivoli presenta, <strong>nel solco dei festeggiamenti dei quarant\u2019anni dell\u2019istituzione, la nuova serie Inserzioni, un nuovo formato volto a commissionare ad artisti contemporanei un\u2019opera pensata per il Castello.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Gli artisti coinvolti nella prima edizione del progetto sono: Guglielmo Castelli (Torino \u2013 Italia, 1987), Lydia Ourahmane (Sa\u00efda \u2013 Algeria, 1992) e Oscar Murillo (Valle del Cauca \u2013 Colombia, 1986). In concomitanza con Inserzioni, il Museo presenta anche l\u2019opera vincitrice del premio Collective 2025, Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, di Adji Dieye (Milano \u2013 Italia, 1991) e la recente acquisizione tramite il bando PAC del Ministero della Cultura italiano di Mare con gabbiano, 1967, di Piero Gilardi (Torino \u2013 Italia, 1942-2023) e di a.C., 2017, di Roberto Cuoghi (Modena \u2013 Italia, 1973).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inserzioni introduce nuove commissioni nel tessuto della Collezione del Castello di Rivoli, invitando una selezione di artisti particolarmente rilevanti oggi a intervenire ciascuno in una sala del Museo per relazionarsi con l\u2019architettura aulica, la storia espositiva del museo e le altre opere attualmente allestite. Il format, della durata di sei mesi e rinnovato due volte l\u2019anno, trasforma sale tradizionalmente dedicate alla Collezione in una mostra collettiva in continua evoluzione, portando le nuove voci a cui normalmente i musei dedicano una sala a parte al centro della narrazione istituzionale. Questo permette di arricchire l\u2019offerta culturale degli allestimenti della Collezione con artisti, movimenti e aree geografiche finora non pienamente rappresentati nella storia espositiva e nel patrimonio artistico del Museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ispirandosi alla formula inaugurata dal primo direttore Rudi Fuchs per la prima mostra Ouverture del 1984,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ogni artista \u00e8 invitato a creare un\u2019opera specificamente concepita per una delle sale auliche del Castello, quasi a collaborare con esse, attraverso il tempo storico.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per la prima mostra,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gli artisti vengono messi al centro del progetto, sottolineando il valore delle ricerche individuali di ciascuno di loro<\/strong>. Il Museo intende mantenere la sua caratteristica apertura alle voci degli artisti come momento chiave nella scrittura della storia dell\u2019arte. Questo modus operandi incorpora oggi principi di grande urgenza come quelli di inclusione, apertura ad altre culture e approcci e partecipazione sociale e culturale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle particolarit\u00e0 del Castello di Rivoli \u00e8 il suo carattere di luogo non finito. Questa sua caratteristica lo trasforma in <strong>un \u201ccontenitore\u201d che gli artisti possono letteralmente o metaforicamente completare inserendosi, cos\u00ec da far nascere esperienze e allestimenti unici.<\/strong> Spesso le opere sono arricchite dal dialogo con le sale in cui vengono allestite e, viceversa, le sale a volte diventano pi\u00f9 forti grazie agli interventi artistici in esse contenuti.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Inserzioni apre al pubblico da venerd\u00ec 26 settembre 2025 sino a febbraio 2026.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u00e8 sostenuto da Radical Commissioning Group, un gruppo ristretto di benefattori che crede, come il Museo, nella necessit\u00e0 di dare carta bianca agli artisti per creare opere visionarie, dando allo stesso tempo la possibilit\u00e0 all\u2019istituzione di espandere la propria voce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guglielmo Castelli<br \/>\nGuglielmo Castelli ha lavorato a un nuovo corpo di opere da inserire nella sala affrescata dedicata ai Continenti. L\u2019artista presenta una nuova serie scultorea, che vede alcuni dei personaggi che popolano i suoi dipinti sfuggire da essi per esibire in forma bidimensionale in curiosi ambienti tridimensionali un\u2019idea di infanzia silenziosa e d\u2019attesa. Realizzate su ritagli di carta, le figure umane delle opere sono coreografate attorno a piccole maquette di tavoli progettati dall\u2019artista di un ambiente casalingo e teatrale immaginario. Alle pareti, una serie di nuovi dipinti \u2013 tra cui uno monumentale di oltre tre metri \u2013 raffigurano le atmosfere fantastiche e condensate tipiche di Castelli in cui si svolgono molteplici azioni, ripetute cadute e altrettanti fallimenti. Nella sala adiacente, lunga e sottile, sono esposte alcune opere su carta e per la prima volta una speciale presentazione dei materiali preparatori e dei quaderni di schizzi di Castelli, che comprendono studi per i personaggi del suo mondo inventato, apparenti scarti che divengono ecosistema e stratificazione insieme a prove di composizione che rivelano il processo di realizzazione dei suoi quadri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lydia Ourahmane<br \/>\nLa nuova commissione di Lydia Ourahmane \u00e8 realizzata in collaborazione con la sorella Sarah Ourahmane, compositrice e musicista. Una composizione scritta per tre cantanti ipovedenti si sviluppa in tre stanze del museo. Appena visibile ma percepibile al tatto, la partitura \u00e8 incastonata nelle pareti di ogni stanza e rimane dunque permanentemente a disposizione per future esecuzioni. Per leggere la partitura, ogni cantante si muove lungo i muri o le ringhiere del Castello, seguendo con il tatto le frasi musicali. Negoziando i limiti della composizione come linguaggio e della composizione in braille come mezzo, la partitura viene interpretata dai cantanti mentre si muovono. Il margine dell\u2019interpretazione \u00e8 aumentato dalla coreografia spaziale, poich\u00e9 i cantanti camminano mentre cantano. Quando si traduce una frase musicale in Braille, la cella a sei punti riporta uno dopo l\u2019altro vari dati: l\u2019altezza e il ritmo di ogni nota, oltre alla chiave e all\u2019ottava in cui \u00e8 scritta la composizione. Le partiture si presentano come un\u2019unica riga con le note, la loro durata, l\u2019altezza in ottave, le legature, le pause e le istruzioni interpretative comunicate in sequenza. Riducendo la quantit\u00e0 di ornamenti o istruzioni interpretative, ogni cantante apporta la propria logica personale a ogni frase. Il coro di elementi composto dall\u2019architettura, lo spazio e il corpo inoltre contribuisce a dare forma alla partitura. I cantanti devono quindi memorizzare gli elementi distinti e poi ricomporli, creando una possibilit\u00e0 amplificata di entropia, di evoluzione e di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oscar Murillo<br \/>\nIn seguito a una visita al Museo, Oscar Murillo ha scelto la Sala 18 come ambientazione per la sua installazione immersiva site-specific, A See of History, 2025. L\u2019opera riunisce 48 dipinti della serie Disrupted Frequencies di Murillo in un grande piano dipinto che invita i visitatori a esperire l\u2019opera dal basso, come un affresco caduto e sospeso nel tempo. Composta da un arazzo di tele intrecciate &#8211; provenienti dal database Frequencies di Murillo \u2013 l\u2019installazione esplora una tensione tra visione e vastit\u00e0, immaginando nuovi territori scolpiti in un mare di segni stratificati. Iniziata nel 2013, Frequencies prevedeva il posizionamento di tele vuote sui banchi di scuola di tutto il mondo e la cattura dei segni consci e inconsci lasciati dagli studenti. Concepite dall\u2019artista come dispositivi di registrazione analogica, queste tele fungono da registro frammentato di una frequenza culturale e sociale globale. Su questi frammenti, Murillo ha lavorato in varie tonalit\u00e0 di blu, applicando pennellate gestuali di pittura a olio e una miscela di pigmento iridescente che ricorda sia l\u2019oceano sia il cielo, elementi che contemporaneamente legano e separano lo spazio geografico. In questo terreno sospeso, la storia e il tempo diventano fluidi, incerti e aperti alla riconfigurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuove aquisizioni allestite in Collezione<br \/>\nAdji Dieye, Piero Gilardi, Roberto Cuoghi<br \/>\nVincitrice della seconda edizione del Premio Collective per il Castello di Rivoli, Adji Dieye (Milano \u2013 Italia, 1991) presenta per la prima volta al Museo Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, donata al Castello dall\u2019Associazione Collective. La pratica di Dieye si sviluppa nell\u2019intersezione tra immagine, spazi urbani e memoria culturale. Attraverso l\u2019uso di materiali di archivio o relativi alla pubblicit\u00e0 e all\u2019architettura, l\u2019artista indaga come si formano e trasformano le epistemologie nazionali, interrogando le strutture visive e ideologiche che modellano l\u2019identit\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla vincita dell\u2019avviso pubblico PAC \u2013 Piano per l\u2019Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura, il Castello di Rivoli ha acquisito Mare con gabbiano, 1967, importante opera storica di Piero Gilardi (Torino \u2013 Italia, 1942-2023). L\u2019opera \u00e8 uno tra i primissimi esempi di Tappeti-natura, serie che ha scritto un importante capitolo della storia dell\u2019arte, anticipando l\u2019attuale attenzione per tematiche ecologiste. Per valorizzare questa acquisizione, il Museo, in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Piero Gilardi, presenta una sala dedicata all\u2019artista con ulteriori opere, tra cui una rara Macchina per discorrere, 1963, e materiali documentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla vincita dell\u2019avviso pubblico Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura, il Castello di Rivoli ha acquisito la serie fotografica a.C., 2017, di Roberto Cuoghi (Modena \u2013 Italia, 1973). Mai esposta al pubblico, a.C. riguarda opere scultoree e esperimenti di decadimento realizzati nello studio dell\u2019artista a Milano per Imitatio Christi, il progetto da lui sviluppato per la sua partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 2017.<\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0 \u00a0 \u00a0 FOTO COPERTINA: &#8220;Occhio aprite gli occhi&#8221; 2022<\/strong> &#8211; foto Grazia Seregni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inserzioni: Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane, Oscar Murillo 26 settembre 2025 \u2013 febbraio 2026 Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[32009],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148995"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=148995"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148995\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":148999,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148995\/revisions\/148999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=148995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=148995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=148995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}