{"id":151642,"date":"2025-09-24T14:56:47","date_gmt":"2025-09-24T12:56:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=151642"},"modified":"2025-09-24T19:21:34","modified_gmt":"2025-09-24T17:21:34","slug":"mostre-a-prato-inaugurazione-3-ottobre-vivono-centro-pecci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=151642","title":{"rendered":"Mostre a Prato &#8211; Inaugurazione 3 ottobre &#8211; Vivono &#8211; Centro Pecci"},"content":{"rendered":"<p>Centro Pecci &#8211; Prato<\/p>\n<p><strong> &#8220;VIVONO. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982 &#8211; 1996&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>A cura di <strong>Michele Bertolino<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_151644\" aria-describedby=\"caption-attachment-151644\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-18-6.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-151644\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-18-6-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-18-6-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/unnamed-18-6.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-151644\" class=\"wp-caption-text\">Porpora Marcasciano, &#8220;A me mi piaci&#8221;,1983.tecnica mista su carta \/ mixed technique on paper,Courtesy l\u2019artista, foto Ornella DeCarlo<\/figcaption><\/figure>\n<p>4 ottobre 2025 \u2013 10 maggio 2026<\/p>\n<p>Opening alla cittadinanza: 3 ottobre 2025, ore 18.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta, da sabato 4 ottobre 2025 a domenica 1\u00b0 marzo 2026, VIVONO. Arte e affetti, HIV-AIDS in Italia. 1982-1996 a cura di Michele Bertolino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della prima mostra istituzionale che ricompone<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la storia dimenticata delle artiste e degli artisti italiani colpiti dalla crisi dell\u2019HIV-AIDS<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Opere d\u2019arte, poesie, paesaggi sonori e video si combinano a materiali d\u2019archivio e memorie personali<\/strong> per delineare un possibile percorso che attraversa gli anni dal 1982 al 1996\u2013dalla prima segnalazione di AIDS conclamato in Italia all\u2019arrivo delle terapie antiretrovirali\u2013restituendo l\u2019urgenza e l\u2019unicit\u00e0 di quel tempo.La mostra, di cui Intesa Sanpaolo \u00e8 Partner, \u00e8 presentata nelle sale storiche del Centro Pecci che, tra il 1992 e il 1994, ha proposto numerose attivit\u00e0 espositive, culturali e sociali per combattere lo stigma e la disinformazione intorno all\u2019AIDS e che oggi conserva in Eccentrica, mostra permanente della collezione, Commemuro (1993), opera di Francesco Torrini a ricordo di amiche e amici morti a causa dell\u2019AIDS. VIVONO riconosce questa genealogia ed \u00e8 realizzata insieme a un comitato scientifico, composto da curatrici, archivisti e attiviste impegnate a leggere la crisi HIV-AIDS con gli occhi dell\u2019attualit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si apre con una produzione filmica realizzata per l\u2019occasione anche grazie al sostegno di Candy e commissionata a Roberto Ortu, in stretta conversazione con il curatore. Nel film, le poesie di Dario Bellezza, Massimiliano Chiamenti, Nino Gennaro, Ottavio Mai, La Nina, Marco Sanna e Pier Vittorio Tondelli, poeti che hanno vissuto con HIV e lo hanno raccontato nei loro testi, sono lette da attrici, attivisti e artiste. Le loro parole, spazio di confessione o carne viva che si fa toccare e baciare, prendono vita e precipitano nel tessuto della vita quotidiana contemporanea. \u00c8 una riflessione sull\u2019amore e l\u2019affetto che chiede: come amiamo insieme?<\/p>\n<p>L\u2019archivio \u00e8 la spina dorsale della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Costruito a pi\u00f9 voci con Valeria Calvino, Daniele Calzavara e i Conigli Bianchi, raccoglie documenti, manifesti, articoli di giornale, video e tracce sonore<\/strong> che, come appunti, tratteggiano la dimensione storica, politica, sociale e culturale italiana tra il 1982-1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sottolineare il carattere non-finito di questa ricostruzione, i materiali sono presentati su grandi bacheche da lavoro dotate di ruote, che suggeriscono la possibilit\u00e0 di riconfigurare la narrazione. Affiorano tra i documenti storici, gli interventi di Emmanuel Yoro e Tomboys Don\u2019t Cry che offrono delle prospettive contemporanee di lettura, sottolineando vuoti e silenzi.<\/p>\n<p>Tra i documenti, sono presentate le opere d\u2019arte di artiste e artisti italiani, tracce o testimonianze, spesso gridate a pieni polmoni altre volte sussurrate, che complicano la comprensione di quegli anni e offrono occasioni di approfondimento su questioni specifiche. Parlano di esperienze di vita, descrivono una temperatura emotiva che \u00e8 fatta di felicit\u00e0 e dolore, e coniugano ricerca estetica, attivismo politico, storie personali e posizioni filosofiche. Le opere di artiste e artisti internazionali espandono ulteriormente queste riflessioni, presentando lavori che, esposti in Italia tra il 1982 e il 1996, hanno avuto un impatto importante nella comunit\u00e0 artistica o nell\u2019attivismo: i poster di Gran Fury, esposti alla Biennale del 1990 (e per la prima volta da allora ripresentati in Italia), si relazionano alle opere di Keith Haring; le tende di organza blu di Felix Gonzalez-Torres (presentate al Castello di Rivara nel 1991) convivono con i lavori di David Wojnarowicz e Walter Robinson, proposti a Milano da Corrado Levi nel 1984.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre sale monografiche sono dedicate al lavoro di Nino Gennaro, Francesco Torrini e Patrizia Vicinelli, nelle cui opere, poesia, immagine e corpo si integrano. Le tre figure propongono tre attraversamenti specifici in quegli anni. Vicinelli d\u00e0 alla parola uno spessore fisico, la trasforma in corpo, fragile e combattivo, in grado di desiderare e toccare la libert\u00e0. Nino Gennaro lotta per il diritto alla casa e contro la mafia, \u00e8 inserito in un tessuto sociale intersezionale, parla di affetto e amore, dell\u2019importanza della gioia e del riconoscimento reciproco in opere che uniscono ricerca verbo-visiva, teatro e collage. Francesco Torrini, legato alla comunit\u00e0 fiorentina degli anni \u201880 e consapevole delle esperienze internazionali, dice del corpo come luogo di memoria e condensa nelle sue opere un\u2019attenzione spirituale laica. L\u2019HIV-AIDS non \u00e8 un tema o un soggetto delle opere, quanto pi\u00f9 una griglia interpretativa tramite cui guardare al mondo, coglierne la fragilit\u00e0 e proporre la bellezza, tattile, relazionale e di vita, come possibile risposta a una pandemia spesso silenziata.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento della mostra, progettato da Giuseppe Ricupero, si pone come dispositivo di avvicinamento ai lavori. Sviluppato sui toni del bianco, \u00e8 un percorso alla luce del sole tra storie, persone e posizioni artistiche che sono state spesso messe ai lati. Tramite dispositivi mobili e strutture pensate per ciascuna delle artiste e artisti, il progetto espositivo media tra lo spazio museale e una dimensione intima e domestica, insistendo sulle relazioni di affetti, geografie e corpi che attraversano VIVONO.<\/p>\n<p><strong>Come si vive l\u2019amore e la gioia quando tutto intorno \u00e8 oscurit\u00e0? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che fine fanno la rabbia e la speranza quando tutto sembra perduto? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si respira, come si agisce insieme per costruire un futuro in un tempo di minaccia diffusa e vulnerabilit\u00e0 condivisa? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali alleanze nascono per ritrovare il senso di un sorriso? Quali parole e immagini scegliamo per raccontare le nostre perdite e le nostre conquiste? Come ci guardiamo negli occhi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VIVONO guarda agli anni della crisi dell\u2019HIV-AIDS in Italia come un momento generativo, in cui si sono formate alleanze inaspettate, in cui l\u2019amore \u00e8 diventato spazio di azione politica, si \u00e8 tradotto in sostegno, affetto, cura, carne. VIVONO \u00e8 una storia collettiva, il ritratto di una generazione viva: parole scritte, immagini, voci e linguaggi si intrecciano con il sesso, l\u2019immaginazione e il lutto, evocando utopie che ancora ci appartengono, ancora pulsano, ancora vivono.<\/p>\n<p>Ad accompagnare la mostra, la pubblicazione di un catalogo edito da Axis Axis e suddiviso in due volumi. Il primo, VIVONO. Archivio \u00e8 un estensivo apparato iconografico dove documenti e opere d\u2019arte, disposte secondo una cronologia lineare, raccontano la storia politica e sociale di quegli anni e offrono una prima occasione di approfondimento e di accesso alle vicende. Il secondo, VIVONO. Reader, raccoglie dieci saggi commissionati, che propongono letture storico-artistiche e testimonianze, e un\u2019antologia che presenta poesie e lettere di alcune delle artiste e degli artisti esposti in mostra.<\/p>\n<p>Partner Intesa Sanpaolo<br \/>\nGrazie a Candy per il sostegno alla realizzazione del film<br \/>\nSponsor Enrico Pecci di Alberto Pecci &amp; C.<br \/>\nSi ringrazia Edra per aver gentilmente messo a disposizione i divani dell&#8217;allestimento della sala 8<\/p>\n<p>Comitato scientifico:<br \/>\nCarlo Antonelli<br \/>\nValeria Calvino<br \/>\nDaniele Calzavara<br \/>\nStefano Collicelli Cagol<br \/>\nConigli Bianchi (Tony Allotta, Luca Modesti, Paola Vannutelli)<br \/>\nSara De Giovanni<br \/>\nLuca Locati Luciani<br \/>\nIda Panicelli<br \/>\nLuca Scarlini<br \/>\nRicerche di: Michele Bertolino, Giulia Zompa<\/p>\n<p>Exhibition design: Giuseppe Ricupero<\/p>\n<p>Interventi di: Emmanuel Yoro e Tomboys Don\u2019t Cry<\/p>\n<p>Un film di: Roberto Ortu<\/p>\n<p>Artiste e artisti:<br \/>\nLuciano Bartolini<br \/>\nDario Bellezza<br \/>\nRoberto Caspani<br \/>\nGea Casolaro<br \/>\nMassimiliano Chiamenti<br \/>\nLuis Frangella<br \/>\nNino Gennaro<br \/>\nJohn Giorno<br \/>\nNan Goldin<br \/>\nFelix Gonzalez-Torres<br \/>\nGOTSCHO<br \/>\nGran Fury<br \/>\nHerv\u00e9 Guibert<br \/>\nKeith Haring<br \/>\nDerek Jarman<br \/>\nCorrado Levi<br \/>\nLovett\/Codagnone<br \/>\nOttavio Mai<br \/>\nRobert Mapplethorpe<br \/>\nPorpora Marcasciano<br \/>\nLa Nina<br \/>\nKristin Oppenheim<br \/>\nWalter Robinson<br \/>\nMarco Sanna<br \/>\nVittorio Scarpati<br \/>\nAndres Serrano<br \/>\nGiovanni Testori<br \/>\nPier Vittorio Tondelli<br \/>\nFrancesco Torrini<br \/>\nMaurizio Vetrugno<br \/>\nPatrizia Vicinelli<br \/>\nDavid Wojnarowicz<br \/>\nBruno Zanichelli<\/p>\n<p>Con opere video di:<br \/>\nSilvano Agosti<br \/>\nElisabetta Fabrizi, Chiara Fatti e Costanza Salvi<br \/>\nValerio Governi<br \/>\nNicola Guiducci<br \/>\nMiguel Malafronte, Clelia Sedda, Emanuela Grimalda e Micheal Ennemoser<br \/>\nLarry Pattume e Tony Ratto<br \/>\nMonica Petracci e Sauro Rossi<br \/>\nStefano Ragazzi<\/p>\n<p>Centro Pecci<br \/>\nIl Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci di Prato apre nel 1988, primo museo di arte contemporanea in Italia a essere costruito appositamente. Progettato dall\u2019architetto Italo Gamberini, dal 2016 grazie alla nuova ala costruita dall\u2019architetto Maurice Nio ha aumentato i propri spazi. Il Centro Pecci dal 2023 ha parte delle sue collezioni esposte in modo permanente grazie al progetto di display firmato da Formafantasma. Il complesso ospita 3000 metri quadri di spazio espositivo; il cinema; l\u2019arena esterna; la biblioteca; l\u2019archivio; l\u2019urban center; il bookshop; Cargo bistrot; il ristorante MYO; tre laboratori educativi e un playground. Negli anni, Centro Pecci ha organizzato mostre monografiche di artisti come Robert Mapplethorpe, Gerhard Richter, Lucio Fontana, Alberto Burri, e Yves Klein. Di recente, ha ospitato la pi\u00f9 grande mostra istituzionale di Diego Marcon pensata appositamente per gli spazi del Centro, la mostra monografica dedicata a Chiara Fumai, la mostra di Massimo Bartolini, artista del Padiglione Italia alla 60. Biennale d\u2019arte di Venezia e la prima mostra italiana di Yu Ji. Un programma di incontri live che spaziano dalle presentazioni di libri, alle Centro Pecci School e alle Centro Pecci Night, consentono insieme alle mostre e ai progetti del dipartimento educativo di creare un ambiente inclusivo e accogliete, per sviluppare nuove idee e presentare pratiche di avanguardia. Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci<\/p>\n<p>Fondazione per le arti contemporanee in Toscana<br \/>\nIstituzione fondata da Comune di Prato e sostenuta da Regione Toscana<\/p>\n<p>Centropecci.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centro Pecci &#8211; Prato &#8220;VIVONO. 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