{"id":149082,"date":"2025-07-17T17:55:43","date_gmt":"2025-07-17T15:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=149082"},"modified":"2025-07-17T17:55:43","modified_gmt":"2025-07-17T15:55:43","slug":"arte-a-ingresso-libero-a-milano-elpis-dove-nasce-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=149082","title":{"rendered":"Arte a ingresso libero a Milano &#8211; ELP\u00ccS &#8211; Dove nasce la speranza"},"content":{"rendered":"<p>Una scultura nella preziosa architettura dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica<\/p>\n<p>UNIVERSITA&#8217; CATTOLICA DEL SACRO CUORE<br \/>\nMILANO<br \/>\nLargo Gemelli 1 e via Carducci 28\/30<\/p>\n<p>ELP\u00ccS &#8211; Dove nasce la speranza<br \/>\nfino al 30 settembre 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di<br \/>\nArianna Bono, Matilde Cauteruccio, Matilde Dante, Maria Laura Foti, Sara Ravelli, Alessandra Mara Sartori di Borgoricco, Melania Sisinno<\/p>\n<p><strong>Coordinate mostra<\/strong><br \/>\n<strong>Titolo ELP\u00ccS &#8211; Dove nasce la speranza<\/strong><br \/>\nA cura di Arianna Bono, Matilde Cauteruccio, Matilde Dante, Maria Laura Foti, Sara Ravelli, Alessandra Mara Sartori di Borgoricco, Melania Sisinno<br \/>\nSedi n. 2 Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano: Largo Gemelli 1 e via Carducci 28\/30<br \/>\nDate 13 giugno &#8211; 30 settembre 2025<br \/>\nOrari da lun a ven 8 &#8211; 20; sab 9 &#8211; 17. <strong>Domenica chiuso<\/strong><br \/>\n<strong>Chiusura estiva<\/strong> 4 agosto &#8211; 16 agosto. La sede riaprir\u00e0 luned\u00ec 18 agosto<br \/>\n<strong>Ingresso libero<\/strong><br \/>\nInfo al pubblico +39 02 7234 3770 &#8211; direzione.sede-mi@unicatt.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore presenta la mostra ELP\u00ccS &#8211; Dove nasce la speranza di Gianfranco Meggiato, artista contemporaneo noto per il suo stile scultoreo capace di coniugare spiritualit\u00e0, materia e metafisica. Ospitata all\u2019interno degli spazi dell\u2019Ateneo, l\u2019esposizione si articola nelle due sedi limitrofe di Milano, in Largo Gemelli 1 e in via Carducci 28\/30, rimanendo aperta al pubblico dal 13 giugno al 30 settembre 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto si propone come una mostra non tradizionale pensata dagli studenti per gli studenti, ma non solo: un invito rivolto a tutti a vivere l\u2019arte come momento di riflessione condivisa. Per questo motivo la curatela \u00e8 stata affidata alle studentesse dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica Arianna Bono, Matilde Cauteruccio, Matilde Dante, Maria Laura Foti, Sara Ravelli, Alessandra Mara Sartori di Borgoricco e Melania Sisinno, con illustrazioni a cura di Francesca Iperico. Le curatrici affermano che \u00abCurare questa mostra, in qualit\u00e0 di studentesse, rappresenta per noi un\u2019opportunit\u00e0 preziosa per avviare un dialogo intergenerazionale che metta in discussione le definizioni di speranza. L\u2019intento non \u00e8 quello di proporre un concetto gi\u00e0 compiuto, ma piuttosto di frammentarlo e ricostruirlo collettivamente, a partire dalle singole esperienze vissute. In questo processo, la speranza diventa un territorio comune da abitare insieme, uno spazio aperto al confronto, alla riflessione e alla possibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte, presenza discreta ma potente, accende speranza, diffonde bellezza e semina possibilit\u00e0 l\u00e0 dove prende forma. Pertanto l\u2019universit\u00e0, in quanto organismo vivente, diviene uno spazio unico in cui la creativit\u00e0 non solo trova posto, ma fiorisce in forme inattese. \u00c9 un punto d\u2019incontro, un rifugio straordinariamente fertile, dove ognuno pu\u00f2 ritrovare lo stimolo e la forza per un futuro migliore, sentendosi parte di un\u2019Energia collettiva che coopera al fine di ritrovare una positivit\u00e0, forse spesso minacciata dalle vicissitudini contemporanee. Cos\u00ec gli studenti della Cattolica si sono chiesti se la parola speranza avesse ancora un qualche significato, facendosi architetti invisibili di citt\u00e0 future. Elp\u00ecs \u2013 dal greco speranza \u2013 vuole essere questo: una nuova citt\u00e0 e una nuova speranza non ancora realizzata, ma che vive negli sguardi, nei sogni e nelle mani di chi, ancora oggi, vive la speranza come atto radicale.<br \/>\nCome ne Le Citt\u00e0 Invisibili di Italo Calvino, Elp\u00ecs non ha confini precisi: prendendo vita dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica si costruisce tra un pensiero e un gesto concreto, traboccando verso l\u2019esterno, oltrepassando i limiti istituzionali per farsi spazio condiviso, luogo di dialogo e azione. Intrecciandosi con il tessuto urbano e umano, in questo fluire, diventa cos\u00ec una fonte di cambiamento collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto si sviluppa attraverso le forme fluide e meditative di Meggiato, interprete riconosciuto a livello internazionale per il dialogo tra arte e interiorit\u00e0. Le sue opere diventano una guida attraverso questa \u201ccitt\u00e0 nascente\u201d, un invito ai giovani ad interrogarsi sulla propria idea di speranza, uno sguardo aperto, personale e collettivo, che parte dalle opere per arrivare al cuore delle domande contemporanee, sul futuro che ci attende. Nelle parole dell\u2019artista \u201cL\u2019arte, che \u00e8 sopravvissuta a tutte le guerre, le calamit\u00e0 e le distruzioni della storia, ha da sempre rappresentato il picco culturale e spirituale dell\u2019umanit\u00e0. Nel suo perpetuarsi nel tempo, superando i secoli, malgrado tutto, l\u2019arte \u00e8 una manifestazione plastica della forza inarrestabile della speranza.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa mostra non convenzionale le opere, esposte nei chiostri e nei luoghi di ritrovo universitari, esortano il visitatore a viverle in prima persona. L\u2019intento dell\u2019artista \u00e8 quello di promuovere un\u2019interazione attiva e partecipata tra il pubblico e le sue opere: le sculture, infatti, non sono pensate come oggetti da osservare passivamente, ma come elementi da esplorare fisicamente. Esse possono essere toccate e ruotate, in modo da instaurare un dialogo diretto e sensoriale tra l\u2019opera e lo spettatore. Sette sono le opere esposte: Il Soffio della Vita, Colpo d\u2019Ala, Risveglio, Il Volo, Lo Specchio dell\u2019Assoluto (in Gemelli), L\u2019Incontro, Oltre il Finito (in Carducci). Le opere installate sono tutte bianche, a rimarcare il concetto di trascendenza e dimensione eterea, pezzi unici in alluminio realizzati con la tecnica della fusione a staffa e successivamente verniciati a forno. Ogni opera, con il suo linguaggio simbolico e visionario, accompagna il visitatore in un percorso di rinascita, speranza e riflessione esistenziale. Le forme scolpite evocano archetipi universali come il coraggio nel dolore, la tensione verso l\u2019oltre, il risveglio dell\u2019anima e l\u2019incontro con l\u2019altro, componendo una riflessione visiva sull\u2019umano e sul suo costante dialogo con l\u2019invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il periodo dell\u2019esposizione hanno luogo visite guidate e attivit\u00e0 ad essa legate. Ognuna di queste \u00e8 pensata per essere un momento di socializzazione e condivisione. Il pubblico viene invitato a offrire una propria restituzione sul tema della speranza, lasciando una testimonianza personale o un pensiero nato dai contenuti proposti nel corso della mostra. Gli stimoli offerti prendono forma attraverso un ricco programma di iniziative culturali \u2014 tra cui bookclub, cineforum e visite guidate \u2014 pensate per coinvolgere attivamente i visitatori.<br \/>\n\u00c8 inoltre possibile lasciare un proprio contributo scritto tramite speciali cartoline, disponibili negli spazi espositivi e raccolte in appositi contenitori. Le testimonianze verranno successivamente selezionate e raccolte in un volume dedicato, che restituir\u00e0 in forma collettiva il percorso di pensiero e partecipazione emerso nel corso della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cenni biografici<br \/>\nGianfranco Meggiato (26 agosto 1963, Venezia) si forma all&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte, studiando scultura in pietra, bronzo, legno e ceramica. La sua arte si ispira ai maestri del Novecento come Brancusi, Moore e Calder, esplorando il rapporto tra pieno e vuoto, e dando importanza allo spazio.<br \/>\nA partire dal 1998 \u00e8 invitato a esporre in musei, gallerie e piazze pubbliche di tutto il mondo: USA, Canada, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Principato di Monaco, Ucraina, Russia, India, Cina, Emirati Arabi, Kuwait, Corea del Sud, Singapore, Taipei, Australia.<br \/>\nHa partecipato a eventi prestigiosi come la Biennale di Venezia nei padiglioni nazionali (2011-2013) e a MANIFESTA12 (2018). Nel 2017 ha ricevuto il Premio ICOMOS-UNESCO per la sua abilit\u00e0 nel fondere l\u2019antico e il contemporaneo. Le sue opere recenti includono installazioni hi simboliche in luoghi iconici, come La Spirale della Vita a Palermo (2018), Il Giardino di Zyz a Matera (2019) un\u2019installazione interculturale a forma di mano di Fatima nella logica che tutto \u00e8 uno, L\u2019Uomo Quantico ad Agrigento nella Valle dei Templi (2021) e Il Respiro della forma a Pisa (2022). Nel 2023 ha installato a Roma L\u2019Incontro Simbolo di Pace installazione dedicata alla pace nel primo anniversario della guerra in Ucraina. Nel 2024 ha esposto a Roma I Di\u00f2scuri tornano a Roma, installazione di 11 sculture e sempre con un\u2019installazione di 11 sculture ha esposto a Forte dei Marmi Risveglio. Il suo ultimo progetto Linee dell\u2019Invisibile a Baku, Azerbaijan, \u00e8 una mostra personale con 39 opere al Heydar Aliyev Center disegnato da Zaha Hadid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una scultura nella preziosa architettura dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica UNIVERSITA&#8217; CATTOLICA DEL SACRO CUORE MILANO Largo Gemelli 1 e via Carducci 28\/30 ELP\u00ccS &#8211; Dove nasce la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,9411,2730,358,15896],"tags":[32025],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149082"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=149082"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":149085,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149082\/revisions\/149085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=149082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=149082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=149082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}