{"id":154330,"date":"2025-11-07T19:05:16","date_gmt":"2025-11-07T18:05:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154330"},"modified":"2025-11-08T08:52:03","modified_gmt":"2025-11-08T07:52:03","slug":"mostra-a-brescia-ingresso-gratuito-sin-o-al-23-novembre-storie-e-memorie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154330","title":{"rendered":"Mostra a Brescia &#8211; ingresso gratuito sino al 23 novembre &#8211; Storie e memorie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra sar\u00e0 gratuita per tutta la durata del Festival della Pace, fino al 23 novembre 2025.<\/strong><\/p>\n<p>BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8 NOVEMBRE 2025 \u2013 22 FEBBRAIO 2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MATERIAL FOR AN EXHIBITION<\/strong><\/p>\n<p><strong>Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_154335\" aria-describedby=\"caption-attachment-154335\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_672-Dina-Mattar-1-1920x1462-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-154335\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/01_672-Dina-Mattar-1-1920x1462-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-154335\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Dina Mattar. ABSTACT<\/strong> Mixed media collage with acrilic paint<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra accoglie<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere sopravvissute al bombardamento e alla distruzione nel 2023<\/strong> di Eltiqa Group for Contemporary Art,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>spazio per l\u2019arte contemporanea a Gaza. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partecipare all\u2019ideale ricostituzione di questo spazio artistico sono chiamati <strong>due dei fondatori del Collettivo Eltiqa<\/strong> (\u201cIncontro\u201d in arabo), <strong>gli artisti Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar. <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Con loro l\u2019artista libanese Haig Aivazian e l\u2019artista palestinese Leone d\u2019oro a Venezia nel 2007 Emily Jacir.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, tra gli appuntamenti pi\u00f9 attesi dell\u2019ottava edizione del Festival della Pace, mette in luce il ruolo dell\u2019arte come pratica capace di costruire relazioni e di tessere legami di solidariet\u00e0 tra le geografie del Mediterraneo. Le opere esposte conferiscono consistenza alla memoria, rendono visibili le condizioni materiali, politiche ed emotive che attraversano ogni atto creativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Sara Alberani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dina Mattar, Our burdens are on our, journey, 2024-2025, Sharjah Art Foundation foto Alberto Mancini per Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019arte come motore di cambiamenti sociali e politici:<\/strong> \u00e8 questa l\u2019idea alla base del progetto espositivo, dal titolo Material for an Exhibition.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo,<\/strong> in programma dall\u20198 novembre 2025 al 22 febbraio 2026, al Museo di Santa Giulia a Brescia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, curata da Sara Alberani<\/strong> e promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, con il patrocinio di Amnesty Italia, riunisce<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere di artisti provenienti da zone di conflitto, in particolare dalla regione mediorientale<\/strong> oggi segnata da divisioni e frammentazioni \u2013<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>da Gaza alla Cisgiordania fino al Libano<\/strong> &#8211; che hanno vissuto in prima persona la quotidianit\u00e0 della guerra e dell\u2019esilio. A portare la loro testimonianza artistica e culturale gli artisti internazionali palestinesi Mohammed Al-Hawajri, Dina Mattar e Emily Jacir (Leone d\u2019oro a Venezia nel 2007) e l\u2019artista libanese Haig Aivazian.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il titolo, Material for an Exhibition, omaggia l\u2019opera Material for a Film di Emily Jacir, dedicata alla memoria dell\u2019intellettuale e poeta palestinese Wael Zuaiter.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Material richiama la pluralit\u00e0 di linguaggi \u2013 installazioni, video, fotografie, pittura, disegni<\/strong> &#8211; che s\u2019incontrano in mostra, ma anche le difficili condizioni materiali in cui lavorano molti artisti, spesso segnate dalla perdita di opere, archivi,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>luoghi della memoria e storie tramandate da chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/strong> In Palestina, la nozione stessa di archivio rappresenta oggi uno strumento per continuare a esistere e a resistere.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione propone una visione che va oltre la dicotomia vittimismo\/criminalizzazione nella quale rischia di cristallizzarsi il discorso pubblico intorno alla causa palestinese e, pi\u00f9 in generale, al contesto mediorientale e mediterraneo e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>intende sottolineare il valore dell\u2019arte come mezzo per difendere e consolidare legami di solidariet\u00e0<\/strong> tra le diverse geografie del Mediterraneo, aprendo spazi di apprendimento e confronto nei quali sia possibile immaginare diverse alternative agli scenari di guerra.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019iniziativa \u00e8 l\u2019appuntamento pi\u00f9 atteso della ottava edizione del Festival della Pace, (Brescia, 7-23 novembre 2025),<\/strong> dove la Fondazione Brescia Musei \u00e8 tradizionalmente parte attiva nella organizzazione di una mostra che dia voce alle storie di artisti internazionali le cui opere richiamino al ruolo della cultura come strumento fondamentale di ogni processo finalizzato a costruire e stabilire giustizia e pace e testimone di resilienza e sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si apre con i dipinti e i disegni degli artisti palestinesi Mohammed Al-Hawajri (1976) e Dina Mattar (1985), co-fondatori di Eltiqa Group for Contemporary Art, (\u201cEltiqa\u201d in arabo \u201cincontro\u201d), una delle prime gallerie d&#8217;arte contemporanea nella Striscia di Gaza. La galleria, dal 2002, ha svolto un ruolo fondamentale nel sostenere gli artisti locali ed emergenti, attraverso laboratori e mostre. Nel 2023, l\u2019edificio che la ospitava \u00e8 stato bombardato, ma il suo lascito continua in esilio, grazie al salvataggio da parte del collettivo e degli stessi Al-Hawajri e Mattar di alcune opere presenti negli spazi espositivi e nei magazzini e ora custodite tra gli Emirati di Sharjah e Dubai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli spazi del Museo accolgono queste opere:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere salvate, che hanno viaggiato insieme agli artisti che le hanno prodotte e attraverso le quali si mostra un altro volto di Gaza:<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non soltanto quello della distruzione, ma quello della quotidianit\u00e0,<\/strong> della cultura tramandata, dei luoghi della memoria e quindi di un rifiuto a scomparire, di una volont\u00e0 di resistere.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginando che Eltiqa prenda nuova vita negli spazi del Museo di Santa Giulia, <strong>la Fondazione Brescia Musei ha offerto a Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar l\u2019opportunit\u00e0 di trascorrere un periodo di residenza a Brescia per produrre nuove opere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il lavoro di Mohammed Al-Hawajri si distingue per una ricerca che intreccia memoria storica e vita quotidiana<\/strong> del suo popolo. Le sue opere, spesso caratterizzate da ironia e paradosso, raccontano l\u2019esperienza dell\u2019occupazione in Palestina, trasformando immagini di conflitto in scene che mescolano dolore e immaginazione. Ne sono esempio la serie The Animal Farm (2011) e i grandi dipinti dedicati al patrimonio culturale palestinese e all\u2019interdipendenza tra esseri umani e animali, o la serie Maryam (2015), in cui la madre dell\u2019artista \u00e8 ritratta come simbolo della forza femminile nel mondo arabo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra figurano anche numerosi dipinti su carta dedicati allo spazio domestico di Gaza, tema condiviso con Dina Mattar, che esplora la quotidianit\u00e0 come luogo di affetti e memoria a rischio di scomparsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mattar descrive la vita a Gaza nella sua quotidiana resistenza,<\/strong> utilizzando la pittura come strumento di gioia e di lotta. Le sue tele e i suoi disegni, dalle linee delicate e dai colori intensi, sono influenzati dalla pittura di Joan Mir\u00f3 e raffigurano spesso figure femminili e scene della vita di tutti i giorni, legate alla memoria familiare e all\u2019immaginario popolare palestinese. Il suo lavoro riflette sull\u2019arte come custodia di affetti, intimit\u00e0 e narrazioni personali, anche in contesti di violenza e privazione dei diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra prosegue con <strong>l\u2019artista libanese Haig Aivazian (1980), la cui ricerca, basata su un linguaggio multimediale<\/strong>, che spazia tra immagini in movimento, scultura, installazione, disegno e performance, ed esplora il modo in cui il potere integra e influenza persone, oggetti, animali, paesaggi e architettura. Le sue opere indagano le strutture del potere nelle societ\u00e0 contemporanee in particolare nei rapporti tra Medio Oriente e Occidente, secondo forme di controllo, sorveglianza oppressione, e repressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di lui sar\u00e0 presentata l\u2019opera All of the Lights (2021), installazione video immersiva che ripercorre l\u2019uso della luce e dell\u2019oscurit\u00e0 come strumento poliziesco e di controllo, e 1440 Couchers de Soleil par 24 Heures (1440 Tramonti in 24 Ore) (2017\/2021), in cui Aivazian disegna le pareti del museo secondo una griglia di gesso costellata di palline luminose di magnesio per evocare i sistemi di tracciamento del movimento e le mappe di calore utilizzate tanto nello sport quanto nelle pratiche di \u201cpredictive policing\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra si conclude con le creazioni dell\u2019artista internazionale Emily Jacir (1970), tra le voci pi\u00f9 significative dell&#8217;arte contemporanea palestinese<\/strong>, <strong>Leone d\u2019oro alla 52. Biennale d\u2019Arte di Venezia del 2007<\/strong>. La sua pratica utilizza un ampio spettro di media &#8211; film, video, fotografia, scultura, installazione e performance \u2013 per indagare i movimenti personali e collettivi nello spazio e nel tempo; l\u2019artista \u00e8 particolarmente interessata al modo in cui la memoria storica si inscrive nel tempo o attraverso le geografie.<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI<\/strong><\/p>\n<p><strong>MATERIAL FOR AN EXHIBITION. STORIE, MEMORIE E LOTTE DALLA PALESTINA E DAL MEDITERRANEO<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Sara Alberani<\/strong><br \/>\n8 novembre 2025 \u2013 22 febbraio 2026<br \/>\nMuseo Santa Giulia, Brescia<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 gratuita per tutta la durata del Festival della Pace, fino al 23 novembre 2025.<\/h3>\n<p>Orario apertura<br \/>\nDa marted\u00ec a domenica dalle 10 alle 18<\/p>\n<p><strong>Aperture straordinarie<\/strong><br \/>\n<strong>Luned\u00ec 8 dicembre 2025<\/strong><\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong><br \/>\n<strong>Intero: \u20ac 7,00<\/strong><br \/>\nRidotto: \u20ac 6,00 (Alleanza Cultura, Abbonamento Torino Piemonte Musei, Convenzione hotel, Brescia Card, Coupon\/voucher, Dipendenti Intesa Sanpaolo, Gallerie d\u2019Italia, Coin, Nuovo Eden, Over 65 e convenzioni)<br \/>\nGruppi: \u20ac 6,00<br \/>\nRidotto speciale: \u20ac 5,00 (Under 26, Disabile &lt;67%)<br \/>\nScuole: \u20ac 4,00<br \/>\nGratuito (Passaporto culturale, disabile &gt;67%, abbonamento Musei Lombardia, socio ICOM, Guide turistiche, Giornalisti\/pubblicisti, accompagnatore disabile, accompagnatore gruppi, accompagnatore scuole, bambini &lt;6 anni, dal 3 figlio in poi (fino 18 anni), scuole infanzia, dipendenti Comune BS)<\/p>\n<p><strong>La mostra sar\u00e0 gratuita per tutta la durata del Festival della Pace, fino al 23 novembre 2025.<\/strong><\/p>\n<p>Visite guidate o laboratori scuole<br \/>\nIn italiano: \u20ac 90,00<br \/>\nIn lingua: \u20ac 110,00<\/p>\n<p>Visite guidate gruppi<br \/>\nGruppi in italiano: \u20ac 120,00<br \/>\nGruppi in lingua straniera: \u20ac 140,00<\/p>\n<p>Visite guidate pubblici fragili<br \/>\nIn italiano: \u20ac 60,00<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 fruibile anche attraverso un\u2019audioguida gratuita.<\/p>\n<p>Servizi aggiuntivi<br \/>\nContributo per visita guidata domenicale per i singoli \u20ac 5,00<br \/>\nContributo per attivit\u00e0 famiglie: \u20ac 5,00 bambino; \u20ac 5,00 adulto<\/p>\n<p>Online su Ticketlandia: Diritto di prevendita 1,00\u20ac<\/p>\n<p>Visita guidata per visitatori singoli \u201cVoci dal Medioriente\u201d<br \/>\nOgni sabato, ore 11, Museo di Santa Giulia<br \/>\nDurata: ore 1.30 circa<br \/>\nCosto: biglietto di ingresso alla mostra + 5 \u20ac servizio guida<br \/>\nPrenotazioni: Centro Unico Prenotazioni<\/p>\n<p><strong>_______________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>Leggere per capire piu&#8217; a fondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Museo di Santa Giulia sono allestite opere di fondamentale importanza nel suo percorso artistico, come l\u2019installazione Material for a Film (2005-in corso): si tratta di un\u2019opera composta da mille libri bianchi, ai quali l\u2019artista ha sparato con una pistola, riproducendo il colpo d\u2019arma da fuoco con cui il Mossad uccise Wael Zuaiter nel 1972 a Roma, perforando il libro Le mille e una notte che Zuaiter portava nel taschino, con l\u2019intenzione di tradurlo in italiano. Emily Jacir trasforma cos\u00ec ogni volume in un simbolo di vita interrotta e memoria violata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scelta iconica invita il visitatore a diventare parte attiva della narrazione: ogni passo, ogni sguardo nel corridoio di volumi \u00e8 un gesto di ricostruzione e di resistenza contro l\u2019oblio, sottolineando come il lavoro culturale dell\u2019intellettuale fosse considerato una minaccia e come per questo ancora oggi diventi simbolo di lotta e di conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i lavori presenti in mostra vi sono altre due opere emblematiche di Emily Jacir: Memorial to 418 Palestinian Villages Which Were Destroyed, Depopulated, and Occupied by Israel in 1948 (2021), un grande memoriale tessile, realizzato su una tenda per rifugiati che riporta, ricamati a mano, centinaia di nomi di villaggi palestinesi distrutti durante la Nakba, riaffermandone l\u2019esistenza attraverso il gesto collettivo del ricamo. Segue l\u2019installazione video We Ate the Wind (2023), esposta per la prima volta in Italia, che affronta le politiche di reclutamento attuate dalla Svizzera nei confronti dei lavoratori stranieri, in gran parte italiani provenienti dal Sud, ai quali fu negato il diritto al ricongiungimento familiare: circa 50.000 bambini vissero nascosti dalla vita pubblica, nel silenzio delle proprie case. L\u2019opera intreccia movimenti, reti affettive e luoghi di appartenenza, riflettendo su visibilit\u00e0, esclusione e distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere in mostra sono frutto di importanti prestiti internazionali e provengono da New York, dal National Museum of Contemporary Art di Atene e dalla Sharjah Art Foundation di Sharjah: sono il risultato di opere realizzate in residenze e alcune riproduzioni di cui esistono solo reperti digitali in quando andate distrutte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad accompagnare la mostra lungo tutto il suo percorso, Fondazione Brescia Musei propone una serie di attivit\u00e0 collaterali, appositamente studiate per il pubblico e le scuole, per approfondire gli argomenti trattati dall\u2019esposizione. Per tutta la durata della mostra sar\u00e0 possibile usufruire di una audioguida gratuita e tutti i weekend, dalle 14 alle 18, dal 22 novembre al 22 febbraio, saranno presenti gratuitamente due persone a disposizione del pubblico per aiutare a comprendere meglio i contenuti e le ragioni della mostra. Le guide, due detenute della Casa di reclusione di Verziano, sono formate grazie al progetto speciale \u201cAsk me\u201d, realizzato dal Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, insieme con la Casa di Reclusioni di Verziano e realizzato in collaborazione con ACT Associazione Carcere e Territorio O.d.V &#8211; E.T.S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito dell\u2019articolato palinsesto di attivit\u00e0 si segnalano quelle in programma nei primi giorni di apertura al pubblico, in particolare l\u2019incontro di sabato 8 novembre, alle ore 10.00, all\u2019Auditorium Centro Congressi Capretti a Brescia (via Giovanni Piamarta, 6), dove gli artisti e la curatrice Sara Alberani, dialogano con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per capire come l\u2019azione artistica possa interpretare questioni e temi legati alla contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cinema Nuovo Eden a Brescia, arthouse cinematografica gestita dalla Fondazione Brescia Musei, (via Nino Bixio, 9), inoltre, ospita un ciclo di film che si apre sabato 8 novembre 2025, alle ore 16.00, con la proiezione di Letter to a friend di Emily Jacir, al termine della quale, la regista palestinese discuter\u00e0 con Sara Alberani; a seguire \u2013 alle 18.00 &#8211; si terr\u00e0 una visita guidata gratuita a Material for an Exhibition, in compagnia della curatrice e degli artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma prosegue luned\u00ec 10 novembre, alle ore 19.00, con il documentario di Nicolas Wadimoff, Qui vit encore (Who Is Still Alive), alla presenza di Adel Altaweel, uno dei protagonisti del film.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna continua con due film presentati in anteprima: marted\u00ec 11 novembre, alle ore 21.00, il lungometraggio To a Land Unknown di Mahdi Fleifel, presentato alla Quinzaine des Cin\u00e9astes di Cannes 2024 e marted\u00ec 18 novembre, alle ore 21.00, Put Your Soul on Your Hand and Walk di Sepideh Farsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Material for an Exhibition \u00e8 la sesta tappa del percorso di ricerca che Fondazione Brescia Musei ha intrapreso nell\u2019ambito del Festival della Pace di Brescia. Il suo impegno si traduce nell\u2019organizzazione di appuntamenti espositivi che consentono ad artisti internazionali, attraverso le loro opere, di trasmettere un forte messaggio di pace e d\u2019indurre il pubblico a riflettere sul ruolo dell\u2019arte e della cultura quale testimone di resilienza, in un\u2019epoca ancora pervasa di ingiustizie sociali e politiche. Per alcuni di essi, il passaggio a Brescia ha rappresentato un fondamentale appuntamento di crescita della loro carriera che, in alcuni casi, li ha portati a esporre poi in altre sedi prestigiose, in altri casi, a ricevere importanti riconoscimenti oltre a d essere stati editati per la prima volta in Occidente in occasione della mostra bresciana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle precedenti edizioni, a cura di Elettra Stamboulis, si sono svolte le personali di Zehra Do\u011fan (Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche, 2019), Badiucao (La Cina non \u00e8 vicina. Opere di un artista dissidente, 2021), Victoria Lomasko (Victoria Lomasko. The Last soviet artist, 2022) e Khalid Albaih (La stagione della migrazione a Nord, 2024); a queste si aggiunge Finch\u00e9 non saremo libere (2023), collettiva delle artiste iraniane Sonia Balassanian, Farideh Lashai, Shirin Neshat, Soudeh Davoud e Zoya Shokoohi, curata da Ilaria Bernardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra Material for an exhibition un ricco catalogo Skira; l\u2019identit\u00e0 visiva dell\u2019esposizione \u00e8 stata curata dallo studio Liberink.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esporre al Museo di Santa Giulia le opere di Eltiqa Group for Contemporary Art sopravvissute alla distruzione e proporre a Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar una residenza artistica nella nostra citt\u00e0 significa riconoscere che l\u2019arte \u00e8 testimonianza, costruzione di legami, strumento di conoscenza reciproca. Grazie ai loro lavori e a quelli di Haig Aivazian e di Emily Jacir possiamo comprendere come l\u2019espressione creativa sia spazio di resilienza anche nei contesti pi\u00f9 drammatici. \u201cMaterial for an Exhibition\u201d ci invita a guardare oltre le narrazioni semplificate per incontrare le storie e le vite di chi il conflitto lo vive quotidianamente, ricordandoci che la cultura \u00e8 sempre ponte tra mondi diversi e che proprio per questo possiamo e dobbiamo, come citt\u00e0 ma anche individui, agire per la tutela e la protezione del patrimonio culturale di tutte le comunit\u00e0, in quanto preziosa eredit\u00e0 che unisce l\u2019umanit\u00e0 travalicando confini geografici e temporali. La mostra rappresenta un momento cardine del Festival della Pace e testimonia la grande qualit\u00e0 del nostro sistema museale, capace di proporre iniziative di profilo internazionale, mettendosi al servizio di un\u2019idea dell\u2019arte come promozione della pace, del rispetto tra le persone e della scoperta di nuovi orizzonti culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laura Castelletti, Sindaca di Brescia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricreare in Europa quanto distrutto a Gaza, ci appare come un importante atto di diplomazia culturale e un importante segnale di libert\u00e0. La vera vocazione dell\u2019Europa, d\u2019altra parte, \u00e8 la pace nella libert\u00e0 e nella giustizia, proprio perch\u00e9 l\u2019Europa nasce come risposta di libert\u00e0 e giustizia a fronte degli orrori della guerra. L\u2019art. 9 della nostra Costituzione ci ricorda che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura: qui a Brescia promuovere la cultura ha un valore internazionale e un valore di pace. Grazie a Brescia Musei per l\u2019impegno che ogni anno mette a disposizione del festival e grazie agli artisti presenti che con la denuncia rappresentata nelle loro opere, ci impegnano ad una responsabilit\u00e0 civile e politica a cui non bisogna sottrarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberto Rossini, Presidente del Consiglio Comunale di Brescia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel solco della Rassegna Arte Contemporanee e Diritti Umani, lanciata da Fondazione Brescia Musei nel 2019, la mostra \u201cMaterial for an Exhibition, Storie, Memorie e Lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo\u201d, riafferma la missione del museo come bene e spazio comune. Un luogo pubblico della contemporaneit\u00e0, nel quale la pratica artistica diventa esercizio di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0. In un tempo di riduzionismi e semplificazioni, questa mostra invita a sostare nella complessit\u00e0, a riconoscere nell&#8217;arte non solo un riflesso del mondo, ma il suo possibile riscatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con \u201cMaterial for an Exhibition, storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo, Fondazione Brescia Musei\u201d rinnova convintamente l&#8217;idea che i musei siano creature dotate di soggettivit\u00e0, nei quali il progetto culturale guida l&#8217;interpretazione sul materiale esposto. Cos\u00ec \u00e8 massimamente evidente nel ciclo &#8220;arte e diritti&#8221;. La nostra Istituzione, Fondazione Brescia Musei, ha deciso di orientarsi alla generazione di un impatto sociale di lungo termine per la comunit\u00e0 e per i nostri tanti ospiti, i visitatori, miscelando arte, pensiero e cittadinanza, e lo fa quest&#8217;anno interrogando i visitatori con le opere conturbanti di Al-Jawahiri, Mattar, Aivazian e Jacir da Gaza, dalla Palestina e dal Mediterraneo. L&#8217;arte del nostro presente diviene, nel Museo di Santa Giulia, il linguaggio per unire luoghi e memorie disperse, connettere visibili e invisibili sottratti, superare la perdita con la rinascita. Il Museo di Santa Giulia a Brescia come spazio pubblico, luogo di dibattito aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Karadjov, Direttore Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Brescia Musei \u00e8 una fondazione di partecipazione pubblico\u2013privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento \u201cLeonessa d\u2019Italia\u201d, Castello di Brescia \u201cFalco d\u2019Italia\u201d e Cinema Nuovo Eden. La Fondazione Brescia Musei \u00e8 parte della Rete dell\u2019800 Lombardo con la Pinacoteca Tosio Martinengo e il Museo del Risorgimento \u201cLeonessa d\u2019Italia\u201d. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell\u2019offerta di Associazione Abbonamento Musei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra sar\u00e0 gratuita per tutta la durata del Festival della Pace, fino al 23 novembre 2025. BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA &nbsp; 8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":154335,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[32599],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154330"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=154330"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154330\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":154354,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154330\/revisions\/154354"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/154335"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=154330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=154330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=154330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}