{"id":149438,"date":"2025-07-30T17:56:16","date_gmt":"2025-07-30T15:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=149438"},"modified":"2025-07-30T17:58:31","modified_gmt":"2025-07-30T15:58:31","slug":"mostre-a-lodi-terriccio-universale-rebeca-pak-inaugura-12-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=149438","title":{"rendered":"Mostre a Lodi &#8211; \u201cTerriccio Universale\u201d Rebeca Pak inaugura 12 settembre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Platea | Palazzo Galeano<br \/>\npresenta<\/p>\n<p><strong>\u201cTerriccio Universale\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Rebeca Pak<\/strong><\/p>\n<p><strong>a cura di Gabriella Rebello Kolandra<\/strong><\/p>\n<p>13 settembre \u2013 2 novembre 2025<br \/>\nOpening: 12 settembre, ore 19.00 &#8211; 21.00<\/p>\n<figure id=\"attachment_149444\" aria-describedby=\"caption-attachment-149444\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Rebeca-Pak-Terriccio-universale-2nd-Siluva-Art-Biennial-Lituania.-July-2021.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-149444\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Rebeca-Pak-Terriccio-universale-2nd-Siluva-Art-Biennial-Lituania.-July-2021-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Rebeca-Pak-Terriccio-universale-2nd-Siluva-Art-Biennial-Lituania.-July-2021-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Rebeca-Pak-Terriccio-universale-2nd-Siluva-Art-Biennial-Lituania.-July-2021-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Rebeca-Pak-Terriccio-universale-2nd-Siluva-Art-Biennial-Lituania.-July-2021-447x300.jpg 447w, 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a marzo con <strong>la mostra Super Super di Margherita Moscardini, seguita da Paperwork di Ulyana Nevzorova (Minsk, 2001) \u2014 ancora in corso sino al 24 agosto, presso la vetrina di Palazzo Galeano<\/strong> \u2014 il programma prosegue con la personale dell\u2019artista Vashish Soobah (Catania, Italia, 1994) e con un progetto speciale di Marvin Gabriele Nwachukwu (Milano, Italia, 1996).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando l\u2019identit\u00e0 come risultato fluido e non definitivo di un processo culturale,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la ricerca di Pak si caratterizza per un costante tentativo di rinegoziare riferimenti appartenenti a culture diverse.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpus di lavori che ne deriva si presenta come strumento di riflessione e di messa in discussione di determinati paradigmi: piuttosto che insistere su una particolare realt\u00e0 o verit\u00e0, l\u2019opera crea contesti aperti, con l\u2019intento di rendere possibile un confronto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua pratica<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il corpo viene spesso adoperato come mezzo d\u2019indagine e posto in relazione con la dimensione urbana e architettonica degli spazi che attraversa.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto concepito per Platea \u00e8 parte della serie di <strong>azioni performative dal titolo Terriccio Universale, che ha preso avvio nel 2019 a Milano ed \u00e8 proseguita nello stesso anno a Roma<\/strong> per From Intichuma Ceremony to Francis Alys nell\u2019ambito della mostra La strada: dove si crea il mondo presentata al MAXXI, e nel 2021 a \u0160iluva in Lituania, in occasione della 2nd \u0160iluva Art Biennial.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019happening si sviluppa attorno al concetto di terra intesa come simbolo di origine e appartenenza,<\/strong> partendo da uno specifico evento nella vita dell\u2019artista: <strong>il viaggio del nonno in Corea del Sud, dopo decenni trascorsi in Brasile dove era emigrato negli anni Sessanta, per rendere omaggio alla tomba dei propri genitori. <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nella tradizione funeraria coreana,<strong> il sepolcro viene segnato da cumuli di terra che ne custodiscono la memoria.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terra, sassi, rami e foglie si intrecciano cos\u00ec a formare una materia organica e stratificata, mentre l\u2019atto stesso di erigere questi rilievi, strettamente legato al rito funebre, diventa espressione di una dimensione collettiva, fatta di condivisione di gesti, compiti e ruoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A partire da un sacco di terra preconfezionato<\/strong> \u2014 il cosiddetto \u201cterriccio universale\u201d \u2014 l\u2019artista instaura una relazione inaspettata con un pubblico occasionale e, al contempo, <strong>mette in discussione il termine \u201cuniversale\u201d. \u00c8 lei a chiedere aiuto ad alcuni passanti per trasportare il sacco<\/strong>: in questo atto si attiva <strong>una riflessione pi\u00f9 ampia sia sulla nozione di universalit\u00e0<\/strong> insita nel nome del prodotto, sia sulla complessit\u00e0 del rapporto tra chi accoglie e chi \u00e8 accolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La complessit\u00e0 di questa dinamica si ispira al saggio Anne Dufourmantelle invite Jacques Derrida \u00e0 r\u00e9pondre de l\u2019hospitalit\u00e9, in cui Derrida riflette sulla polisemia della parola h\u00f4te, che in francese \u2014 cos\u00ec come in italiano, ospite \u2014 indica sia l\u2019ospitante sia l\u2019ospitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della mostra a Platea,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pak realizzer\u00e0 l\u2019azione per le vie del centro di Lodi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un percorso organico che sar\u00e0 delineato dallo sviluppo spontaneo del lavoro \u2014 dettato da differenti ritmi, tempi e scelte \u2014<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>verranno coinvolti passanti che decidano di offrire la loro disponibilit\u00e0 dinanzi alla richiesta dell\u2019artista.<\/strong> L\u2019happening viene documentato e restituito sotto forma di installazione site-specific all\u2019interno dello spazio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come l\u2019intervento di Nevzorova, anche la mostra di Pak si pone in dialogo con il lavoro che Margherita Moscardini ha sviluppato per lo spazio di Platea: la scultura-scala rimane come una presenza costante nello spazio durante gli interventi degli artisti del programma Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, favorendo una lettura stratificata di tutto il palinsesto annuale. Attraverso questo confronto, la mostra non si limita a presentare un corpus di lavori, ma contribuisce ad ampliare la stratificazione di visioni che si compone nel corso dell\u2019anno all\u2019interno dello spazio espositivo. In questo senso, Super Super si configura come un capitolo sempre attivo di una narrazione pi\u00f9 ampia, che intreccia le voci degli artisti con il contesto in cui si inseriscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Platea | Palazzo Galeano \u00e8 realizzato grazie al sostegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi Onlus e alla generosit\u00e0 dei donatori che ne hanno condiviso attivit\u00e0 e obiettivi, e al contributo del Comune di Lodi.<br \/>\nPlatea | Palazzo Galeano desidera ringraziare i main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di tutela del Grana Padano, i partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione e la Galleria Gian Marco Casini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto grafico di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry \u00e8 realizzato da Carolina Incerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rebeca Pak<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rebeca Pak (San Paolo, 1992) \u00e8 un\u2019artista visiva con base a Milano<\/strong>. Il suo lavoro porta con s\u00e9 le tracce di un\u2019esistenza in transito, mescolando e ricombinando diversi contesti culturali. P<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">iuttosto che insistere su una particolare realt\u00e0 o verit\u00e0, il lavoro di Pak crea contesti aperti con l\u2019intento di rendere possibili il confronto e il dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019artista lavora con molteplici mezzi, utilizzando il suo archivio familiare, che comprende fotografie, mobili tradizionali coreani e dipinti<\/strong> lasciati in eredit\u00e0, oltre a vari elementi del suo quotidiano come il tessuto, il cibo, il linguaggio e l\u2019architettura. I suoi lavori sono stati presentati al Careof, Milano; Standards, Milano; Rehearsal Project Space, Milano; Ateli\u00ea 397, San Paolo; 2nd \u0160iluva Art Biennial, Lituania; HKW Haus der Kulturen der Welt, Berlino; SAVVY Contemporary, Berlino; The Clemente, New York; Galleria Eugenia Delfini, Roma e CAMPO XS, Genova. Pak ha collaborato con Archive, Berlino\/Dakar\/Milano tra il 2020 il 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry\u201d<br \/>\nIl programma espositivo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cNine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry\u201d prende il titolo da una canzone del 1972 del musicista e scrittore Caetano Veloso (1942, Bahia, Brasile), composta e registrata mentre si trovava in esilio a Londra durante la dittatura militare in Brasile<\/strong>. Il testo, che narra con ironia e speranza una quotidianit\u00e0 non scelta, conduce a una riflessione sulle relazioni tra arte e politica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro punto di riferimento fondamentale per leggere la direzione curatoriale del programma \u00e8 il progetto di Lina Bo Bardi per la compagnia Teatro Oficina a San Paolo, Brasile che abbatte ogni barriera tra la vita e la finzione scenica, aprendosi alla strada. L\u2019edificio diventa una grande scatola scenica che comprende la totalit\u00e0 dello spazio, in cui attori, spettatori e tecnici sono a contatto diretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da questa riflessione, gli artisti &#8211; Margherita Moscardini, Ulyana Nevzorova, Rebeca Pak, Vashish Soobah e Marvin Gabriele Nwachukwu &#8211; sono stati invitati a rileggere lo spazio di Platea e il suo spirito partecipativo, enfatizzando la relazione con la citt\u00e0 per \u00abcelebrare il <strong>potenziale politico, poetico ed estetico della strada<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_149442\" aria-describedby=\"caption-attachment-149442\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/mostre-1-From-Mouth-To-Ear-Body-To-Body-Hand-to-Hand.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-149442\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/mostre-1-From-Mouth-To-Ear-Body-To-Body-Hand-to-Hand-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/mostre-1-From-Mouth-To-Ear-Body-To-Body-Hand-to-Hand-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/mostre-1-From-Mouth-To-Ear-Body-To-Body-Hand-to-Hand.jpg 667w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-149442\" class=\"wp-caption-text\">From-Mouth-To-Ear-Body-To-Body-Hand-to-Hand.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Platea | Palazzo Galeano \u00e8 un\u2019associazione culturale nata a Lodi<\/strong> nel 2020 con lo scopo di promuovere l\u2019arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d\u2019arte di primaria importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019associazione prevede la<strong> presentazione di progetti d\u2019arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall\u2019esterno. Platea deve il suo nome &#8211; che contiene un preciso intento programmatico &#8211; a una generosa concessione dell\u2019artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all\u2019Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: \u201cPlatea \u00e8 l\u2019omaggio alla citt\u00e0. Il nome dello spazio sottolinea l\u2019importanza del pubblico, disposto in una grande \u2018platea\u2019, che poi \u00e8 la citt\u00e0 di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la \u2018platea\u2019 dell\u2019umanit\u00e0. E per me, il pubblico \u00e8 il mio corpo.\u201d Il progetto si basa sul concetto di \u201cplatea\u201d, intesa anche come modalit\u00e0 molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l\u2019opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacit\u00e0 di suscitare \u201cun incidente di sguardo\u201d, come annunciato nel Manifesto composto dall\u2019associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i \u201c100 Luoghi del Contemporaneo in Italia\u201d, pubblicazione curata dal critico d\u2019arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei pi\u00f9 interessanti spazi dedicati all\u2019arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno esposto da Platea<br \/>\nMarcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, R\u00e4 di Martino, Valerio D\u2019Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Uliana Nevzerova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno curato mostre e progetti per Platea<br \/>\nFrancesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccol\u00f2 Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicol\u00f2 Colciago.<br \/>\nGovernance<br \/>\nClaudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Luca Bucci, Progettista; Gianluigi Corsi, Tesoriere.<br \/>\nMain partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Grana Padano; In-kind partner: Solux Led Lighting Technology; Verspieren Broker di Assicurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Platea | Palazzo Galeano<\/strong><br \/>\n<strong>Corso Umberto I, 50 &#8211; 26900, Lodi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Platea | Palazzo Galeano presenta \u201cTerriccio Universale\u201d Rebeca Pak a cura di Gabriella Rebello Kolandra 13 settembre \u2013 2 novembre 2025 Opening: 12 settembre, ore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":149445,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[32070,32071],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149438"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=149438"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149438\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":149448,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149438\/revisions\/149448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/149445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=149438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=149438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=149438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}