{"id":152817,"date":"2025-10-15T07:30:11","date_gmt":"2025-10-15T05:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=152817"},"modified":"2025-10-14T18:55:52","modified_gmt":"2025-10-14T16:55:52","slug":"scrivere-al-femminile-il-genio-di-gertrude-stein-da-ri-scoprire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=152817","title":{"rendered":"Scrivere al femminile \u2013 il genio di Gertrude Stein da ri \u2013 scoprire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo stile di Gertrude Stein &#8211; <strong>genio dimenticato<\/strong> \u2013 dovrebbe far parte della rosa degli autori pi\u00f9 innovativi e geniali dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn genio \u00e8 un genio \u00e8 un genio\u201d, si potrebbe scrivere dei lei, chiosando una delle \u00a0sue frasi pi\u00f9 celebri <strong>\u201cA rose is a rose is a rose\u201d<\/strong>, ovvero: \u201cUna rosa \u00e8 una rosa \u00e8 una rosa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019autrice complessa,<\/strong> perch\u00e9 fuori dalle righe, perch\u00e9 non scrive in modo convenzionale e quindi richiede attenzione; Gertrude Stein non soddisfa chi cerca una lettura superficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sue sono la <strong>scrittura di ricerca,<\/strong> <strong>tendendo sempre verso una complicata semplicit\u00e0;<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>scrisse testi davvero importanti nella storia della letteratura mondiale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Stein, si occup\u00f2 di poesia e prosa, di saggistica e teatro, passando anche per i libri per bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autrice e mecenate, nacque il 3 febbraio del 1874 ad Allengheny, in California, morir\u00e0 il 27 luglio 1946. Nata in America, si sentiva molto europea; infatti fin\u00ec per fare di Parigi la sua citt\u00e0 di elezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di lei non possiamo scordare la<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fortissima influenza che esercit\u00f2 sullo stile descrittivo di Hemingway e sulle opere di Francis Scott Fitzgerald,<\/strong> il sodalizio intellettuale con Sherwood Anderson e Thornton Wilder, e le tante amicizie e frequentazioni con gli artisti come:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Picasso, \u00a0Matisse<\/strong> e alle avanguardie artistiche del \u2018900.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Coni\u00f2 il termine \u201cGenerazione perduta\u201d;<\/strong> a proposito degli scrittori americani che avevano combattuto la prima durissima guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gertrude Stein \u00e8 nota per il suo <strong>lessico inusuale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le sue opere ci raccontano anche<strong> come visse il declino di un sogno.<\/strong> Qualcosa che \u00e8, \u00a0anche <strong>oggi, terribilmente attuale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vide morire il secolo XIX<\/strong> e <strong>percep\u00ec la fine di una civilt\u00e0 e la nascita di qualcosa di completamente diverso<\/strong>; vivendo tra Inghilterra e America not\u00f2 con acutezza questi cambiamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Gertrude; <strong>\u201c\u2026 si erano frantumati i sogni che avevano creato l\u2019America<\/strong>: l\u2019immane sogno democratico, il cosmico sogno di benessere per tutti, il tragico sogno dell\u2019uguaglianza universale\u2026 il grande Ford e l\u2019industrializzazione, che ancora non pareva una minaccia, ma un grande dono per gli uomini \u2026 <strong>Il sogno si era infranto nella mostruosa macchina maciullatrice dell\u2019industria<\/strong> \u2026 un paese [Gli Stati Uniti] <strong>dove la libert\u00e0 \u00e8 soffocata dal conformismo\u201d.<\/strong> Infatti lei, che aveva vissuto in America, aveva scoperto che nelle fattorie, mancava l\u2019elettricit\u00e0, non c\u2019era la radio\u2026 e in questo vide cadere l\u2019immagine che da aveva ricevuto sugli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gertrude Stein pensa e scrive che il sogno americano \u00e8 finito, ma gli americani non lo sanno ancora<\/strong> (e siamo solo all\u2019inizio del 1900!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Sein va ricordata, soprattutto, per gli effetti straordinari dei suoi \u201caccostamenti suggestivi e allusivi o semplicemente sonori\u201d; come ben ci ricorda lei stessa nel libro \u201cUna rosa \u00e8 una rosa \u00e8 una rosa\u201d &#8211; \u00a0\u201cA rose is a rose is a rose\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente \u00e8 difficile\/impossibile tradurre certe cadenze e certe risonanze; quali solo in inglese, la sua lingua madre. Ma basta un\u2019adeguata spiegazione e il testo originale; oggi tutti dovrebbero conoscere almeno un inglese elementare. \u00a0Che piaccia o no l\u2019inglese oggi serve; altrimenti si perdono molte occasioni per capire e vivere il mondo oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio di come scrive la nostra beniamina del giorno:<strong>\u201cI understand you undertake to overthrow my undertolking\u201d,<\/strong> in italiano: &#8220;Capisco che ti impegni a rovesciare il mio impegno\u201d, assolutamente non rende il ritmo e i giochi linguistici inglesi che ne derivano, ma comprensibile se si conosce un minimo di fondamentali \u00a0della lingua inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Stein ha un vero culto verso le parole a una sillaba;<\/strong> che enfatizzano quanto spiegato qui sopra e ben si adattano al linguaggio inglese. Precisa lei stessa: \u201cSi tratta di intreccio di infiniti (monosillabi) e gerundi (bisillabi) e degli avverbi, quasi tutti brevi e sdruccioli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte il grande successo di Autobiografia di Alice B. Toklas, la Stein <strong>rimase a lungo incompresa e ignorata dai suoi contemporanei<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sapeva di valere e durante un\u2019intervista disse di s\u00e9:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl fatto \u00e8 che tutta questa gente, me compresa, \u00e8 dotata di un talento considerevolmente grande e <strong>la maggior parte di noi ha passato trent\u2019anni della sua vita a essere presa in giro derisa e criticata e senza un\u2019esistenza e senza guadagnare un centesimo<\/strong>. Il lavoro richiede concentrazione, e spesso si esaurisce. Nessuno lo farebbe solo per esibizionismo; c\u2019\u00e8 troppa amarezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosciente della sua intelligenza e consapevole del trattamento riservato ai geni dal proprio tempo, di questo Gertrude Stein parl\u00f2 nel saggio <em>Composizione come spiegazione<\/em>, <strong>pubblicato per la prima volta nel 1926<\/strong> dalla Hogart Press di Leonard e <strong>Virginia Woolf:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNessuno precorre il proprio tempo, \u00e8 solo che la particolare variet\u00e0 nel creare il proprio tempo \u00e8 quella che <strong>i propri contemporanei che pure stanno creando il loro tempo rifiutano di accettare. (\u2026)<\/strong> Per moltissimo tempo ognuno rifiuta e poi quasi senza pausa ognuno accetta. Nella storia dei rifiutati nelle arti e nella letteratura la rapidit\u00e0 del cambiamento \u00e8 sempre sorprendente. Ora l\u2019unica difficolt\u00e0 con i \u201cvolteface\u201d nei confronti delle arti \u00e8 questa<strong>. Quando il consenso arriva, grazie a quel consenso la cosa creata diventa un classico.<\/strong> (\u2026). Se ognuno non fosse cos\u00ec indolente si renderebbe conto che <strong>il bello \u00e8 bello anche quando \u00e8 irritante e stimolante e non solo quando \u00e8 accettato ed \u00e8 un classico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il grande pubblico l\u2019accett\u00f2 solo \u00a0nel 1933<\/strong>, con la pubblicazione di l\u2019Autobiografia di Alice B. Toklas,<strong> che lei defin\u00ec come \u00a0sua \u201cburla letteraria\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia le prime pubblicazioni furono \u00a0<strong>volute e tradotte da Cesare Pavese e Fernanda Pivano<\/strong> per l\u2019Einaudi negli anni \u201940, successivamente da <strong>La Tartaruga negli anni \u201970<\/strong>. Oggi, pochi parlano di lei in Italia. Forse perch\u00e9 troppo fuori dalle righe, ironica, schietta, tagliente; una donna vincente, ma assolutamente capace di onesta critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0FOTO COPERTINA:<\/strong> la tomba di quella che \u00e8 comunemente chiamata la\u00a0 donna faraone Hatshepsut *; Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*Hatshepsut fu una regina egizia, quinta sovrana della XVIII dinastia; in realt\u00e0 fu\u00a0 la seconda donna a detenere con certezza il titolo di faraone; dopo Nefrusobek della XII dinastia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stile di Gertrude Stein &#8211; genio dimenticato \u2013 dovrebbe far parte della rosa degli autori pi\u00f9 innovativi e geniali dell\u2019ultimo secolo. \u201cUn genio \u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":40177,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,2120,24,1918],"tags":[32435],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/152817"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=152817"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/152817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":152829,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/152817\/revisions\/152829"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=152817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=152817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=152817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}