{"id":149775,"date":"2025-08-05T19:16:34","date_gmt":"2025-08-05T17:16:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=149775"},"modified":"2025-08-05T19:18:41","modified_gmt":"2025-08-05T17:18:41","slug":"appuntamento-cheese-per-golosi-e-gourmet-dal-19-settembre-a-bra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=149775","title":{"rendered":"Appuntamento CHEESE per golosi e gourmet dal 19 settembre a Bra"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Ricchezza casearia dell\u2019Italia<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Paese che vai, formaggio che trovi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa di Cheese dal 19 al 22 settembre a Bra (Cn)<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alcuni itinerari per scoprire la ricchezza casearia dell\u2019Italia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paese che vai, formaggio che trovi. Se cambiamo la parola usanza con formaggio nel noto proverbio, non ci allontaniamo molto dalla realt\u00e0. Perch\u00e9 l\u2019Italia presenta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un patrimonio caseario unico: ogni zona ha le sue variet\u00e0,<\/strong> legate al territorio, alle tradizioni locali e ai metodi di produzione specifici. In molti casi, usanze e formaggi si confondono.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Con soli tre ingredienti \u2013 latte, sale e caglio<\/strong> \u2013 il nostro Paese d\u00e0 vita a<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>circa 500 formaggi diversi (almeno quelli censiti)<\/strong> tra di loro per sapori, consistenza e stagionatura.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa interpretazione del detto, quindi, non celebra solo la straordinaria diversit\u00e0 dei formaggi italiani, ma evidenzia anche il legame profondo tra cibo e territorio, tra cultura e produzione casearia. Ogni formaggio racconta una storia unica, quella del suo pascolo di origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molti di questi formaggi, dal 19 al 22 settembre, saranno tra i protagonisti di Cheese 2025,<\/strong> l\u2019evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo organizzato da Slow Food e Citt\u00e0 di Bra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le Valli del Natisone e del Torre e i formaggi da prato stabile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Partiamo dalle Valli del Natisone e del Torre: nell\u2019estremo nord-est d\u2019Italia<\/strong>, si incontrano due grandi culture europee e vive una comunit\u00e0 che ha saputo custodire saperi e usanze antiche, tramandate da generazioni. Ci troviamo a met\u00e0 strada tra due mondi: da un lato quello che gravita intorno<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>a Cividale del Friuli, citt\u00e0 Unesco,<\/strong> capitale romana che ha dato il nome all\u2019intera regione e primo regno longobardo d\u2019Italia; dall\u2019altro quello della valle dell\u2019Isonzo, nelle Alpi Giulie, teatro della disfatta di Caporetto durante la Prima guerra mondiale, diventata oggi il polo pi\u00f9 importante del turismo green della Slovenia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa zona incontaminata si possono assaporare formaggi da prati stabili come il Latteria San Canziano che ci propone Elisa Manig, che ha la sua azienda lungo il Natisone, precisamente a San Pietro.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Elisa, come tutti i produttori che hanno aderito al progetto dei prati stabili, oltre a produrre formaggi straordinari, custodisce la biodiversit\u00e0 del territorio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bergamo e le valli del formaggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della prossima proposta, Bergamo e le valli del formaggio, non lascia dubbi: oltre la citt\u00e0, questo itinerario \u00e8 caratterizzato da paesaggi alpini e dall\u2019arte casearia. Al centro del lavoro sul territorio e del mantenimento della sua biodiversit\u00e0 agricola c\u2019\u00e8 la tutela delle razze autoctone, ancora oggi allevate e valorizzate:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la Capra Orobica e la Bruna Alpina Originale, insieme alla Pecora Gigante Bergamasca. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i numerosi formaggi da scoprire,<strong> l\u2019Agr\u00ec di Valtorta,<\/strong> prodotto in un piccolo centro della Val Brembana di circa 300 abitanti. Nella locale latteria cooperativa, si produce questo piccolo formaggio cilindrico di latte vaccino intero a pasta cruda, Presidio Slow Food. Da non perdere anche il formaggio <strong>tipico Branzi,<\/strong> a pasta semicotta, considerato uno dei principi delle Orobie: tra le produzioni pi\u00f9 antiche delle valli, nato dall\u2019omonimo paese dell\u2019Alta Valle Brembana dove tuttora il latte intero di vacca viene lavorato secondo tradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le montagne biellesi e burro a latte crudo dell\u2019alto Elvo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandoci in Piemonte raggiungiamo le <strong>Montagne biellesi,<\/strong> un territorio dalla straordinaria variet\u00e0 paesaggistica: dalla Serra Morenica di Ivrea a ovest fino alla selvaggia Valsessera a est, attraversando le valli Elvo, Oropa, Cervo e Strona. Una mano aperta accoglie chi arriva a Biella, simboleggiando le cinque valli che definiscono il territorio. Uno dei prodotti pi\u00f9 caratteristici di queste zone \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il burro a latte crudo dell\u2019alto Elvo, Presidio Slow Food,<\/strong> ottenuto dall\u2019affioramento della panna dal latte conservato nel tradizionale fraid\u00e9l, un piccolo fabbricato in pietra attraversato da acqua sorgiva che caratterizza gli alpeggi della valle. Dal latte scremato viene prodotta anche la<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>toma magra (t\u00f9ma), anch\u2019essa a latte crudo,<\/strong> con aromi intensi di flora alpina e una consistenza caratteristicamente elastica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La misteriosa Genova e i formaggi della razza Cabannina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggermente pi\u00f9 a sud troviamo l\u2019itinerario di Slow Food Travel dedicato alla misteriosa Genova e il suo affascinante entroterra. Il territorio genovese \u00e8 da sempre crocevia di culture, merci, persone, ingredienti, profumi, sapori e idee. Questo intreccio ha forgiato uno stile di vita unico, che si percepisce sia sul mare che sulla sommit\u00e0 delle alture, alle quali fanno da contraltare le strette valli scavate dai rii e i caratteristici caruggi dei borghi della citt\u00e0. Oltre ai conosciuti pesto, focaccia e farinata, anche il formaggio merita attenzione. Al centro c\u2019\u00e8 la<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Cabannina, razza autoctona<\/strong> che prende il nome dalla piana di Cabanne. Dal suo latte si ricava una <strong>ricotta stagionata (il sarazzu)<\/strong> e diversi<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>formaggi a latte crudo<\/strong>, senza l\u2019uso di fermenti:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">la prescins\u00eaua, tradizionale cagliata genovese (fresca o stagionata),<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la formaggetta (da consumare dopo 15 giorni) e l\u2019u cabanin<\/strong> (che stagiona 120 giorni).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Valdarno superiore e l\u2019abbucciato aretino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo la Liguria per trasferirci nella vicina Toscana e in particolare nel Valdarno superiore, una valle dove si respira il tempo passato: dagli insediamenti romani ed etruschi, ai secoli del Medioevo e del Rinascimento con le contese tra Arezzo e Firenze, terra di accoglienza e passaggio per i pellegrini. Anche qui spicca un formaggio distintivo:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019abbucciato aretino, pecorino a pasta morbida, prodotto con latte crudo<\/strong>, che prende il nome dalla crosta spessa, elastica e con un\u2019unghia piuttosto marcata su tutto il bordo. La mancata pastorizzazione del latte preserva le qualit\u00e0 gusto-olfattive: il sapore \u00e8 dolce, con finale leggermente amaro e pungente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Gran Sasso e il canestrato di Castel del Monte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro viaggio non poteva mancare il parco del Gran Sasso. Conosciute anche come le terre della Baronia, queste aree sono plasmate da un\u2019antropologia antica legata alla pastorizia. I prodotti locali, cos\u00ec come i piatti tipici, arrivano da una storia di scambi di prodotti con altre comunit\u00e0 e culture, come quelli generati dagli infiniti e lunghissimi viaggi di transumanza di pastori e greggi verso il tavoliere delle Puglie. Tra i formaggi spicca il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>canestrato di Castel del Monte: ogni primavera migliaia e migliaia di pecore salgono a Campo Imperatore<\/strong>. Dal loro latte si produce un pecorino canestrato che stagiona da due mesi a un anno. Il sapore \u00e8 pronunciato e piccante: \u00e8 buono da taglio e ottimo grattugiato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Costa d\u2019Amalfi e il provolone del Monaco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riscavalchiamo gli Appennini per raggiungere la Costa d\u2019Amalfi. Nella mente dei pi\u00f9, questo tratto dell\u2019Italia \u00e8 sinonimo di mare, ma seguendo il sapore di un formaggio,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Provolone del Monaco,<\/strong> scopriamo un territorio affascinante: i Monti Lattari. La qualit\u00e0 del latte impiegato per il provolone \u00e8 eccezionale, prodotto dalla <strong>vacca Agerolese<\/strong> (presente nell\u2019Arca del Gusto Slow Food), razza locale molto rustica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Sulcis iglesiente, non solo miniere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finiamo questo ideale (e circoscritto) percorso turistico-caseario in Sardegna, precisamente nel Sulcis Iglesiente. Dal mare da favola di Sant\u2019Antioco alle suggestive miniere dismesse che raccontano una storia industriale oggi in via di valorizzazione, questo angolo dell\u2019isola \u00e8 tanto spettacolare quanto magico, per chi vuole conoscere la natura e la comunit\u00e0 del territorio, assieme all\u2019enogastronomia e alla pastorizia. I pastori ci consegnano, tra gli altri, un gioiello della produzione casearia italiana:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Fiore sardo. Formaggio pecorino, preparato secondo antichi metodi e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>affumicato a legna,<\/strong> realizzato con<strong> latte non pastorizzato, a pasta cruda,<\/strong> di buona consistenza. Il nome deriverebbe dall\u2019utilizzo del fiore di cardo come caglio o di uno stampo in legno con un fiore scolpito.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per chi non pu\u00f2 raggiungere tutti questi luoghi, l\u2019invito \u00e8 di venire a Bra (Cn), dal 19 al 22 settembre,<\/strong> dove si pu\u00f2 fare un giro tra i migliori caci del mondo e conoscere i pastori e i casari che con maestria e tanta passione ci regalano forme del latte uniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Spicchi di Cheese 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della 15esima edizione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il documento di Slow Food sui formaggi a latte crudo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I Laboratori del Gusto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le Conferenze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 di educazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli eventi in continua evoluzione<br \/>\nIl pre-catalogo degli espositori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019area stampa: news, comunicati, immagini, accredito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cheese 2025 \u00e8 organizzato da Slow Food e Citt\u00e0 di Bra, con il supporto di Regione Piemonte, il patrocinio del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranit\u00e0 Alimentare e delle Foreste e del Ministero del Turismo, il contributo di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, della Camera di Commercio di Cuneo e del progetto LIFE della Commissione Europa, e di numerose realt\u00e0 che credono nell&#8217;evento, a partire dai Main Partner: BBBell, BPER Banca, Confartigianato Cuneo, eViso, Parmigiano Reggiano, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy, Reale Mutua. In Kind Partner Bormioli Luigi, Acqua San Bernardo e IP Industrie. Green partner sono Biorepack, Ricrea e Cuki. Area Partner: Alberto Marchetti, Baratti&amp;Milano, Costadoro, Ricola e Sebach. Consorzio Terre Reali del Piemonte \u00e8 Hospitality partner. Partner culturale \u00e8 l\u2019Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricchezza casearia dell\u2019Italia Paese che vai, formaggio che trovi In attesa di Cheese dal 19 al 22 settembre a Bra (Cn) alcuni itinerari per scoprire<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":136640,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2855,9411,53,15896],"tags":[32106],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149775"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=149775"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":149777,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/149775\/revisions\/149777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/136640"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=149775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=149775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=149775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}