{"id":151324,"date":"2025-09-17T17:39:40","date_gmt":"2025-09-17T15:39:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=151324"},"modified":"2025-09-17T19:03:44","modified_gmt":"2025-09-17T17:03:44","slug":"mostre-a-milano-ingresso-libero-fondazione-ica-dal-26-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=151324","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; ingresso libero &#8211; Fondazione ICA dal 26 settembre"},"content":{"rendered":"<p>Inaugura il 26 settembre &#8211; dalle 18 alle 20<\/p>\n<p>Fondazione ICA Milano<\/p>\n<figure id=\"attachment_151329\" aria-describedby=\"caption-attachment-151329\" style=\"width: 255px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-20-4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-151329\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-20-4-255x300.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-20-4-255x300.jpg 255w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-20-4.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-151329\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Oliver Osborne,<\/strong> Portrait of the Artist&#8217;s Son III, 2023 Oil on herringbone linen with frame<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> Tre nuove mostre da settembre<\/strong><\/p>\n<p>Autunno 2025 alla Fondazione ICA Milano:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>tre nuove mostre che indagano il ruolo dell\u2019arte nella societ\u00e0.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>26 settembre \u2013 8 novembre 2025<\/strong><br \/>\n<strong>Fondazione ICA Milano | Milano, Via Orobia 26<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Opening: venerd\u00ec 26 settembre 2025, dalle ore 18.00 alle 20.00<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_151328\" aria-describedby=\"caption-attachment-151328\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-19-7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-151328\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-19-7-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-19-7-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-19-7-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-19-7.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-151328\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Isabella Costabile,<\/strong> Riddim of the South, 2023, Mixed media on plastic funnel, wooden &#8230;,Courtesy the artist and le vite, Milan. PhotographedbyAlessandro Zambianchi<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione ICA Milano,<strong> diretta da Alberto Salvadori,<\/strong> presenta al pubblico tre progetti espositivi inediti dedicati agli<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>artisti Oliver Osborne, Lewis Hammond e Isabella Costabile.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso ricerche e sensibilit\u00e0 personali, ciascun artista affronta la <strong>propria relazione con l\u2019arte,<\/strong> con la dimensione personale e il contesto storico e sociale. Attraverso pittura e scultura, le opere di Osborne, Hammond e Costabile animano gli spazi della fondazione, affrontando<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">temi quali la malleabilit\u00e0 della pittura nel tempo,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il concetto di fede nella societ\u00e0<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">e il ruolo degli oggetti come dispositivi della memoria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sua prima mostra personale in un\u2019istituzione italiana<strong>, curata da Alberto Salvadori, Oliver Osborne (1985) presenta The Sleeping Guard,<\/strong> che raccoglie una selezione di dipinti realizzati nell\u2019ultimo decennio. Attraverso soggetti che riguardano la storia, il personale e il locale,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">l<strong>\u2019artista si interroga su come la pittura possa ancora esistere in un presente determinato dal digitale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I lavori di Lewis Hammond (1987)<\/strong> <strong>abitano il piano terra della Fondazione,<\/strong> la cui spazialit\u00e0 viene parzialmente riscritta attraverso alterazioni architettoniche e opere pittoriche inedite dalle atmosfere visionarie che pongono riflessioni esistenziali come fiducia e speranza al centro della propria narrazione. <strong>La project room accoglie Whose is this? di Isabella Costabile (1991)<\/strong>, esito di alcune recenti produzioni legate a una nuova fase di ricerca dell\u2019artista, in cui <strong>la scultura si apre alle influenze di una riflessione incentrata su solidit\u00e0 e vuoto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lewis Hammond, Something to live for, 2024<\/strong><br \/>\n<strong>Oliver Osborne. The Sleeping Guard<\/strong><br \/>\nA cura di Alberto Salvadori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Muovendosi tra figurazione e astrazione, <strong>Oliver Osborne (Scozia, 1985) presenta una mostra che ripercorre gli ultimi dieci anni della sua pratica artistica<\/strong>. Ispirato dallo studio della storia dell\u2019arte, l\u2019artista esplora le possibilit\u00e0 concettuali della pittura nel tempo, spaziando cos\u00ec da figure provenienti dalla storia della ritrattistica a componenti della sua stessa famiglia. In The Sleeping Guard <strong>le opere esposte fanno riferimento a una variet\u00e0 di fonti &#8211; <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dall\u2019affresco di San Pietro liberato dal carcere di Filippino Lippi (1481 circa)<\/strong> nella Cappella Brancacci di Firenze <strong>al ritratto fotografico di Michel Majerus (1996) realizzato da Albrecht Fuchs<\/strong> \u2013<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">fino a includere i propri figli, soggetti e protagonisti della sua pratica pittorica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraversando la storia e la sfera personale, Osborne si interroga su come la pittura possa esistere nel contesto del XXI secolo, in un momento storico in cui il mondo digitale ha riscritto le condizioni di tempo e spazio fisico che determinano la pratica artistica. La monografia dell\u2019artista Recent Painting verr\u00e0 pubblicata da Distanz a ottobre 2025 e sar\u00e0 presentata ufficialmente a novembre presso gli spazi di Fondazione ICA Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lewis Hammond. Black Milk<\/strong><br \/>\n<strong>A cura di Chiara Nuzzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un percorso che altera e modifica la struttura dello spazio architettonico e la sua percezione,<strong> Black Milk raccoglie una selezione di 20 dipinti realizzati da Lewis Hammond (Regno Unito, 1987) appositamente per la mostra tra il 2024 e il 2025.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allestite al piano terra della Fondazione, le opere<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>riflettono l\u2019interesse dell\u2019artista per la storia della pittura e il suo rapporto con la fede<\/strong> &#8211;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">intesa nella sua accezione trasformativa e sociale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dai toni visionari e talvolta surrealisti,<\/strong> la pratica pittorica di Hammond si muove tra la sfera personale e quella collettiva. Che si tratti di interessi esoterici, di fede nelle persone, di fiducia sociale o romantica o di paura e speranza, l\u2019artista pone alla base della sua ricerca una domanda aperta:<strong> in cosa riponiamo speranza oggi?<\/strong> Un sentimento che tocca, oltre che l\u2019intimit\u00e0, anche i sistemi sociali, politici ed economici. Come e in cosa l\u2019uomo sceglie di nutrire fiducia? E cosa significa perdere la fede e la speranza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Isabella Costabile. Whose is this?<\/strong><br \/>\n<strong>A cura di Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La project room di Fondazione ICA Milano accoglie una serie inedita di <strong>sculture realizzate da Isabella Costabile (USA, 1991) tra il 2024 e il 2025<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interrogandosi sul ruolo dell\u2019artista nel presente e sul rapporto dell\u2019opera con il reale, con Whose is this? Costabile d\u00e0 forma a un gruppo di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere nate dall\u2019assemblaggio di oggetti trovati nel garage di famiglia, sui marciapiedi o accanto ai cassonetti per strada. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sculture assumono l\u2019aspetto di ibridi perturbanti, potenzialmente soggetti a continue mutazioni, dove la funzione degli oggetti subisce un processo di ritassonimizzazione e reinterpretazione: gli elementi diventano testimonianza di <strong>un\u2019archeologia della memoria<\/strong>, dispositivi capaci di raccontare per immagini il trascorrere del tempo. Muovendosi tra il l\u2019ambito personale e la sfera collettiva, l\u2019opera si svincola dalla logica della propriet\u00e0 e si apre a una dimensione relazionale, dove chi osserva \u00e8 chiamato a riconoscere qualcosa di s\u00e9 in ci\u00f2 che non gli appartiene, ma che \u00e8 parte della propria esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oliver Osborne.<br \/>\nThe Sleeping Guard<br \/>\nA cura di Alberto Salvadori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lewis Hammond<br \/>\nBlack Milk<br \/>\nA cura di Chiara Nuzzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Isabella Costabile.<br \/>\nWhose is this?<br \/>\nA cura di Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra<br \/>\nDal 26 settembre all\u20198 novembre 2025.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti<br \/>\n<strong>Via Orobia 26, 20139 Milano<\/strong><br \/>\nOrari: gioved\u00ec 14-18; venerd\u00ec e sabato dalle 12 alle 19<br \/>\n<strong>Ingresso libero<\/strong><br \/>\noffice@icamilano.it | www.icamilano.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione e Valsoia per il supporto alla programmazione e alle attivit\u00e0 di ICA Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mostre Oliver Osborne. The Sleeping Guard e Isabella Costabile. Whose is this? sono realizzate grazie al supporto di Eni in qualit\u00e0 di Main Partner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia la galleria GI\u00d3 MARCONI per il supporto alla mostra Oliver Osborne. The Sleeping Guard.<br \/>\nSi ringraziano la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo e le gallerie Arcadia Missa e 47 Canal per il supporto alla mostra Lewis Hammond. Black Milk.<br \/>\nSi ringrazia la galleria le vite per il supporto alla mostra Isabella Costabile. Whose is this?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PARTICLE<br \/>\nScopri le nuove mostre di Fondazione ICA Milano con l&#8217;app Particle e accedi a contenuti esclusivi e approfondimenti inediti. Disponibile in italiano e inglese, l&#8217;esperienza digitale offre un viaggio coinvolgente attraverso le opere, i temi e le figure chiave di ogni mostra, con interviste, dietro le quinte e molto altro.<br \/>\nhttps:\/\/www.particle.art\/x\/Fondazione-ICA-Milano\/Digital-Level<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Isabella Costabile, Riddim of the South, 2023, Mixed media on plastic funnel, wooden furniture parts, cloth lampshade, straw basket, wooden bowl, plastic scooter, wooden blocks, plastic pipes, aluminum fan, christmas decoration, bracelets, rope, beads, iron pipe holder, 82 x 166 x 46 cm. Courtesy the artist and le vite, Milan. Photographed by Alessandro Zambianchi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">OLIVER OSBORNE<br \/>\nOliver Osborne (n. 1985, Edimburgo) vive e lavora a Berlino. La sua pratica pittorica unisce figurazione e astrazione, indagando la ripetizione, la variazione e la trasformazione dell\u2019immagine nel tempo. Utilizzando tecniche che spaziano dalla serigrafia alla pittura a olio iperrealista, Osborne esplora il potenziale narrativo e concettuale della pittura, spesso partendo da riferimenti alla storia dell\u2019arte o da elementi autobiografici. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in numerose gallerie e istituzioni internazionali, tra cui Tanya Leighton (Berlino, Los Angeles), Union Pacific (Londra), Gi\u00f3 Marconi (Milano), Bonner Kunstverein (Bonn), Francis Irv (New York), Galeria Pelaires (Palma), ICA (Londra), Hamburger Kunsthalle (Amburgo). Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche, tra cui: Aishti Foundation (Beirut), Braunsfelder Family Collection (Colonia), Haubrok Foundation (Berlino), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e la Saatchi Collection (Londra)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LEWIS HAMMOND<br \/>\nLewis Hammond (n. 1987, Wolverhampton, Regno Unito) vive e lavora tra Londra e Berlino. Le sue opere indagano stati psicologici influenzati dalle ansie del mondo contemporaneo, in un contesto di emergenza globale. Combinando influenze della storia dell\u2019arte con esperienze personali, la sua pratica restituisce un senso di inquietudine collettiva crescente all\u2019interno del paesaggio fisico e socio-politico in cui viviamo.<br \/>\nHammond crea un lessico visivo attraverso cui esplora la complessit\u00e0 di un mondo in trasformazione, utilizzando motivi ricorrenti e doppi significati per mettere in discussione interpretazioni univoche. Figure disorientate, corpi mutati e paesaggi immaginari popolano i suoi dipinti, che, a loro volta, riflettono ansie, violenza e una costante ricerca di auto-identificazione. Attraverso la rielaborazione di riferimenti alla storia dell\u2019arte eurocentrica, Hammond costruisce un mondo parallelo, concentrato e deformato, che offre un&#8217;acuta riflessione sulla realt\u00e0 attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ISABELLA COSTABILE<br \/>\nIsabella Costabile, nata nel 1991 a New York, vive e lavora tra Milano e Grosseto. \u00c8 cresciuta tra la Giamaica, gli Stati Uniti e l\u2019Italia. Ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera e alla Z\u00fcrcher Hochschule der K\u00fcnste. La sua pratica scultorea si concentra su una metodologia compositiva caratterizzata dall&#8217;interpretazione di oggetti e materiali trovati, per riflettere sull&#8217;ambiguit\u00e0 delle loro forme e sulle molteplici percezioni della realt\u00e0. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto in diverse istituzioni tra cui Palazzo delle Esposizioni, Roma (2020), Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2022), Palazzo Re Rebaudengo, Guarene (2023), Museion, Bolzano (2024), Centro Pecci, Prato (2024).<br \/>\nFONDAZIONE ICA MILANO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione ICA Milano \u2013 Istituto Contemporaneo per le Arti \u00e8 una fondazione privata non profit dedicata alle arti e alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione, nella quale convergono diverse forze e tipologie di protagonisti del mondo dell\u2019arte: artisti, collezionisti, professionisti del settore, appassionati.<br \/>\nDiretto da Alberto Salvadori, ICA \u00e8 il primo Istituto Contemporaneo per le Arti che sorge al di fuori del mondo anglosassone, situato nell\u2019ex area industriale di via Orobia a Milano.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Istituto si sostanzia in un\u2019offerta alla citt\u00e0 e al pubblico, dove condivisione e partecipazione sono le parole chiave per comprenderne l\u2019attitudine. Mostre, editoria d\u2019arte, ceramica, cinema, performance, musica, letteratura, attivit\u00e0 seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora costruiranno un percorso improntato su interdisciplinarit\u00e0 e transmedialit\u00e0.<br \/>\nEspressione di una precisa identit\u00e0 istituzionale che storicamente mette in relazione l\u2019iniziativa privata con la dimensione pubblica, ICA trova ispirazione nella cultura del give back, ossia restituire per condividere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LE MOSTRE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2019-2020<br \/>\nApologia della Storia &#8211; The Historian\u2019s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi (2019); Hans Josephsohn, a cura di Alberto Salvadori (2019); Galleria dell\u2019Ariete. Una storia documentaria, a cura di Caterina Toschi, prima edizione di Gallery Focus, (2019); Equivalenze (Equivalence) &#8211; new work by Julian Stair e Verso Nuovi Canoni (Towards New Canons) &#8211; ceramics and contemporary art in Great Britain a cura di Tommaso Corvi-Mora (2019); Books and Others (2019, 2020, 2022, 2023); MASBEDO Perch\u00e9 le frontiere cambiano, a cura di Alberto Salvadori (2019); Simone Forti. Vicino al Cuore, a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori (2019-20); Radha May. When the Towel Drops, Vol 1 | Italy, a cura di Claudia D\u2019Alonzo (2019-20); Arte Povera e \u201cMultipli\u201d, Torino 1970 \u2013 1975, a cura di Elena Re (2019-20).<br \/>\n2021<br \/>\nCharles Atlas OMINOUS, GLAMOROUS, MOMENTOUS, RIDICULOUS, a cura di Alberto Salvadori (2021); Trovate Ortensia, a cura de Il Colorificio (2021); Michael Anastassiades. Cheerfully Optimistic about the Future, a cura di Alberto Salvadori (2021-22): Simone Fattal. A breeze over the Mediterranean, a cura di Alberto Salvadori con Andrea Viliani, Stella Bottai, Laura Mariano (2021-22).<br \/>\n2022<br \/>\nChristine Safa. C\u2019era l\u2019acqua, ed io da sola, a cura di Alberto Salvadori (2022); Olympia Scarry. White noise, con contributi di Allora &amp; Calzadilla e Stephen O\u2019Malley (2022); THE OTHER: A FAMILIAR STORY, video installazione di Maria D. Rapicavoli (2022); Miriam Cahn. Gezeichnet, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi (2022); Irma Blank. BLANK, a cura di Johana Carrier e Joana P. R. Neves (2022); Annette Kelm. DIE B\u00dcCHER, a cura di Alberto Salvadori e Chiara Nuzzi (2022); Costanza Candeloro. MY SKIN-CARE, MY STRENGHT. Beauty Show, a cura di Chiara Nuzzi (2022); Small Fixations, a cura di Chiara Nuzzi (2022); How far should we go?, a cura di Rossella Farinotti (2022); Reenactments (Bacchus), a cura di Alberto Salvadori 2022).<br \/>\n2023<br \/>\nRiccardo Benassi. Morestalgia, a cura di Alberto Salvadori (2023); Chemutai Ng\u2019ok. An impression that may possibly last forever, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Nathlie Provosty. What a Fool Ever To Be Tricked Into Seriousness, a cura di Alberto Salvadori (2023); Aziz Hazara. Condemnation, a cura di Francesca Recchia (2023); Rebecca Moccia, Ministry of Loneliness, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Leda Catunda. Euphoria, a cura di Alberto Salvadori (2023); Camille Henrot &amp; Estelle Hoy. Jus d\u2019Orange, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Michael Stipe. I have lost and I have been lost but for now I\u2019m flying high, a cura di Alberto Salvadori (12 dicembre 2023 \u2013 16 marzo 2024).<br \/>\n2024<br \/>\nErika Verzutti. Notizia, a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori (10 aprile \u2013 19 luglio 2024); Formafantasma. La casa dentro, a cura di Alberto Salvadori (10 aprile \u2013 19 luglio 2024); Tomoo Gokita. Gumbo, a cura di Alberto Salvadori (3 ottobre \u2013 30 novembre 2024); Stefano Graziani e OFFICE Kersten Geers David Van Severen. Picture Window Frame, a cura di Cloe Piccoli (3 ottobre \u2013 30 novembre 2024); Augustas Serapinas. Wooden Travel, a cura di Chiara Nuzzi (12 dicembre 2024 \u2013 15 marzo 2025).<br \/>\n2025<br \/>\nLonely Are All Bridges. Birgit J\u00fcrgenssen e Cinzia Ruggeri, a cura di Maurizio Cattelan e Marta Papini (16 gennaio \u2013 15 marzo 2025); Sacha Kanah. Grex, a cura di PROGETTO LUDOVICO (13 febbraio \u2013 15 marzo 2025); Jasper Morrison. The Lightness of Things, a cura di Alberto Salvadori (26 marzo \u2013 11 luglio 2025); Pier Paolo Tamburelli, Giovanna Silva, Giulio Squillacciotti. Wonders of the Modern World, a cura di Pier Paolo Tamburelli e Anna Livia Friel (26 marzo \u2013 11 luglio 2025); Cemile Sahin. ROAD RUNNER, a cura di Chiara Nuzzi (26 marzo \u2013 11 luglio 2025).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugura il 26 settembre &#8211; dalle 18 alle 20 Fondazione ICA Milano Tre nuove mostre da settembre Autunno 2025 alla Fondazione ICA Milano: tre nuove<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":151330,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896,17619],"tags":[32289],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/151324"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=151324"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/151324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":151331,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/151324\/revisions\/151331"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/151330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=151324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=151324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=151324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}