{"id":153184,"date":"2025-10-20T19:00:55","date_gmt":"2025-10-20T17:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=153184"},"modified":"2025-10-21T17:31:35","modified_gmt":"2025-10-21T15:31:35","slug":"libro-anche-da-regalare-per-golosi-e-gourmet-osterie-ditalia-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=153184","title":{"rendered":"Libro anche da regalare per golosi e gourmet &#8211; Osterie d\u2019Italia 2026"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regalare qualcosa di utile &#8211; solo per golosi e gourmet<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osterie d\u2019Italia 2026: il libro mastro che racconta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le diversit\u00e0 della cucina in Italia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In libreria dal 22 ottobre,<\/strong> la trentaseiesima edizione della guida conta quest\u2019anno ben<strong> 1980 recensioni di locali<\/strong> scelti in ogni angolo del Paese per<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">la <strong>cucina territoriale autentica, la rigorosa selezione degli ingredienti e l\u2019atmosfera<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edizione 2026:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019osteria come modello<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In continuit\u00e0 con l\u2019anno scorso, la crescita del numero dei locali segnalati indica che l\u2019osteria \u00e8 quanto mai viva ed \u00e8 sempre pi\u00f9 il principale punto di riferimento quando si parla di ristorazione in Italia, anche se<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un solo modello e una sola definizione di osteria non ci sono. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella guida 2026 si trovano infatti molte tipologie di locali,<\/strong> tutte meritorie di far parte della selezione a prescindere dalla forma che hanno assunto o sempre avuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trentasei anni fa, con la sua nascita, il sussidiario del mangiarbere all&#8217;italiana stabiliva <strong>tre capisaldi che hanno ridefinito il modello di osteria e che non sono mai cambiati<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>cucina locale nel suo contesto autentico, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>uso di prodotti di qualit\u00e0 e del territorio,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> prezzi accessibili ai pi\u00f9. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste <strong>tre linee guida sono rimaste tali negli anni<\/strong> e hanno anzi accompagnato un\u2019evoluzione che ha riportato l\u2019attenzione su questo modello di ristorazione a partire dagli anni \u201890, senza tuttavia uniformare una diversit\u00e0 di proposte che invece \u00e8 parte fondamentale dello spirito della guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la diversit\u00e0 che ci contraddistingue come italiani e che riguarda anche l\u2019aspetto culinario del nostro Buonpaese \u2212 <strong>non esiste infatti una \u201cvera\u201d cucina italiana codificata<\/strong> \u2212, questo insieme multiforme di diversit\u00e0 che mutano nel tempo, \u00e8 l\u2019aspetto che da sempre ha contribuito a costruire la nostra identit\u00e0: ed \u00e8 qui che la Guida manifesta la sua importanza e diventa libro mastro, ovvero il nostro codice, quello che ci permette di riconoscere la cucina non solo come cibo, ma come un<strong> insieme di pratiche sociali, riti e gestualit\u00e0 basati sui saperi locali, che rappresentano l\u2019identit\u00e0 e la cultura italiana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E chiss\u00e0 che intanto, a dicembre, non arrivi dall\u2019Unesco il riconoscimento alla cucina italiana come patrimonio immateriale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come qualche anno fa l\u2019ha definita il critico letterario \u2013 e buongustaio \u2212 Antonio D\u2019Orrico, la guida alle Osterie d\u2019Italia<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>va letta come un vero e proprio romanzo italiano<\/strong> perch\u00e9<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ogni edizione racconta l\u2019Italia<\/strong> e lo fa attraverso le diverse cucine regionali \u2212 e tutte le persone che animano quelle cucine \u2212,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ma anche attraverso la rete di oltre 250 collaboratori sparsi in tutta Italia,<\/strong> che nel corso di tutto l\u2019anno<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">visitano<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> in anonimato<\/span><\/strong> tantissimi locali e ne ricavano le segnalazioni e le recensioni che compongono le 1000 e pi\u00f9 pagine del volume.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1980 sono i locali segnalati<\/strong> nell\u2019edizione 2026: e accanto alle <strong>osterie, ai ristoranti, alle enoteche con cucina e agli agriturismi,<\/strong> ci sono anche quest\u2019anno i <strong>Locali Quotidiani<\/strong> \u2013 sezione inaugurata nell\u2019edizione 2025, che raggruppa tutte quelle <strong>tipologie ristorative alternative come pastifici, gastronomie, enoteche con cucina e altre realt\u00e0 pi\u00f9 informali,<\/strong> in cui sia primaria l&#8217;attenzione allo stare bene, al territorio e al piacere della tavola. L\u2019anno scorso i Locali Quotidiani erano 134, quest\u2019anno il loro numero \u00e8 salito a 161.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei 1980 locali segnalati nella guida, <strong>sono 337 i locali premiati con il massimo riconoscimento, ovvero la Chiocciola,<\/strong> che viene attribuita a quelle insegne che si contraddistinguono per <strong>l\u2019eccellente proposta e per l\u2019ambiente, la cucina e l\u2019accoglienza<\/strong> in sintonia con i valori di Slow Food.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando alle regioni, quelle con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>pi\u00f9 osterie segnalate sono il Piemonte (187),<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e subito dietro Campania (169)<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e Toscana (163)<\/strong>, mentre diverso \u00e8 l\u2019ordine se si guarda al<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>numero delle Chiocciole, che vede la Campania in testa<\/strong> con 39 locali chiocciolati,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la Toscana in seconda posizione con 30<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e subito a ridosso il Piemonte con 29<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano gli inserti con gli indirizzi dove provare<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>altre forme di ristorazione popolare:<\/strong> si va dagli<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>arrosticini abruzzesi ai suppl\u00ec romani<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alle pizze napoletane ai tegamini piemontesi<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dai bacari veneziani ai buffet triestini<\/strong> senza trascurare<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le osmize sul Carso, dai fornelli pugliesi<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ai trippai fiorentini, dalle malghe trentine<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alle focacce e liguri,<\/strong> una mappa dei l<span style=\"text-decoration: underline;\">uoghi, anche i pi\u00f9 remoti,<\/span> dove trovare tutte le specialit\u00e0 pi\u00f9 golose che la tradizione di ciascun territorio, da nord a sud, pu\u00f2 offrire.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019edizione della guida Osterie d\u2019Italia 2026 ci prende per mano e ci porta nei meandri dell\u2019Italia pi\u00f9 autentica, pi\u00f9 vera, capace di essere al di sopra di ogni divisione o diversit\u00e0\u00bb ha detto Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida, aprendo la presentazione alle OGR di Torino. E ha poi aggiunto \u00ab\u00e8 un racconto appassionante, che ci invita a viaggiare, conoscere luoghi, persone e tradizioni che fanno bene al cuore e alla mente, che ci riconciliano con l\u2019esistenza. Se andare a pranzo o cena fuori casa, in tempi di ristrettezze economiche per tutti, a molti poterebbe sembrare un\u2019attivit\u00e0 superflua, noi invece riteniamo che frequentare le Osterie appartenga alla categoria de \u201cil superfluo necessario\u201d, quasi una forma di educazione civica, di questi tempi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo intervento, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food esordisce: \u00ab\u00c8 un piacere essere davanti a quest\u2019assemblea che pi\u00f9 di ogni altra rappresenta un motivo per cui se la cucina italiana diventer\u00e0 patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 il merito principale \u00e8 vostro: il patrimonio che voi portate avanti con i vostri prodotti e le ricette testimonia che la nostra cucina ha delle radici profonde e che siete riusciti a creare un forte legame con il territorio esaltandone la biodiversit\u00e0\u2026 Oggi, per\u00f2, non si pu\u00f2 parlare di biodiversit\u00e0 se non rispettiamo le diversit\u00e0 culturali. Sono le diversit\u00e0 la nostra ricchezza\u00bb. E rivolgendosi ai 250 collaboratori della guida, presenti in tutte le regioni d\u2019Italia, Carlo Petrini aggiunge: \u00abPer fare la guida serve una cronaca onesta e sincera. Non bisogna ergersi a giudici: prima di fare una valutazione ricordatevi che in cucina c\u2019\u00e8 gente che lavora duramente e fa sacrifici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiara Cauda, direttore editoriale della casa editrice ha posto l\u2019accento sul ruolo delle osterie per la comunit\u00e0: \u00abOggi che la cucina \u00e8 diventata spettacolo, le osterie ci ricordano che il cibo \u00e8 prima di tutto relazione. \u00c8 l\u2019incontro tra chi produce e chi consuma, tra chi ospita e chi viene accolto. Difendere la loro esistenza significa proteggere un modo di vivere, un modello di economia sostenibile e una cultura che sa farsi accoglienza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Calabresi, che ha presentato i premi speciali di questa edizione insieme a Carlo Bogliotti, ha dichiarato che la guida alle Osterie \u00e8 il suo libro preferito, quello che lo accompagna sempre nei suoi viaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In chiusura le parole con cui Barbara Nappini, Presidente di Slow Food Italia, ha salutato questa edizione e che ne condensano lo spirito: \u00ab\u201cRaccontami una storia\u201d. Se potessi, quando entro in un\u2019osteria, vorrei proprio poter chiedere questo all\u2019ostessa o all\u2019oste che mi ospita. La storia di quel luogo, di quel fondo o di quel casale, di quel paese o di quel quartiere, la storia dell\u2019arredamento scelto, quella della famiglia o dell\u2019amicizia che lega i soci. La storia di una vita passata tra mercato, cucina e sala, e di tempo poco ne resta\u2026 Migliaia di storie che narrano la ricchezza e la enorme diversit\u00e0 delle cucine regionali italiane che \u00e8, rimane, deve restare, un patrimonio enogastronomico sociale ambientale e culturale di tutte e tutti. L\u2019osteria \u00e8 un\u2019esperienza popolare, deve essere accessibile e incastonata in un contesto da cui non si chiama fuori, al contrario! Un\u2019osteria \u00e8 un luogo di ristorazione democratica che partecipa ai luoghi e comunit\u00e0, che fa parte di un ecosistema, che accoglie e raccoglie le storie di tutti, per tutti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I premi speciali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I premi speciali vengono annunciati durante la presentazione ufficiale della guida e costituiscono l\u2019occasione per dare risalto ad alcune delle tante e belle storie delle osterie che sono recensite ogni anno. Quelle messe in evidenza dai premi speciali sono espressioni di eccellenza gastronomica ma sono anche storie che testimoniano come le osterie siano un presidio per la comunit\u00e0, non di rado in zone marginali, magari difficili da raggiungere, dove diventano un punto di riferimento per la ricostruzione del tessuto sociale ed esempi virtuosi di microeconomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque i premi di questa nuova edizione con le motivazioni e il partner che accompagna Slow Food nell\u2019assegnazione di ciascun riconoscimento.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Novit\u00e0 dell\u2019anno: Locanda dei pescatori del Trasimeno | Magione (Pg)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere una realt\u00e0 di resistenza, che incarna storie di vita e di lavoro legate alle tradizioni della piccola pesca e alle semplici ricette a essa collegate. Un tassello fondamentale nella salvaguardia di un ecosistema fragile, una promessa per il futuro, garantita dal saper fare comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Mattia Negro, Team Leader relativamente alle attivit\u00e0 di Brand Communication di Reale Mutua<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Giovane dell\u2019anno \u201cVittorio Fusari\u201d Franciacorta: Zio Salvatore | Siderno (RC)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la determinazione nel tornare a casa e portare una visione. Un cuoco di 22 anni che fa del suo retaggio culturale la misura innovativa di un ritorno alla terra attraverso l\u2019Osteria: la sua terra e quella della sua famiglia, il suo paese e la voglia di vederlo vivo, popolato e stimolante. L\u2019Osteria pu\u00f2 cambiare vite e interi borghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Emanuele Rabotti, Presidente del Consorzio Franciacorta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Ostinati: Osteria Storica Morelli | Pergine Valsugana (Tn)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la vicenda di una piccola comunit\u00e0 strettasi attorno al locale, che <strong>non<\/strong> <strong>solo ha salvato l\u2019insegna storica e d\u2019eccellenza,<\/strong> ma ha saputo porre le basi, in maniera creativa e affettiva, per una nuova avventura in continuit\u00e0 con il passato, garantendo il passaggio generazionale in mancanza di un appiglio famigliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Domenico Rinaldini, presidente di Ricrea<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Interpretazione della cucina regionale: La Piazzetta | Valle dell\u2019Angelo (Sa)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere un baluardo di autenticit\u00e0 in un piccolo borgo dove una sola famiglia produce gli ingredienti del suo men\u00f9 o li compra dai paesani. Una proposta che cambia ogni giorno secondo la filosofia del \u201cpoco ma buono\u201d che ha dato i natali alla Dieta mediterranea e che racconta perfettamente i suoi luoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Vincenzo Nasi, presidente di EPAT-FIPE Torino e membro del Comitato Direttivo della FIPE<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Dispensa in osteria: Fattoria Borrello | Osteria del Maiale nero Raccuja (Me)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le materie prime e i trasformati provenienti soprattutto dall\u2019allevamento e dall\u2019orto di famiglia e da tanti Pres\u00ecdi Slow Food, per la perfetta integrazione del locale nel suo contesto naturale, per i pochi piatti in carta sempre a vantaggio dell\u2019esaltazione degli ingredienti. Un baluardo di biodiversit\u00e0, un\u2019oasi in un\u2019oasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Giulio Trombetta, Amministratore delegato di Costadoro<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Piatto dell\u2019anno: Minestrone alla genovese | Caccia C&#8217;a Bugge | Campo Ligure (Ge)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perfetto equilibrio e intensit\u00e0 dei sapori che \u00e8 anche un esempio di cucina \u201cantispreco\u201d in grado di coniugare semplicit\u00e0, tradizione e sostenibilit\u00e0, valorizzando gli ingredienti freschi e gli avanzi. Un piatto che muta con il mutare delle stagioni, che \u00e8 pi\u00f9 buono il giorno dopo, che va bene caldo, tiepido o freddo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Carmine Pagnozzi, Direttore generale del Consorzio Biorepack<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Vino in osteria: Enoteca Spontanea | Firenze<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la capacit\u00e0 di trasmettere passione e genuinit\u00e0, per il saper costruire per gli ospiti un\u2019esperienza su misura attraverso una grande variet\u00e0 di vini, sempre da vignaioli affini per cura, autenticit\u00e0 e rispetto del vino. Il tutto con trasparenza e volont\u00e0 di fare rete con i piccoli produttori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno consegnato il premio Rossano Bozzi, Direttore Business Unit di BolognaFiere e Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Birra in osteria: Al Giardino da Giamburesti | Mondavio (Pu)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la capacit\u00e0 di affiancare a una cucina viva e generosa, che coniuga la migliore materia prima a cotture scrupolose, una carta delle birre artigianali in grado di sposare perfettamente i gusti autentici del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Lorenzo Bossi, Direttore Marketing di Radeberger Gruppe Italia.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Bere Bene: RistOrobie | Cusio (Bg)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un territorio magico ma molto isolato, una ristorazione fatta di ricerca, cura e variet\u00e0 di prodotti. Si gustano piatti genuini e si attinge a una carta dei vini, delle birre e delle bevande da far invidia a molte liste di citt\u00e0, che comprende anche aperitivi analcolici con botaniche locali, tisane, infusi e distillati artigianali di grande variet\u00e0 e qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Mario Manzone, Responsabile commerciale di Acqua S.Bernardo.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premio Oste dell\u2019anno: Botteghe Antiche | Putignano (Ba)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celebriamo una \u201cinvoluzione felice\u201d, che riporta al centro del mondo gastronomico il modello Osteria. In cucina si torna all\u2019essenziale: ricette familiari e riconoscibili, che evocano i pranzi della domenica. Niente fronzoli. Solo sapori sinceri, senza la pretesa di inventare, ma con la volont\u00e0 di far scoprire e riaffiorare ricordi affettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha consegnato il premio Tania Comi, responsabile comunicazione Paderno.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Menzione speciale FIPE: Taverna 58, Pescara<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della presentazione \u00e8 stata assegnata anche la Menzione speciale FIPE, a un associato della Federazione Italiana Pubblici Esercizi presente all\u2019interno della guida. La menzione, assegnata a Taverna 58 di Pescara, \u00e8 stata accompagnata dalla seguente motivazione: \u00abIn guida Osterie sin dalla prima edizione nel 1990, Chiocciola da quando si \u00e8 istituito il riconoscimento, pi\u00f9 di trent\u2019anni fa. Basterebbe questo dato a spiegare il perch\u00e9 di questa menzione speciale. Un emblema di continuit\u00e0, qualit\u00e0 e resistenza in un quartiere molto cambiato negli anni, tra le case di Flaiano e D\u2019Annunzio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Guida sar\u00e0 disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore dal 22 ottobre. L\u2019app di Osterie d\u2019Italia 2026 sar\u00e0 disponibile per Android e iOS dal 6 novembre, in italiano e in inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri della guida<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>1980 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati<\/strong><br \/>\n<strong>pi\u00f9 di 250 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">inserto per i Locali Quotidiani, con 161 segnalazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">337 locali premiati con la Chiocciola per l\u2019eccellente proposta e per l\u2019ambiente, la cucina e l\u2019accoglienza in sintonia con Slow Food<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">223 locali premiati con il Bere Bene, un riconoscimento per l\u2019accurata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">592 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osterie d\u2019Italia 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Responsabile editoriale Carlo Bogliotti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pagine: 1020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collana: Guide Slow<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prezzo al pubblico: 24,90 euro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In libreria dal 22 ottobre 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Main partner della presentazione di Osterie d\u2019Italia 2026 sono: Biorepack, Costadoro, Dojo, Fipe, Franciacorta, Paderno, QBA &#8211; Quality Beer Academy, Reale Mutua, Ricrea, Acqua S. Bernardo e Slow Wine Fair. In collaborazione con OGR Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regalare qualcosa di utile &#8211; solo per golosi e gourmet Osterie d\u2019Italia 2026: il libro mastro che racconta le diversit\u00e0 della cucina in Italia &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":45173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,2120,1918],"tags":[32474],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/153184"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=153184"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/153184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":153189,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/153184\/revisions\/153189"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/45173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=153184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=153184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=153184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}