{"id":153989,"date":"2025-11-02T18:04:08","date_gmt":"2025-11-02T17:04:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=153989"},"modified":"2025-11-02T18:04:08","modified_gmt":"2025-11-02T17:04:08","slug":"torino-art-week-2025-fondazione-francesco-federico-cerruti-per-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=153989","title":{"rendered":"Torino Art Week 2025 &#8211; Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte"},"content":{"rendered":"<p>La Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte<br \/>\nprotagonista della Torino Art Week 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio 2019 ha aperto le porte al pubblico per la prima volta, consolidandosi in questi anni come una meta di visita specialistica, <strong>accessibile su prenotazione<\/strong>, capace di offrire un\u2019esperienza unica per studiosi, appassionati d\u2019arte e visitatori curiosi.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Una settimana di aperture speciali, mostre e incontri<\/strong> che intrecciano le tre principali linee di attivit\u00e0 della Collezione: Interferenze, Confluenze e i Quaderni di Fisica e Metafisica.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_153995\" aria-describedby=\"caption-attachment-153995\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-villa-ceruti-torinounnamed-18.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-153995\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-villa-ceruti-torinounnamed-18-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-villa-ceruti-torinounnamed-18-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-villa-ceruti-torinounnamed-18.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-153995\" class=\"wp-caption-text\">Enrico David, Domani torno, 2025. Veduta d\u2019installazione, Fondazione Cerruti, Rivoli-Torino. Courtesy l\u2019artista e Michael Werner Gallery. Ph. Luca Vianello e Silvia Mangosio<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della Torino Art Week 2025, la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte si afferma come una delle istituzioni protagoniste del circuito cittadino con una programmazione che intreccia i tre assi portanti su cui si fonda la vitalit\u00e0 contemporanea della Collezione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_153994\" aria-describedby=\"caption-attachment-153994\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-torino-Villa-Cerruti-053_Sala-da-pranzo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-153994\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-torino-Villa-Cerruti-053_Sala-da-pranzo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-torino-Villa-Cerruti-053_Sala-da-pranzo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-torino-Villa-Cerruti-053_Sala-da-pranzo-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-torino-Villa-Cerruti-053_Sala-da-pranzo.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-153994\" class=\"wp-caption-text\">Villa-Cerruti_Sala-da-pranzo. Courtesy Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte<br \/>in collaborazione con Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino<br \/>Foto \u00a9 Antonio Maniscalco<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interferenze, programma avviato nel 2024,<strong> trasforma la casa-museo in un laboratorio dialogico,<\/strong> grazie all\u2019intervento di un artista contemporaneo tra le sale della Collezione, inserendosi nel suo palinsesto storico. Confluenze \u00e8 il dispositivo espositivo che, attraverso prestiti mirati di opere iconiche, accende nuove letture della Collezione Cerruti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opere ospiti entrano in dialogo con i capolavori della casa-museo<\/strong>, generando cortocircuiti di senso e nuove traiettorie di interpretazione. E infine la collana, edita da Allemandi e curata nei suoi primi tre numeri da Andrea Cortellessa, i Quaderni di Fisica e Metafisica mette in scena la forma editoriale della Collezione Cerruti, che agisce come organismo vivo e di cui ogni volume \u00e8 un esercizio critico che unisce indagine scientifica e riflessione filosofica, con il contributo di scrittori e artisti.<\/p>\n<p>Nella grande settimana dell\u2019arte, un calendario articolato di<\/p>\n<ul>\n<li><strong>mostre,<\/strong><\/li>\n<li><strong>prestiti,<\/strong><\/li>\n<li><strong>incontri<\/strong><\/li>\n<li><strong>e aperture straordinarie trasforma la casa-museo<\/strong> in un luogo di dialogo tra memoria e contemporaneit\u00e0, in continuit\u00e0 con la visione del collezionista Francesco Federico Cerruti.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>CALENDARIO APPUNTAMENTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Interferenze | Alessandra Ferrini<\/strong><br \/>\nDal 25 settembre 2025 al 25 gennaio 2026<\/p>\n<p>Presentazione dell\u2019opera video Unsettling Genealogies (2024) di Alessandra Ferrini (Firenze, 1984), indagine critica sulle eredit\u00e0 del colonialismo e del fascismo, in dialogo con i temi del terzo dei Quaderni di Fisica e Metafisica.<\/p>\n<p><strong>Confluenze | Giacomo Balla<\/strong><br \/>\nDal 25 settembre 2025 al 25 gennaio 2026<br \/>\nBambina x balcone (1912), capolavoro proveniente dalla GAM \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano si unisce alle cinque opere di Balla in Collezione Cerruti, che per l\u2019occasione vengono riallestite.<\/p>\n<p><strong>Interferenze | Gala Porras-Kim<\/strong><br \/>\nDal 30 ottobre 2025 al 22 marzo 2026<br \/>\nNon-consenting Collaborators \u00e8 una nuova commissione di Gala Porras-Kim (Bogot\u00e0, 1984) realizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea. L\u2019artista, gi\u00e0 coinvolta nel secondo numero dei Quaderni di Fisica e Metafisica, sposta opere e oggetti tra la Villa e il Castello, creando nuove connessioni tra l\u2019intimit\u00e0 domestica e lo status istituzionale.<\/p>\n<p><strong>Interferenze | Enrico David<\/strong><br \/>\n<strong>Dal 30 ottobre 2025 al 22 marzo 2026<\/strong><\/p>\n<p>In collaborazione con il Castello di Rivoli, la mostra Domani Torno di Enrico David (Ancona, 1966) <strong>prevede lo spostamento, dalla Collezione Cerruti alla Manica Lunga del Castello,<\/strong> di una selezione di opere che saranno temporaneamente sostituite nella casa-museo da nuove opere dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Public Programme <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INTERFERENZE: Alessandra Ferrini, Gala Porras-Kim, Enrico David<\/strong><br \/>\n<strong>Frequenze contemporanee nella casa-museo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avviato nel 2024, il programma Interferenze<strong> introduce opere di artisti contemporanei all\u2019interno delle sale della Collezione Cerruti, generando \u201cdisturbi creativi\u201d<\/strong> e innescando dialoghi inattesi tra patrimonio storico e presente. Questi interventi, prodotti in dialogo con le mostre del Castello di Rivoli o con i contenuti dei Quaderni di Fisica e Metafisica, creano cortocircuiti tra passato e presente, restituendo al pubblico nuove prospettive di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Interferenze fa emergere la Collezione come spazio dinamico, in continuo confronto: la casa del collezionista diventa laboratorio,<\/strong> dove il patrimonio storico accoglie le tensioni. Il progetto rivela la collezione come uno spazio vivo, attraversato da possibilit\u00e0 e domande. Questa apertura permette di ripensare la storia della cultura, accogliendo gli impulsi del presente e le tensioni dell\u2019arte contemporanea nell\u2019ambito delle linee storiche raccolte da Cerruti.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Ferrini, Unsettling Genealogies<\/strong><br \/>\n<strong>Da gioved\u00ec 25 settembre 2025 a domenica 25 gennaio 2026<\/strong><br \/>\n<strong>Villa Cerruti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera video Unsettling Genealogies (2024) di Alessandra Ferrini (Firenze, 1984) propone <strong>un\u2019indagine critica sulle eredit\u00e0 del colonialismo e del fascismo,<\/strong> che anticipa il suo contributo al terzo Quaderno, La forma dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unsettling Genealogies nasce dalla ricerca a lungo termine condotta da Alessandra Ferrini sulla storia delle istituzioni culturali italiane. L\u2019opera intreccia vicende familiari e narrazioni storiche, interrogando il rapporto tra estetica, ideologia e propaganda, attivando un\u2019attenta riflessione sulla storia coloniale, le classi sociali, l\u2019imperialismo europeo e l\u2019eredit\u00e0 del fascismo. In particolare, l\u2019artista esamina la politica culturale del fascismo italiano e il suo duraturo investimento nelle arti, mettendo in luce la relazione tra estetica, ideologia e propaganda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di partenza dell\u2019opera \u00e8 una fotografia che ritrae Giuseppe Volpi, conte di Misurata, imprenditore e politico italiano, durante l\u2019inaugurazione della Terza Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica di Venezia, nel 1935. In quell\u2019edizione fu istituita la Coppa Volpi, premio alla miglior attrice e al miglior attore, intitolato proprio al conte di Misurata, allora presidente della Biennale di Venezia e figura di spicco del Partito Nazionale Fascista, nonch\u00e9 ex ministro delle finanze del governo Mussolini. Volpi ricopr\u00ec inoltre un ruolo centrale nella brutale repressione della resistenza anticoloniale in Libia, che culmin\u00f2 nel genocidio dell\u2019ordine senussita alla fine degli anni Venti. La Coppa Volpi viene tuttora assegnata, pur conservando il nome di un politico fascista italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa immagine d\u2019archivio ha innescato una riflessione sull\u2019origine della Mostra del Cinema di Venezia, fondata nel 1932 dallo stesso Volpi, insieme ad Antonio Maraini e Luciano De Feo, ma anche sulla gestione della Biennale d\u2019Arte di Venezia da parte di Maraini e Volpi durante il regime fascista. Antonio Maraini, scultore e politico, fu direttore della Biennale d\u2019Arte tra il 1928 e il 1942. Tre membri della famiglia Ferrini \u2013 una prozia, la nonna e il nonno \u2013 lavorarono presso la tenuta di Maraini a Firenze negli anni Trenta e Quaranta come personale di servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso archivi personali e storici, Ferrini fa emergere microstorie individuali accanto a narrazioni storiche dimenticate o rimosse, mettendo in scena una tensione tra la sfera pubblica e quella domestica. Per sottolineare questa relazione tra memoria individuale e collettiva, il video Unsettling Genealogies \u00e8 stato girato all\u2019interno di un\u2019installazione composta da due ambienti ispirati alla fotografia d\u2019archivio dell\u2019inaugurazione della Mostra del Cinema: uno richiama uno spazio domestico, mentre l\u2019altro presenta grandi riproduzioni di immagini d\u2019archivio di spazi istituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandra Ferrini \u00e8 un\u2019artista, ricercatrice ed educatrice italiana residente nel Regno Unito. La sua pratica indaga le eredit\u00e0 persistenti del colonialismo e del fascismo italiano, con particolare attenzione alla rete storica e attuale di relazioni tra l\u2019Italia, l\u2019area mediterranea e il continente africano. Il suo lavoro si sviluppa tra immagine in movimento, installazione e lecture-performance, oltre che nella scrittura, editoria e didattica. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e programmi cinematografici internazionali. Nel 2022 ha vinto il Maxxi Bulgari Prize e ha partecipato all\u2019Esposizione Internazionale della 60\u00aa Biennale d\u2019Arte di Venezia (2024).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INTERFERENZE: Alessandra Ferrini, Gala Porras-Kim, Enrico David<br \/>\nFrequenze contemporanee nella casa-museo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avviato nel 2024, il programma Interferenze<\/strong> introduce opere di artisti contemporanei all\u2019interno delle sale della Collezione Cerruti, generando \u201cdisturbi creativi\u201d e innescando dialoghi inattesi tra patrimonio storico e presente. Questi interventi, prodotti in dialogo con le mostre del Castello di Rivoli o con i contenuti dei Quaderni di Fisica e Metafisica, creano cortocircuiti tra passato e presente, restituendo al pubblico nuove prospettive di lettura.<\/p>\n<p>Interferenze fa emergere la Collezione come spazio dinamico, in continuo confronto: la casa del collezionista diventa laboratorio, dove il patrimonio storico accoglie le tensioni. Il progetto rivela la collezione come uno spazio vivo, attraversato da possibilit\u00e0 e domande. Questa apertura permette di ripensare la storia della cultura, accogliendo gli impulsi del presente e le tensioni dell\u2019arte contemporanea nell\u2019ambito delle linee storiche raccolte da Cerruti.<\/p>\n<p><strong>Alessandra Ferrini, Unsettling Genealogies<\/strong><br \/>\n<strong>Da gioved\u00ec 25 settembre 2025 a domenica 25 gennaio 2026<\/strong><br \/>\n<strong>Villa Cerruti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera video Unsettling Genealogies (2024) di Alessandra Ferrini (Firenze, 1984) propone <strong>un\u2019indagine critica sulle eredit\u00e0 del colonialismo e del fascismo<\/strong>, che anticipa il suo contributo al terzo Quaderno, La forma dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unsettling Genealogies nasce dalla ricerca a lungo termine condotta da Alessandra Ferrini sulla storia delle istituzioni culturali italiane. L\u2019opera intreccia vicende familiari e narrazioni storiche, interrogando il rapporto tra estetica, ideologia e propaganda, attivando <strong>un\u2019attenta riflessione sulla storia coloniale, le classi sociali, l\u2019imperialismo europeo e l\u2019eredit\u00e0 del fascism<\/strong>o. In particolare, l\u2019artista esamina la politica culturale del fascismo italiano e il suo duraturo investimento nelle arti, <strong>mettendo in luce la relazione tra estetica, ideologia e propaganda.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di partenza dell\u2019opera \u00e8 una fotografia che ritrae Giuseppe Volpi, conte di Misurata, imprenditore e politico italiano, durante l\u2019inaugurazione della Terza Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica di Venezia, nel 1935. In quell\u2019edizione <strong>fu istituita la Coppa Volpi, premio alla miglior attrice e al miglior attore, intitolato proprio al conte di Misurata, allora presidente della Biennale di Venezia e figura di spicco del Partito Nazionale Fascista, nonch\u00e9 ex ministro delle finanze del governo Mussolini.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Volpi ricopr\u00ec inoltre un ruolo centrale nella brutale repressione della resistenza anticoloniale in Libia<\/strong>, che culmin\u00f2 nel genocidio dell\u2019ordine senussita alla fine degli anni Venti. <strong>La Coppa Volpi viene tuttora assegnata, pur conservando il nome di un politico fascista italiano.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa immagine d\u2019archivio ha innescato <strong>una riflessione sull\u2019origine della Mostra del Cinema di Venezia, fondata nel 1932 dallo stesso Volpi, insieme ad Antonio Maraini e Luciano De Feo, ma anche sulla gestione della Biennale d\u2019Arte di Venezia da parte di Maraini e Volpi durante il regime fascista<\/strong>. <strong>Antonio Maraini, scultore e politico, fu direttore della Biennale d\u2019Arte tra il 1928 e il 1942.<\/strong> Tre membri della famiglia Ferrini \u2013 una prozia, la nonna e il nonno \u2013 lavorarono presso la tenuta di Maraini a Firenze negli anni Trenta e Quaranta come personale di servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso archivi personali e storici, Ferrini fa emergere microstorie individuali accanto a narrazioni storiche dimenticate o rimosse, mettendo in scena una tensione tra la sfera pubblica e quella domestica. Per sottolineare questa relazione tra memoria individuale e collettiva, il video Unsettling Genealogies \u00e8 stato girato all\u2019interno di un\u2019installazione composta da due ambienti ispirati alla fotografia d\u2019archivio dell\u2019inaugurazione della Mostra del Cinema: uno richiama uno spazio domestico, mentre l\u2019altro presenta grandi riproduzioni di immagini d\u2019archivio di spazi istituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandra Ferrini \u00e8 un\u2019artista, ricercatrice ed educatrice italiana residente nel Regno Unito. La sua pratica <strong>indaga le eredit\u00e0 persistenti del colonialismo e del fascismo italiano,<\/strong> con particolare attenzione alla rete storica e attuale di relazioni tra l\u2019Italia, l\u2019area mediterranea e il continente africano. Il suo lavoro si sviluppa tra immagine in movimento, installazione e lecture-performance, oltre che nella scrittura, editoria e didattica. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e programmi cinematografici internazionali. Nel 2022 ha vinto il Maxxi Bulgari Prize e ha partecipato all\u2019Esposizione Internazionale della 60\u00aa Biennale d\u2019Arte di Venezia (2024).<\/p>\n<p><strong>Gala Porras-Kim, Non-Consenting Collaborators<\/strong><br \/>\n<strong>Da gioved\u00ec 30 ottobre 2025 a domenica 22 marzo 2026<\/strong><br \/>\nVilla Cerruti e Stanza 17, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di Gala Porras-Kim (Bogot\u00e1, Colombia, 1984) nasce dall\u2019idea che gli oggetti che vediamo nelle collezioni siano il risultato dell\u2019intervento di molteplici attori, alcuni dei quali \u201ccollaboratori non consenzienti\u201d: gli artisti che creano le opere, i collezionisti che ne definiscono il contesto e i curatori, i registrar, e i conservatori-restauratori che ne determinano oggi la catalogazione, la presentazione e la cura. Nel contesto di Villa Cerruti questo aspetto \u00e8 acuito dalla <strong>disposizione testamentaria che impone di non modificare la posizione delle opere rispetto all\u2019allestimento originario stabilito dal collezionista<\/strong>, creando una mise-en-sc\u00e8ne che incorpora tanto le opere da lui acquisite quanto gli arredi che le circondano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gala Porras-Kim agisce su questi diversi livelli interpretativi, generando spostamenti di significato che <strong>mettono in relazione la dimensione teatralmente domestica di Villa Cerruti con il quadro museologico del Castello di Rivoli.<\/strong> La mostra si sviluppa in due sedi e riflette sulle forme di autorialit\u00e0 e sui confini mutevoli tra opere, oggetti e contesti che ne influenzano la percezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera Understudies si concentra su un\u2019area raramente visibile della Collezione Cerruti: gli oggetti della cucina della casa-museo \u2013 uno spazio non pi\u00f9 (o forse mai) utilizzato per la preparazione del cibo e solitamente escluso dalla vista del pubblico. <strong>Gli oggetti normalmente conservati negli armadi e cassetti di questa stanza vengono trasferiti al Castello di Rivoli, dove lo spostamento li ridefinisce temporaneamente come opere d\u2019arte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Castello, gli oggetti sono presentati in un allestimento che riproduce la disposizione originaria. Il contesto architettonico \u00e8 ridotto a una struttura essenziale: riconoscibile ma priva di funzione. Una fotografia dell\u2019ambiente originario fornisce un punto di riferimento visivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Villa Cerruti, la cucina svuotata viene riempita con oggetti sostitutivi provenienti dai depositi della collezione principale e resa accessibile ai visitatori.<\/strong> Nel linguaggio teatrale, un understudy \u00e8 l\u2019attore che impara la parte di un altro per essere pronto a sostituirlo in scena. Qui sono gli oggetti ad assumere quel ruolo, sovvertendo con discrezione le convenzioni istituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli oggetti della cucina, finora non catalogati, confluiscono in un nuovo catalogo concepito come un elenco dei materiali dell\u2019installazione e complementare al progetto complessivo. N\u00e9 opere ufficiali della collezione n\u00e9 materiali di scarto, questi oggetti abitano una categoria sospesa \u2013 manufatti la cui invisibilit\u00e0 deriva dal loro stato transitorio. Il catalogo, insieme alle didascalie, costituisce un livello essenziale dell\u2019intervento, estendendo il linguaggio istituzionale della conservazione e della gestione museale nel campo dell\u2019autorialit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo intervento si concentra su Concetto spaziale, Attese (1965) di Lucio Fontana, esposto a Villa Cerruti in una cornice dorata scelta personalmente da Francesco Federico Cerruti, con un vetro protettivo aggiunto pi\u00f9 recentemente a scopo conservativo. L\u2019opera \u00e8 presentata in due parti \u2013 il dipinto e la cornice con il vetro \u2013 affiancate come un dittico.<\/p>\n<p>Il gesto rivela quattro livelli intrecciati di autorialit\u00e0:<br \/>\n\u2013 Lucio Fontana, l\u2019artista del dipinto;<br \/>\n\u2013 Francesco Federico Cerruti, il collezionista che ha imposto la propria estetica attraverso la cornice;<br \/>\n\u2013 Luisa Mensi, la restauratrice che ha suggerito le misure di protezione per l\u2019opera sia in Villa sia al Castello;<br \/>\n\u2013 Gala Porras-Kim, l\u2019artista che rende visibile questo intreccio separandone i diversi elementi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la mostra, il dittico sar\u00e0 protetto da un pannello trasparente in acrilico anti-UV fissato alla parete. Tuttavia, durante la prima settimana di esposizione il dipinto sar\u00e0 presentato da solo, separato dal quadro concettuale del lavoro di Porras-Kim, mentre la cornice e il vetro rimarranno a Villa Cerruti. In questo periodo l\u2019opera sar\u00e0 sorvegliata da una guardia che garantir\u00e0 la distanza di sicurezza tra i visitatori e il dipinto.<\/p>\n<p>In questa sequenza di gesti, il dipinto di Fontana si concede una pausa dai suoi costumi formali e concettuali imposti da Cerruti, Mensi e Porras-Kim. La sua fugace emancipazione dallo script della Fondazione viene immediatamente riassorbita in altri quadri \u2013 quello della cura del Castello e quello dell\u2019intervento dell\u2019artista \u2013 rivelando ancora una volta la complessa rete di contributi autoriali che circondano l\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gala Porras-Kim \u00e8 un\u2019artista interdisciplinare che vive tra Los Angeles e Londra.<\/strong> Attraverso disegno, scultura e installazione, la sua ricerca esplora come musei e istituzioni conservano, interpretano e attribuiscono significato ai manufatti culturali, interrogando la relazione tra oggetti, tempo e contesto. <strong>Ha svolto residenze presso il Getty Research Institute di Los Angeles e il Radcliffe Institute di Harvard, e<\/strong>d \u00e8 stata recentemente fellow all\u2019American Academy in Rome. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche, tra cui MoMA, Tate e Whitney Museum, e sono state esposte al Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, al Leeum Museum di Seul e al Museo Universitario de Arte Contempor\u00e1neo di Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p><strong>Enrico David, Domani Torno (I Am Back Tomorrow)<\/strong><br \/>\n<strong>Da gioved\u00ec 30 ottobre 2025 a domenica 22 marzo 2026<\/strong><br \/>\nVilla Cerruti e Manica Lunga, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guidata da una ricerca esistenziale, <strong>onirica, a tratti comico-grottesca, la pratica di Enrico David (Ancona, 1966) abbraccia pittura, ricamo, disegno e scultura.<\/strong> La sua storia familiare, radicata nell\u2019industria del design e dell\u2019arte applicata, ha contribuito alla variet\u00e0 dei linguaggi e delle tecniche che caratterizzano la sua produzione. Le sue opere indagano la figura umana intesa come metafora della trasformazione. Il corpo e i volti, colti in una condizione di instabilit\u00e0, tra figurazione e astrazione, rappresentano per l\u2019artista l\u2019espressione fisica perturbata della condizione interiore dell\u2019individuo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domani torno \u00e8 il titolo della mostra di Enrico David al Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, a cura di Marianna Vecellio.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">La mostra, allestita nello spazio della Manica Lunga, include una selezione di opere di Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Natalia Goncharova, Giacomo Manz\u00f9 e Francis Picabia, provenienti dalla Collezione Cerruti. L\u2019artista descrive questi lavori come delle didascalie che guidano alla decodifica delle sue opere, facendo riferimento all\u2019etimologia della parola \u2018didascalia\u2019, connessa all\u2019istruzione, e all\u2019atto di mostrare e indicare.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Villa Cerruti, Enrico David interviene nella Sala della Musica e nella Camera della Madre con tre opere, di cui una inedita: After Birth 2 (Post-natale II), 2013, Sofia III, 2025, e Untitled (Senza titolo), 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bronzo After Birth 2 (Post-natale II), 2013, una testa umana \u00e8 incorporata nel disegno lineare continuo che d\u00e0 forma a una sedia di proporzioni ridotte. Il corpo, colto in un processo di metamorfosi, si ibrida con elementi di arredo, trasformando l\u2019opera in un oggetto disfunzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dipinto Sofia III, 2025, costituisce un possibile punto d\u2019approdo, una destinazione provvisoria, del busto You are her (Tu sei lei), 2025, esposto in Domani torno presso il Castello di Rivoli. Il disegno, per David, viene assunto a modello della scultura, una forma utile a capire come anatomizzare il corpo per farlo stare in piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Untitled (Senza titolo), 2024, un teatrino di figure ospita un\u2019eterogeneit\u00e0 di linguaggi e una variet\u00e0 di materiali, tra cui \u2013 oltre ad elementi metallici, in legno e un ritratto a matita \u2013 \u00e8 possibile scorgere le spugne del Mar Adriatico. Ancona, la sua citt\u00e0 natale, rappresenta per l\u2019artista il luogo geografico dello smarrimento, una realt\u00e0 viscerale in cui \u00e8 possibile diventare sconosciuti a se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, in un intervento squisitamente curatoriale, l\u2019artista recupera dai depositi della Fondazione una serie di bambole antiche, tra cui una marionetta della commedia dell\u2019arte e una bambola automa carillon, e le riposiziona all\u2019interno della Villa, dove Francesco Federico Cerruti le aveva originariamente conservate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Enrico David vive e lavora a Londra. Frutto di molteplici linguaggi, come la pittura, l\u2019arazzo, il disegno e la scultura, il lavoro di David esplora il tema della figura umana intesa come metafora della trasformazione. Mostre personali recenti includono: Enrico David. The Soul Drains the Hand, White Cube, Parigi (2025); Enrico David \u2013 Destroyed Men Come and Go, KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2023); Enrico David: Gradations of Slow Release, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C. e Museum of Contemporary Art, Chicago (2018); Enrico David: Fault Work, Sharjah Art Foundation, Sharjah (2016); Enrico David, Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2015). Mostre collettive recenti includono: A Vanished Wholeness, Modern Art, Paris (2025); Italian Painting Today, Triennale di Milano, Milan (2023); ESPRESSIONI CON FRAZIONI, Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2022); Untitled 2020, Palazzo Grassi, Punta della Dogana, Venezia (2020); Natures, Natural and Unnatural (from the collection of V-A-C), The Whitechapel, Londra (2015). Ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia, nel 2019 per il Padiglione Italia, nel 2013 e nel 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CONFLUENZE: Giacomo Balla<\/strong><br \/>\n<strong>Prestiti e riletture nella Collezione Cerruti<\/strong><br \/>\n<strong>Da gioved\u00ec 25 settembre 2025 a domenica 25 gennaio 2026<\/strong><br \/>\n<strong>Villa Cerruti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il programma Confluenze la Collezione Cerruti avvia una serie di mostre dossier che nascono da prestiti e scambi con altre istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo appuntamento porta a Villa Cerruti uno dei capolavori pi\u00f9 iconici di Giacomo Balla (Torino, 1871 \u2013 Roma, 1958), Bambina x balcone (1912), proveniente dalla GAM, Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano. L\u2019opera dialoga con cinque lavori di Balla gi\u00e0 in Collezione, per l\u2019occasione riallestiti in nuovi ambienti, offrendo una lettura trasversale della sua ricerca: dai pastelli giovanili (La Seducente, Via Po) alla stagione futurista (Velocit\u00e0 astratta, Orbite celesti) fino al Piccolo Autoritratto del 1920.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza del dipinto in Villa Cerruti illumina uno degli artisti pi\u00f9 rappresentativi della Collezione. <strong>L\u2019opera della GAM di Milano del 1912 si inserisce nell\u2019arco produttivo tra il 1902 e il 1920, che comprende le cinque opere di Giacomo Balla acquistate da Francesco Federico Cerrut<\/strong>i, che ne testimoniano l\u2019ampiezza di ricerca: dagli esordi realisti e divisionisti fino alle sperimentazioni futuriste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bambina ritratta \u00e8 la figlia maggiore dell\u2019artista, Luce, colta mentre corre sul balcone della casa in via Parioli a Roma. La sequenza ritmica dei passi e la ripetizione della figura restituiscono la percezione del movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei pastelli La Seducente (Enrichetta) (1902) e Via Po (1904), Balla esplora invece la resa luminosa, legata alla sua passione per la fotografia, ereditata dal padre e coltivata negli anni di formazione torinese. Nel segno rapido e sciolto emerge una declinazione personale del divisionismo, capace di cogliere vibrazioni luminose e variet\u00e0 materiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Velocit\u00e0 astratta (1913), tra i capolavori della Collezione Cerruti, Balla intensifica la sua indagine sul dinamismo: al ritmo cinetico dei passi della bambina si affianca ora il tema della velocit\u00e0, incarnato dall\u2019automobile come simbolo della modernit\u00e0 futurista. Nello stesso anno, osservando dal balcone il cielo notturno, dedica alla rotazione degli astri il dipinto Orbite celesti, che traduce la traiettoria orbitale in uno spazio rarefatto, definito da velature azzurre e violacee dal timbro quasi pastellato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si chiude con il<strong> Piccolo autoritratto (1920 ca.), parte di un corpus di circa novanta autoritratti.<\/strong> realizzati dall\u2019artista: esercizi, in forma pittorica o scritta, che documentano il passare del tempo, le variazioni di energia e i mutamenti interiori. In questo caso \u00e8 la stessa firma \u201cBalla Futurista\u201d a sostituire il volto, trasformando il segno in immagine: tavole parolibere e intrecci di testo e disegno che rivelano la libert\u00e0 radicale di un artista poliedrico e metamorfico.<\/p>\n<p>Confluenze \u00e8 un dispositivo di rilettura, in cui ogni opera ospite attiva nuove relazioni e apre a una visione dinamica della casa-museo.<\/p>\n<p><strong>QUADERNI DI FISICA E METAFISICA<\/strong><br \/>\n<strong>La rivista della Collezione. La Collezione come laboratorio di pensiero<\/strong><\/p>\n<p><strong>17 dicembre 2025, ore 18.30, Museo Bagatti Valsecchi, Milano.<\/strong><br \/>\n<strong>Terza e ultima conferenza<\/strong> sulla Morale della collezione affrontata nel secondo numero dei Quaderni di Fisica e Metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Quaderni di Fisica e Metafisica sono una rivista di approfondimento edita da Allemandi, dedicata a temi legati alla Collezione Cerruti. I primi tre numeri sono curati dal critico e saggista Andrea Cortellessa, cui si deve anche la concezione del titolo e l\u2019impostazione sul doppio registro. I Quaderni affrontano ogni volta un tema specifico, da una duplice prospettiva:<br \/>\nla \u201cfisica\u201d, in quanto analisi scientifica, filologica e storica delle opere,<br \/>\nla \u201cmetafisica\u201d, come riflessione filosofica e narrativa.<br \/>\n<strong>Il titolo della collana omaggia Giorgio de Chirico, tra gli artisti pi\u00f9 amati da Cerruti, di cui la Collezione conserva dieci dipinti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi due Quaderni pubblicati sono: Alchimie del colore (novembre 2024), un\u2019analisi dei pigmenti in manoscritti e incunaboli della Collezione, con saggi di storici dell\u2019arte e chimici, il racconto inedito di Tiziano Scarpa e un contributo dell\u2019artista Mark Leckey; Morale della collezione (maggio 2025) che indaga la fenomenologia del collezionista contemporaneo con testi di Michele Mari, Giuseppe Garrera, Elio Grazioli, Marco Vallora e un intervento dell\u2019artista Gala Porras-Kim.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo numero, La forma dell\u2019Italia, in uscita a novembre, in occasione di Artissima, affronta l\u2019argomento da diverse prospettive includendo saggi di Raffaele Bedarida e Stefano Chiodi, un racconto inedito di Helena Janeczek e un contributo dell\u2019artista Alessandra Ferrini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Quaderni sono accompagnati da un ciclo di conferenze volto a presentare e approfondire i temi trattati nei volumi. I primi appuntamenti si sono svolti dall\u2019autunno 2024 al Teatro del Castello di Rivoli, alla Biblioteca Nazionale di Roma, al Salone del Libro di Torino, alla Fondazione Zeri di Bologna e a Villa Cerruti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mercoled\u00ec 17 dicembre 2025, invece, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano<\/strong> ospiter\u00e0 una nuova conferenza dedicata alla Morale della collezione con interventi del saggista Marco Belpoliti e dell\u2019artista Flavio Favelli in dialogo con Andrea Cortellessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI AL PUBBLICO<\/strong><\/p>\n<p>Accessibile su prenotazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte ETS<\/strong><br \/>\n<strong>Vicolo dei Fiori, 5, 10098 Rivoli-Torino<\/strong><br \/>\nwww.fondazionecerruti.org<br \/>\nT. 011 9565 222 | 011 9565 213<br \/>\n<strong>Giorni di apertura: sabato e domenica,<\/strong> dalle ore 11.45 alle ore 18.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Collezione Cerruti \u00e8 il frutto della passione e dell\u2019intuito di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 \u2013 Torino, 2015),<\/strong> imprenditore d\u2019avanguardia e collezionista solitario, che dal finire degli anni Sessanta del novecento fino al 2014 ha costruito con discrezione un corpus straordinario di circa mille opere, spaziando dal Medioevo al contemporaneo.<br \/>\n<strong>Nella casa-museo si trovano fondi oro e pittura sacra<\/strong> di maestri come Bernardo Daddi, Agnolo Gaddi, Sassetta, Starnina e Ambrogio Bergognone, e le opere rinascimentali di Jacopo del Sellaio, Pontormo e Dosso Dossi; dipinti del Seicento e Settecento di Guercino, Jusepe de Ribera e Pompeo Batoni fino a lavori dell\u2019Ottocento e del primo Novecento di Pierre-Auguste Renoir, Amedeo Modigliani, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Felice Casorati, Giorgio de Chirico e Giorgio Morandi. Per le avanguardie, la pittura di Paul Klee, Giacomo Balla, Max Ernst, Ren\u00e9 Magritte, Vasilij Kandinskij e Pablo Picasso, mentre il secondo Novecento \u00e8 rappresentato, tra gli altri, da artisti quali Alberto Burri, Lucio Fontana, Francis Bacon, Andy Warhol e Giulio Paolini.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La Collezione si estende oltre la pittura, con sculture, mobili rari, tappeti preziosi e una biblioteca d\u2019eccezione<\/strong> con incunaboli, manoscritti miniati e rilegature d\u2019autore, che raccontano il gusto e la visione di un collezionista fuori dal comune.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Istituita nel 2001, la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte ETS opera dal 2017 in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, con cui condivide una visione di valorizzazione culturale e dialogo interdisciplinare.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nel maggio 2019 ha aperto le porte al pubblico per la prima volta, consolidandosi in questi anni come una meta di visita specialistica,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>accessibile su prenotazione<\/strong>, capace di offrire un\u2019esperienza unica per studiosi, appassionati d\u2019arte e visitatori curiosi.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fondazione Francesco Federico Cerruti per l\u2019Arte protagonista della Torino Art Week 2025 Nel maggio 2019 ha aperto le porte al pubblico per la prima<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":153993,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[32561],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/153989"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=153989"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/153989\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":153996,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/153989\/revisions\/153996"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/153993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=153989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=153989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=153989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}