{"id":152487,"date":"2025-10-10T06:14:38","date_gmt":"2025-10-10T04:14:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=152487"},"modified":"2025-10-10T19:18:01","modified_gmt":"2025-10-10T17:18:01","slug":"mostre-a-roma-18a-quadriennale-darte-fantastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=152487","title":{"rendered":"Mostre a Roma &#8211; 18a Quadriennale d\u2019arte &#8211; Fantastica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte ha regole che, ancora una volta, si possono sovvertire.<br \/>\nNon \u00e8 detto che le nuove saranno migliori, pi\u00f9 giuste.<br \/>\nStiamo vivendo un nuovo presente<br \/>\ne non capirlo significa rischiare di venirne travolti.<br \/>\nLuca Beatrice (Torino, 4 aprile 1961 \u2013 21 gennaio 2025)<\/p>\n<figure id=\"attachment_152492\" aria-describedby=\"caption-attachment-152492\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/unnamed-18-roma-Fantastica-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-152492\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/unnamed-18-roma-Fantastica--300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/unnamed-18-roma-Fantastica--300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/unnamed-18-roma-Fantastica--543x300.jpg 543w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/unnamed-18-roma-Fantastica-.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-152492\" class=\"wp-caption-text\">18\u00b0 Quadriennale d\u2019arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 &#8211; 18 gennaio 2026, veduta dell\u2019allestimento della sezione curata da Francesco Bonami. Nella foto, l\u2019opera di Giulia Cenci, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio &#8211; Alto Piano<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fantastica, la 18a Quadriennale d\u2019arte &#8211; principale esposizione periodica dedicata all\u2019arte italiana contemporanea<\/strong> \u2500 apre le sue porte al pubblico dall\u201911 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026 al Palazzo Esposizioni Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconosciuta come l\u2019avvenimento espositivo pi\u00f9 incisivo in Italia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nel periodo tra le due guerre<\/strong>, la mostra riusc\u00ec a offrire un vasto panorama dell\u2019arte italiana, con circa 1800 opere di 700 artisti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la II Quadriennale furono i<strong> giovanissimi<\/strong> e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i romani a fare la parte del leone con le personali di Mafai e Pirandello, l\u2019affermazione di Cagli, Capogrossi, Cavalli e Ziveri.<\/strong> Grande risonanza sulla stampa nazionale ebbero pittori come Gisberto Ceracchini e Cagnaccio di San Pietro, rappresentanti, agli occhi della critica, di una rinnovata adesione ai valori primitivi dell\u2019arte italiana.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un caso a s\u00e9 stante,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la retrospettiva dedicata a Scipione<\/strong>: quando venne inaugurata la mostra, l<strong>\u2019artista era morto, appena ventinovenne,<\/strong> da nemmeno due anni. Il regolamento della Quadriennale non prevedeva omaggi postumi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Scipione, Cipriano Efisio Oppo, segretario generale dell\u2019Istituzione e deus ex machina della mostra, <strong>decise di fare un\u2019eccezione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19 furono le mostre personali di quell\u2019edizione e 15 gli artisti invitati con gruppi di opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande consenso ebbero le sale di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Severini, una vera e propria antologica con ben 36 opere, e di <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Marini, che vinsero il primo premio per la pittura e la scultura.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Particolarmente avversata dalla critica<\/strong> fu, invece,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la mostra di de Chirico,<\/strong> che espose 45 opere degli ultimi due anni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">5 sale vennero dedicate al<strong> futurismo di Filippo Tommaso Marinetti,<\/strong> di cui<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">una esclusivamente dedicata a Enrico Prampolini; di grande rilevanza la sala dedicata agli astrattisti, le cui ricerche questa edizione della Quadriennale document\u00f2 con un tempismo esemplare.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bilancio della mostra fu eccezionale per numero di visitatori,<strong> 350.000,<\/strong> un successo che porter\u00e0 alla costituzione di un ente autonomo per l\u2019organizzazione delle Quadriennali d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il criterio della scansione per mostre personali e gruppi di opere ha guidato la selezione che la Quadriennale di Roma<\/strong> \u2500 attraverso il curatore Walter Guadagnini, coadiuvato dall\u2019Archivio Biblioteca della Fondazione \u2500 l&#8217;11 ottobre\u00a0 <strong>propone all\u2019attenzione del pubblico: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>31 artisti per 37 opere,<\/strong> con una componente preponderante di pittura, ma con un non eludibile rilievo per la scultura attraverso capolavori assoluti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Informazioni<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.quadriennalediroma.org\">www.quadriennalediroma.org<\/a><br \/>\nTel +39 06 9774531<br \/>\nFacebook: @Quadriennalediroma | Instagram: @Quadriennalediroma | Twitter: @la_Quadriennale<br \/>\nHashtag ufficiale: #QuadriennaleArte2025<\/p>\n<p><strong>Primo mercoled\u00ec del mese: ingresso gratuito per under 30 dalle 14.00 a chiusura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFORMAZIONI AL PUBBLICO<\/p>\n<p>Fantastica. 18a Quadriennale d\u2019arte consente l\u2019ingresso anche alla mostra<br \/>\nI giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935<br \/>\n<strong>Palazzo Esposizioni Roma<\/strong><br \/>\n<strong>Via Nazionale 194<\/strong><br \/>\n11 ottobre 2025 \u2013 18 gennaio 2026<\/p>\n<p>Orari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal marted\u00ec al gioved\u00ec: 10.00 \u2013 20.00<br \/>\nVenerd\u00ec: 10.00 \u2013 22.00<br \/>\nDomenica: 10.00 \u2013 20.00<br \/>\n<strong>Luned\u00ec: chiuso<\/strong><br \/>\nIngresso consentito fino a un\u2019ora prima della chiusura.<\/p>\n<p>Biglietteria<br \/>\nIl biglietto di Fantastica. 18a Quadriennale d\u2019arte consente l\u2019ingresso anche alla mostra<br \/>\nI giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935.<br \/>\nI biglietti sono acquistabili online: www.palazzoesposizioni.it<\/p>\n<p><strong>Tariffe<\/strong><br \/>\n<strong>Intero: \u20ac 12,50<\/strong><br \/>\nRidotto: \u20ac 10,00<br \/>\nRagazzi 7\u201318 anni: \u20ac 6,00<br \/>\nVisite guidate in italiano (Coopculture): \u20ac 4,00<br \/>\nBiglietto ridotto valido per:<br \/>\ngiovani fino a 26 anni<br \/>\nadulti oltre i 65 anni<br \/>\ninsegnanti in attivit\u00e0 (con dichiarazione dell\u2019istituto, esclusi universitari)<br \/>\ngruppi con prenotazione obbligatoria (min 10 \u2013 max 25 persone)<br \/>\nconvenzioni<br \/>\nforze dell\u2019ordine e militari con tessera<br \/>\nBiglietto gratuito valido per:<br \/>\nbambini fino a 6 anni<br \/>\n1 accompagnatore per ogni gruppo prenotato<br \/>\n1 accompagnatore ogni 10 studenti<br \/>\ndisabili\/invali di con accompagnatore<br \/>\nguide turistiche e accompagnatori<br \/>\ninterpreti al seguito di guide<br \/>\npossessori tessera ICOM e ICROM<br \/>\npossessori PER Card Palazzo Esposizioni<br \/>\nGruppi e scuole<br \/>\nScuole (mar\u2013ven): \u20ac 4,00 a studente<br \/>\nGruppi (mar\u2013ven): \u20ac 10,00 a persona<br \/>\nGruppi (sab\u2013dom e festivi): \u20ac 12,50 a persona<br \/>\nPrenotazioni obbligatorie:<br \/>\nGruppi: \u20ac 30,00 \u2013 edu@coopculture.it<br \/>\nScuole: \u20ac 20,00 (min 10 \u2013 max 25 studenti) \u2013 edu@coopculture.it<br \/>\nVisite guidate (prenotazione obbligatoria):<br \/>\nGruppi: \u20ac 100,00 (10\u201325 persone) \u2013 tour@coopculture.it<br \/>\nScuole: \u20ac 80,00 (10\u201325 studenti) \u2013 edu@coopculture.it<br \/>\nScuola secondaria \u2013 attivit\u00e0 a cura di Coopculture:<br \/>\nScuole: \u20ac 80,00 per classe + ingresso \u20ac 4,00<br \/>\nOfferta scuole: \u20ac 70,00 per classi che prenotano entro il primo mese di mostra o partecipano a due attivit\u00e0 didattiche.<\/p>\n<p>Tariffe speciali<br \/>\nRidotto stampa: \u20ac 7,00<br \/>\n(giornalisti con tessera dell\u2019Ordine; gratuito con accredito per motivi di servizio scrivendo a ufficio.stampa@palaexpo.it)<br \/>\nAccompagnatore abbonato: \u20ac 9,00<br \/>\nStudenti, ricercatori e dottorandi atenei romani: \u20ac 4,00<br \/>\n(solo biglietteria Palazzo Esposizioni, venerd\u00ec e sabato dalle 17.00 a chiusura)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 promossa da Fondazione La Quadriennale di Roma \u2500 partecipata da Ministero della Cultura Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma \u2500 e dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura ed \u00e8 organizzata in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fantastica \u00e8 curata da Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi, Alessandra Troncone ed espone i lavori di 54 artiste e artisti, viventi, nati tra gli anni Sessanta e la fine degli anni Novanta, di cui 16 under 35 e 45 prime partecipazioni alla Quadriennale, per un totale di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">187 opere distribuite su circa 2000 mq espositivi, con una percentuale significativa di produzioni site-specific.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un grande progetto espositivo corale,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Fantastica racconta l\u2019arte in Italia dei primi venticinque anni del XXI secolo<\/strong> attraverso cinque percorsi d\u2019indagine individuati dalle curatrici e dai curatori.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">18\u00b0 Quadriennale d\u2019arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 &#8211; 18 gennaio 2026, l\u2019ingresso della mostra nell\u2019allestimento progettato da BRH+\/Barbara Brondi &amp; Marco Rain\u00f2, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio &#8211; Alto Piano<br \/>\nI filoni di indagine sviluppati dalle diverse sezioni della mostra si susseguono in un percorso che si dipana in tutti gli ambienti al piano terra di Palazzo Esposizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In \u201cLa mia immagine \u00e8 ci\u00f2 da cui mi faccio rappresentare: l\u2019autoritratto\u201d, sezione curata da Luca Massimo Barbero, lo spunto tematico \u00e8 la rappresentazione del s\u00e9, ovvero la possibilit\u00e0 di scegliere come raffigurarci o da cosa farci raffigurare. L\u2019interesse non \u00e8 tanto per il mito di Narciso, quanto per l\u2019Orfeo di Jean Cocteau, dove lo specchio non \u00e8 pi\u00f9 un oggetto fisico che restituisce un\u2019immagine, bens\u00ec una soglia tra due mondi comunicanti.<br \/>\nPer Francesco Bonami nella sua \u201cMemoria piena. Una stanza solo per s\u00e9\u201d, i concetti di indipendenza e autonomia sono i pi\u00f9 connotanti della generazione presa in considerazione. Ciascun artista \u00e8 legato a una propria identit\u00e0 in connessione con molteplici altre, senza per\u00f2 la necessit\u00e0 di appartenenza a gruppi o tendenze. Una stanza solo per s\u00e9, dal saggio di Virginia Woolf, \u00e8 a un tempo manifesto e soluzione allestitiva della sua sezione.<br \/>\nCon \u201cIl tempo delle immagini. Immagini fuori controllo?\u201d, Emanuela Mazzonis si focalizza sulla fotografia e sull\u2019uso che ne viene fatto nell\u2019arte contemporanea. Il filo conduttore \u00e8 la consapevolezza che questo mezzo non \u00e8 pi\u00f9 rappresentazione del reale, ma rivelazione. Il valore e il senso del fotografare mutano di continuo verso nuove e ingegnose possibilit\u00e0 di espressione.<br \/>\nFrancesco Stocchi, nella sua sezione volutamente senza titolo per esaltare l\u2019atto creativo, d\u00e0 vita a una prospettiva di autarchia procedurale collettiva, ripristinando la centralit\u00e0 dell\u2019artista, non solo nella creazione dell\u2019opera, ma anche nel processo di progettazione dello spazio espositivo pensato per accogliere e affabulare il pubblico.<br \/>\n\u201cIl corpo incompiuto\u201d di Alessandra Troncone invita infine a un confronto sulle possibili narrazioni contemporanee del corpo umano e non umano, guardando al mito, alla scienza, alle trasformazioni sociali e scegliendo opere che nutrono visioni composite, stratificate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un calendario di performance, capaci di trasformare il percorso espositivo in un luogo di continua attivazione e relazione tra corpo, spazio e opera, arricchisce la 18a Quadriennale d\u2019arte, amplificando e rendendo pi\u00f9 immersiva l\u2019esperienza della visita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elemento unificante della mostra \u00e8 l\u2019allestimento progettato da BRH+\/Barbara Brondi &amp; Marco Rain\u00f2: un sistema di dispositivi architettonici definiscono gli spazi, accolgono le opere e orientano i visitatori, con la presenza di velari che sembrano voler mettere in rapporto osmotico, pi\u00f9 che separare, le cinque sezioni.<br \/>\nL\u2019identit\u00e0 visiva creata dallo Studio Sonnoli di Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi trae ispirazione dall\u2019universo fantastico surrealista, sintetizzato nella grande \u201cF\u201d che fa da logo a questa Quadriennale d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In controcanto a Fantastica, al primo piano di Palazzo Esposizioni, \u00e8 presentato un ulteriore progetto espositivo di taglio storico, intitolato I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935, a cura di Walter Guadagnini e realizzato in collaborazione con l\u2019Archivio Biblioteca della Quadriennale. La mostra rende omaggio a quella che \u00e8 passata alla storia come la pi\u00f9 importante rassegna di arte in Italia negli anni Trenta, con un successo che fu all\u2019origine della trasformazione della Quadriennale da manifestazione periodica in ente: la II Quadriennale d\u2019arte del 1935, di cui ricorre quest\u2019anno il novantesimo anniversario.<\/p>\n<p>Anche della mostra storica l\u2019allestimento \u00e8 firmato BRH+\/Marco Rain\u00f2 &amp; Barbara Brondi e l\u2019identit\u00e0 visiva da Studio Leonardo Sonnoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cataloghi di entrambe le mostre sono pubblicati da Marsilio Arte. Fantastica. 18\u00aa Quadriennale d\u2019arte, comprende, oltre ai saggi dei curatori Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi, Alessandra Troncone, schede descrittive della ricerca e delle opere di ciascun artista partecipante, a cura di Giorgia Achilarre, Giulia Gaibisso, Gianpaolo Cacciottolo. I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935 comprende i contributi del curatore Walter Guadagnini, di Assunta Porciani, responsabile dell\u2019Archivio Biblioteca della Quadriennale, Ernesto Galli della Loggia, Raffaele Bedarida, Sofia Silva e schede descrittive delle opere di Virginia Magnaghi e Chiara Perin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18\u00b0 Quadriennale d\u2019arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 &#8211; 18 gennaio 2026, veduta dell\u2019allestimento della sezione curata da Francesco Bonami.<br \/>\nI PREMI DELLA MOSTRA<br \/>\nFondazione Roma \u00e8 Partner culturale della Mostra come mecenate impegnato a promuovere l\u2019attivit\u00e0 degli artisti contemporanei. In particolare, Fondazione Roma sostiene il Premio Quadriennale e il Premio Giovane Arte della rassegna.<br \/>\nIl Premio Quadriennale, di euro ventimila e senza barriere anagrafiche, viene assegnato all&#8217;artista, partecipante alla 18a Quadriennale d\u2019arte, la cui opera esprime un significato particolare nell\u2019attuale contesto dell&#8217;arte contemporanea italiana. I Premi Quadriennale hanno una tradizione che, negli ultimi anni, ha visto tra i vincitori Rossella Biscotti, Adrian Paci, Nicola De Maria, Stefano Arienti.<br \/>\nIl Premio Giovane Arte, di euro diecimila, viene assegnato all\u2019artista under 35 partecipante alla 18a Quadriennale d\u2019arte, la cui opera appare particolarmente stimolante nella apertura di nuove visioni. Nelle edizioni pi\u00f9 recenti della Quadriennale, i Premi e le segnalazioni per i giovani artisti sono stati assegnati a Deborah Ligorio (Brindisi, 1972), Adelita Husni-Bey (Milano, 1985), Alek. O (Buenos Aires, 1981), Quayola (Roma, 1982).<br \/>\nI premi saranno decisi da una giuria di esperti, composta da Lorenzo Balbi, Giuliana Benassi, Costantino D\u2019Orazio. I vincitori dei premi saranno comunicati a fine novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL PROGRAMMA PUBBLICO \u201cFANTALK\u201d<br \/>\nLa 18a Quadriennale d\u2019arte, a partire dalla seconda met\u00e0 di ottobre, sar\u00e0 accompagnata da<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">un<strong> programma pubblico a cura di Nicolas Ballario, che si articoler\u00e0 in appuntamenti, prevalentemente a Palazzo Esposizioni Roma,<\/strong> sui temi e sulle suggestioni lambiti dalla mostra, con la partecipazione di professionisti provenienti da ambiti disciplinari liminali all\u2019arte contemporanea. Poeti, cantanti, sociologi, filosofi, attori, dialogheranno con curatori, direttori museali a conferma di quel \u201csapersi vicini\u201d, del rapporto osmotico tra le arti visive e i linguaggi del cinema, del teatro, della moda, del design, della poesia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">PROGETTO SPECIALE \u201cNOI NEL MONDO\u201d<br \/>\nA dicembre uscir\u00e0, per i tipi di Marsilio Arte, il volume a cura di Christian Caliandro \u201cNoi nel mondo. Indagine sulla percezione estera dell\u2019arte italiana contemporanea\u201d, prodotto da Fondazione La Quadriennale di Roma con il sostegno della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura. Il volume presenta un ritratto collettivo, una fotografia mossa, del sistema artistico italiano di oggi, attraverso il coinvolgimento di quaranta esperti di arte contemporanea, di cui sono sviluppati i punti di vista e i temi emersi con particolare forza e costanza. Il volume si integra con le interviste agli esperti (che potranno essere ascoltate e viste, in versione integrale, sul sito della Quadriennale) e comprende i dati che ne corroborano impressioni e sfumature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA PRODUZIONE DELLA MOSTRA<br \/>\nLa realizzazione della 18a Quadriennale d\u2019arte ha potuto fare affidamento su un budget di 2,6 milioni di euro, di cui il 44% proviene da fondi propri dell\u2019Istituzione, il 40% da un contributo ad hoc della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura, il 16% dal sostegno di soggetti privati.<br \/>\nIntesa Sanpaolo conferma il suo ruolo di Main Partner della mostra, in coerenza con i programmi di sviluppo culturale del Gruppo, sia come sostenitore di numerose iniziative culturali sia come promotore di un proprio contenitore strategico, il Progetto Cultura che ha come fulcro le attivit\u00e0 delle Gallerie d&#8217;Italia, le quattro sedi museali della Banca a Milano, Napoli, Torino e Vicenza.<br \/>\nSponsor ufficiale della mostra \u00e8 Enel.<br \/>\nFondazione Roma \u00e8 Partner culturale della mostra come mecenate impegnato a promuovere l\u2019attivit\u00e0 degli artisti contemporanei. In particolare, Fondazione Roma sostiene il Premio Quadriennale e il Premio Giovane Arte della rassegna.<br \/>\nPartner tecnico principale della mostra \u00e8 Dresswall, ideatore e realizzatore del sistema di velari che collegano le diverse sezioni espositive. Partner tecnico della mostra \u00e8 ILTI Luce, parte di Nemo Group che ha partecipato al progetto illuminotecnico della mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18\u00b0 Quadriennale d\u2019arte, Fantastica, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 &#8211; 18 gennaio 2026, veduta dell\u2019allestimento della sezione curata da Alessandra Troncone.<br \/>\nLE CINQUE SEZIONI ATTRAVERSO LE PAROLE DEI CURATORI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia immagine \u00e8 ci\u00f2 da cui mi faccio rappresentare: l\u2019autoritratto.<br \/>\nIl cibo, i gatti, la palestra, me stesso, i viaggi e ammennicoli vari<br \/>\na cura di Luca Massimo Barbero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autoritratto \u00e8 qui un pretesto e un enigma. L\u2019autore si mostra in ci\u00f2 che fa, ma resta fuori da s\u00e9. Tredici artisti, di tre generazioni, disegnano un percorso che si muove tra recto e verso, come nei pannelli bifronti che aprono la mostra, ispirati a un\u2019opera rara e privata di Lucio Fontana. \u00abIo sono un santo\u00bb, dice il fronte; \u00abIo sono una carogna\u00bb, il retro.<br \/>\nLa prima sala apre il percorso con un confronto diretto tra gesto e identit\u00e0, frontalit\u00e0 e retroscena, avviando una riflessione sull\u2019opera come spazio in cui l\u2019artista prende posizione o si sottrae. Da qui si snoda una sequenza di lavori, in gran parte inediti, che presentano la pittura di oggi in Italia nelle sue diversit\u00e0 e contrasti attraversando la loquacit\u00e0 del linguaggio pittorico e le sue ambiguit\u00e0, fino a oltrepassare \u2500 senza dichiararla \u2500 la soglia dell\u2019opera da cui l\u2019artista si fa rappresentare. La sala intermedia, ci espone al mistero del concetto e della composizione musicale. Prima della chiusura, un passaggio inatteso apre una \u201ccrepa\u201d e prepara a un\u2019ultima visione dove il tempo si sospende e lo sguardo si fa lungo, silenzioso e continuo. Un dialogo sottile tra soggettivit\u00e0 talvolta polimorfe, opposte o contraddittorie, che condividono con il pubblico una visione della propria opera che si definisce nel tempo, tra differenze di gesto, materia e pensiero. \u00c8 un fare artistico che attraversa i territori mobili della rappresentazione e dell\u2019identit\u00e0. In fondo, in queste sale, non si cerca un riflesso, ma un respiro pi\u00f9 quieto, la possibilit\u00e0 di vedere davvero, anche oltre s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Gli artisti partecipanti<br \/>\nPaolo Bini, Gianni Caravaggio, Siro Cugusi, Roberto de Pinto, Donato Dozzy, Matteo Fato, Emilio Gola, Luisa Lambri, Luca Marignoni, Roberta Orio, Runo B, Marta Spagnoli, Vedovamazzei.<\/p>\n<p>Memoria piena. Una stanza solo per s\u00e9<br \/>\na cura di Francesco Bonami<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho voluto pensare a un tema che unificasse gli artisti da me selezionati se non quello della propria indipendenza e autonomia. Al pubblico il piacere e il compito, non l\u2019obbligo, di trovare connessioni, reali o immaginarie, fra i vari artisti, o magari non trovarne alcuna, confermando l\u2019autonomia o magari l\u2019insularit\u00e0 di ognuno di loro. Ho scelto artisti con cui non ho mai lavorato prima, artisti che non avessero mai partecipato alla Quadriennale, artisti che avessero meno di cinquant\u2019anni, artisti vivi. Non esiste tra loro alcun filo rosso o affinit\u00e0 elettiva apparente, eppure in tutti si fa avanti una necessit\u00e0 di definire proprio quello che Virginia Woolf cercava, una stanza invisibile ma tutta per s\u00e9. Un mondo dentro altri innumerevoli mondi. Una storia intrecciata con altre innumerevoli storie. Tutti cercano in qualche modo di disconnettersi dalla realt\u00e0 perennemente connessa, eternamente informata, costantemente svuotata dell\u2019intimit\u00e0 necessaria a costruire o scomporre la propria identit\u00e0 presente. Ognuno di loro, a modo suo, dice o prova a dire: \u00abqui ci sto Io\u00bb. Dove \u2018Io\u2019 non rappresenta una forma di prevaricazione, ma la sintesi di tutto, al di l\u00e0 di generi, etnie, nazionalit\u00e0 e classi sociali. \u00abIo, come voi, sono Io\u00bb. Cos\u00ec, riconoscendosi come semplici e autonomi \u2018Io\u2019, siamo in grado di rispettare tutti gli \u2018Io\u2019 che sono gli altri. Ubuntu! Che in lingua Bant\u00f9 significa \u00abIo sono perch\u00e9 tu sei\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli artisti partecipanti<br \/>\nFriedrich Andreoni, Lupo Borgonovo, Roberto Cattivelli, Giulia Cenci, Cecilia De Nisco, Luca Gioacchino Di Bernardo, Chiara Enzo, Emiliano Furia, Jem Perucchini, Beatrice Scaccia, Lorenzo Vitturi, Shafei Xia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo delle immagini. Immagini fuori controllo?<br \/>\nA cura di Emanuela Mazzonis di Pralafera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come reagisce l\u2019arte di fronte all\u2019inondazione di foto, selfie, meme, screenshot, gif, reel, stories che sommergono la nostra vista? La sezione presenta un focus sul ruolo delle immagini e sull\u2019evoluzione della fotografia in Italia dal 2000 al 2025: undici artisti di generazioni differenti dimostrano la versatilit\u00e0 del mezzo fotografico e indagano quale sia il valore e la responsabilit\u00e0 delle immagini. Fino a che punto possiamo fidarci di ci\u00f2 che guardiamo? Per quale ragione siamo cos\u00ec dipendenti dalle immagini che oggi sono sempre meno da guardare e sempre pi\u00f9 da vivere e condividere come gesto \u201csocial\u201d? La mostra propone una pausa da questo flusso incontrollabile: qui le opere pi\u00f9 che riprodurre cercano di rivelare. La fotografia si discosta dalla sua liturgia rappresentativa e arriva a dialogare con altri linguaggi, oltrepassando i confini della cornice per svelare il suo significato pi\u00f9 vero e nascosto al nostro sguardo. La mostra analizza il potere che la fotografia ancora possiede nel rendere visibile l\u2019invisibile e nel portarci a riflettere su cosa si nasconde dietro le immagini, anzich\u00e9 limitarsi ad osservarle.<\/p>\n<p>Gli artisti partecipanti<br \/>\nEleonora Agostini, Jacopo Benassi, Andrea Camiolo, Irene Fenara,Linda Fregni Nagler, Teresa Giannico,Massimo Grimaldi,Francesco Jodice,Giovanni Ozzola,Giulia Parlato,Davide Tranchina.<\/p>\n<p>Senza titolo<br \/>\nA cura di Francesco Stocchi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra senza titolo, dichiaratamente priva della tematica che identifica le esposizioni collettive, in cui lo scopo non \u00e8 tanto illustrare o elaborare un concetto, quanto configurarsi come atto creativo.<br \/>\nIn un momento di riflessione generale sulla forma e sulle responsabilit\u00e0 che le istituzioni culturali sono chiamate ad assumere, invitati a riflettere sull\u2019arte italiana del primo quarto di secolo, emerge l\u2019esigenza di rivedere i paradigmi consolidati negli ultimi decenni, attraverso una mostra dal carattere tautologico, che si costituisce nel suo farsi.<br \/>\nIn un panorama culturale privo, da generazioni, di autentiche correnti artistiche \u2013 segnato da una parte dalla rigida settorializzazione delle competenze e delle figure professionali, e dall\u2019altra da una diffusa spinta alla contaminazione tra arte e industrie culturali \u2013 si avverte la volont\u00e0 di restituire all\u2019artista maggiore autonomia operativa, immaginandolo come agente unico della pratica espositiva. L\u2019intera mostra prende avvio da un processo condiviso e autogestito con lo scopo di superare ogni intermediazione, coinvolgendo gli artisti in un esercizio inedito: immaginare, sviluppare e seguire ogni fase \u2013 dall\u2019allestimento all\u2019illuminazione, dalla comunicazione al linguaggio adottato \u2013 in dialogo con le problematiche e le opportunit\u00e0 legate alla gestione concreta dello spazio espositivo.<br \/>\nRadunatisi a varie riprese, gli artisti e il curatore, si sono confrontati in un dibattito aperto ed esteso, partendo dai principi fondamentali di una mostra e misurandosi in una rilettura estensiva dei ruoli predefiniti. Aspetti da tempo considerati assodati e divenuti convenzioni acquisite sono stati messi in discussione, a beneficio di un ampliamento dello sguardo sulle possibilit\u00e0 della creazione contemporanea. Gli artisti non hanno quindi soltanto presentato le loro opere, ma hanno contribuito alla realizzazione di una mostra che \u00e8 al tempo stesso opera e processo.<\/p>\n<p>Gli artisti partecipanti<br \/>\nMicol Assa\u00ebl, Luca Bertolo, Adelaide Cioni, Martino Gamper, Valerio Nicolai, Lul\u00f9 Nuti, Pietro Roccasalva, Arcangelo Sassolino, Alessandro Sciarroni.<\/p>\n<p>Il corpo incompiuto<br \/>\nA cura di Alessandra Troncone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenta artiste e artisti che si confrontano con le possibili narrazioni del corpo contemporaneo, in un\u2019accezione estesa che include umano e non umano. Conteso tra una dimensione \u201cincarnata\u201d, materiale e tangibile, e il suo essere \u201ccodice\u201d, il corpo si presenta come soggetto in continua trasformazione: il titolo richiama quindi il concetto di incompiutezza come uno stadio di perenne passaggio, piuttosto che di imperfezione, enfatizzando un\u2019idea di apertura e permeabilit\u00e0 che lascia intravedere nuovi modi di relazionarsi con l\u2019altro e con le alterit\u00e0.<br \/>\nAssumendo come punto di partenza ideale il progressivo avanzamento delle ricerche in ambito genetico negli ultimi decenni, con un\u2019attenzione a fenomeni di mutazione e ibridazione, Il corpo incompiuto si chiede quanto l\u2019eredit\u00e0 biologica definisca effettivamente ci\u00f2 che siamo, intrecciando miti del passato e visioni futuristiche, e aprendo il campo alla potenza immaginifica dell\u2019arte nel fantasticare su ci\u00f2 che potremmo diventare attraverso lo sguardo di artiste e artisti alla loro prima partecipazione alla Quadriennale d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli artisti partecipanti<br \/>\nCamilla Alberti, Diego Cibelli, Antonio Della Guardia, Federica Di Pietrantonio, Valentina Furian, Iva Lulashi, Roberto Pugliese, Agnes Questionmark, Emilio Vavarella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le performance<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre saranno le performance di altrettanti artisti che nel corso della 18a Quadriennale d\u2019arte animeranno specifiche sezioni della esposizione.<br \/>\nNel contesto della mostra curata da Alessandra Troncone, Antonio Della Guardia presenta un\u2019azione performativa che si svolge nello scalone interno destro, in cui il corpo diventa soglia e strumento di narrazione, in un confronto aperto con lo spazio architettonico.<br \/>\n\u201cIl tempo delle immagini\u201d di Emanuela Mazzonis di Pralafera ospita invece l\u2019intervento di Davide Tranchina: una performance intima, di circa venti minuti, che riflette sull\u2019atto del vedere e sull\u2019ambiguit\u00e0 del reale.<br \/>\nInfine, nella sezione curata da Francesco Stocchi, Alessandro Sciarroni propone due performance distinte, ciascuna della durata di circa 20\u201330 minuti, in cui movimento e ripetizione diventano strumenti di resistenza poetica, aprendo nuove possibilit\u00e0 di relazione tra performer, spettatori e spazio espositivo.<\/p>\n<p>18\u00b0 Quadriennale d\u2019arte, I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 &#8211; 18 gennaio 2026, veduta dell\u2019allestimento progettato da BRH+\/Barbara Brondi &amp; Marco Rain\u00f2, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio &#8211; Alto Piano<br \/>\nLA MOSTRA I GIOVANI E I MAESTRI. LA QUADRIENNALE DEL 1935<br \/>\nA cura di Walter Guadagnini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A distanza di novant\u2019anni dalla Seconda Quadriennale d\u2019arte nazionale (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 5 febbraio &#8211; 31 luglio 1935), la Quadriennale di Roma, in occasione della 18a Quadriennale d\u2019arte, ha deciso di renderle omaggio con una rievocazione per exempla. Riconosciuta come l\u2019avvenimento espositivo pi\u00f9 incisivo in Italia nel periodo tra le due guerre, la mostra riusc\u00ec a offrire un vasto panorama dell\u2019arte italiana, con circa 1800 opere di 700 artisti.<br \/>\nCon la II Quadriennale furono i giovanissimi e i romani a fare la parte del leone con le personali di Mafai e Pirandello, l\u2019affermazione di Cagli, Capogrossi, Cavalli e Ziveri. Grande risonanza sulla stampa nazionale ebbero pittori come Gisberto Ceracchini e Cagnaccio di San Pietro, rappresentanti, agli occhi della critica, di una rinnovata adesione ai valori primitivi dell\u2019arte italiana. Un caso a s\u00e9 stante, la retrospettiva dedicata a Scipione: quando venne inaugurata la mostra, l\u2019artista era morto, appena ventinovenne, da nemmeno due anni. Il regolamento della Quadriennale non prevedeva omaggi postumi. Per Scipione, Cipriano Efisio Oppo, segretario generale dell\u2019Istituzione e deus ex machina della mostra, decise di fare un\u2019eccezione.<br \/>\n19 furono le mostre personali di quell\u2019edizione e 15 gli artisti invitati con gruppi di opere. Grande consenso ebbero le sale di Severini, una vera e propria antologica con ben 36 opere, e di Marini, che vinsero il primo premio per la pittura e la scultura. Particolarmente avversata dalla critica fu, invece, la mostra di de Chirico, che espose 45 opere degli ultimi due anni. 5 sale vennero dedicate al futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, di cui una esclusivamente dedicata a Enrico Prampolini; di grande rilevanza la sala dedicata agli astrattisti, le cui ricerche questa edizione della Quadriennale document\u00f2 con un tempismo esemplare.<br \/>\nIl bilancio della mostra fu eccezionale per numero di visitatori, 350.000, un successo che porter\u00e0 alla costituzione di un ente autonomo per l\u2019organizzazione delle Quadriennali d\u2019arte.<br \/>\nIl criterio della scansione per mostre personali e gruppi di opere ha guidato la selezione che la Quadriennale di Roma \u2500 attraverso il curatore Walter Guadagnini, coadiuvato dall\u2019Archivio Biblioteca della Fondazione \u2500 propone all\u2019attenzione del pubblico: 31 artisti per 37 opere, con una componente preponderante di pittura, ma con un non eludibile rilievo per la scultura attraverso capolavori assoluti.<br \/>\nL\u2019allestimento della mostra, dello studio di progettazione torinese BRH+ di Barbara Brondi e Marco Rain\u00f2, e l\u2019immagine coordinata dello studio grafico di Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi, sono stati pensati per accogliere il pubblico in una sorta di macchina del tempo, ricreando le atmosfere, i colori, i documenti di quella straordinaria edizione. Ed \u00e8 proprio la documentazione dell\u2019Archivio Biblioteca della Quadriennale (con apporti anche dell\u2019Archivio centrale dello Stato, dell\u2019Archivio storico Capitolino, dell\u2019Archivio della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea e di alcuni archivi privati di artisti) a dare continuit\u00e0 al racconto delle opere in mostra, attraverso l\u2019esposizione \u2500 se non l\u2019affiancamento \u2500 dei documenti prodotti dalle commissioni giudicanti, dei servizi fotografici, della rassegna stampa, dei carteggi tra gli artisti e gli organizzatori, in un dialogo puntuale e serratissimo.<\/p>\n<p>Gli artisti in mostra<br \/>\nLuigi Bartolini, Mario Broglio, Corrado Cagli, Cagnaccio di San Pietro, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Gisberto Ceracchini, Giovanni Colacicchi, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Antonio Donghi, Pericle Fazzini, Leonor Fini, Carlo Levi, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Marino Marini, Arturo Martini, Giorgio Morandi, Milena Pavlovi\u0107 Barilli, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Regina, Giovanni Romagnoli, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Luigi Trifoglio, Gianfilippo Usellini, Farpi Vignoli, Alberto Ziveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18\u00b0 Quadriennale d\u2019arte, I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935, Palazzo Esposizioni Roma, 11 ottobre 2025 &#8211; 18 gennaio 2026, veduta dell\u2019allestimento con opere di Fausto Pirandello, Antonio Donghi e Luigi Trifoglio, courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma, Fotografia Agostino Osio &#8211; Alto Piano<\/p>\n<p>I<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte ha regole che, ancora una volta, si possono sovvertire. 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