{"id":154491,"date":"2025-11-11T19:37:13","date_gmt":"2025-11-11T18:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154491"},"modified":"2025-11-11T19:37:13","modified_gmt":"2025-11-11T18:37:13","slug":"salute-e-cibo-la-biodiversita-e-importante-anche-per-la-nostra-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154491","title":{"rendered":"Salute e cibo &#8211; la biodiversit\u00e0 \u00e8 importante anche per la nostra salute"},"content":{"rendered":"<p>Slow Grains 2025: a Reggio Calabria Slow Food disegna la cerealicoltura del futuro<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1AASF0231508-1536x1031-X2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-154493\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1AASF0231508-1536x1031-X2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tre giorni per valorizzare i cereali tradizionali<\/strong> e i loro custodi, tutelare il patrimonio di saperi legato al grano e ai suoi trasformati, e promuovere sinergie vincenti tra coltivatori, trasformatori, istituzioni e cittadini. Si \u00e8 tenuta lo scorso weekend \u2013 dal 7 al 9 novembre \u2013 la prima edizione di Slow Grains &#8211; Dialoghi per coltivare il futuro, l\u2019evento organizzato da Citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria con Slow Food Italia e Slow Grains, che ha riunito nel cuore della citt\u00e0 sullo Stretto esperti,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>studiosi, piccoli produttori e trasformatori locali e nazionali<\/strong> per ragionare sul futuro della biodiversit\u00e0 cerealicola.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>Ogni seme \u00e8 un patrimonio di biodiversit\u00e0,<\/strong> di conoscenze contadine,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>di adattamenti millenari ai territori e ai climi. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Proteggere i semi, custodirne la variet\u00e0,<\/strong> significa difendere la possibilit\u00e0 stessa di scegliere come e cosa coltivare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi tre giorni abbiamo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ribadito che la conservazione dello straordinario patrimonio genetico cerealicolo italiano<\/strong> passa attraverso la condivisione, la conoscenza e la consapevolezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il modello di sviluppo a cui dobbiamo tendere non \u00e8 quello dell\u2019omologazione<\/strong>,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ma della diversit\u00e0 biologica, genetica e culturale, che \u00e8 <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alla base della resilienza dei sistemi agricoli, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>della fertilit\u00e0 dei suoli,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>della salute delle piante e degli animali,<\/strong> e anche<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>della nostra alimentazione.<\/strong> Adottare un modello agroecologico significa immaginare un\u2019agricoltura che non si limiti a produrre, ma che rigeneri l\u2019ecosistema, restituisca valore ai territori e alle comunit\u00e0, integrando saperi scientifici e tradizionali, costruendo reti di cooperazione tra agricoltori, ricercatori, istituzioni e cittadini\u00bb afferma Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Giuseppe Falcomat\u00e0, sindaco della Citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria, Slow Grains \u00ab\u00e8 stata una manifestazione estremamente positiva e un&#8217;ulteriore opportunit\u00e0 per mettere in luce la cultura profonda che circonda il grano, non solo un prodotto di consumo, ma parte integrante della nostra storia e della nostra identit\u00e0 che abbiamo il dovere di continuare a valorizzare e raccontare con sempre maggiore efficacia. Come Citt\u00e0 Metropolitana, siamo molto lieti di aver collaborato con Slow Food, accogliendo l\u2019invito promosso dal consigliere Giuseppe Giordano, al quale va il mio ringraziamento per il brillante lavoro svolto in questi anni. La cultura legata al cibo sano e alla tradizione impone una maggiore attenzione verso il consumo dei prodotti locali e una consapevolezza che deve necessariamente partire e coinvolgere soprattutto le giovani generazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Slow Grains \u00e8 stata infatti l\u2019occasione per costruire dialoghi tra tutti gli attori della filiera che si sono confrontati nelle numerose conferenze e talk, ospitate nella Sala Biblioteca di Palazzo Alvaro. Esperti, studiosi, produttori, cuochi e fornai hanno affrontato i temi pi\u00f9 attuali del settore: dal ruolo della cerealicoltura come strumento per rilanciare le aree montane, alla proposta di Slow Food sulle \u201cmisure specchio\u201d, strumenti di equit\u00e0 da inserire negli accordi commerciali internazionali, alla tutela dei semi. Tra i relatori Andrew Calabrese dell\u2019Universit\u00e0 del Colorado, Alessandra Corrado, sociologa e docente dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, Salvatore Ceccarelli, genetista agrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla rete Slow Grains, Rosy Attin\u00e0, una laurea in economia e un passato da insegnante, oggi fa la fornaia a Roccaforte del Greco: \u00abL\u2019amore per il pane nasce fin da quando ero bambina e osservavo mia mamma che lo sfornava. Insieme a mio marito abbiamo realizzato<strong> il sogno di un forno a legna, in cui panifico con il lievito madre che ho creato quindici anni fa<\/strong>. <strong>Un piccolo panificio, produciamo quantit\u00e0 ristrette, ma lo abbiamo voluto mantenere a Roccaforte per garantire alla comunit\u00e0 locale un pane di qualit\u00e0, che fa bene,<\/strong> e perch\u00e9 cos\u00ec chi vuole assaggiarlo deve venire nel nostro borgo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mariangela Costantino, agronoma, nella piana di Lamezia Terme coltiva grano continuando una tradizione di famiglia \u00abin una logica di biodiversificazione. Dopo alcune prove con le variet\u00e0 convenzionali, abbiamo iniziato con<strong> l\u2019Incensarola, un grano che ha rese pi\u00f9 basse ma che \u00e8 identitario del territorio, pi\u00f9 resistente ai patogen<\/strong>i. Oggi sono custode del seme, che ho recuperato da un anziano coltivatore del posto: custodire non \u00e8 solo un dovere morale, \u00e8 l\u2019unica alternativa che abbiamo per il futuro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDi anno in anno, la nostra preoccupazione cresce osservando il progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei piccoli produttori, i veri e propri custodi delle aree pi\u00f9 fragili del nostro paese. A Reggio Calabria, abbiamo percepito la loro speranza che si possa ancora intervenire con decisione per fermare l&#8217;abbandono da quei luoghi che dipendono vitalmente dalla loro presenza. In questi giorni \u2013 spiega Mimmo Pontillo, coordinatore di Slow Grains Italia \u2013 abbiamo analizzato i nodi da affrontare e le progettualit\u00e0 che potrebbero concretamente aiutare la diffusione e il consolidamento delle filiere dei grani tradizionali, che rappresentano una possibile chiave di innovazione e sviluppo per questi territori. Siamo profondamente convinti che il vero cambiamento debba nascere dalle economie locali, dove la resistenza \u00e8 sostenuta dal forte senso di appartenenza e dalla partecipazione alla produzione di cibo di prossimit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tre giorni di Slow Grains, in Piazza Italia, i Laboratori del Gusto hanno accompagnato i visitatori alla scoperta delle forme e dei sapori di grani e trasformati locali. Nell\u2019area del Mercato, <strong>oltre 20 produttori hanno rappresentato la biodiversit\u00e0 calabrese e di altre regioni d\u2019Italia<\/strong> attraverso farine, paste tradizionali, frise, biscotti, birre artigianali, salumi naturali, formaggi e mieli, tra cui diversi Pres\u00ecdi Slow Food.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI tre giorni di Slow Grains in Calabria sono stati caratterizzati dall\u2019intensit\u00e0 e dal valore profondo della cultura relazionale che distingue Slow Food da qualsiasi altro movimento. Reggio Calabria ha fissato un\u2019importante tappa del lungo viaggio di Slow Grains, un processo prospettico, un\u2019intensa riflessione sul futuro fatta nel presente, uno sguardo consapevole su ci\u00f2 che potrebbe succedere domani per agire oggi in modo buono, pulito e giusto per tutte e tutti\u00bb racconta Michelangelo D\u2019Ambrosio, presidente di Slow Food Calabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima edizione di Slow Grains \u00e8 stata realizzata da Citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria con Slow Food Italia e Slow Grains, con Slow Food Calabria, Comunit\u00e0 Slow Food dei grani tramandati in Aspromonte e dei cibi della memoria storica, Conpait Pasticceri d\u2019Italia, con il patrocinio della Citt\u00e0 di Reggio Calabria, Dipartimento di Agraria dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, con il contributo di Galbatir, agenzia per lo sviluppo locale, Gal Terre Locridee. Supporto alla comunicazione Progetto Touring. Con la collaborazione di Ipalbtur \u201cGiovanni Trecroci\u201d, Liceo Artistico \u201cPreti Frangipane\u201d, Touring Club Italiano di Reggio Calabria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Slow Grains 2025: a Reggio Calabria Slow Food disegna la cerealicoltura del futuro Tre giorni per valorizzare i cereali tradizionali e i loro custodi, tutelare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":72182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,2855,53],"tags":[32615],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154491"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=154491"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":154496,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154491\/revisions\/154496"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72182"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=154491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=154491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=154491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}