{"id":154470,"date":"2025-11-11T19:12:03","date_gmt":"2025-11-11T18:12:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154470"},"modified":"2025-11-12T18:28:57","modified_gmt":"2025-11-12T17:28:57","slug":"arte-a-bassano-restituito-al-pubblico-il-cavallo-di-canova-nella-sua-straordinaria-interezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154470","title":{"rendered":"Arte a Bassano &#8211; restituito al pubblico il cavallo di Canova nella sua straordinaria interezza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Le\u00a0 Gallerie d\u2019Italia di Milano dal 28 novembre 2025 ospiter\u00e0 la mostra <strong>Eterno e visione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL CAVALLO COLOSSALE DI ANTONIO CANOVA TORNA A RISPLENDERE DOPO OLTRE CINQUANT\u2019ANNI: COMPLETATO L\u2019IMPONENTE PROGETTO DI RESTAURO<\/p>\n<figure id=\"attachment_154474\" aria-describedby=\"caption-attachment-154474\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/13_\u00a9JPS.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-154474\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/13_\u00a9JPS-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-154474\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>\u00a9 Joan Porcel Studio &#8211; Particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Cavallo colossale di Antonio Canova,<\/strong> opera simbolo delle collezioni bassanesi, risorge dalle ceneri: o per meglio dire, dai frammenti che per oltre cinquant\u2019anni hanno atteso nei depositi dei Musei Civici di Bassano del Grappa di essere ricomposti e restituiti al pubblico nella loro straordinaria interezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le ultime opere realizzate in vita dal genio di Possagno,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Cavallo colossale \u00e8 una monumentale statua in gesso<\/strong> <strong>dipinto a finto bronzo<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nata come modello per la scultura equestre del Re di Napoli Ferdinando I di Borbon<\/strong>e. Per volere del fratello Giambattista Sartori Canova<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019opera giunse al Museo di Bassano nel 1849<\/strong> insieme all\u2019imponente collezione di gessi, monocromi, bozzetti e documenti canoviani, e qui<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rimase esposta fino alla fine degli anni Sessanta<\/strong> quando, in occasione di importanti lavori di riallestimento,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fu smontata e trasportata nei depositi<\/strong> al fine di trovarle una nuova e pi\u00f9 adeguata collocazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa collocazione non fu mai trovata, e per oltre cinquant\u2019anni i suoi numerosi frammenti sono stati condannati all\u2019oblio in grave stato di deterioramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A lungo la ricomposizione del grande gesso \u00e8 stata ritenuta impossibile<\/strong>, ma la messa a punto di nuove tecnologie applicate al restauro e il fondamentale contributo di partner e sostenitori privati hanno permesso al colosso di tornare a risplendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima tappa in cui la scultura sar\u00e0 visibile nella sua interezza \u00e8 infatti<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">la prestigiosa cornice delle Gallerie d\u2019Italia di Milano<\/span> che, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 28 novembre 2025, ospiter\u00e0 la mostra Eterno e visione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della mostra milanese,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il capolavoro restaurato potr\u00e0 finalmente tornare a Bassano del Grappa<\/strong> e ritrovare il proprio posto tra le sale del<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> Museo Civico. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019opera monumentale per dimensioni e per rilevanza culturale, straordinario arricchimento del patrimonio veneto e dell\u2019identit\u00e0 del Paese, che ritorna alla luce dopo essere stata celata agli occhi del pubblico per oltre mezzo secolo, e che potr\u00e0 essere nuovamente fruita da tutti i visitatori. \u201cLa complessit\u00e0 progettuale ed esecutiva dell\u2019intervento \u00e8 stata ricca di stimoli e una sfida professionale unica nel suo genere\u201d afferma il restauratore Giordano Passarella di Passarella Restauri Srl.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma e Milano capitali del Neoclassicismo e che vedr\u00e0 proprio il colosso essere l\u2019opera simbolo attorno a cui si sviluppa idealmente il percorso di mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ridargli vita \u00e8 stato l\u2019innovativo progetto promosso e organizzato dal Comune e i Musei Civici di Bassano del Grappa, in collaborazione con l\u2019Alta Sorveglianza ai lavori della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza e il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la citt\u00e0 metropolitana di Venezia, con il Main partner Intesa Sanpaolo nell\u2019ambito del progetto \u201cRestituzioni\u201d e il Main sponsor Venice in Peril Fund.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019Amministrazione di Bassano del Grappa esprime profonda soddisfazione per la conclusione dell\u2019intervento di restauro del Cavallo colossale di Antonio Canova. Un progetto ambizioso che restituisce nuova vita ad uno dei capolavori simbolo di Bassano del Grappa, da sempre impegnata nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio artistico, e riconsegna al pubblico un tesoro di inestimabile valore che si credeva definitivamente perduto.\u201d dichiara l\u2019Amministrazione comunale di Bassano del Grappa. \u201cQuesto traguardo rappresenta un momento di grande orgoglio per la citt\u00e0 e testimonia l\u2019importanza della fruttuosa sinergia tra pubblico e privato che, grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e di Venice in Peril Fund e all\u2019attenzione riposta dal Ministero della Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, pone la citt\u00e0 di Bassano del Grappa quale centro culturale di rilevanza nazionale e internazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambizioso progetto di restauro, condotto dalla ditta Passarella Restauri, \u00e8 iniziato da un\u2019attenta fase di catalogazione e di studio dei frammenti che ha permesso di scoprire informazioni inedite sull\u2019opera e sugli interventi successivi alla sua realizzazione. Durante l\u2019analisi \u00e8 infatti emersa la presenza di materiali aggiunti in epoca ottocentesca, risalenti al primo riassemblaggio della scultura, cio\u00e8 a quando questa fu trasportata dal laboratorio romano di Antonio Canova a Possagno e, da qui, al Museo di Bassano del Grappa nel 1849.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali<strong> aggiunte postume \u2013 composte da gesso, cocci di mattone, vasellame e fasciame metallico \u2013 avevano causato un notevole inspessimento della parte interiore del Cavallo e aumentato di oltre 400 kg il peso della scultura, rendendo necessario un delicato lavoro di rimozione:<\/strong> un\u2019operazione, eseguita manualmente e con strumenti di precisione, che ha consentito di risalire alla superficie originale del gesso canoviano, come comprovato dal ritrovamento di un frammento di un libro di tardo Settecento che casualmente era capitato in mezzo all\u2019impasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta alleggeriti i frammenti, si \u00e8 passati alla<strong> lunga e onerosa fase di riassemblaggio: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la ricerca dei vari punti di contatto<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>degli oltre duecento frammenti dell\u2019opera,<\/strong> la creazione di nove macro-sezioni e infine l\u2019accostamento graduale dei grandi e pesanti pezzi, ripetuto pi\u00f9 volte affinch\u00e9 non si presentassero dislivelli.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, con la collaborazione dello studio R.S. Ingegneria di Padova, \u00e8 stata progettata e realizzata la nuova struttura portante interna al corpo del Cavallo colossale, che permette di sostenere l\u2019intero peso dell\u2019opera senza gravare sulle zampe, rifacendosi all\u2019originaria struttura canoviana. Il nuovo telaio metallico sorregge le varie parti dell\u2019opera e ne scarica i pesi su un basamento tecnologico rinforzato, garantendone la protezione anche in caso di elevate sollecitazioni sismiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le operazioni si sono concluse, infine, con il restauro estetico della superficie, ovvero la<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rifinitura degli stucchi e l\u2019integrazione pittorica delle lacune, eseguita ad acquerello e a tempera in un tono leggermente pi\u00f9 chiaro rispetto all\u2019originale,<\/strong> per distinguere visivamente gli interventi di restauro pur garantendo una lettura armonica dell\u2019opera.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Soprintendenza di Verona ha seguito costantemente i lavori, che si sono caratterizzati per un costruttivo e competente dialogo tra la committenza, i funzionari responsabili della tutela, i restauratori, gli ingegneri e la direzione dei lavori\u201d afferma il Soprintendente arch. Andrea Rosignoli. \u201cSolo il confronto tra le varie professionalit\u00e0 coinvolte ha permesso di trovare le soluzioni pi\u00f9 adatte nell\u2019estrema complessit\u00e0 di un restauro che non ha precedenti per dimensioni dell\u2019opera e criticit\u00e0 del suo materiale costitutivo. Il Ministero della Cultura ha garantito il suo sostegno a questa impresa fin dall\u2019inizio, con un contributo in conto capitale che sar\u00e0 erogato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la citt\u00e0 metropolitana di Venezia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo importante traguardo si inserisce nell\u2019ambito del progetto \u201cRestituzioni\u201d, il programma biennale di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico del Paese curato e promosso da Intesa Sanpaolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPochi giorni fa abbiamo inaugurato a Roma la ventesima edizione di Restituzioni, confermando un impegno che da quasi quarant\u2019anni la nostra Banca porta avanti con cura e dedizione al fianco degli enti territoriali del Ministero della Cultura\u201d dichiara Silvia Foschi, Responsabile Patrimonio Storico Artistico e Attivit\u00e0 Culturali della Direzione Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo. \u201cIl programma ha permesso di restaurare pi\u00f9 di 2.200 opere del patrimonio italiano, testimonianze della nostra storia e della nostra identit\u00e0, grazie alla competenza dei migliori restauratori e studiosi. Oggi condividiamo il lavoro fatto sul monumentale Cavallo colossale di Antonio Canova dei Musei Civici di Bassano del Grappa, un intervento conservativo che si impone per la complessit\u00e0 e per la qualit\u00e0 del risultato raggiunto. Una vera restituzione, alla comunit\u00e0, al territorio, al Paese. Creando un ponte ideale tra Roma e Milano, la magnifica scultura, con la sua potenza e armonia, sar\u00e0 protagonista della mostra dedicata all\u2019et\u00e0 napoleonica che apriremo nelle prossime settimane alle Gallerie d\u2019Italia di Milano. Il recupero di questa straordinaria opera \u00e8 ulteriore testimonianza di una responsabilit\u00e0 concreta verso il patrimonio artistico nazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa conclusione di questo intervento rappresenta un momento importante di valorizzazione e conoscenza, frutto di un lavoro condiviso che ha permesso di restituire pienamente la qualit\u00e0 e la forza espressiva dell\u2019opera\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La documentazione dei lavori \u00e8 stata raccontata in una serie di video reportage realizzati grazie al sostegno di Venice in Peril Fund, che ha cos\u00ec supportato il suo primo progetto di restauro sulla terraferma veneta, in virt\u00f9 dell\u2019importante patrimonio storico e artistico di cui Bassano del Grappa \u00e8 custode. Le preziose testimonianze dei protagonisti coinvolti nell\u2019intervento, veicolati tramite i canali di comunicazione digitale del Comune e dei Musei Civici di Bassano del Grappa, si chiuderanno con un video conclusivo che presenta al pubblico il ripristino di questo impareggiabile capolavoro riportato al suo originale splendore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo orgogliosi di essere il Main sponsor del restauro del Cavallo Colossale di Antonio Canova e di aver contributo a far tornare a splendere questo capolavoro nella sua piena magnificenza\u201d dichiara Anthony Roberts, Vice Presidente Venice in Peril Fund. \u201cIl progetto si inserisce nella lunga tradizione di Venice in Peril Fund nel supportare interventi conservativi a Venezia e, pi\u00f9 recentemente, nel Veneto. In quanto residente a Bassano del Grappa sono particolarmente lieto di aver collaborato, non solo con il team di restauro che ha riporato l\u2019opera al suo aspetto originale, ma anche con le istituzioni coinvolte e il Main partner Intesa Sanpaolo, e attendo con grande interesse il ritorno del capolavoro canoviano nella sua casa: al Museo Civico di Bassano del Grappa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl restauro del Cavallo colossale \u00e8 stato un percorso di eccezionale complessit\u00e0 e fascino, sia per le dimensioni e le condizioni dell\u2019opera, sia, soprattutto, per l\u2019uso di tecnologie e metodologie innovative che lo annoverano tra gli interventi di recupero del patrimonio italiano pi\u00f9 spettacolari e rilevanti degli ultimi anni; un restauro che rappresenta anche un momento unico di studio e conoscenza del metodo canoviano. Un traguardo che non esito a definire storico l\u2019aver consentito, dopo 56 anni dal suo danneggiamento, il recupero di un\u2019opera d\u2019arte di tale rilevanza grazie a un progetto pioneristico che consentir\u00e0, dapprima nella mostra milanese e infine a Bassano del Grappa, di ammirare nuovamente uno dei massimi capolavori di Antonio Canova e di tutta la storia della scultura neoclassica\u201d conclude Barbara Guidi, Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le\u00a0 Gallerie d\u2019Italia di Milano dal 28 novembre 2025 ospiter\u00e0 la mostra Eterno e visione. 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