{"id":150845,"date":"2025-09-05T18:28:10","date_gmt":"2025-09-05T16:28:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=150845"},"modified":"2025-09-05T19:12:18","modified_gmt":"2025-09-05T17:12:18","slug":"mostra-a-rancate-ch-inaugura-sabato-17-ottobre-accessori-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=150845","title":{"rendered":"Mostra a Rancate CH &#8211; inaugura sabato 17 ottobre &#8220;Accessori di classe&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>ACCESSORI DI CLASSE<\/p>\n<figure id=\"attachment_150850\" aria-describedby=\"caption-attachment-150850\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Rancate-mostra-accessori-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-150850\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Rancate-mostra-accessori--215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Rancate-mostra-accessori--215x300.jpg 215w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Rancate-mostra-accessori-.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-150850\" class=\"wp-caption-text\">Eduardo Tofano, T\u00eate de jeune fille,1879, olio su tavola,Collezione privata,CourtesyMETS persorsi d\u2019arte,Novara\u00a9 METS Percorsi d\u2019Arte<\/figcaption><\/figure>\n<p>Complementi di moda tra uso quotidiano e identit\u00e0 sociale<\/p>\n<p>1830-1930<\/p>\n<p>Rancate\/Mendrisio, Svizzera, Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<\/p>\n<p>19 ottobre 2025 &#8211; 22 febbraio 2026<\/p>\n<p><strong>A cura di Elisabetta Chiodini con Mariangela Agliati Ruggia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre considerati fondamentali p<strong>er completare l\u2019abbigliamento, cappelli, borse, scarpe, guanti, bastoni, ombrelli, fazzoletti e ventagli non sono solo oggetti d\u2019uso che da secoli<\/strong> ci accompagnano nella nostra quotidianit\u00e0 ma sono anche elementi che contribuiscono a definire lo status e l\u2019appartenenza sociale degli uomini e delle donne che li indossano o che li utilizzano. Con un gioco di parole si potrebbe dire che si tratta di oggetti di classe che servono anche a segnare le differenze di classe all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Spesso associati al lusso e al potere,<\/strong> gli accessori di moda, grazie alle loro fogge ricercate e alla raffinatezza e alla preziosit\u00e0 dei materiali con cui sono realizzati, sottolineano per\u00f2 anche l\u2019irriducibile unicit\u00e0 dei loro possessori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un confronto serrato con la loro rappresentazione nelle opere d\u2019arte dell\u2019epoca, l\u2019esposizione si propone di illustrare la storia e <strong>l\u2019evoluzione di diverse tipologie di complementi di moda tra gli anni trenta dell\u2019Ottocento e i primi tre decenni del Novecento<\/strong>. Un arco di tempo che coincide in gran parte con quello che, non a caso, \u00e8 stato definito il \u201csecolo della borghesia\u201d e che mostra come nel tempo i gusti di uomini e donne cambino velocemente: cos\u00ec elementi considerati per secoli \u201cindispensabili\u201d hanno talvolta perso un po\u2019 del loro charme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 il caso del cappello,<\/strong> fino ad un <strong>recente passato l&#8217;accessorio per eccellenza, oggi indossato molto meno frequentemente;<\/strong> o ancora del <strong>ventaglio, utilizzato fin dai tempi degli antichi Egizi<\/strong> per rinfrescarsi o allontanare gli insetti molesti, oggetto popolare e regale insieme, che ha raggiunto l\u2019apice del successo durante il regno di Luigi XIV per poi perdere via via il suo fascino fino a qualche estate fa quando, inaspettatamente, \u00e8 tornato di tendenza, diventando il pi\u00f9 utile ed \u201cecosostenibile\u201d tra i must-haves. Al contrario, altri accessori si sono trasformati in oggetti del desiderio solo nel corso degli ultimi cento anni; tra questi, scarpe e borse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad importanti ritratti di rappresentanza, a vivaci e animate scene di genere, a manifesti pubblicitari, figurini, cataloghi di vendita e riviste di moda, lungo il percorso espositivo fanno da controcanto oggetti reali. <strong>Oggetti che non sono quasi mai semplici manufatti d\u2019uso quotidiano ma veri e propri testimoni del gusto e della societ\u00e0 del tempo,<\/strong> oltre che esempi di grande qualit\u00e0 artigianale che incuriosiscono, affascinano e inducono tutti noi a riflettere sia sulle vite di coloro che con cura e grande creativit\u00e0 li hanno ideati e abilmente confezionati, sia su quelle di chi li ha acquistati e indossati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra gli oltre 200 oggetti<\/strong> esposti figurano una s<strong>essantina di dipinti e sculture provenienti da collezioni pubbliche e private di autori<\/strong> sia di area ticinese che italiana, tra cui si segnalano alcuni nomi celebri della storia dell\u2019arte quali<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Giacomo Balla, Giovanni Boldini, Telemaco Signorini, Mos\u00e8 Bianchi<\/strong>, Eliseo Sala, Vincenzo Cabianca, Vittorio Matteo Corcos, Bernardino Pasta, Spartaco Vela, Filippo Franzoni, Adolfo Feragutti Visconti e Luigi Rossi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra offre per\u00f2 anche molto altro, non ultima <strong>l\u2019opportunit\u00e0 di approfondire la produzione e la commercializzazione di alcuni di questi manufatti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla collaborazione del Centro di dialettologia e di etnografia dello Stato e in particolare del Museo Onsernonese di Loco, un focus \u00e8 infatti posto sulla<strong> confezione di cappelli, cestini e borse di paglia, un\u2019attivit\u00e0 tipica della Val Onsernone,<\/strong> che esportava questi prodotti<strong> sui mercati lombardi e piemontesi, ma anche in Germania e in Francia.<\/strong> Un\u2019ampia sezione storica intende inoltre far rivivere, anche attraverso fotografie, attrezzi di lavoro e documentazione originale, l\u2019atmosfera che si respirava nell\u2019ambiente della produzione e del commercio dei cappelli sul territorio ticinese con un excursus dedicato ai pi\u00f9 importanti negozi di moda e ai grandi magazzini attivi in quel periodo in particolare sulla scena luganese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si chiude con <strong>la figura della stilista luganese Elsa Barberis. Le forme semplificate e moderne dei suoi abiti segnano infatti l\u2019inizio, dagli anni Quaranta,<\/strong> di una nuova stagione della moda e inaugurano una nuova maniera di disegnare e vivere gli accessori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel catalogo, interamente illustrato, che accompagna l\u2019esposizione, oltre agli interventi delle curatrici Elisabetta Chiodini e Mariangela Agliati Ruggia sono inclusi saggi di approfondimento e schede di: Beatrice Balzarini, Francina Chiara, Alberto Corvi, Mattia Dellagana, Marco Marcacci, Sara Miconi, Claudia Quadri, Andrea Sorze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19 ottobre 2025<\/p>\n<p>22 febbraio 2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marted\u00ec-venerd\u00ec<\/p>\n<p>9-12, 14-17<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sabato-domenica,<\/p>\n<p>novembre,<\/p>\n<p>8 e 26 dicembre,<\/p>\n<p>e 6 gennaio<\/p>\n<p>10-12, 14-18<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luned\u00ec,<\/p>\n<p>24, 25 e 31 dicembre<\/p>\n<p>Chiuso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 18 ottobre, ore 17:00<\/strong><\/p>\n<p>Ingresso e servizi<\/p>\n<p><strong>intero: CHF\/\u20ac 10.-<\/strong><\/p>\n<p><strong>ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF\/\u20ac 8.-<\/strong><\/p>\n<p>Visite guidate su prenotazione anche fuori orario; bookshop; parcheggi nelle vicinanze.<\/p>\n<p>Si accettano carte di credito.<\/p>\n<p>Come raggiungerci<\/p>\n<p>La Pinacoteca \u00e8 raggiungibile in pochi minuti sia dalla stazione ferroviaria che dall\u2019uscita autostradale di Mendrisio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ACCESSORI DI CLASSE Complementi di moda tra uso quotidiano e identit\u00e0 sociale 1830-1930 Rancate\/Mendrisio, Svizzera, Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst 19 ottobre 2025 &#8211; 22 febbraio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":150849,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[32233],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/150845"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=150845"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/150845\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":150851,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/150845\/revisions\/150851"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/150849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=150845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=150845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=150845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}