{"id":151349,"date":"2025-09-17T06:50:02","date_gmt":"2025-09-17T04:50:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=151349"},"modified":"2025-09-17T19:04:05","modified_gmt":"2025-09-17T17:04:05","slug":"mostre-a-lucca-complesso-di-santagostino-a-pietrasanta-inaugura-25-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=151349","title":{"rendered":"Mostre a Lucca &#8211; Complesso di Sant\u2019Agostino a Pietrasanta inaugura 25 ottobre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p>COMPLESSO DI SANT&#8217;AGOSTINO<br \/>\nPietrasanta &#8211; Lucca<\/p>\n<figure id=\"attachment_151354\" aria-describedby=\"caption-attachment-151354\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-151354\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-3-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-3.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-151354\" class=\"wp-caption-text\">Stefano Chiassai, Sgorbis Positivity, 18 dicembre 2022<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Stefano Chiassai. Incantamento<\/strong><br \/>\n<strong>a cura di Gianluca Ranzi<\/strong><\/p>\n<p>26 ottobre 2025 &#8211; 8 febbraio 2026<br \/>\ninaugurazione sabato 25 ottobre, ore 18<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo storico Complesso di Sant\u2019Agostino<\/strong> a Pietrasanta ospita la grande mostra \u201cStefano Chiassai. Incantamento\u201d a cura di Gianluca Ranzi che, dal 26 ottobre 2025 all\u20198 febbraio 2026, raccoglie <strong>oltre 100 opere, in gran parte inedite<\/strong>, tra cui si ammirano opere su carta, arazzi, oggetti di design e sculture monumentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione site-specific dialoga con lo spazio<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>richiamando nel pubblico memorie antiche e contemporanee, emozioni individuali e collettive.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si estende dalla maestosa navata della chiesa al coro, alle sale dei Putti e del Capitolo fino a Piazza del Duomo dove, a fianco della torre campanaria, \u00e8 ambientata la grande scultura in bronzo RISPETTO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna mette in risalto un aspetto fondamentale della ricerca visiva di Stefano Chiassai, l\u2019originalissimo modo con cui <strong>intreccia forme, colori, scritte,<\/strong> movimento, passione e meraviglia, fondendo spontaneit\u00e0 e vitalit\u00e0 espressiva, memoria culturale ed energia del gesto e delle cromie in un intenso incontro con l\u2019arte che riesce sia a coinvolgere i sensi che a stimolare il pensiero. La restituzione sotto forma di segno grafico \u2013 sia figurativo che a parole \u2013 della percezione della storia presente, rielaborata con toni ironici e dal sapore popolare, \u00e8 diventata per l\u2019artista un esercizio quotidiano che non ammette errori o revisioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le forme attraverso cui si esprime l\u2019immaginario di Stefano Chiassai ci sono i<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>caratteristici Sgorbis, vivaci creature di un mondo fantastico che trovano spazio sia nelle opere che nell\u2019allestimento<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Queste figure, a met\u00e0 tra mondo reale e fiabesco \u2013 personaggi inventati, animali parlanti, folletti e surreali oggetti fluttuanti<\/strong> \u2013, rappresentano attitudini positive dell\u2019animo umano e incarnano i capisaldi dell\u2019universo artistico di Stefano Chiassai, attento alle problematiche del presente ma sempre orientato verso un futuro migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli arazzi, eseguiti a telaio jacquard<\/strong> a partire dai disegni a pennarello, abbracciano tutta la lunghezza dell\u2019evocativa navata in un racconto visionario e dai colori accesi della contemporaneit\u00e0, rivissuta attraverso il caleidoscopico filtro creativo dell\u2019artista.<br \/>\nNei disegni Chiassai riflette su grandi e piccoli avvenimenti storici che attraversano la societ\u00e0 in costante cambiamento, cogliendo con sensibilit\u00e0 ed empatia traumi collettivi e sentimenti individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista, oltre a raccontare i fatti, reagisce criticamente e offre lo stimolo per ripensare alla realt\u00e0 sotto altre forme, trasmettendo eventi, visioni, entusiasmi, contraddizioni del vivere quotidiano. L\u2019arte di Stefano Chiassai si fa cos\u00ec portatrice di temi ecologici in Los Angeles Apocalisse (2025), del passare del tempo e delle stagioni espresso in Primavera (2023), degli avvenimenti di cronaca e della loro influenza sui grandi movimenti sociali di oggi in Love\u2026le donne si accarezzano (2024) e in Giulia e tutte le altre (2023). Particolare attenzione \u00e8 rivolta ai grandi personaggi del presente e alla memoria del passato, come accade in Senza memoria non c\u2019\u00e8 futuro 2 (2024), e al valore dello sport, sintetizzato nelle opere L\u2019Italia \u00e8 in Davis (2023) e Superamento dei limiti (2024). Lavori quali Peace-Future-Hope-Dream-Humanity-Equality (2024) veicolano inoltre accorati appelli tra cui quello per la pace che, all\u2019interno dell\u2019opera di Chiassai, si presenta come un convinto grido di speranza che si contrappone ai drammatici conflitti in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le suggestioni suscitate dalle opere lungo la navata culminano nel coro, dove sono ambientati gli Alieni, figure antropomorfe alte e magnetiche sospese tra futuro remoto e memoria tribale.<br \/>\nRealizzati in stampa 3D, questi esseri si configurano come una serie di quattro sculture identiche nella struttura, ma diverse nel gesto: un cambiamento nei movimenti delle braccia e delle gambe genera ritmo, velocit\u00e0, dando luogo a un senso di mutazione ed evoluzione.<br \/>\nIn silenzio, questi personaggi &#8211; alte due metri e mezzo &#8211; invadono lo spazio sacro della chiesa del Sant&#8217;Agostino per ricordare di interrogarci sull&#8217;essere e non sul sembrare. In proposito Chiassai commenta: \u201csono \u2018alieni\u2019, ma sono profondamente umani, sono scuri, ma colorati di segni e parole. Sono totem futuri ma del nostro tempo, ibridi tra tecnologia e artigianato, tra intelligenza artificiale e arcaico disegno umano; sono archivio e profezia\u201d.<br \/>\nLa potente aura di queste entit\u00e0 \u00e8 rafforzata dalla texture che ricopre l\u2019intera superficie dei loro corpi, costituendo un archivio tridimensionale di Sgorbis Positivity, una delle opere pi\u00f9 rappresentative della poetica di Chiassai. Prosegue l\u2019artista: \u201cuna pelle aliena tatuata di simboli che, attraverso parole e disegni, ci riporta sulla Terra. Si tratta di una narrazione criptica ma universale, un viaggio tra concetti a me cari come \u2018Future\u2019, \u2018Peace\u2019, \u2018Hope\u2019, \u2018Dream\u2019, \u2018Humanity\u2019, \u2018Equality\u2019, \u2018Love\u2019, tracce di un presente sempre pi\u00f9 disumanizzato\u201d.<br \/>\nIn questo contesto un video offre ai visitatori la possibilit\u00e0 di osservare il processo creativo inerente alla realizzazione delle diverse opere in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nella Sala del Capitolo si varca la soglia di un mondo completamente riplasmato dalla volont\u00e0 ludica e creativa di Stefano Chiassai, che mette in dialogo arazzi con alcuni oggetti quotidiani, quali tappeti, abiti e sedute, creati secondo la sua iconica cifra stilistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Sala dei Putti trova posto una selezione della rappresentativa serie di disegni a pennarello iniziata nel 2020 con il \u201cDiario di un Lockdown\u201d. I lavori di piccola dimensione, installati su una pannellatura interamente rivestita da una stoffa caratterizzata dalla presenza degli \u201cSgorbis\u201d con il loro positivo ed energico messaggio di speranza rivolto al futuro, accolgono la quotidiana rielaborazione con cui l\u2019artista reinterpreta le vicende nazionali e globali (Olimpiadi, bollettini della Protezione Civile, politiche economiche del Parlamento Europeo) per restituirle sotto forma di segni grafici onirici e, al tempo stesso, radicati nella realt\u00e0.<br \/>\nAll\u2019interno della stessa sala una serie di opere su carta sorprende per la minuziosa attenzione al particolare e lo stratificato messaggio che le sue rappresentazioni, cos\u00ec dense di scritte, figure e pattern cromatici, veicolano.<br \/>\nLe opere di Chiassai illustrano vicende della politica internazionale, l\u2019orrore della guerra, le urgenze ambientali e i fatti di cronaca. Pensieri, frammenti di vita, riflessioni sospese tra il silenzio e l\u2019inquietudine della quotidianit\u00e0, sono raccolti in un diario tanto personale quanto collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Collocata nella piazzetta del campanile di Pietrasanta, l\u2019imponente scultura in bronzo Rispett<\/strong>o nasce come un inno universale alla gentilezza e alla convivenza. L\u2019opera, alta tre metri e mezzo, si sviluppa come anima silenziosa della natura: rami intrecciati, fiori, occhi, mani, bocche e simboli formano un totem contemporaneo e floreale che con voce semplice parla di accoglienza, ascolto, diversit\u00e0, equilibrio.<br \/>\nSulla sommit\u00e0 \u00e8 posta, come un\u2019epigrafe, la parola \u201crispetto\u201d, un mantra che si moltiplica fino alla base, invitando a essere pi\u00f9 attenti a ci\u00f2 che ci circonda, ricordando che il rispetto \u00e8 un modo di stare al mondo. L\u2019artista commenta: \u201cquesta \u2018pianta-humanity\u2019, simbolo di un\u2019umanit\u00e0 che affonda le radici nella terra e al tempo stesso germoglia verso il cielo, \u00e8 un invito a fermarsi\u201d. Le opere di Stefano Chiassai sono appunti visivi che raccontano paura e speranza, frustrazione e reazione, bellezza e contraddizione in un costante equilibrio tra la riflessione sul presente e l\u2019apertura verso il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra un esaustivo volume con testo critico di Gianluca Ranzi pubblicato da Dario Cimorelli Editore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cenni biografici. Artista, fashion designer, art director,<\/strong> autore, Stefano Chiassai si forma all\u2019istituto d\u2019arte di Firenze. Nel 1980 crea il suo marchio \u201cStefano Chiassai\u201d, nel 1987 la sua idea di moda rappresenta lo stile italiano alla Biennale Giovanile di Barcellona; dal 1988 al 2000 \u00e8 docente di \u201cMenswear Fashion Design\u201d al Polimoda di Firenze. Nel 1995, insieme alla moglie Alessandra Dall\u2019Anese, fonda la \u201cSCS Studio Chiassai\u201d. Dall\u2019inizio degli anni 2000 disegna diverse linee menswear a livello internazionale, in un dialogo fondato su un\u2019estetica tra tradizione artigianale e nuove tecnologie. Dal 2009, grazie anche al supporto del suo team, diventa il designer della linea di abbigliamento \u201cFendi Uomo\u201d. Nel tempo, l\u2019artista toscano colleziona 20.000 capi vintage, custoditi oggi presso lo spazio \u201cTheCube Archive\u201d: luogo di incontro tra stilisti, artisti, musicisti, studenti e creativi desiderosi di dialogare.<br \/>\nFra le pi\u00f9 prestigiose e recenti esposizioni in spazi pubblici si ricordano: Galleria Comunale d\u2019Arte Contemporanea, Arezzo, 2022; ADI Museum, Milano, 2023; MAD Murate Art District, Firenze, 2023; Museo del Tessuto, Prato, 2025.<br \/>\nImportanti pubblicazioni accompagnano le innumerevoli attivit\u00e0 di Chiassai, tra cui si ricordano i libri di Silvana Editoriale e di Dario Cimorelli Editore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coordinate mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo &#8220;Stefano Chiassai. Incantamento&#8221;<br \/>\nA cura di Gianluca Ranzi<br \/>\nExhibition Project Manager Alessandra Chiassai Dall\u2019Anese<br \/>\nSede Complesso di Sant\u2019Agostino, Via Sant\u2019Agostino, 1 &#8211; Pietrasanta (Lucca)<br \/>\nDate 26 ottobre 2025 &#8211; 8 febbraio 2026<br \/>\nInaugurazione sabato 25 ottobre, ore 18<br \/>\nOrari da marted\u00ec a venerd\u00ec ore 16 &#8211; 19, sabato e domenica ore 10 -13 \/ 16 &#8211; 19<br \/>\n<strong>Ingresso gratuito<\/strong><br \/>\nInfo al pubblico tel. 0584 795500 &#8211; istituti.culturali@comune.pietrasanta.lu.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso gratuito COMPLESSO DI SANT&#8217;AGOSTINO Pietrasanta &#8211; Lucca Stefano Chiassai. 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